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Storia del vino

Cerealto 2018 il bianco resistente che nasce a 700 metri di quota

Cerealto 2018 il bianco resistente che nasce a 700 metri di quota

Un vino fermo da bronner e johanniter, vitigni resistenti allevati in un terreno d’altura. Lo produce Terre di Cerealto, azienda pioniera in Veneto per la coltivazione di PIWI.

Un bianco fermo IGT da blend di uve johanniter (60%) e bronner (40%) coltivate a 700 metri di altitudine dall’azienda Terre di Cerealto, tra le prime realtà in Veneto a credere e a piantare solo resistenti. Prodotto per la prima volta nel 2017, Cerealto oggi è disponibile nell’annata 2018. “La seconda annata di un vino è sempre la più difficile – spiega Massimo Reniero, fondatore di Terre di Cerealto assieme a Silvestro Cracco – soprattutto quando la precedente è andata bene come nel caso del Cerealto 2017. Nel millesimo 2018 le condizioni climatiche sono state estremamente favorevoli e la perfetta maturazione delle uve ha esaltato le loro peculiarità: carattere e personalità per lo johanniter e finezza ed eleganza per il bronner. I mosti sono stati generosi e i nuovi vini hanno dimostrato da subito grande struttura. L’elevage sulle fecce fini ci ha permesso di preservarne la freschezza e di aumentare la complessità”. L’etica di Terre di Cerealto si è sempre rivolta al pieno rispetto del fragile ecosistema pedemontano e, al momento della selezione dei vitigni da allevare in questo terreno d’altura, la scelta è spontaneamente ricaduta sui PIWI. Grazie all’elevata tolleranza dei vigneti resistenti alle malattie, la maggior parte dei trattamenti fitosanitari è stata eliminata mentre vengono utilizzati solamente principi attivi di origine naturale, estratti vegetali, microrganismi o insetti utili, che favoriscono la sostenibilità ambientale. Le uve, raccolte a mano in cassetta, vengono vinificate separatamente per ogni singolo appezzamento, mentre l’affinamento consiste in sette mesi sulle fecce fini e sei mesi in bottiglia prima della messa in commercio. Il risultato è un vino aromatico e dall’acidità vibrante, equilibrato e perfetto da aperitivo o in abbinamento a piatti a base di pesce, in particolare crudo, e verdure fresche. L'avvolgenza al palato data dal parziale affinamento in barrique permette anche l'accostamento con piatti più strutturati come carni bianche e torte salate. Lo johanniter è un vitigno a bacca bianca ottenuto nel 1968 in Germania da un incrocio di diversi Riesling. La vendemmia è precoce e le viti si caratterizzano per una produzione elevata e per grappoli di medie dimensioni, che nel momento di piena maturazione assumono un colore giallo-verde con piccoli punti neri sulla buccia. I sentori sono intensi, fruttati e bilanciati da una nota di acidità. In bocca ricorda pinot grigio e riesling grazie alle note di mela cotogna, pera e mandarino, mentre il retrogusto può essere leggermente speziato. Il bronner invece è nato in Germania nel 1975 dall’incrocio del vitigno merzling con il sankt laurent. Uva a bacca bianca vigorosa, particolarmente resistente alla peronospora e all’oidio, in grado di donare vini di buona struttura e di media acidità. Al naso presenta sentori fruttati, di limone e frutti esotici, ma anche di miele, mentre in bocca ha una buona nota minerale e si caratterizza per una lunga persistenza. Terre di Cerealto Nata del 2015 dall’idea degli amici Massimo Reniero e Silvestro Cracco, la cantina è situata nel piccolo altopiano di Cerealto, frazione di Valdagno (Vicenza). I vigneti si estendono in soli 2,7 ettari di terreno e vengono allevati a oltre 700m di quota, in un territorio incontaminato che si affaccia sulle Piccole Dolomiti. I primi impianti sono stati di Johanniter e Bronner, che oggi occupano rispettivamente 0,64 e 1,30 ettari, a cui sono stati da poco aggiunti 0,7 ettari di Sauvignier Gris, per un totale di otto diversi cru.

