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L’estate a Monte delle Vigne: godere la vita immersi nella natura

L’estate a Monte delle Vigne: godere la vita immersi nella natura

Da giugno a settembre l’azienda di Ozzano Taro propone ai visitatori appuntamenti ricorrenti tra le vigne. Per vivere al meglio la socialità in piena sicurezza.

La stagione prenderà ufficialmente il via il 29 e il 30 maggio con Open Day Monte delle Vigne, che sarà anche l’occasione per inaugurare il nuovo punto vendita recentemente ristrutturato. Ampia la proposta nelle due giornate: visite in cantina, passeggiate in vigna, pic nic con cassettine e grandi tovaglie, food truck, i vini di Monte delle Vigne in assaggio e un’esclusiva degustazione di vecchie annate di Nabucco il sabato mattina. Da giugno a settembre poi una serie di appuntamenti settimanali fissi, in collaborazione con il Centrale Prosciutto e Caffè, animeranno gli spazi esterni alla cantina. Ogni lunedì sera dalle 17:30 alle 21:00, si terrà Fitness in Vigna. I partecipanti potranno scegliere tra diversi corsi – body tonic, cardiofunzionale, total body, boxe, running, e-bike, group boxing e yoga – per un’esperienza sportiva totalmente all’aria aperta e all’insegna della salubrità, seguita da un aperitivo in relax. I mARTEdì del Casale saranno invece le serate dedicate alla musica: dodici concerti di artisti che alterneranno jazz a musica classica reinterpretata in chiave moderna, preceduti da una cena tra i filari a partire dalle ore 20:00. L’apertura della rassegna de I mARTEdì del Casale sarà l’8 giugno con un Candlelight Concert che si terrà sulla terrazza della cantina. L’evento che anche quest’anno caratterizzerà l’estate a Ozzano Taro sarà l’Aperistreet in vigna, il grande classico di Monte delle Vigne. Ogni giovedì, a partire dalle 18:30, l’aperitivo al tramonto con vista sui vigneti, in abbinamento a proposte culinarie di food truck ogni volta diversi. Ai partecipanti verrà fornito un kit Aperistreet: all’interno una coperta e una cassettina che si trasformerà in tavolino per il picnic della serata. “A Monte delle Vigne quest’anno puntiamo a un enoturismo 7.0 – dichiara l’Amministratore Delegato Lorenzo Numanti – l’obiettivo è quello di valorizzare i nostri vigneti, le nostre colline e la nostra cantina, facendoli vivere 7 giorni su 7. L’ospitalità e l’accoglienza sono gli elementi cardine che vogliamo mettere al centro di quest’estate così insolita, all’insegna delle S: sole, spazi nella natura ma soprattutto socialità in sicurezza”. “È evidente che la priorità resta la sicurezza degli enoturisti – prosegue il Presidente Paolo Pizzarotti – Per questo abbiamo ideato un programma di eventi all’aria aperta, che vada incontro ai gusti e alle esigenze di tutti, dagli sportivi agli amanti della buona tavola. Quest’estate vi aspettiamo a Monte delle Vigne, all’orario che preferite, coprifuoco permettendo”. A completare l’offerta estiva a Monte delle Vigne altre serate in cui diverse proposte gastronomiche verranno abbinate ai vini dell’azienda: il mercoledì menù tradizionale rivisto in chiave pop rock dal Ristorante 12 Monaci, il venerdì l’evento gastronomico per gli amanti della carne alla brace, organizzato da I Carnivori, e il sabato sera la Pizza di Parma, preparata da Impasto Zero con farine di grani antichi macinati a pietra e lievitata 30 ore. La domenica sarà invece dedicata ai più piccoli: dalle 18:00 alle 22:00 saranno protagonisti di un viaggio tra improvvisazione teatrale, giocoleria, magia e giochi. Per genitori e adulti sarà attivo il servizio ristorativo dell’Antico Casale sempre curato dal Centrale Prosciutto e Caffè. 

L’estate a Monte delle Vigne: godere la vita immersi nella natura

L’estate a Monte delle Vigne: godere la vita immersi nella natura

Da giugno a settembre l’azienda di Ozzano Taro propone ai visitatori appuntamenti ricorrenti tra le vigne. Per vivere al meglio la socialità in piena sicurezza.

La stagione prenderà ufficialmente il via il 29 e il 30 maggio con Open Day Monte delle Vigne, che sarà anche l’occasione per inaugurare il nuovo punto vendita recentemente ristrutturato. Ampia la proposta nelle due giornate: visite in cantina, passeggiate in vigna, pic nic con cassettine e grandi tovaglie, food truck, i vini di Monte delle Vigne in assaggio e un’esclusiva degustazione di vecchie annate di Nabucco il sabato mattina. Da giugno a settembre poi una serie di appuntamenti settimanali fissi, in collaborazione con il Centrale Prosciutto e Caffè, animeranno gli spazi esterni alla cantina. Ogni lunedì sera dalle 17:30 alle 21:00, si terrà Fitness in Vigna. I partecipanti potranno scegliere tra diversi corsi – body tonic, cardiofunzionale, total body, boxe, running, e-bike, group boxing e yoga – per un’esperienza sportiva totalmente all’aria aperta e all’insegna della salubrità, seguita da un aperitivo in relax. I mARTEdì del Casale saranno invece le serate dedicate alla musica: dodici concerti di artisti che alterneranno jazz a musica classica reinterpretata in chiave moderna, preceduti da una cena tra i filari a partire dalle ore 20:00. L’apertura della rassegna de I mARTEdì del Casale sarà l’8 giugno con un Candlelight Concert che si terrà sulla terrazza della cantina. L’evento che anche quest’anno caratterizzerà l’estate a Ozzano Taro sarà l’Aperistreet in vigna, il grande classico di Monte delle Vigne. Ogni giovedì, a partire dalle 18:30, l’aperitivo al tramonto con vista sui vigneti, in abbinamento a proposte culinarie di food truck ogni volta diversi. Ai partecipanti verrà fornito un kit Aperistreet: all’interno una coperta e una cassettina che si trasformerà in tavolino per il picnic della serata. “A Monte delle Vigne quest’anno puntiamo a un enoturismo 7.0 – dichiara l’Amministratore Delegato Lorenzo Numanti – l’obiettivo è quello di valorizzare i nostri vigneti, le nostre colline e la nostra cantina, facendoli vivere 7 giorni su 7. L’ospitalità e l’accoglienza sono gli elementi cardine che vogliamo mettere al centro di quest’estate così insolita, all’insegna delle S: sole, spazi nella natura ma soprattutto socialità in sicurezza”. “È evidente che la priorità resta la sicurezza degli enoturisti – prosegue il Presidente Paolo Pizzarotti – Per questo abbiamo ideato un programma di eventi all’aria aperta, che vada incontro ai gusti e alle esigenze di tutti, dagli sportivi agli amanti della buona tavola. Quest’estate vi aspettiamo a Monte delle Vigne, all’orario che preferite, coprifuoco permettendo”. A completare l’offerta estiva a Monte delle Vigne altre serate in cui diverse proposte gastronomiche verranno abbinate ai vini dell’azienda: il mercoledì menù tradizionale rivisto in chiave pop rock dal Ristorante 12 Monaci, il venerdì l’evento gastronomico per gli amanti della carne alla brace, organizzato da I Carnivori, e il sabato sera la Pizza di Parma, preparata da Impasto Zero con farine di grani antichi macinati a pietra e lievitata 30 ore. La domenica sarà invece dedicata ai più piccoli: dalle 18:00 alle 22:00 saranno protagonisti di un viaggio tra improvvisazione teatrale, giocoleria, magia e giochi. Per genitori e adulti sarà attivo il servizio ristorativo dell’Antico Casale sempre curato dal Centrale Prosciutto e Caffè. 

Tendenza estate 2021: vacanze in campagna_Raffinata ospitalità fra le vigne della Franciacorta, al Wine Resort Corte Lantieri di Capriolo

Tendenza estate 2021: vacanze in campagna_Raffinata ospitalità fra le vigne della Franciacorta, al Wine Resort Corte Lantieri di Capriolo

Estate 2021: voglia di campagna e di luoghi isolati, nella natura e nella tranquillità.

