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Sangiovese Purosangue  Dal 10 al 13 novembre a Siena

Sangiovese Purosangue Dal 10 al 13 novembre a Siena

Torna la manifestazione interamente dedicata ad uno dei vitigni italiani pi

La kermesse si svolgerà nella Fortezza Medicea di Siena e vedrà come suoi luoghi fulcro i due bastioni dell'Enoteca Italiana di Siena dove si alterneranno incontri, dibattiti e degustazioni alla presenza dei vignaioli. Sangiovese Purosangue, da diversi anni, si sta impegnando per portare a compimento un progetto di valorizzazione del vitigno partendo dal nucleo del Sangiovese toscano attraverso indagini e confronti con le altre zone vinicole italiane: Romagna in primis, ma anche Umbria, Lazio, con le rispettive sottozone e cru. Attraverso convegni e banchi di assaggio, a Sangiovese Purosangue si potranno apprezzare le varie declinazioni territoriali, in purezza o con l’apporto di altri vitigni. Saranno diverse le cene in programma per Sangiovese Purosangue 2016, pensate quali momenti opzionali per approfondimenti tra produttori, giornalisti ed operatori. Il programma avrà un'appendice domenica 13 novembre con una giornata dedicata alla verticale, unica e preziosa, di 16 annate di Brunello di Montalcino Biondi Santi. L'appuntamento si terrà nella sala eventi della Società Romolo e Remo, Contrada della Lupa. Il marchio SANGIOVESE PUROSANGUE, usato in più occasioni per dare un senso di appartenenza e unità all’ampio gruppo di produttori aderenti alle iniziative scorse, diventa un nome unificante attorno al quale scoprire e valorizzare la qualità di quei vignaioli italiani che hanno deciso, per vocazione e tradizione, di puntare sul Sangiovese. Il dettaglio delle giornate di manifestazione: Per gli accreditati Giovedì 10 novembre solo per gli accreditati Un'intera giornata dedicata agli assaggi nella Sala Esposizione dell'Enoteca Italiana, con i soli giornalisti presenti, con servizio sommelier senza produttori e una lista di circa 300 vini. In questa occasione i produttori proporranno, oltre ai vini recenti e alcune vecchie annate, i Sangiovese dell'annata 2006, in occasione del decennale della vendemmia. Per accrediti: enoclubsiena@gmail.com Venerdì 11 novembre Nella sala conferenza del bastione San Filippo in Fortezza Medicea-Enoteca Italiana si svolgerà un convegno di aggiornamento con interventi tecnici riservato agli operatori del settore/aziende vitivinicole, a cura di Sistemi ICT. Al pomeriggio inizierà l'attività al pubblico ai banchi di assaggio. I produttori saranno disposti secondo le zone di provenienza, in modo da comunicare coerenza nell'esposizione dei territori. E' previsto un ulteriore prestigioso momento di approfondimento con la verticale di Brunello di Montalcino di Il Marroneto. Sabato 12 novembre La giornata più dinamica e variata. Per la mattina la sede dell'evento si sposta in piazza della Stazione nell'aula magna dell'Università per Stranieri per la conferenza scientifico/universitaria “Accademia del Sangiovese”. PROGRAMMA PER IL PUBBLICO Venerdì 11 Novembre - Enoteca Italiana 10.30 - 13.30 Conferenza con interventi tecnici riservata agli operatori del settore/aziende vitivinicole, a cura di Sistemi IT 15.30 - 19.00 Banchi di assaggio con i produttori 16.30 - 19.30 Verticale Brunello di Montalcino Il Marroneto, 16 annate, 1980-2012 (su invito) Ristorante Gli Orti di San Domenico - Viale Curtatone 15 20.30 Cena con verticale Chateau d'Yquem 1966 - 1971 - 1976 – 1990. Condotta da Christian Roger (a pagamento) Sabato 12 Novembre - Enoteca Italiana 9.30-13.30 Conferenza tecnico-scientifica sul Sangiovese - Università per Stranieri 16.00-19.30 Banchi di assaggio con i produttori - Enoteca Italiana 17.30-19.30 Verticale Nobile di Montepulciano Il Nocio Boscarelli, 2001-2011 (a pagamento)   Domenica 13 Novembre - Contrada della Lupa 10.30 - 16.30 Verticale Brunello di Montalcino Biondi Santi - 16 annate dal 1982 al 2011 (a pagamento)   Mario Stramazzo  