 Rossi di cantina di Soave premiati nei pi

Rossi di cantina di Soave premiati nei pi

Il Ripasso Superiore Doc “Rocca Sveva” 2015 ottiene 95 punti al “5 Star Wines – Vinitaly 2020” e far

 Rossi di cantina di Soave premiati nei pi

Rossi di cantina di Soave premiati nei pi

Il Ripasso Superiore Doc “Rocca Sveva” 2015 ottiene 95 punti al “5 Star Wines – Vinitaly 2020” e far

Enografia Italiana

Concours Mondial de Bruxelles 2015: 16 le gran medaglie ai vini italiani

Concours Mondial de Bruxelles 2015: 16 le gran medaglie ai vini italiani

Numeri da record per la edizione 22 del Concours Mondial de Bruxelles, svoltasi a Jesolo (Ve): oltre 8mila campioni (un migliaio in più rispetto alla precedente edizione italiana, in scena a Palermo nel 2010), più di 300 giurati e ben 160 persone che hanno collaborato alla riuscita della manifestazione sul territorio. 16 le gran medaglie ai vini italiani Concours Mondial de Bruxelles è sempre stato un importante appuntamento per il mondo del vino di qualità. Dal 2006 è diventato itinerante e ques'anno si è tenuto in Italia.  354 medaglie le medaglie ai vini italiani: 16 sono Gran medaglie d’oro, 104 medaglie d’oro e 234 medaglie d’argento. Il prossimo anno il Concorso  si sposta nel cuore della Bulgaria, a Plovdiv, per l’edizione del prossimo maggio 2016. Le Gran medaglie d'oro italiane VINO AZIENDA   Bursôn Tenuta Uccellina 2009 Ravenna Igt  Tenuta Uccellina   Carlo V Il Rosso dell'Imperatore 2013 Veneto Igt  Colli Vicentini   Cavitira Casa Vinicola Triacca Poderuccio 2011 Vino Nobile di Montepulciano Docg  Cavitria Casa Vinicola Triacca   Duca di Montalbo 2002 Sicilia Igt  Azienda Agricola G. Milazzo   Duca di Montalbo 2004 Sicilia Igt  Azienda Agricola G. Milazzo   Friularo Il Fondatore 2003 Bagnoli Doc  Conselve Vigneti e Cantine   Gironia Rosso Riserva 2008 Biferno Doc  Cantine Borgo di Colloredo   Gocce 2013 Primitivo di Manduria Dop  Feudi Salentini   Kaid Syrah 2012 Sicilia Doc  Alessandro di Camporeale   Lomanegra 2008 Montepulciano d'Abruzzo Doc  Società Agricola Rosarubra   Macchiarossa 2010 Doc Tintilia del Molise  Claudio Cipressi   Nican 2008 Montepulciano d'Abruzzo Doc  Cantina Orsogna di O.V. Orsogna    Pietra Sacra Rosso Riserva 2008 Erice Doc  Fazio Casa Vinicola in Erice    Ricossa 2012 Barbera d'Asti Docg Superiore  MGM Mondo del Vino   Scialo 2012 Terre Siciliane Igp  CVA Canicattì   Sichivej 2011 Barbera d'Asti Docg Superiore  Azienda Agricola Bel Sit              

Vitigni autoctoni

Consorzio Etna Doc ottime aspettative dalla vendemmia 2020

Consorzio Etna Doc ottime aspettative dalla vendemmia 2020

La variegata raccolta sui quattro versanti dell'Etna, tra le ultime in Italia a concludersi, è appena giunta al termine. Primi riscontri più che positivi: uve sane, mature ed equilibrate. "Qualità alta con punte di eccellenza".