Immerso fra i vigneti di una grande tenuta da cui provengono i pregiati Franciacorta della storica Cantina Lantieri (fra le più note della zona), ai piedi del caratteristico centro storico del borgo medioevale di Capriolo, il Wine Resort si trova in uno degli angoli paesaggisticamente più suggestivi e incontaminati della Franciacorta. Un luogo ideale per un ritemprante soggiorno lontano dalla folla in totale sicurezza, con amplissimi spazi a disposizione dove potersi godere in totale relax il proprio tempo.   Sette camere nell'antico palazzo Ricavata dall'accurata ristrutturazione dell'antico palazzo nobiliare della famiglia Lantieri de Paratico,  Corte Lantieri è un ben retiro per pochi, dato che ha solo 7 ampie camere con vista sulle colline e quindi può garantire ai suoi ospiti la massima privacy. Tutt'intorno, grandi terrazze, giardini fioriti, una stupenda piscina con solarium affacciata sulle vigne, sentieri per passeggiate e pedalate, siti appartati dove godere il relax, angoli nel verde per praticare indisturbati yoga e fare movimento en plein air. In sella alle biciclette a disposizione degli ospiti si raggiungono borghi, pievi abbazie, aree naturalistiche della Franciacorta; a piedi ci si incammina lungo la fitta rete di sentieri che da Capriolo si inoltrano fra vigne e boschi. In un quarto d'ora d'auto si arriva sulle spiagge del lago d'Iseo o si raggiunge Brescia, con i suoi tesori d'arte e storia. Raffinata cucina di territorio Nel ristorante – aperto anche a chi non alloggia nel Wine Resort -  i piatti dello Chef Paolo Zanardi interpretano le stagioni e raccontano con personalità la tradizione gastronomica franciacortina e quella lacustre del vicino lago d'Iseo. Fra i classici, il Risotto al Franciacorta Millesimato mantecato alla Robiola due latti, i Casoncelli della Corte con burro spumeggiante e salvia, le paste con pesce di lago, il Manzo della tradizione di Rovato all'olio extra vergine (piatto-simbolo del territorio). A comporre i piatti, verdure e frutti di stagione (molti dei quali provengono da provenienti dall'orto situato tra i vigneti dell'azienda) e  prodotti del territorio, ampiamente valorizzati anche negli antipasti, che danno spazio a tipicità quali la Sarda essiccata del Sebino con polenta abbrustolita, ma anche a  salumi locali quali la Ret (il salame De.Co. di Capriolo) e il salame di Montisola, e a formaggi tradizionali come il Silter Camuno e il Selvino di Grotta, serviti con sfiziose confetture e mieli locali. Nel menu estivo, dove hanno un posto di rilievo le verdure e gli aromi dell'orto, ecco fra i primi Spaghetti di Gragnano alla carbonara di Lago, Gnocchetti di patate con pesto di fave e trota affumicata, Fusillone con verdure di stagione, pancetta croccante e pecorino. Fra i secondi Filetto di vitello al punto rosa, asparagi e patata schiacciata all'olio del Sebino, Coscia di coniglio disossata e ripiena al forno con polenta bresciana, Filetto di pesce di lago con pomodori secchi e olive nere. Crostatine, semifreddi, dolci al cucchiaio concludono in dolcezza il pasto. Ciascun piatto, presentato con cura e raffinatezza, viene accompagnato dai pregiati Franciacorta della Cantina Lantieri. Vigneti biologici e Degustazioni in cantina Tutte da visitare le cantine della tenuta, dove vengono organizzate anche degustazioni guidate: nella parte più antica, che risale al Settecento, le bottiglie riposano su alte cataste nella penombra, mentre in quella moderna si svolgono le varie fasi della vinificazione secondo le più avanzate tecnologie.  Visitandole, si scopre come nascono i pregiati Franciacorta, prodotti da uve raccolte manualmente nei 20 ettari di vigneti (coltivati in forma biologica) di proprietà aziendale, che si estendono in parte intorno alla cantina e in parte alle pendici del Monte Alto. Vini che si distinguono per la loro freschezza e mineralità ed esprimono i profumi e la polposità del frutto nella sua integrità. A rappresentarli al meglio è il Franciacorta Cuvée Brut NV Lantieri, che ha conquistato il titolo di World Champion nella categoria Classic Brut Non-Vintage Blend al The Champagne & Sparkling Wine World Championship 2019 (CSWWC), il prestigioso concorso ideato da Tom Stevenson, massimo esperto mondiale di Champagne and Sparkling wines. 

La vigna?

La vigna? "Antidoto" naturale contro lo stress da Covid! Al via Vigneti Aperti, la nuova iniziativa del Movimento Turismo del Vino FVG

Primo appuntamento con Vigneti Aperti in Friuli Venezia Giulia, previsto per sabato 1 e domenica 2 maggio.

La natura, infatti, con i suoi cicli e stagionalità, è sempre rimasta un indiscutibile punto fermo trasmettendo a tutti noi un senso di sicurezza in questo complicato periodo pandemico. Proprio per questo motivo nasce Vigneti Aperti, la nuova iniziativa organizzata dal Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia che vi permette di respirare aria pura, conoscere le diverse fasi vegetative della vite e scoprire come il vino nasca in vigna, grazie alle esperienze enoturistiche organizzate dalle cantine associate. A partire da sabato 1° e domenica 2 maggio, e fino a novembre, un ricco calendario di appuntamenti vi aspetta tra visite ai vigneti e/o in cantina, aperitivi in vigna, laboratori sensoriali, picnic, Cene con il Vignaiolo, musica in vigna e tante altre curiosità. Ogni incontro avverrà nel pieno rispetto delle normative igienico sanitarie previste (obbligo di indossare la mascherina anche all'aperto, distanziamento personale, etc.) e si svolgerà all'aria aperta. Una valida e originale proposta turistica per scoprire o riscoprire i nostri suggestivi paesaggi, i luoghi di eccellenza del vino, ricordando che tutto il percorso produttivo prende forma proprio dalla terra: potatura, legatura, sfogliatura e vendemmia sono tutti elementi indispensabili per la nascita e la maturazione delle nostre eccellenze enologiche. L'iniziativa è pensata come una piacevole e rilassante occasione di incontro all'aria aperta, adatta a turisti, appassionati e famiglie (bambini e ragazzi potranno imparare entrando direttamente a contatto con la natura): dopo aver ascoltato i racconti della vigna e conosciuto le diverse fasi di lavorazione del vigneto, gli adulti potranno deliziarsi con una piacevole degustazione dei vini aziendali accompagnata da prodotti tipici locali. Tutti gli amici enoturisti che vogliono essere informati sulle news della manifestazione e le aziende aderenti nei vari weekend trovano tutte le informazioni sul sito www.cantineaperte.info e sui social media dell'associazione Facebook MtvFVG e Instagram mtv_friulivg.

VIGNETI E VINI BENE IL 2020 NEL VENETO MA PREOCCUPA LA CRISI PER COVID-19

VIGNETI E VINI BENE IL 2020 NEL VENETO MA PREOCCUPA LA CRISI PER COVID-19

Venerdì 11 dicembre (ore 11:00) c/o l'Hangar di Pian Cansiglio (BL-TV), il Commissario straordinario dell'Agenzia regionale incontra la stampa per illustrare l'agenda dei progetti per lo storico "Bosco da Reme".

In attesa di conoscere i dati analitici consuntivi, che saranno presentati da Veneto Agricoltura, Regione e Avepa il prossimo 23 dicembre (ore 10:30 sulla piattaforma ZOOM; iscrizioni su: https://trittico3_2020.eventbrite.it) in occasione del terzo focus del Trittico Vitivinicolo, gli esperti dell'Agenzia regionale anticipano in un nuovo Report (https://bit.ly/3gaX2VX) i dati riguardanti i prezzi delle uve e quelli di produzione complessiva, che per quanto riguarda l'uva hanno raggiunto i 13,8 milioni di quintali (+5,1% rispetto al 2019), di buona qualità, tanto da consentire la produzione di ottimi vini, in alcuni casi anche eccellenti, per i quali si stima un volume di 10,9 milioni di ettolitri (+5,6%), in controtendenza rispetto al dato nazionale che si è fermato a 46,6 milioni di ettolitri complessivi (-2% rispetto al 2019). Il prezzo medio alla produzione dell'uva per l'intero Veneto è stato di 0,58 euro/kg, in linea con quello veronese (0,57 euro/kg), mentre a Padova la quotazione si è bloccata a 0,46 euro/kg. Treviso continua a detenere la leadership regionale delle quotazioni medie delle uve con un valore d'acquisto di 0,71 euro/kg. Le uve DOC e DOCG hanno mantenuto maggiormente le variazioni con segno positivo, mentre per quelle IGT ha prevalso il segno meno. Segnali preoccupanti giungono invece dal mercato dei vini, il cui contesto mondiale risulta "ingolfato" a causa della pandemia da COVID-19. La crisi che si è innescata fin dal primo lockdown ha infatti rallentato le vendite interne ma anche quelle internazionali. Di conseguenza, nelle cantine risultano in giacenza notevoli quantitativi di prodotto invenduto del 2019, che "fortunatamente" non deve fare i conti con i vini della la vendemmia 2020, come accennato non eccessivamente abbondante. Anche la crescita esponenziale dell'export di vino veneto (e italiano), a cui eravamo abituati ormai da molti anni, paga le conseguenze di questo prolungato periodo di forti restrizioni. Si pensi che nei primi sei mesi di quest'anno è stato registrato, dopo tanto tempo, un calo del -3,6% delle vendite all'estero. Il nuovo DPCM "Natale" non aiuterà certamente a raddrizzare la situazione. Anche il tema dell'export di vino veneto sarà affrontato durante il focus del prossimo 23 dicembre.

Con le applicazioni della robotica il futuro nei vigneti  sarà più agevole e sicuro

Con le applicazioni della robotica il futuro nei vigneti sarà più agevole e sicuro

Confagricoltura Piemonte

Confagricoltura Piemonte segue con interesse e collabora con l'Università di Torino alla realizzazione del Progetto Horizon BACCHUS - Mobile Robotic Platforms for Active Inspection and Harvesting in Vineyard Areas. In un meeting on-line che si è svolto mercoledì 11 novembre un qualificato gruppo di produttori e tecnici vitivinicoli di Confagricoltura Piemonte ha discusso,  sotto la guida dei professori Remigio Berruto e Mario Tamagnone del Disafa - Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell'Università di Torino, delle prospettive dell'incorporazione della robotica nella produzione di uva, che potenzialmente potrebbe migliorare sensibilmente le condizioni di lavoro degli imprenditori e degli operai agricoli; i sistemi intelligenti, infatti, stanno diventando la soluzione per indirizzare le produzioni verso l'agricoltura di precisione. "La georeferenziazione dei vigneti – dichiara Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura Piemonte – con la possibilità di effettuare ispezioni agrometeorologiche e anche visive sullo stato sanitario delle coltivazioni e la raccolta intelligente e dunque non solo meccanizzata, automatizzata e selettiva, in particolare, possono già, per alcuni aspetti,  fornire un notevole miglioramento al prodotto raccolto". Il progetto si pone l'obiettivo di migliorare le prestazioni dei robot per contenere la diffusione delle malattie con minori trattamenti, controllare lo sviluppo dei funghi con raggi UV sulla fila (in collaborazione con l'azienda norvegese Sagarobotics), controllare meccanicamente le infestanti sulla fila, diradare i grappoli ammuffiti, selezionare e diradare i grappoli in vendemmia prelevando solo il prodotto con un certo grado di maturazione e sanità. "Tuttavia, per raggiungere questo tipo di automazione, sono necessari progressi significativi per quanto riguarda le capacità cognitive e meccatroniche dei robot.  Il sistema robotico mobile intelligente BACCHUS – spiega il professor Remigio Berruto dell'Università di Torino - si pone anche l'obiettivo di riprodurre le operazioni di raccolta a mano, operando in modo autonomo in quattro diversi livelli: eseguire la navigazione robotizzata con garanzia di qualità delle prestazioni al fine di ispezionare le colture e raccogliere dati dalla zona agricola attraverso un sistema di analisi della maturazione; eseguire operazioni di raccolta bi-manuale con la necessaria "finezza", utilizzando una piattaforma robotica modulare; adattare la pinza robot alla geometria delle diverse colture; presentare capacità cognitive avanzate e capacità decisionali". Il sistema previsto sarà dimostrato e valutato nell'ambiente di vigneto ispezionando diversi tipi di vite e vendemmiando grappoli d'uva di diverse varietà. Confagricoltura sta lavorando con l'Università di Torino per presentare e valutare l'applicazione in Piemonte, già nel prossimo anno.