Imt al  Festival di Jesi

Imt al Festival di Jesi

La forza di quasi 465 imprese vitivinicole

Un unicum nel panorama vitivinicolo nazionale, non solo per la capacità di fare squadra in vigna e sui mercati ma anche nella diffusione del proprio brand, con tecniche comunicative innovative per il settore. L'Istituto marchigiano di tutela vini - Imt, il mega consorzio che riunisce quasi 465 imprese vitivinicole e partner del Brand Festival di Jesi, è sotto la lente degli esperti per passare ai 'raggi x' l'approccio comunicativo di un’associazione che fa massa critica in nome di un brand sempre più riconosciuto in Italia e all'estero. Con il Verdicchio protagonista assoluto: l'autoctono marchigiano negli anni è infatti cresciuto in qualità e in notorietà. Con il risultato di non essere solo il vino bianco fermo più apprezzato dalle guide di settore ma anche – secondo un’indagine di Nomisma sui consumatori – il bianco autoctono maggiormente conosciuto in Italia. Il marketing mix, le azioni sui social, sulla stampa tradizionale e generalista, la presenza in occasione di grandi eventi sono i punti chiave dell'intervento di oggi di Aberto Mazzoni, direttore dell'Istituto: "Il lavoro fatto in questi anni in favore del brand è enorme - ha detto - e i risultati piano piano arrivano. Devo dire che senza un prodotto di grandissima qualità qual è il Verdicchio e soprattutto senza la volontà di fare squadra dei suoi produttori oggi Imt non sarebbe certo qui come case history”. E saranno proprio i prodotti bandiera dell’identità marchigiana i protagonisti degli appuntamenti per la stampa organizzati da Imt, itinerari di degustazione dedicati all’eccellenza come chiave di scoperta del territorio. A cura dell'ufficio stampa Istituto marchigiano di tutela vini

Il Garda unica area italiana tra le dieci destinazioni vinicole top al mondo del 2019 secondo Wine Enthusiast

Il Garda unica area italiana tra le dieci destinazioni vinicole top al mondo del 2019 secondo Wine Enthusiast

La testata americana premia la regione gardesana grazie al suo vino e al paesaggio e il Chiaretto di Bardolino

La responsabile per l’Italia della testata americana, Kerin O’Keefe, suggerisce un soggiorno sul territorio gardesano per la qualità dei vini prodotti, per la varietà e la bellezza dei paesaggi e per la sua ricchezza storica e culturale. “A parte gli olivi e i limoni, che sono inusuali così a nord - scrive -, la regione è tappezzata dai vigneti ed è patria di alcuni dei classici vini del paese: i rossi del Bardolino, i rosati del Chiaretto e i bianchi Lugana e Custoza”. Dopo aver ricordato che il Bardolino sta per vedere riconosciute tre specifiche sottozone, ossia La Rocca, Montebaldo e Bardolino, capaci di produrre vini di maggiore longevità, Kerin O’Keefe sottolinea che con le stesse uve del Bardolino si produce “uno dei migliori vini rosati d’Italia, il fresco e speziato Chiaretto”. Assieme all’area del Chiaretto e del Bardolino, Wine Enthustiast ha selezionato per gli amanti internazionali del vino altre nove mete, sia realtà enoiche storiche che emergenti, da visitare durante il 2019. Vengono segnalati in Europa il Beaujolais francese, recente protagonista dell’evento di presentazione delle sottozone bardolinesi a Verona, e poi Salonicco in Grecia, la capitale portoghese Lisbona e la svizzera Lavaux, coi suoi vigneti terrazzati affacciati sul lago di Ginevra. Fuori dai confini europei, invece, vengono proposti i vini californiani della Temecula Valley e quelli della zona di Seattle, nello stato di Washington, la capitale thailandese Bangkok, che è anche una delle città emergenti per l’alta ristorazione, la valle di Maipo, in Cile, e per finire la Tasmania, terra emergente del vino. “L’articolo di Wine Enthusiast - spiega Franco Cristoforetti, Presidente del Consorzio di tutela del Bardolino e del Chiaretto - premia la professionalità e la caparbietà dei nostri viticoltori e dei nostri produttori, che in questi anni hanno intensamente lavorato per rafforzare e rendere percepibili i valori della nostra identità territoriale, l’elemento in grado di creare vera distinzione nell’attuale scenario competitivo del vino. Se questa importante rivista americana ci ha scelto come unica destinazione italiana tra le centinaia possibili, significa che stiamo percorrendo la strada giusta. I nostri vini sono davvero i frutti di un territorio unico al mondo, come ha sottolineato Kerin O’Keefe".