"Siamo sicuramente molto soddisfatti e pensiamo di poter ottenere vini di grande livello dall'annata 2020" commenta Antonio Benanti, Presidente del Consorzio di Tutela Vini Etna DOC.  "Il territorio dell'Etna è eterogeneo per natura. Non mi riferisco solo all'effetto che le colate laviche, nel corso del tempo, hanno avuto nella creazione di tante straordinarie differenze e sfumature anche su terreni molto vicini tra loro. Qui i vigneti, rigorosamente di varietà autoctone, si estendono ad altitudini variabili, dai 400 fino ad oltre 1000 metri, e su versanti differenti, con microclimi del tutto peculiari. Al netto di questa straordinaria varietà che ci contraddistingue, quest'anno abbiamo potuto riscontrare alcuni aspetti oggettivi, presenti un po' ovunque, che ci fanno pensare ad un'annata in grado di regalare vini di notevole equilibrio ed eleganza. Aspetti che spesso caratterizzano i vini etnei, ma che quest'anno crediamo saranno particolarmente accentuati". La vendemmia etnea è iniziata nella seconda metà di settembre con la raccolta delle prime uve per le basi spumante e si è conclusa, tra le ultime in Italia, a fine ottobre con le due varietà a bacca rossa, il Nerello Mascalese e il Nerello Cappuccio. "Un primo aspetto da sottolineare è che, a parte singoli e circoscritti casi, non abbiamo registrato danni dovuti a grandine o gelate – continua Antonio Benanti –. Non è un fattore così scontato". La maturazione delle uve è stata generalmente regolare e, pur considerando le peculiarità di ogni varietà, le differenti altitudini e caratteristiche dei quattro versanti, sicuramente eccellente. "Mediamente le varietà a bacca bianca, a partire dal Carricante, sono maturate più tardivamente rispetto ad altri anni nei quattro versanti dell'Etna. Le uve a bacca rossa, invece, hanno avuto una maturazione più regolare e una data di vendemmia classica". Anche se è ancora troppo presto per poter fornire dati in tal senso, la vendemmia 2020 sembra essere soddisfacente anche dal punto di vista quantitativo. "La raccolta si è appena conclusa e quindi è prematuro fornire delle stime sui volumi. La prima impressione è di un'ottima annata sotto tutti gli aspetti, e questa è una buona notizia considerando che sta per concludersi un anno davvero complicato a causa dell'emergenza sanitaria in corso causata dalla pandemia" afferma il Direttore del Consorzio, Maurizio Lunetta. Scendendo nel dettaglio dei differenti versanti dell'Etna, non mancano le conferme circa la qualità della vendemmia appena conclusa, ma al tempo stesso la fotografia delle tante differenze presenti all'interno di una denominazione ricca di sfaccettature. "È certamente un'annata che ci sentiamo di definire eccellente" commenta Margherita Platania, produttrice del versante Sud-Ovest, con vigneti posizionati a ben 1000 metri di altitudine. "La fase iniziale della stagione è stata leggermente anticipata, ma in generale abbiamo registrato un andamento della maturazione regolare. Le condizioni climatiche di questo versante, con più ore di irraggiamento solare e grandi escursioni termiche tra il giorno e la notte, ottima ventilazione e scarsità di piogge, ci hanno consentito di protrarre la data di inizio della vendemmia e ottenere così una lenta e perfetta maturazione dei grappoli, comprese bucce e vinaccioli. Siamo soddisfatti, le uve promettono grandi cose". Spostandoci a Sud-Est, zona che beneficia sia dell'influenza del mare che di una eccellente luminosità, si trovano le condizioni ideali per la coltivazione sia del Nerello Mascalese che del Carricante, il commento rimane positivo. "La maturazione delle uve è stata molto equilibrata, con le uve a bacca bianca in ritardo di circa una decina di giorni rispetto al solito, tanto che le abbiamo vendemmiate insieme a quelle a bacca rossa" spiega questa volta Fabio Costantino, produttore con vigneti posizionati tra i 500 e i 600 metri sul livello del mare. "Quest'anno la crescita della parte vegetativa sia in campo che sulla vite è stata decisamente abbondante: un segnale che evidenzia un grande benessere della pianta e che ha reso necessaria una cura ancora più attenta in vigna". Il versante Est, incastonato tra il vulcano e il mare con vigneti spesso molto ripidi, si caratterizza per la presenza preponderante del Carricante, che qui assume note di freschezza e incisività di particolare distintività. "È stata un'annata che non facciamo fatica a giudicare come molto bella, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo" spiega Fabio Percolla, con vigne posizionate a 900 metri affacciate sul mare. "Il tempo, quest'anno, è stato un ottimo compagno di viaggio: abbiamo portato in cantina uve sanissime che, volendo, sarebbero potute rimanere anche più tempo in pianta. La piovosità, tipicamente presente su questo versante, che si concentra soprattutto nel periodo di ottobre e novembre, quest'anno è stata meno presente e ci ha consentito di vendemmiare con maggior serenità". Sul versante Nord, infine, tradizionalmente riconosciuto come la zona principe per il Nerello Mascalese e dove, alle quote più alte, solitamente si vendemmiano gli ultimi vigneti della DOC, le parole d'ordine sono equilibrio, profondità e freschezza. "L'annata 2020 la possiamo considerare più che soddisfacente, con punte di eccellenza assoluta nei cru" commenta il produttore Marco De Grazia, dai suoi vigneti ubicati tra i 600 e i 1000 metri di altitudine. "L'annata è stata caratterizzata da una primavera fresca e piovosa seguita da un'estate con pochi picchi di caldo a metà agosto. Abbiamo registrato, di conseguenza, un notevole ritardo nell'invaiatura e nella maturazione in generale, sia del Carricante che del Nerello Mascalese. Infine, un ottobre sorprendentemente mite, accompagnato da una straordinaria ricchezza vegetativa, ci ha concesso una lenta e lunga maturazione e alla fine uve sanissime".  "Siamo fiduciosi, è una vendemmia che ci consente di vinificare uve molto sane e dotate di tutte le caratteristiche necessarie, in tutti i versanti, per ottenere vini di grande equilibrio e finezza" conclude il presidente Benanti.