Dolce Autunno fra i vigneti della provincia di Brescia

Dolce Autunno fra i vigneti della provincia di Brescia

Alla scoperta di Franciacorta, Garda, Colli dei Longobardi e Valle Camonica.

Franciacorta, Garda, Colli dei Longobardi e Valle Camonica: la provincia di Brescia racchiude quattro aree vinicole d'eccellenza, innumerevoli cantine da visitare e in cui acquistare direttamente dai produttori vini pregiati, Strade del Vino fra le prime a nascere in Italia. Un territorio in cui l'enoturismo si è fatto arte dell'accoglienza, dove ciascuno può scegliere il genere di struttura più adatto alle sue esigenze dove alloggiare nel verde, dall'agriturismo al relais di charme. Settembre e ottobre sono i periodi ideali per andare alla scoperta di questi straordinarie terre, che sono animate anche da una serie di piacevoli eventi. La Franciacorta La Franciacorta, terra del prezioso Franciacorta (il più pregiato fra i vini italiani rifermentati in bottiglia con il Metodo Classico) a cui dà il nome, è fra le zone italiane più amate dagli enoturisti. Le sue colline sono punteggiate da borghi e castelli, abbazie e ville patrizie, prestigiose cantine: vi si snoda la Strada del Franciacorta (www.franciacorta.net) che prende il via dal centro di Brescia e arriva sulle sponde del Lago d'Iseo. Un motivo in più per visitarla, è il Festival in Cantina, in programma negli week end dell'11-12 e del 18-19 settembre. Le 66 Cantine partecipanti accolgono gli ospiti con eventi originali e fantasiosi e visite guidate con degustazione. La kermesse propone eventi coinvolgenti e una ricca offerta di iniziative dedicate all'intrattenimento e all'approfondimento enogastronomico e culturale. Un appuntamento quindi adatto a tutti: dagli enoappassionati, che possono partecipare a degustazioni a tema, agli amanti del buon cibo, che godono delle gustose proposte di ristoratori locali e chef, tra tradizione e innovazione. Ampio spazio viene dedicato agli sportivi, che possono avventurarsi tra i vigneti e le colline facendo trekking e percorrendo itinerari a piedi o in bicicletta, così come alle famiglie che hanno la possibilità di divertirsi con iniziative ludiche e pic-nic nella natura. Non c'è poi occasione migliore per perdersi tra i molteplici luoghi di interesse storico artistico che costellano la Strada del Franciacorta, dai monasteri ai piccoli musei. Il 2-3 e il 9-10 ottobre i sapori della Franciacorta tra arte, cibo e vino sono protagonisti di Benvenuto autunno!, visite e degustazioni guidate alla scoperta del mondo di Bacco organizzate alla Casa Museo Paolo e Carolina Zani di Cellatica. Si va alla scoperta delle più belle opere della collezione che raccontano il mito dionisiaco: dal dipinto di Giambattista Tiepolo dedicato alle Nozze di Bacco e Arianna all'Allegoria della Terra, pregevole tela di François Boucher appartenuta al re di Francia Luigi XV, passando per i Bacchanalia che animano la candida porcellana di Massimiliano Soldani Benzi (seconda metà del XVIII secolo). Anche il giardino della Casa Museo è popolato di sculture e vasi che eternano la memoria del dio del vino. A conclusione di ogni itinerario guidato, i visitatori possono partecipare a una esclusiva degustazione, condotta da un esperto sommelier AIS, di diverse tipologie di Franciacorta accompagnata da proposte culinarie tipiche della zona. Garda: un lago, 3 zone DOC Viti e ulivi si alternano sulla sponda bresciana del Lago di Garda, e nell'immediato entroterra, dove si snoda la Strada dei Vini e dei Sapori del Garda. Un solare e fertile paesaggio mediterraneo punteggiato da antichi borghi, imponenti castelli, caratteristiche cittadine lacustri, in cui sono incastonate cantine, frantoi, agriturismo, tipiche trattorie ed eleganti ristoranti. Lo si può scoprire seguendo gli itinerari automobilistici scaricabili dal sito www.stradadeivini.it (che si snodano ad esempio in Valtènesi, fra le colline moreniche della sponda meridionale del lago, nel tratto da Sirmione a Salò, nel Parco dell'Alto Garda), oppure pedalando in relax lungo il percorso di una trentina di km fra i vigneti della Lugana. Sono le zone di produzione di importanti e apprezzati vini a Denominazione d'Origine Controllata. Cuore (e al vertice della denominazione) della DOC Riviera del Garda Classico (che va da Sirmione a Limone sul Garda) è la Valtènesi, un bucolico territorio dove l'ospitalità è oggi un'arte e dove la coltivazione della vite vanta origini antichissime, che affondano addirittura in epoca preromana. Considerata come l'ultimo avamposto di Mediterraneo nel cuore del nord-Europa, tra i comuni di Desenzano a Salò, nel cuore dell'anfiteatro morenico gardesano, è un'area contraddistinta da un microclima unico, influenzato dai benefici effetti del più grande lago italiano. Qui ha trovato patria elettiva il Groppello, grande vitigno autoctono che rappresenta il principale patrimonio enoico del comprensorio: un piccolo patrimonio dell'umanità, considerato che al mondo ne esistono solo 400 ettari coltivati per l'appunto in quest'area. Altra perla della Valtènesi è il pregiato Chiaretto, fra i più importanti ed apprezzati Rosé italiani.  Un'occasione piacevole per visitare la Valtènesi è, all'inizio di ottobre, Profumi di mosto, evento diffuso sul territorio, in cui ciascuna azienda propone esperienze in cantina e in vigneto, dalle degustazioni alle installazioni artistiche en plein air, agli abbinamenti cibo-vino (info su www.consorziovaltenesi.it). Le incantevole colline moreniche che abbracciano a sud il Garda, fra Sirmione, Pozzolengo, Desenzano e Lonato, sono la terra del Lugana DOC, raffinato bianco lacustre dai natali illustri, dato che la sua origine è certificata fin dal Settecento, ma la tradizione viticola di queste terre risale quantomeno ai Romani.  Prodotto da una particolare varietà locale chiamata "turbiana", che ne garantisce struttura e buona longevità, profuma di fiori di campo e agrumi ed è oggi uno dei vini italiani di maggior successo. Terza DOC è il San Martino della Battaglia, un bianco secco ottenuto esclusivamente dal vitigno a frutto bianco TUCHÌ o Tocai Friulano, diffuso oltre che in Friuli Venezia Giulia, anche Veneto e in Lombardia orientale, dove questo vino viene prodotto. Trae il nome dal luogo (nel comune di Desenzano) in cui nel 1859 si combatté la più cruenta e decisiva battaglia del Risorgimento, oggi contrassegnata dall'alta torre eretta per onorare la memoria di Vittorio Emanuele II e di coloro che hanno combattuto per l'unità d'Italia, dalla cui cima si gode uno straordinario panorama sul basso lago di Garda (www.sanmartinodellabattaglia.it). Il più esteso vigneto cittadino d'Europa e la Strada del Vino e dei Sapori Colli dei Longobardi Brescia vanta un primato in campo enologico, cosa piuttosto inconsueta per una città: il vigneto urbano del Pusterla, con i suoi 3,4 ettari, è il più esteso vigneto cittadino d'Europa. Si inerpica fino al Castello e fino al 21 ottobre fa da cornice alla multicolore opera di land art "La Plage" di Pascale Marthine Tayou, artista camerunense di fama internazionale. Il vigneto, da cui provenivano i vini per le monache desideriane del Monastero di Santa Giulia (ora straordinario sito Unesco), è il punto di partenza della Strada del Vino e dei Sapori Colli dei Longobardi, che si inoltra verso sud in un'area tradizionalmente vocata alla produzione vitivinicola anche come supporto alle esigenze della città, che era stata un importante centro romano e, successivamente, sede di un potente Ducato longobardo. Lungo il percorso della Strada, che nel 2021 ha compiuto 20 anni, si toccano centri dalla storia antica (come Botticino, Castenedolo, Montichiari, Montirone, Capriano del Colle, Poncarale e Flero), cantine, piccoli produttori d'eccellenze agroalimentari, trattorie e ristoranti dove si gusta la più autentica cucina bresciana, collezioni da visitare, come il Museo del Marmo di Botticino, il Museo della Moda e del Costume e quello del Vino e del Cavatappi di Villa Mazzucchelli a Ciliverghe di Mazzano. Da non perdere gli eventi culturali e le esperienze enogastronomiche in programma fra ottobre e novembre all'interno del progetto "Autunno Longobardo" (date ed info su www.stradadelvinocollideilongobardi.it). Vigneti di montagna in Valle Camonica Vini pregiati anche dalla montagna bresciana. In Valle Camonica (nota in tutto il mondo per le sue straordinarie incisioni rupestri, Patrimonio Umanità Unesco) vengono infatti prodotti corposi ed apprezzati vini IGT. Il Consorzio Vini di Valle Camonica (www.consorziovinivallecamonica.it) propone itinerari da fare in bici o piedi, che coniugano sport, buon vino e cucina di montagna, fra tracciati antichi, vigneti terrazzati e percorsi tra borghi e cantine dove sostare per visite e degustazioni. Qualche esempio? ll percorso "Tra vigne e Vini" attraversa i vigneti e le cantine del conoide della Concarena, toccando la Casa museo di Cerveno, mentre il percorso "Tra vigne e ulivi" si snoda tra vigneti e uliveti dei comuni di Piamborno e Darfo Boario Terme, offrendo al visitatore scorci incantevoli sul Lago di Iseo e sul Lago Moro, con tappe a siti di rilevanza storico-culturale come il complesso monastico Santuario dell'Annunciata di Piamborno. Esperienze per conoscere da vicino lo straordinario mondo del vino Per conoscere meglio vini e cantine, si può consultare la sezione di www.visitbrescia.it e scegliere fra le molte attività che vi sono proposte con tutte le informazioni utili per parteciparvi. In Franciacorta, ad esempio, la poesia e l'arte fanno da filo conduttore di visite in cantina e nei vigneti. Sul Garda si fanno trekking in vigna accompagnati da un sommelier, degustazioni sensoriali a ritmo di musica, aperitivi fra i filari, si può partecipare a Food&Wine tour in Valtènesi e a corsi di cucina in cui vengono svelati i migliori abbinamenti con i vini. Lungo la Strada del Vino e dei Sapori Colli dei Longobardi si può personalizzare l'etichetta del vino degustato, da portare a casa come ricordo, oppure fare una bella degustazione in cantina dopo una pedalata fra le vigne. In Valle Camonica, si impara quali sono i bicchieri più adatti per degustare vari tipi di vino e si scoprono i gustosi abbinamenti con formaggi e salumi di montagna.  