Cantina Tramin un incontro tra i grandi esperti di Gew

Cantina Tramin un incontro tra i grandi esperti di Gew

Il 29 ottobre Stephan Reinhardt di Robert Parker

Vitigni

TORREVILLA OLTRE UN SECOLO DI STORIA DA DEGUSTARE A 50 SFUMATURE DI PINOT NOIR

TORREVILLA OLTRE UN SECOLO DI STORIA DA DEGUSTARE A 50 SFUMATURE DI PINOT NOIR

L’Associazione di Viticoltori si unisce all’evento “50 sfumature di Pinot Noir”: un intero weekend, cinquanta degustazioni e altrettante etichette, per scoprire il vino principe dell’Oltrep

Un intero weekend durante il quale appassionati e semplici curiosi potranno immergersi nel mondo del Pinot Noir, di cui l’Oltrepò Pavese è primo produttore in Italia e terzo al mondo. Sabato 17, dalle 15 alle 20, e domenica 18, dalle 10 alle 19, dalla centralissima piazza del Duomo passando per il centro storico fino ad incontrare la via Emilia, avrà luogo il percorso degustativo con cinquanta punti di degustazione: un’occasione unica per scoprire e gustare, anche in abbinamento ai prodotti gastronomici della migliore tradizione, tutte le sfumature dei vini Pinot Noir, frutto di diverse vinificazioni (ben otto!), ma anche di diverse esperienze.   E quella di Torrevilla è senza dubbio una delle esperienze più longeve: principale interlocutore delle eccellenze dell’Oltrepò, Torrevilla prosegue nel percorso, intrapreso nel 1907 e mantenuto intatto con dedizione, fatto di qualità, ricerca, passione e rispetto delle tradizioni e del territorio.   Per l’occasione, l’associazione di viticoltori proporrà in degustazione le sfumature di tre dei suoi Pinot Nero della linea La Genisia: - Riserva 110 Pinot Nero Nature Docg: spumante Metodo Classico color giallo paglierino con riflessi dorati, perlage fine e persistente, si distingue per il suo profumo molto intenso con piacevoli note agrumate e sentori di frutta secca e piccola pasticceria, e per il gusto intenso, fresco e molto morbido con finale persistente. - Riserva 110 Pinot Nero Noir Dop: rosso fermo dal tipico color rubino con riflessi violacei, profumo intenso con eleganti note di piccoli frutti rossi che si sposano a piacevoli sentori di spezie, e gusto piacevolmente fresco, morbido e avvolgente nei suoi dolci tannini, con finale persistente e pulito. - Cruasé Rosé Docg: spumante Metodo Classico dal perlage fine e persistente, si caratterizza per un profumo intenso e delicato molto penetrante e per un gusto fruttato, morbido ed armonico che rivela una piacevole corposità. 50 Sfumature di Pinot Noir: Info & Costi. Verranno allestiti in Piazza Duomo e in Sala Zonca (via Emilia angolo via Ugo Gola) due punti in cui sarà possibile ritirare il proprio calice, che verrà distribuito insieme alla tasca e alla mappa dei punti degustazione. Con 15 euro si avrà diritto a 10 degustazioni di vino, a cui si abbineranno in alcune attività commerciali anche diversi assaggi di prodotti gastronomici della tradizione. Per chi volesse acquistare il kit in prevendita potrà farlo attraverso il portale Enonautilus al link https://enonautilus.com/experiences/50-sfumature-di-pinot-noir

Bollicine metodo classico firmate Biasin

Bollicine metodo classico firmate Biasin

Dalla cantina di Ca' Rovere spumanti di alta gamma

La Malvasia Tiare diventa d'oro

La Malvasia Tiare diventa d'oro

Riconoscimento per il biano dell

Vino e professioni

FRANCESCO PAGANI IL PERSONAL SOMMELIER CHE RACCONTA IL VINO ALL'ALTA FINANZA

FRANCESCO PAGANI IL PERSONAL SOMMELIER CHE RACCONTA IL VINO ALL'ALTA FINANZA

Negli ultimi anni il mondo della finanza ha iniziato ad interessarsi sempre di più al mondo del vino proprio perché si è andata diffondendosi la consapevolezza che alcune etichette, nel lungo termine, sono dei veri e propri "investimenti".

Il vino non è solamente appannaggio di buongustai e appassionati della categoria, è il mondo della finanza il nuovo player che negli ultimi anni ha iniziato ad interessarsi al settore, proprio perché si è andata diffondendosi la consapevolezza che alcune etichette, nel lungo termine, sono dei veri e propri "investimenti". Dopotutto, finanza e vino hanno un grande elemento in comune: il trascorrere del tempo, l'attesa che un investimento dia i suoi frutti e gli anni che trascorrono perché un vino esprima il massimo del suo potenziale e, perché no, anche del suo valore. Ecco che allora, per muoversi nell'intricato mondo di annate da ricordare, etichette imperdibili e vini "eterni", si fa strada una nuova figura professionale, quella del sommelier per il mondo della finanza. Non più un esperto addetto alla degustazione in sala o in occasione di kermesse quindi, ma un professionista con la responsabilità di spiegare ed illustrare ad un pubblico di non addetti ai lavori le potenzialità e le opportunità che il settore vitivinicolo offre. Ed è proprio questa particolare tipologia di offerta a contraddistinguere Francesco Pagani, consulente a 360 gradi del mondo vinicolo e specializzato in wine events dedicati al mondo corporate. "Negli anni ho curato numerosi eventi nell'ambiente finanziario e questo mi ha permesso di specializzarmi nell'intrattenimento di una clientela di alto profilo che spesso e volentieri vede il vino solo come una bevanda e non come un mezzo per generare curiosità e cultura o, ancora, una reale possibilità di diversificazione" - racconta lo stesso Pagani-. "La mia missione è quella di far arrivare ai clienti la passione e le emozioni che alimentano questo straordinario mondo ed è proprio questa la chiave di volta negli eventi, soprattutto corporate, per far divertire e coinvolgere realmente i partecipanti". Partendo da questo servizio, Francesco ha dedicato molto tempo ed energia alla selezione di vini per cantine private, bilanciando in maniera sartoriale ogni bottiglia da includere nelle collezioni dei suoi clienti accompagnandoli, etichetta dopo etichetta, in un percorso ideato apposta per loro e raccontando storia, anima e territorio di ogni vino selezionato. E non solo, negli anni ha creato numerose reti con consulenti finanziari ai quali ha offerto una consulenza completa per quanto riguarda il mondo vinicolo: dalle opinioni sulle varie realtà alla presentazione di opportunità di acquisti enfatizzando al contempo il valore del vino dal punto di vista culturale ed anche economico.