Dolce Autunno fra i vigneti della provincia di Brescia

Dolce Autunno fra i vigneti della provincia di Brescia

Alla scoperta di Franciacorta, Garda, Colli dei Longobardi e Valle Camonica.

Franciacorta, Garda, Colli dei Longobardi e Valle Camonica: la provincia di Brescia racchiude quattro aree vinicole d'eccellenza, innumerevoli cantine da visitare e in cui acquistare direttamente dai produttori vini pregiati, Strade del Vino fra le prime a nascere in Italia. Un territorio in cui l'enoturismo si è fatto arte dell'accoglienza, dove ciascuno può scegliere il genere di struttura più adatto alle sue esigenze dove alloggiare nel verde, dall'agriturismo al relais di charme. Settembre e ottobre sono i periodi ideali per andare alla scoperta di questi straordinarie terre, che sono animate anche da una serie di piacevoli eventi. La Franciacorta La Franciacorta, terra del prezioso Franciacorta (il più pregiato fra i vini italiani rifermentati in bottiglia con il Metodo Classico) a cui dà il nome, è fra le zone italiane più amate dagli enoturisti. Le sue colline sono punteggiate da borghi e castelli, abbazie e ville patrizie, prestigiose cantine: vi si snoda la Strada del Franciacorta (www.franciacorta.net) che prende il via dal centro di Brescia e arriva sulle sponde del Lago d'Iseo. Un motivo in più per visitarla, è il Festival in Cantina, in programma negli week end dell'11-12 e del 18-19 settembre. Le 66 Cantine partecipanti accolgono gli ospiti con eventi originali e fantasiosi e visite guidate con degustazione. La kermesse propone eventi coinvolgenti e una ricca offerta di iniziative dedicate all'intrattenimento e all'approfondimento enogastronomico e culturale. Un appuntamento quindi adatto a tutti: dagli enoappassionati, che possono partecipare a degustazioni a tema, agli amanti del buon cibo, che godono delle gustose proposte di ristoratori locali e chef, tra tradizione e innovazione. Ampio spazio viene dedicato agli sportivi, che possono avventurarsi tra i vigneti e le colline facendo trekking e percorrendo itinerari a piedi o in bicicletta, così come alle famiglie che hanno la possibilità di divertirsi con iniziative ludiche e pic-nic nella natura. Non c'è poi occasione migliore per perdersi tra i molteplici luoghi di interesse storico artistico che costellano la Strada del Franciacorta, dai monasteri ai piccoli musei. Il 2-3 e il 9-10 ottobre i sapori della Franciacorta tra arte, cibo e vino sono protagonisti di Benvenuto autunno!, visite e degustazioni guidate alla scoperta del mondo di Bacco organizzate alla Casa Museo Paolo e Carolina Zani di Cellatica. Si va alla scoperta delle più belle opere della collezione che raccontano il mito dionisiaco: dal dipinto di Giambattista Tiepolo dedicato alle Nozze di Bacco e Arianna all'Allegoria della Terra, pregevole tela di François Boucher appartenuta al re di Francia Luigi XV, passando per i Bacchanalia che animano la candida porcellana di Massimiliano Soldani Benzi (seconda metà del XVIII secolo). Anche il giardino della Casa Museo è popolato di sculture e vasi che eternano la memoria del dio del vino. A conclusione di ogni itinerario guidato, i visitatori possono partecipare a una esclusiva degustazione, condotta da un esperto sommelier AIS, di diverse tipologie di Franciacorta accompagnata da proposte culinarie tipiche della zona. Garda: un lago, 3 zone DOC Viti e ulivi si alternano sulla sponda bresciana del Lago di Garda, e nell'immediato entroterra, dove si snoda la Strada dei Vini e dei Sapori del Garda. Un solare e fertile paesaggio mediterraneo punteggiato da antichi borghi, imponenti castelli, caratteristiche cittadine lacustri, in cui sono incastonate cantine, frantoi, agriturismo, tipiche trattorie ed eleganti ristoranti. Lo si può scoprire seguendo gli itinerari automobilistici scaricabili dal sito www.stradadeivini.it (che si snodano ad esempio in Valtènesi, fra le colline moreniche della sponda meridionale del lago, nel tratto da Sirmione a Salò, nel Parco dell'Alto Garda), oppure pedalando in relax lungo il percorso di una trentina di km fra i vigneti della Lugana. Sono le zone di produzione di importanti e apprezzati vini a Denominazione d'Origine Controllata. Cuore (e al vertice della denominazione) della DOC Riviera del Garda Classico (che va da Sirmione a Limone sul Garda) è la Valtènesi, un bucolico territorio dove l'ospitalità è oggi un'arte e dove la coltivazione della vite vanta origini antichissime, che affondano addirittura in epoca preromana. Considerata come l'ultimo avamposto di Mediterraneo nel cuore del nord-Europa, tra i comuni di Desenzano a Salò, nel cuore dell'anfiteatro morenico gardesano, è un'area contraddistinta da un microclima unico, influenzato dai benefici effetti del più grande lago italiano. Qui ha trovato patria elettiva il Groppello, grande vitigno autoctono che rappresenta il principale patrimonio enoico del comprensorio: un piccolo patrimonio dell'umanità, considerato che al mondo ne esistono solo 400 ettari coltivati per l'appunto in quest'area. Altra perla della Valtènesi è il pregiato Chiaretto, fra i più importanti ed apprezzati Rosé italiani.  Un'occasione piacevole per visitare la Valtènesi è, all'inizio di ottobre, Profumi di mosto, evento diffuso sul territorio, in cui ciascuna azienda propone esperienze in cantina e in vigneto, dalle degustazioni alle installazioni artistiche en plein air, agli abbinamenti cibo-vino (info su www.consorziovaltenesi.it). Le incantevole colline moreniche che abbracciano a sud il Garda, fra Sirmione, Pozzolengo, Desenzano e Lonato, sono la terra del Lugana DOC, raffinato bianco lacustre dai natali illustri, dato che la sua origine è certificata fin dal Settecento, ma la tradizione viticola di queste terre risale quantomeno ai Romani.  Prodotto da una particolare varietà locale chiamata "turbiana", che ne garantisce struttura e buona longevità, profuma di fiori di campo e agrumi ed è oggi uno dei vini italiani di maggior successo. Terza DOC è il San Martino della Battaglia, un bianco secco ottenuto esclusivamente dal vitigno a frutto bianco TUCHÌ o Tocai Friulano, diffuso oltre che in Friuli Venezia Giulia, anche Veneto e in Lombardia orientale, dove questo vino viene prodotto. Trae il nome dal luogo (nel comune di Desenzano) in cui nel 1859 si combatté la più cruenta e decisiva battaglia del Risorgimento, oggi contrassegnata dall'alta torre eretta per onorare la memoria di Vittorio Emanuele II e di coloro che hanno combattuto per l'unità d'Italia, dalla cui cima si gode uno straordinario panorama sul basso lago di Garda (www.sanmartinodellabattaglia.it). Il più esteso vigneto cittadino d'Europa e la Strada del Vino e dei Sapori Colli dei Longobardi Brescia vanta un primato in campo enologico, cosa piuttosto inconsueta per una città: il vigneto urbano del Pusterla, con i suoi 3,4 ettari, è il più esteso vigneto cittadino d'Europa. Si inerpica fino al Castello e fino al 21 ottobre fa da cornice alla multicolore opera di land art "La Plage" di Pascale Marthine Tayou, artista camerunense di fama internazionale. Il vigneto, da cui provenivano i vini per le monache desideriane del Monastero di Santa Giulia (ora straordinario sito Unesco), è il punto di partenza della Strada del Vino e dei Sapori Colli dei Longobardi, che si inoltra verso sud in un'area tradizionalmente vocata alla produzione vitivinicola anche come supporto alle esigenze della città, che era stata un importante centro romano e, successivamente, sede di un potente Ducato longobardo. Lungo il percorso della Strada, che nel 2021 ha compiuto 20 anni, si toccano centri dalla storia antica (come Botticino, Castenedolo, Montichiari, Montirone, Capriano del Colle, Poncarale e Flero), cantine, piccoli produttori d'eccellenze agroalimentari, trattorie e ristoranti dove si gusta la più autentica cucina bresciana, collezioni da visitare, come il Museo del Marmo di Botticino, il Museo della Moda e del Costume e quello del Vino e del Cavatappi di Villa Mazzucchelli a Ciliverghe di Mazzano. Da non perdere gli eventi culturali e le esperienze enogastronomiche in programma fra ottobre e novembre all'interno del progetto "Autunno Longobardo" (date ed info su www.stradadelvinocollideilongobardi.it). Vigneti di montagna in Valle Camonica Vini pregiati anche dalla montagna bresciana. In Valle Camonica (nota in tutto il mondo per le sue straordinarie incisioni rupestri, Patrimonio Umanità Unesco) vengono infatti prodotti corposi ed apprezzati vini IGT. Il Consorzio Vini di Valle Camonica (www.consorziovinivallecamonica.it) propone itinerari da fare in bici o piedi, che coniugano sport, buon vino e cucina di montagna, fra tracciati antichi, vigneti terrazzati e percorsi tra borghi e cantine dove sostare per visite e degustazioni. Qualche esempio? ll percorso "Tra vigne e Vini" attraversa i vigneti e le cantine del conoide della Concarena, toccando la Casa museo di Cerveno, mentre il percorso "Tra vigne e ulivi" si snoda tra vigneti e uliveti dei comuni di Piamborno e Darfo Boario Terme, offrendo al visitatore scorci incantevoli sul Lago di Iseo e sul Lago Moro, con tappe a siti di rilevanza storico-culturale come il complesso monastico Santuario dell'Annunciata di Piamborno. Esperienze per conoscere da vicino lo straordinario mondo del vino Per conoscere meglio vini e cantine, si può consultare la sezione di www.visitbrescia.it e scegliere fra le molte attività che vi sono proposte con tutte le informazioni utili per parteciparvi. In Franciacorta, ad esempio, la poesia e l'arte fanno da filo conduttore di visite in cantina e nei vigneti. Sul Garda si fanno trekking in vigna accompagnati da un sommelier, degustazioni sensoriali a ritmo di musica, aperitivi fra i filari, si può partecipare a Food&Wine tour in Valtènesi e a corsi di cucina in cui vengono svelati i migliori abbinamenti con i vini. Lungo la Strada del Vino e dei Sapori Colli dei Longobardi si può personalizzare l'etichetta del vino degustato, da portare a casa come ricordo, oppure fare una bella degustazione in cantina dopo una pedalata fra le vigne. In Valle Camonica, si impara quali sono i bicchieri più adatti per degustare vari tipi di vino e si scoprono i gustosi abbinamenti con formaggi e salumi di montagna.  