Una vita per il vino premio speciale di DoctorWine a Sandro Boscaini Presidente di Masi e Federvini

Una vita per il vino premio speciale di DoctorWine a Sandro Boscaini Presidente di Masi e Federvini

Presidente di Masi Agricola, Sandro Boscaini, che ha ricevuto il premio Una vita per il vino che ogni anno Doctor Wine assegna a vini, cantine, persone e progetti enologici pi

Vine Surgery Team certificato Simonit&Sirch nasce per salvare i vigneti dal mal d'esca senza estirparli.

Vine Surgery Team certificato Simonit&Sirch nasce per salvare i vigneti dal mal d'esca senza estirparli.

Risultati sorprendenti della dendrochirurgia: il 90% delle piante operate torna pienamente produttivo.

Tracciabilit

EXPORT DI VINO VENETO BENE IL 2019 2,35 MLD/EURO +5% MA ORA OCCHIO AL COVID-19

EXPORT DI VINO VENETO BENE IL 2019 2,35 MLD/EURO +5% MA ORA OCCHIO AL COVID-19

Nel 2019 è proseguita la crescita dell'export di vino veneto, ma ora le preoccupazioni arrivano dalle conseguenze della pandemia. Exploit dei vini spumanti, Prosecco in testa (+10,5%). In calo i prezzi medi di vendita (-9,4%). Tutti i dati nel nuovo report di Veneto Agricoltura.

Un trend di crescita, peraltro in linea con le esportazioni italiane di vino, che sembrava inarrestabile, finché purtroppo non è arrivata ad inizio 2020 la crisi dovuta a Covid-19. La fotografia delle esportazioni di vino veneto nel 2019 l'ha appena fatta Veneto Agricoltura nel suo nuovo Report "L'export di vino veneto nel mondo", ricco di dati e approfondimenti. I tecnici dell'Agenzia regionale rilevano che anche i quantitativi di vino prodotto sono saliti nel corso del 2019 (+15,8%) a fronte dei 788 milioni di kg di vino alienati. Come conseguenza ai maggiori rialzi dei volumi rispetto all'incasso totale, si sono avuti però dei ribassi dei prezzi medi di vendita, con quello medio totale che si è fermato a 2,99 €/litro, segnando così un decremento annuo del -9,4% e riportandosi sui livelli del 2017. Il report dell'Agenzia regionale evidenzia inoltre che è proseguito l'exploit dei vini spumanti veneti, capeggiati ovviamente dal Prosecco, che nel 2019 ha realizzato un incasso complessivo di 920 milioni di euro e un aumento in valore del +5% rispetto al 2018. Se i quantitativi esportati di Prosecco crescono del +10,5% (239 milioni di kg), il prezzo medio, di contro, cala a 3,85 euro/litro (-4,9%). Più stabile invece il mercato dei vini fermi in bottiglia, visto che ai quasi 1,30 miliardi di euro incassati dalle vendite all'estero nel 2019 corrisponde un rialzo del +5,7% rispetto al 2018, con i volumi venduti che crescono del +9,3% (4 milioni di ettolitri totali), mentre il prezzo medio è calato del -3,2% (3,24 euro/litro). I tecnici di Veneto Agricoltura si sono concentrati anche su quelli che sono i maggiori mercati di sbocco del vino veneto. Anche nel 2019 Stati Uniti, Regno Unito e Germania si sono posizionati in vetta a questa speciale graduatoria. Si tratta di uno scenario che si caratterizza per il forte accentramento delle vendite in pochi Paesi, con tutte le conseguenze positive e negative che ne derivano. Basti pensare che negli ultimi dieci anni il mercato americano è cresciuto del +148,2%, quello britannico del +227,5%, mentre si mostra più stagnante quello tedesco, salito "solo" del +40%. Le note dolenti per il comparto del vino, come del resto per tutti gli altri settori dell'agricoltura, hanno fatto quest'anno la loro comparsa con lo scatenarsi della pandemia da Covid-19, che non ha risparmiato le esportazioni di vino italiano, visto che nel primo semestre il fatturato è sceso del -3,4% (2,91 miliardi di euro). Di pari passo, il Veneto ha fin qui perso introiti per il -3,6% (1,03 miliardi di fatturato) rispetto allo stesso periodo del 2019. Inoltre, nei primi sei mesi dell'anno il comparto del vino ha dovuto fare i conti anche con i noti problemi legati al settore della ristorazione, che a causa del primo lockdown ha visto gli incassi crollare fino quasi ad azzerarsi nel periodo pasquale. Oggi i principali attori del settore vinicolo nazionale sperano di risollevare le sorti delle loro vendite all'estero nel periodo natalizio, ma la seconda ondata della pandemia e le relative restrizioni in atto non lasciano presagire nulla di buono. Il report può essere scaricato da: https://www.venetoagricoltura.org/2020/11/temi/nel-2019-continua-la-risalita-dellexport-di-vino-veneto-ma-occhio-alle-conseguenze-del-covid-19-per-il-2020/