LE DONNE DEL VINO INVITANO I CAMPERISTI A DORMIRE UNA NOTTE TRA LE VIGNE IN VENDEMMIA

LE DONNE DEL VINO INVITANO I CAMPERISTI A DORMIRE UNA NOTTE TRA LE VIGNE IN VENDEMMIA

PROSEGUE IN AUTUNNO L'INIZIATIVA LANCIATA CON IL TOURING CLUB ITALIANO: IN 57 CANTINE D'ITALIA SI OFFRONO SOSTE TRA I FILARI E SCONTI SULLO SHOPPING DI VINO, SI ORGANIZZANO VISITE E ASSAGGI A CHI FA VIAGGI IN LIBERT

A luglio le immatricolazioni di autocaravan hanno fatto segnare un +104% rispetto allo stesso mese del 2019. Quella del 2020 è stata senza dubbio l'"estate del camper", secondo l'APC – Associazione Produttori Caravan e Camper che ha diffuso i dati in occasione del Salone del Camper 2020, in programma alle Fiere di Parma dal 12 al 20 settembre 2020. Anche le Donne del Vino avevano scommesso sul camper come il mezzo più sicuro per la ripartenza del turismo post Covid lanciando, a inizio estate, il progetto Donne del Vino Camper Friendly insieme al TCI - Touring Club Italiano. Una proposta di turismo eco-sostenibile raccolta da centinaia di camperisti che, da luglio, hanno approfittato dell'invito in oltre 50 aziende italiane con guida al femminile a dormire una notte fra i vigneti. Ora l'iniziativa prosegue anche in autunno, mentre tra i filari, da Sud a Nord, è in corso la vendemmia. «I numeri diffusi dall'Associazione Produttori Caravan e Camper - dice Donatella Cinelli Colombini, presidente dell'Associazione nazionale Le Donne del Vino – confermano la validità della nostra intuizione di offrire ospitalità al femminile a chi intende il viaggio come una scoperta emozionante a contatto con la natura, l'autenticità dei territori e delle persone. Un'idea che è stata lanciata dalla nostra Elena Roppa, socia friulana. Ora le Donne del Vino rinnovano l'invito a vivere un'esperienza unica in un momento dell'anno importante per tutte le cantine italiane: la raccolta dell'uva». Sono 57 le cantine Camper Friendly delle Donne del Vino che apriranno le loro porte in vendemmia: l'elenco completo è sul sito www.ledonnedelvino.com, dove si potrà consultare l'offerta completa di ecoturismo prevista da ogni azienda con sconti sullo shopping di vino e tante attività, degustazioni all'aperto, picnic e trekking tra le vigne. L'iniziativa sarà divulgata anche sul sito del Touring Club Italiano e tramite una newsletter al cluster TCI riservato agli amanti del turismo itinerante. Il "boom camper" dell'estate 2020 (dati Yescapa) Che il camper sia il protagonista delle vacanze di questa estate 2020, lo conferma Yescapa, la più grande piattaforma di camper sharing in Europa. In una nota stampa, evidenzia come tra giugno e agosto 2020 le richieste di prenotazione sono arrivate a toccare punte del 150% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, così come le prenotazioni effettive registrate sul sito Yescapa.it hanno visto un incremento del 90% rispetto al 2019. Trend confermato anche sul versante delle nuove iscrizioni di veicoli sulla piattaforma di condivisione camper tra privati: la percentuale del +150%, registrata nelle prime settimane di giugno, rimane costante per tutti i mesi estivi. Per quanto riguarda i viaggiatori, se un 10% si conferma affezionato utilizzatore della piattaforma, molti sono neofiti che hanno deciso di provare il viaggio itinerante per la prima volta (+ 83%). Il 90% degli italiani ha scelto di trascorrere le vacanze in Italia: solo il 10% ha scelto di partire in Europa, confermando la predilezione estiva, già registrata nel 2019, per il Portogallo (8%) e la Spagna (2%). Anche gli stranieri hanno valicato i confini italiani: tedeschi, austriaci e francesi sono le presenze confermate tra giugno e agosto in Italia (15%). Tra le destinazioni che hanno registrato maggior affluenza di visitatori la Sardegna è stata la meta più ambita (20%), seguita dalla Lombardia (14%) e dalle Dolomiti (10%). A scegliere la modalità di condivisione camper tra privati per le proprie vacanze si confermano le famiglie (46%) che valutano questa opzione come la più utile e vantaggiosa per risparmiare e per avere a portata di mano tutte le comodità di casa propria. Ma dai dati emersi, si registra un aumento sia del viaggio in coppia (32%), sia del viaggio fra amici (18%). A scegliere questo tipo di esperienza sono sempre più uomini e donne tra i 36 e i 54 (52%), giovani tra i 26 e i 35 (35%) e una fetta di giovanissimi al di sotto dei 26 anni (8%). CHI SONO LE DONNE DEL VINO Le Donne del Vino sono un'associazione senza scopi di lucro che promuove la cultura del vino e il ruolo delle donne nella filiera produttiva del vino. Nata nel 1988, conta oggi oltre 900 associate tra produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier e giornaliste. Le Donne del vino sono in tutte le regioni italiane coordinate in delegazioni. Altre info sul sito e sul blog: www.ledonnedelvino.com

Vine Surgery Team certificato Simonit&Sirch nasce per salvare i vigneti dal mal d'esca senza estirparli.

Vine Surgery Team certificato Simonit&Sirch nasce per salvare i vigneti dal mal d'esca senza estirparli.

Risultati sorprendenti della dendrochirurgia: il 90% delle piante operate torna pienamente produttivo.

Preparate ed equipaggiate in modo specifico, operano tempestivamente su richiesta delle aziende con interventi di dendrochirurgia, una tecnica letteralmente "chirurgica", che i Vine Master Pruners hanno messo a punto in questi anni per contrastare appunto i deleteri effetti del mal d'esca, la più grave e diffusa malattia che colpisce i vigneti di tutto il mondo, e in particolar modo quelli europei. "Banalizzando, si può paragonare il nostro intervento a quanto fa un dentista per curare una carie- spiega Marco Simonit - Utilizzando piccole motoseghe elettriche, apriamo il tronco ed esportiamo la parte intaccata dal mal d'esca. La pianta "disintossicata" dalla malattia, riacquista nel giro di poco tempo vigore, riprende a fruttificare e torna pienamente produttiva. Non ci sono prodotti efficaci per curare il mal d'esca, anche se si sta facendo molta ricerca in tal senso. Due sole le cose da fare: prevenzione con una corretta potatura e intervento chirurgico tempestivo non appena le piante iniziano a manifestare i primi sintomi." I risultati raggiunti in 10 anni di lavori e sperimentazioni in vigneti italiani, francesi e in varie importanti aree viticole del mondo sono sorprendenti: il 90% delle piante trattate è tornato pienamente produttivo. Un risultato di grande importanza, sia per la qualità dei vini che per la ricaduta economica. Infatti, estirpando le viti malate e sostituendole con nuove barbatelle, si crea nel vigneto una disparità della qualità delle uve che influisce ovviamente sulla qualità e quantità del vino: avere delle piante più longeve possibile è un'esigenza prioritaria per tutti i vignaioli, ma soprattutto per le più importanti Maisons internazionali, dato che garantisce la continuità qualitativa e la riconoscibilità dei loro grandi vini. La dendrochirurgia consente inoltre alle aziende notevolissimi risparmi, dato che si evita il costo del reimpianto (estirpo delle viti malate, scavo della buche, impianto delle barbatelle, allevamento) e si ovvia alla mancata produzione da parte delle nuove piante per almeno 6 anni. Le prime prove di dendrochirurgia sono state fatte da Simonit&Sirch nel 2011 a Chateau Reynon nel bordolese, quindi da Schiopetto in Friuli e da Bellavista in Franciacorta. In 10 anni di lavoro e sperimentazione, sono state operate 15.000 piante di 12 varietà (Sauvignon blanc, Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Sauvignon, Pinot nero, Riesling, Malvasia Istriana, Sangiovese, Gruener Veltiner, Carmenere, Malbec), in vigneti di 12 regioni viticole: Collio, Franciacorta, Montalcino, Champagne, Borgogna, Bordeaux, Mendoza, Kamptal, Steiermark, Pfalz, Istria e Maipo in Cile. Analizzando i dati raccolti – e validati anche dall'Università e dall'INRA Institut National de la Recherche Agronomique di Bordeaux - si evince che la dendrochirurgia rallenta la progressione di sintomi di mortalità delle piante infette e che, nonostante le piante operate mostrano un vigore e fertilità leggermente inferiore rispetto alle piante sane, la qualità delle uve è comparabile. Non è lo stesso per le piante infette non operate. "A titolo di esempio - precisa Simonit - basti dire che in 6 anni (dal 2011 al 2017) il 90% delle piante della cultivar Sauvignon bianco operate in Friuli sono tornate produttive, e se prima del 2011 ne venivano sostituite a causa del mal d'Esca il 4,3% per ettaro, dopo il 2017 la percentuale è scesa allo 0,07% ." "Tutto è nato anni fa, quando abbiamo pensato di sperimentare la dendrochirurgia, descritta da Ravaz e Lafon come praticata fin dall'antichità e applicata da Poussard alla fine del 1800 con risultati molto incoraggianti, ovvero 90-95% di ceppi risanati – conclude- Grazie all'interessamento del prof Denis Dubourdieu, già direttore dell'ISVV Istitut des Sciences de la vigne et du vin dell'Università di Bordeaux, prematuramente scomparso, l'abbiamo messa in pratica con strumenti moderni. Siamo stati i primi in assoluto a farlo, sia in Italia che all'estero. Siamo assolutamente soddisfatti di questi risultati, ma non ci fermeremo qui, perché il nostro è un lavoro sempre in progress. Stiamo verificando, ad esempio, quale è il miglior periodo dell'anno per intervenire, con quanta frequenza dobbiamo farlo, quante piante può operare al giorno una persona, per quanto tempo le piante che operiamo rimangono asintomatiche ed altri vari fattori. "