 Rossi di cantina di Soave premiati nei pi

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Il Ripasso Superiore Doc Rocca Sveva 2015 ottiene 95 punti al 5 Star Wines – Vinitaly 2020 e far

Innovazioni tecnologiche

Con le applicazioni della robotica il futuro nei vigneti  sarà più agevole e sicuro

Con le applicazioni della robotica il futuro nei vigneti sarà più agevole e sicuro

Confagricoltura Piemonte

Confagricoltura Piemonte segue con interesse e collabora con l'Università di Torino alla realizzazione del Progetto Horizon BACCHUS - Mobile Robotic Platforms for Active Inspection and Harvesting in Vineyard Areas. In un meeting on-line che si è svolto mercoledì 11 novembre un qualificato gruppo di produttori e tecnici vitivinicoli di Confagricoltura Piemonte ha discusso,  sotto la guida dei professori Remigio Berruto e Mario Tamagnone del Disafa - Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell'Università di Torino, delle prospettive dell'incorporazione della robotica nella produzione di uva, che potenzialmente potrebbe migliorare sensibilmente le condizioni di lavoro degli imprenditori e degli operai agricoli; i sistemi intelligenti, infatti, stanno diventando la soluzione per indirizzare le produzioni verso l'agricoltura di precisione. "La georeferenziazione dei vigneti – dichiara Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura Piemonte – con la possibilità di effettuare ispezioni agrometeorologiche e anche visive sullo stato sanitario delle coltivazioni e la raccolta intelligente e dunque non solo meccanizzata, automatizzata e selettiva, in particolare, possono già, per alcuni aspetti,  fornire un notevole miglioramento al prodotto raccolto". Il progetto si pone l'obiettivo di migliorare le prestazioni dei robot per contenere la diffusione delle malattie con minori trattamenti, controllare lo sviluppo dei funghi con raggi UV sulla fila (in collaborazione con l'azienda norvegese Sagarobotics), controllare meccanicamente le infestanti sulla fila, diradare i grappoli ammuffiti, selezionare e diradare i grappoli in vendemmia prelevando solo il prodotto con un certo grado di maturazione e sanità. "Tuttavia, per raggiungere questo tipo di automazione, sono necessari progressi significativi per quanto riguarda le capacità cognitive e meccatroniche dei robot.  Il sistema robotico mobile intelligente BACCHUS – spiega il professor Remigio Berruto dell'Università di Torino - si pone anche l'obiettivo di riprodurre le operazioni di raccolta a mano, operando in modo autonomo in quattro diversi livelli: eseguire la navigazione robotizzata con garanzia di qualità delle prestazioni al fine di ispezionare le colture e raccogliere dati dalla zona agricola attraverso un sistema di analisi della maturazione; eseguire operazioni di raccolta bi-manuale con la necessaria "finezza", utilizzando una piattaforma robotica modulare; adattare la pinza robot alla geometria delle diverse colture; presentare capacità cognitive avanzate e capacità decisionali". Il sistema previsto sarà dimostrato e valutato nell'ambiente di vigneto ispezionando diversi tipi di vite e vendemmiando grappoli d'uva di diverse varietà. Confagricoltura sta lavorando con l'Università di Torino per presentare e valutare l'applicazione in Piemonte, già nel prossimo anno.

Kegs fusti per vino e birra in PET da SIPA!

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SIPA le presenta un nuovo contenitore in PET di diverse capacit

Linee complete flessibili e personalizzate per l'imbottigliamento e confezionamento del vino e alcolici con bottiglie in PET da SIPA!

Linee complete flessibili e personalizzate per l'imbottigliamento e confezionamento del vino e alcolici con bottiglie in PET da SIPA!

SIPA vi presenta due soluzioni di impianto e confezionamento vino e alcolici con bottiglie in PET complete, flessibili e personalizzate a seconda delle Vostre esigenze.

Prosecco

Asolo Prosecco e Prosecco DOC insieme a Wine2Wine

Asolo Prosecco e Prosecco DOC insieme a Wine2Wine

“More than sparkling wines: a journey through Prosecco DOC and Asolo Prosecco DOCG”: la masterclass dedicata agli operatori inglesi che si pone l’obiettivo di narrare le differenti espressioni delle due Denominazioni.

I Consorzi delle due Denominazioni saranno i protagonisti della masterclass digitale “More than sparkling wines: a journey through Prosecco DOC and Asolo Prosecco DOCG” in programma lunedì 23 novembre, alle ore 16.00. Al tasting prenderanno parte sommelier, distributori e importatori che operano sul mercato inglese. L’appuntamento, guidato in diretta da Londra dal Master of Wine Alistair Cooper, ha lo scopo di esplorare le differenti espressioni che caratterizzano le due Denominazioni a partire dal territorio, dalla storia, dalle tecniche di produzione. In assaggio i vini di cinque produttori di Asolo Prosecco (Cantina Montelliana, Conte Loredan Gasparini, Montelvini, Val d’Oca, Villa Sandi) e cinque di Prosecco DOC (La Marca, Le Rughe, Masottina, Piera 1899, Ponte 1948). “Questa masterclass londinese - spiega Ugo Zamperoni, presidente del Consorzio Asolo Prosecco - rappresenta certamente una preziosa opportunità di mettere in luce alcune significative e specifiche sfaccettature del mondo del Prosecco, ma, al di là degli stessi aspetti di natura promozionale, sono orgoglioso e felice che una comune volontà propositiva abbia creato l’occasione per un’iniziativa interconsortile sinergica, perché c’è comunque un filo conduttore che unisce storicamente le nostre due denominazioni e che ci lega anche attraverso molte realtà aziendali, che sono produttrici sia di Prosecco DOC, sia di Asolo Prosecco”. “Da tempo - ha aggiunto Stefano Zanette, presidente del Consorzio Prosecco DOC - sostengo che il nostro sistema debba presentarsi come un magnifico coro, dove voci diverse si possono unire per proporre brani che, per intensità e bellezza, non hanno uguali. Per questo, come Prosecco DOC, abbiamo accolto la proposta dell’Asolo Prosecco di realizzare un evento che, rimanendo in tema musicale, potremmo definire “a quattro mani”, proponendo loro di condividere una masterclass rivolta agli operatori d’oltremanica”.

Asolo Prosecco al via la nuova campagna di comunicazione a Milano

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Le bollicine asolane, ancora in crescita, sono le protagoniste della campagna pubblicitaria che coinvolge 180 biciclette ed e-ebike e i tram storici della città.

Prosecco: la fine di un’era?

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Chiudete gli occhi e provate ad immaginare un mondo senza Prosecco o, perlomeno, senza più la parola che lo identifica.