Nature Bathing: ascoltare le note olfattive di gusto nel relax del vigneto

Nature Bathing: ascoltare le note olfattive di gusto nel relax del vigneto

Friuli Venezia Giulia Voglia di rilassarti e “staccare la spina”?

È tempo di vendemmia, dalla quale nasceranno i prossimi vini, con i loro profumi e sapori. L’esperienza del “Nature Bathing tra le vigne” aiuta a trovare il proprio equilibrio ma soprattutto a vivere la Natura, a sentire, anzi ad ascoltare come si fa con la musica, quelle note olfattive e di gusto che si ritrovano nel calice. Degustando fra i filari e camminando a piedi nudi nel vigneto, si risvegliano i sensi e si entra in sintonia con l’ambiente che ci circonda: un‘esperienza mindfulness per liberare la mente dallo stress. La giornata si completa con visita in cantina e assaggio dei prodotti tipici locali. Per questo abbiamo creato la giusta via di mezzo per chi desidera allontanarsi dalle preoccupazioni immergendosi nella natura, ma senza rinunciare al gusto. Nature bathing tra le vigne è un’attività pensata per trovare il proprio equilibrio senza rinunciare al piacere di scoprire prodotti e luoghi del territorio. L’attività mira alla rigenerazione psicofisica attraverso la meditazione e una camminata a piedi nudi tra le vigne, concentrando l’attenzione ai sensi in modo da aprirsi a una migliore degustazione. Al termine dell’attività sarà effettuata una visita alla cantina con degustazione dei prodotti. Scopri anche l'esperienza "DegustaMente - Risveglio sensoriale in Vigna" organizzata dal Movimento Turismo del Vino FVG. Un pomeriggio per degustare non solo con il corpo ma anche con la mente: immersi nella natura potrai goderti una rilassante esperienza mindfulness, per poi essere guidato da un esperto in una degustazione consapevole che stimolerà le abilità percettive e appagherà il palato. Consulta il calendario con le cantine aderenti alla Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia tra cui scegliere.

FVG terra di vini bianchi: scopriteli con Vigneti Aperti!

FVG terra di vini bianchi: scopriteli con Vigneti Aperti!

Prossimo appuntamento con Vigneti Aperti in Friuli Venezia Giulia, previsto per sabato 28 e domenica 29 agosto.

La nostra regione è rinomata soprattutto per le sue eccellenti produzioni di vini bianchi; per questo motivo, il Movimento Turismo del Vino FVG ha deciso di dedicare un weekend Vigneti Aperti alla scoperta degli autoctoni bianchi regionali. Sabato 28 e domenica 29 agosto i vignaioli aderenti vi aspettano per farvi assaporare prelibati vini e raccontarvi le ultime preparazioni della vigna in vista dell'imminente vendemmia. Sarete coinvolti con inusuali esperienze di conoscenza come una degustazione di Friulano in lingua friulana con traduzione simultanea in italiano (Cantina Puntin), un white dinner al tramonto nel parco (De Claricini), un'emozionante degustazione a lume di candela dopo aver assaggiato acini di Friulano direttamente in vigna (Elio Vini), un picnic in vigna (Tarlao Vignis in Aquileia), un pranzo degustazione con un menù pensato apposta per l'occasione (Vidussi Vini), oltre alle visite e passeggiate nei vigneti per verificare, assieme ai produttori, lo stato di maturazione delle uve scoprendo quali siano pronte per la vendemmia e quali necessitano di ancora qualche settimana. Una valida e originale proposta turistica per scoprire o riscoprire i nostri suggestivi paesaggi, i luoghi di eccellenza del vino; una piacevole e rilassante occasione di incontro all'aria aperta, adatta a turisti, appassionati e famiglie per imparare entrando direttamente a contatto con la natura. Le aziende vitivinicole regionali che aderiscono all'iniziativa sono: I Magredi a San Giorgio della Richinvelda (PN), in provincia di Udine trovate Cantina Puntin e Tarlao ad Aquileia, Elio Vini a Grupignano, Ferrin Paolo a Camino al Tagliamento, Le Due Torri a Corno di Rosazzo, Spolert Winery a Prepotto, Vigne del Malina a Remanzacco e Villa Vitas a Strassoldo. In provincia di Gorizia invece trovate Borgo Conventi a Farra d'Isonzo, Pascolo a Dolegna del Collio e Vidussi Vini a Capriva del Friuli. Inoltre, sabato 28 agosto il Gruppo FAI di Cividale del Friuli insieme alla Delegazione FAI di Udine vi invita a un incontro speciale alla scoperta dei valori paesaggistici ed enogastronomici del Friuli Venezia Giulia: "FAI un giro in vigna" all'Abbazia di Rosazzo. Un percorso sensoriale per conoscere il progetto Vigne Museum accompagnati dalla vignaiola Elda Felluga, presidente della nostra associazione, e dallo scrittore Matteo Bellotto che leggerà brani tratti dal suo libro "Storie di Vino e di Friuli Venezia Giulia". Al termine della passeggiata, non mancherà un brindisi con un vino che racchiude la storia di questi luoghi: Abbazia di Rosazzo 2017 di Livio Felluga. Per informazioni e prenotazioni email nadaluttiilaria@libero.it, telefono 0432 730005 o whatsapp 339 1555344. L'iniziativa FAI rientra nell'ampio programma previsto per la 16° edizione di Olio e Dintorni, la manifestazione – organizzata dall'associazione Arc Oleis e Dintorni – per promuovere la produzione e la qualità dell'olio extravergine di oliva di eccellenza in Friuli Venezia Giulia, in programma a Oleis di Manzano sabato 28 e domenica 29 agosto. Per conoscere il programma della manifestazione www.oleisedintorni.wix.com/oleisedintorni. Tutti gli amici enoturisti che vogliono essere informati sulle news della manifestazione e le aziende aderenti nei vari weekend trovano tutte le informazioni sul sito www.cantineaperte.info e sui social media dell'associazione Facebook MtvFVG e Instagram mtv_friulivg.

FVG terra di vini bianchi: scopriteli con Vigneti Aperti!

FVG terra di vini bianchi: scopriteli con Vigneti Aperti!

Prossimo appuntamento con Vigneti Aperti in Friuli Venezia Giulia, previsto per sabato 28 e domenica 29 agosto.

La nostra regione è rinomata soprattutto per le sue eccellenti produzioni di vini bianchi; per questo motivo, il Movimento Turismo del Vino FVG ha deciso di dedicare un weekend Vigneti Aperti alla scoperta degli autoctoni bianchi regionali. Sabato 28 e domenica 29 agosto i vignaioli aderenti vi aspettano per farvi assaporare prelibati vini e raccontarvi le ultime preparazioni della vigna in vista dell'imminente vendemmia. Sarete coinvolti con inusuali esperienze di conoscenza come una degustazione di Friulano in lingua friulana con traduzione simultanea in italiano (Cantina Puntin), un white dinner al tramonto nel parco (De Claricini), un'emozionante degustazione a lume di candela dopo aver assaggiato acini di Friulano direttamente in vigna (Elio Vini), un picnic in vigna (Tarlao Vignis in Aquileia), un pranzo degustazione con un menù pensato apposta per l'occasione (Vidussi Vini), oltre alle visite e passeggiate nei vigneti per verificare, assieme ai produttori, lo stato di maturazione delle uve scoprendo quali siano pronte per la vendemmia e quali necessitano di ancora qualche settimana. Una valida e originale proposta turistica per scoprire o riscoprire i nostri suggestivi paesaggi, i luoghi di eccellenza del vino; una piacevole e rilassante occasione di incontro all'aria aperta, adatta a turisti, appassionati e famiglie per imparare entrando direttamente a contatto con la natura. Le aziende vitivinicole regionali che aderiscono all'iniziativa sono: I Magredi a San Giorgio della Richinvelda (PN), in provincia di Udine trovate Cantina Puntin e Tarlao ad Aquileia, Elio Vini a Grupignano, Ferrin Paolo a Camino al Tagliamento, Le Due Torri a Corno di Rosazzo, Spolert Winery a Prepotto, Vigne del Malina a Remanzacco e Villa Vitas a Strassoldo. In provincia di Gorizia invece trovate Borgo Conventi a Farra d'Isonzo, Pascolo a Dolegna del Collio e Vidussi Vini a Capriva del Friuli. Inoltre, sabato 28 agosto il Gruppo FAI di Cividale del Friuli insieme alla Delegazione FAI di Udine vi invita a un incontro speciale alla scoperta dei valori paesaggistici ed enogastronomici del Friuli Venezia Giulia: "FAI un giro in vigna" all'Abbazia di Rosazzo. Un percorso sensoriale per conoscere il progetto Vigne Museum accompagnati dalla vignaiola Elda Felluga, presidente della nostra associazione, e dallo scrittore Matteo Bellotto che leggerà brani tratti dal suo libro "Storie di Vino e di Friuli Venezia Giulia". Al termine della passeggiata, non mancherà un brindisi con un vino che racchiude la storia di questi luoghi: Abbazia di Rosazzo 2017 di Livio Felluga. Per informazioni e prenotazioni email nadaluttiilaria@libero.it, telefono 0432 730005 o whatsapp 339 1555344. L'iniziativa FAI rientra nell'ampio programma previsto per la 16° edizione di Olio e Dintorni, la manifestazione – organizzata dall'associazione Arc Oleis e Dintorni – per promuovere la produzione e la qualità dell'olio extravergine di oliva di eccellenza in Friuli Venezia Giulia, in programma a Oleis di Manzano sabato 28 e domenica 29 agosto. Per conoscere il programma della manifestazione www.oleisedintorni.wix.com/oleisedintorni. Tutti gli amici enoturisti che vogliono essere informati sulle news della manifestazione e le aziende aderenti nei vari weekend trovano tutte le informazioni sul sito www.cantineaperte.info e sui social media dell'associazione Facebook MtvFVG e Instagram mtv_friulivg.

Trentino, 26 agricoltori per il premio al miglior vigneto di Marzemino

Trentino, 26 agricoltori per il premio al miglior vigneto di Marzemino

40 vigneti di Marzemino, per un totale di 22 ettari, in gara per conquistare l’ambìto riconoscimento nato per premiare il lavoro di chi si impegna non solo a dare vita ad un’uva eccellente ma anche ad impreziosire e rendere unico il paesaggio. Tra i partecipanti, 4 donne e 5 under 40. Il podio verrà svelato domenica 12 settembre nell’ambito della giornata conclusiva della manifestazione “La Vigna Eccellente. Ed è subito Isera”.

Il Covid non ferma, anche quest’anno, l’originale concorso ideato nel 2001 dal Comune di Isera, Città del Vino della Vallagarina, Trentino, con il lungimirante obiettivo di premiare il lavoro svolto in vigna nel corso di tutto il ciclo produttivo dell'uva, nella consapevolezza di quanto i terreni vitati concorrano alla bellezza del territorio, a vantaggio sia di chi lo abita che di chi lo visita. 26 gli agricoltori in gara quest’anno, tra cui 4 donne e 5 under 40, a conferma di un importante ritorno dei giovani in agricoltura. A contendersi il titolo de “La Vigna Eccellente”, appezzamenti di Marzemino, varietà a bacca nera proveniente dal Caucaso che in queste terre ha trovato un habitat ideale per dare vita ad un grande vino, entrato a ragione tra le eccellenze enologiche trentine. 40 i vigneti candidati, per un totale di 220 mila metri quadrati, dei Comuni di Isera, Nogaredo e Mori, che nell’ultimo periodo sono stati interessati da una prima visita di Bruno Matté, tecnico della Fondazione Edmund Mach – Istituto Agrario di San Michele all’Adige, per una scrematura orientata a selezionare i dieci migliori in base ad un'analisi generale del vigneto considerando posizione, esposizione, sesto di impianto, forma di coltivazione, tipo di conduzione - biologico, integrato, ecc. - e tecniche di gestione dell'interfilare, valutando al contempo la corretta gestione del vigneto, la gestione della chioma, lo sfalcio dell'erba, l'equilibrio vegeto-produttivo e, per ultimo, la quantità di uva. A questa fase, seguirà la visita di tutta la commissione di esperti, presieduta dal Professore Attilio Scienza, Docente di Viticoltura alla Facoltà di Agraria dell'Università di Milano, e composta da Marco Stefanini, Duilio Porro e lo stesso Bruno Mattè, tecnici della Fondazione Edmund Mach – Istituto Agrario di San Michele all’Adige, dal giornalista e Gran Maestro della Confraternita della Vite e del Vino di Trento Enzo Merz, da Carlo Rossi che, nel 2001, ha tenuto a battesimo il concorso in qualità di Sindaco di Isera, e da Franco Nicolodi coordinatore regionale dell'Associazione Italiana Città del Vino. I primi tre classificati, a cui verrà riconosciuto un premio in denaro, saranno annunciati durante la premiazione in programma domenica 12 settembre nell’ambito della giornata conclusiva de “La Vigna Eccellente. Ed è subito Isera", evento dedicato al Marzemino e nato a corollario del concorso, organizzato dal Comune di Isera con il supporto di Trentino Marketing, il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell'ambito del coordinamento delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest, e la collaborazione di Apt Rovereto e Vallagarina. “Nonostante le forti grandinate che hanno interessato i vigneti soprattutto nel corso del mese di luglio e ad inizio agosto – commenta la giuria – si conferma la grande cura posta in generale nella gestione dei vigneti. La speranza è che in questo ultimo mese di maturazione il meteo sia favorevole: siamo in forte ritardo rispetto allo scorso anno ma più in linea con la media stagionale. Molto probabilmente – concludono – la vendemmia del Marzemino si svolgerà a fine settembre”. Nel corso dell’incontro, verrà inoltre conferito per il quinto anno consecutivo il premio letterario intitolato a Francesco Graziola, storico membro della giuria del concorso. Profilo La Vigna Eccellente. Ed è subito Isera L'evento, organizzato dal Comune di Isera con il supporto di Trentino Marketing e il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell'ambito della promozione delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest, vede la partecipazione di numerose realtà del territorio ed è possibile grazie alla collaborazione di APT Rovereto e Vallagarina, Cassa Rurale Vallagarina, Città del Vino, Slow Food Valle dell’Adige Alto Garda, ONAV – sezione di Trento, Famiglia Cooperativa di Isera, BIM dell'Adige, Comunità della Vallagarina, Bioverde, Montura. Marzemino Il vitigno Marzemino rappresenta una delle varietà più interessanti della vitivinicoltura trentina. Giunto in queste terre quando Venezia dominava i commerci in tutto l'Adriatico, è proprio in Vallagarina che, grazie ad un ambiente ideale e ad un clima subcontinentale, è cresciuto fino a diventare il grande vino di oggi. In particolare è nella zona di Isera e dei Ziresi che riesce ad esprimersi al meglio: è proprio qui che nasce infatti il Trentino D.O.C. Superiore Marzemino, un vino che risponde a standard qualitativi ancora superiori rispetto a quelli del Trentino D.O.C. Di colore rosso rubino, scuro con tonalità violacee, presenta aromi e fragranze di frutti di bosco con sfumature floreali di viola mammola, frammisti a note leggermente speziate e vagamente balsamiche. .

VALLAGARINA PREMIA IL SUO VIGNETO PIÙ BELLO

VALLAGARINA PREMIA IL SUO VIGNETO PIÙ BELLO

La XX edizione di un premio unico in Europa si conferma l’occasione ideale per proporre ai winelover tutta una serie di iniziative e appuntamenti legati al mondo del vino, dalle degustazioni ai tour con il confermatissimo Agribus alla scoperta del territorio e delle sue cantine. Novità 2021, gli ebike tour, che trovano nella valle un contesto ideale e strizzano l’occhio alla sostenibilità, la cena “green” sotto le stelle, quella in vigna, il mercato contadino e una suggestiva alba con i produttori.

La Vallagarina, con i suoi meravigliosi vigneti, e il Marzemino, con il suo colore rosso rubino, le fragranze di frutti di bosco, le note speziate e balsamiche: quello tra la valle trentina che costeggia l’Adige a sud di Trento e una delle storiche punte di diamante dell’enologia trentina, amato al punto di entrare nel libretto del Dongiovanni di Mozart, è un connubio assolutamente inscindibile. Il compito di celebrarlo degnamente, portando alla ribalta i viticoltori che curano con fatica e passione questo vitigno, spetta ancora una volta a “La Vigna Eccellente. Ed è subito Isera”, manifestazione organizzata dal Comune di Isera, Città del Vino, con il supporto di Trentino Marketing, il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, nell’ambito della promozione delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest, e la collaborazione dell’APT Rovereto e Vallagarina. In programma da giovedì 9 a domenica 12 settembre a Isera, incantevole borgo della Vallagarina che sta vivendo un grande fermento in ambito enogastronomico, l’evento nasce come corollario di un appuntamento davvero unico in Italia e in Europa, ovvero l’omonimo concorso ormai giunto alla XX edizione. A salire sul podio, infatti, non è il miglior vino, ma il miglior vigneto e quindi il viticoltore che lo ha curato e cresciuto al meglio, contribuendo non solo a produrre un’eccellente uva, ma anche a rendere straordinario il paesaggio della valle. Accanto a questa originale proposta si dipana un ricco programma di iniziative che spaziano da speciali menù a raffinate degustazioni enogastronomiche itineranti in compagnia dei produttori, fino alla novità degli ebike tour, attività che trova in Vallagarina un ambiente ideale per godere a pieno questo tipo di esperienza. Torna inoltre l’Agribus, che tanto successo ha riscosso nell’edizione 2020, con visite organizzate in totale sicurezza nelle aziende agricole di Isera e dintorni. Senza dimenticare un altro appuntamento da non mancare: l’attesissimo spettacolo della compagnia Koinè, alla scoperta della cittadina, della sua viticoltura e della sua storia, con il contorno di laboratori teatralizzati. Da mettere in agenda anche una curiosa cena “green” sotto le stelle: una grande tavolata alla quale gli ospiti sono chiamati a portare con sé piatti, posate e tovaglioli per degustare un piatto frutto della collaborazione tra i ristoratori del territorio. Non mancherà il mercato agricolo, aperto anche durante la cena per acquistare prodotti direttamente dai contadini. Suggestiva, inoltre, la colazione musicale all’alba con i produttori, mentre la sfilata dei trattori d’epoca colorerà con un tocco vintage la giornata finale della festa dedicata al Marzemino, che si concluderà degnamente con una festa in piazza e una cena in vigna. La kermesse, come ormai tradizione, sarà  accompagnata da A tutto Marzemino (tastetrentino.it/atuttomarzemino), in programma dal 2 al 12 settembre: un ricco calendario di degustazioni, aperitivi, menù a tema, visite in cantina e nei vigneti, in programma su tutto il territorio della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, per far conoscere caratteristiche e sfumature di questo straordinario vigneto dentro e fuori la Vallagarina. Profilo La Vigna Eccellente. Ed è subito Isera L'evento, organizzato dal Comune di Isera con il supporto di Trentino Marketing e il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell'ambito della promozione delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest, vede la partecipazione di numerose realtà del territorio ed è possibile grazie al contributo e al supporto di APT Rovereto e Vallagarina, Cassa Rurale Vallagarina, Città del Vino, BIM dell'Adige, Comunità della Vallagarina, Slow Food Condotta Vallagarina Alto Garda. Marzemino Il vitigno Marzemino rappresenta una delle varietà più interessanti della vitivinicoltura trentina. Giunto in queste terre quando Venezia dominava i commerci in tutto l'Adriatico, è proprio in Vallagarina che, grazie ad un ambiente ideale e ad un clima subcontinentale, è cresciuto fino a diventare il grande vino di oggi. In particolare è nella zona di Isera e dei Ziresi che riesce ad esprimersi al meglio: è proprio qui che nasce infatti il Trentino D.O.C. Superiore Marzemino, un vino che risponde a standard qualitativi ancora superiori rispetto a quelli del Trentino D.O.C. Di colore rosso rubino, scuro con tonalità violacee, presenta aromi e fragranze di frutti di bosco con sfumature floreali di viola mammola, frammisti a note leggermente speziate e vagamente balsamiche.

Morellino Gravel: in bici tra i vigneti e borghi della Maremma

Morellino Gravel: in bici tra i vigneti e borghi della Maremma

Nasce Morellino Gravel, il progetto ideato dal Consorzio Morellino di Scansano e da Saturnia Bike con l'obiettivo di promuovere l'enocicloturismo nel territorio della denominazione.

Morellino Gravel: è questo il nome del progetto ideato dal Consorzio Morellino di Scansano e da Saturnia Bike, una partnership già avviata con VisitMorellino.com, uno spazio virtuale lanciato a maggio 2021 che racchiude tutte le opportunità turistiche del territorio in cui ha origine il Morellino di Scansano. Su Visit Morellino è possibile infatti organizzare il proprio soggiorno nell'area della Denominazione unendo attività, luoghi da visitare, percorsi di degustazione, ma anche sport ed escursioni tra alcuni dei borghi più belli d'Italia, immersi nelle campagne della Maremma. L'obiettivo di Morellino Gravel è quello di promuovere lo sviluppo dell'enocicloturismo nel territorio della denominazione, rendendo l'area una destinazione turistica d'eccellenza. "Il territorio del Morellino di Scansano rappresenta il luogo ideale per gli amanti delle due ruote, con i suoi percorsi storici che risalgono all'epoca etrusca e romana, ma anche naturalistici ed enogastronomici, perfetti per essere esplorati in bici" racconta Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio. Il clou del progetto è l'evento che avrà luogo nell'autunno 2021: una manifestazione in cui gli appassionati di bici e di cicloturismo potranno percorrere la regione di produzione di questo famoso rosso toscano in sella a una gravel bike per vivere un'esperienza sportiva e culturale davvero unica. In particolare, la gravel bike è pensata per affrontare itinerari medio-lunghi collinari ed è dotata di pneumatici più larghi che permettono di rimanere stabile in sella e gestire qualsiasi condizione meteorologica e superficie stradale, rendendo confortevole il passaggio su sentieri sterrati e ghiaia, ma anche strade asfaltate o con pavimentazione sconnessa. Un turismo adatto a chi ama lo sport, la scoperta e l'ambiente, come il Consorzio del Morellino di Scansano che, anche attraverso iniziative come Morellino Gravel, si impegna per una sostenibilità sempre più ampia e per la tutela del proprio patrimonio territoriale. Andrea Gurayev responsabile dei Brands di Saturnia.bike parla cosi: "è un'iniziativa che conferma la volontà di collaborazione tra strutture ricettive e brands territoriali per avvicinare tutti gli utenti a vivere un'esperienza outdoor. Il nostro territorio è perfetto per tutti i livelli, dalla persona più allenata a chi si è appena avvicinata al mondo delle due ruote. Abbiamo scelto l'autunno – prosegue - per far vivere a 360 gradi l'emozione dell'enogastronomia. Abbinare lo sport ai profumi del territorio e alle tradizioni della vera Maremma è un'emozione unica nel suo genere in un periodo che vede impegnate le aziende nella raccolta e vinificazione." Morellino Gravel è stato presentato in questi giorni e prossimamente verranno condivisi ulteriori dettagli su percorsi, date e modalità di partecipazione. Nell'attesa, su VisitMorellino.com e Saturnia.bike si può curiosare e solleticare la propria voglia di scoprire le bellezze della Maremma Toscana a bordo di una bici.

Visit Brescia - Dolce Autunno fra i vigneti della provincia di Brescia

Visit Brescia - Dolce Autunno fra i vigneti della provincia di Brescia

Alla scoperta di Franciacorta, Garda, Colli dei Longobardi e Valle Camonica.

Strade del Vino fra le prime a nascere in Italia. Un territorio in cui l'enoturismo si è fatto arte dell'accoglienza, dove ciascuno può scegliere il genere di struttura più adatto alle sue esigenze dove alloggiare nel verde, dall'agriturismo al relais di charme. Settembre e ottobre sono i periodi ideali per andare alla scoperta di questi straordinarie terre, che sono animate anche da una serie di piacevoli eventi. La Franciacorta La Franciacorta, terra del prezioso Franciacorta (il più pregiato fra i vini italiani rifermentati in bottiglia con il Metodo Classico) a cui dà il nome, è fra le zone italiane più amate dagli enoturisti. Le sue colline sono punteggiate da borghi e castelli, abbazie e ville patrizie, prestigiose cantine: vi si snoda la Strada del Franciacorta (www.franciacorta.net) che prende il via dal centro di Brescia e arriva sulle sponde del Lago d'Iseo. Un motivo in più per visitarla, è il Festival in Cantina, in programma negli week end dell'11-12 e del 18-19 settembre. Le 66 Cantine partecipanti accolgono gli ospiti con eventi originali e fantasiosi e visite guidate con degustazione. La kermesse propone eventi coinvolgenti e una ricca offerta di iniziative dedicate all'intrattenimento e all'approfondimento enogastronomico e culturale. Un appuntamento quindi adatto a tutti: dagli enoappassionati, che possono partecipare a degustazioni a tema, agli amanti del buon cibo, che godono delle gustose proposte di ristoratori locali e chef, tra tradizione e innovazione. Ampio spazio viene dedicato agli sportivi, che possono avventurarsi tra i vigneti e le colline facendo trekking e percorrendo itinerari a piedi o in bicicletta, così come alle famiglie che hanno la possibilità di divertirsi con iniziative ludiche e pic-nic nella natura. Non c'è poi occasione migliore per perdersi tra i molteplici luoghi di interesse storico artistico che costellano la Strada del Franciacorta, dai monasteri ai piccoli musei. Il 2-3 e il 9-10 ottobre i sapori della Franciacorta tra arte, cibo e vino sono protagonisti di Benvenuto autunno!, visite e degustazioni guidate alla scoperta del mondo di Bacco organizzate alla Casa Museo Paolo e Carolina Zani di Cellatica. Si va alla scoperta delle più belle opere della collezione che raccontano il mito dionisiaco: dal dipinto di Giambattista Tiepolo dedicato alle Nozze di Bacco e Arianna all'Allegoria della Terra, pregevole tela di François Boucher appartenuta al re di Francia Luigi XV, passando per i Bacchanalia che animano la candida porcellana di Massimiliano Soldani Benzi (seconda metà del XVIII secolo). Anche il giardino della Casa Museo è popolato di sculture e vasi che eternano la memoria del dio del vino. A conclusione di ogni itinerario guidato, i visitatori possono partecipare a una esclusiva degustazione, condotta da un esperto sommelier AIS, di diverse tipologie di Franciacorta accompagnata da proposte culinarie tipiche della zona. Garda: un lago, 3 zone DOC Viti e ulivi si alternano sulla sponda bresciana del Lago di Garda, e nell'immediato entroterra, dove si snoda la Strada dei Vini e dei Sapori del Garda. Un solare e fertile paesaggio mediterraneo punteggiato da antichi borghi, imponenti castelli, caratteristiche cittadine lacustri, in cui sono incastonate cantine, frantoi, agriturismo, tipiche trattorie ed eleganti ristoranti. Lo si può scoprire seguendo gli itinerari automobilistici scaricabili dal sito www.stradadeivini.it (che si snodano ad esempio in Valtènesi, fra le colline moreniche della sponda meridionale del lago, nel tratto da Sirmione a Salò, nel Parco dell'Alto Garda), oppure pedalando in relax lungo il percorso di una trentina di km fra i vigneti della Lugana. Sono le zone di produzione di importanti e apprezzati vini a Denominazione d'Origine Controllata. Cuore (e al vertice della denominazione) della DOC Riviera del Garda Classico (che va da Sirmione a Limone sul Garda) è la Valtènesi, un bucolico territorio dove l'ospitalità è oggi un'arte e dove la coltivazione della vite vanta origini antichissime, che affondano addirittura in epoca preromana. Considerata come l'ultimo avamposto di Mediterraneo nel cuore del nord-Europa, tra i comuni di Desenzano a Salò, nel cuore dell'anfiteatro morenico gardesano, è un'area contraddistinta da un microclima unico, influenzato dai benefici effetti del più grande lago italiano. Qui ha trovato patria elettiva il Groppello, grande vitigno autoctono che rappresenta il principale patrimonio enoico del comprensorio: un piccolo patrimonio dell'umanità, considerato che al mondo ne esistono solo 400 ettari coltivati per l'appunto in quest'area. Altra perla della Valtènesi è il pregiato Chiaretto, fra i più importanti ed apprezzati Rosé italiani.  Un'occasione piacevole per visitare la Valtènesi è, all'inizio di ottobre, Profumi di mosto, evento diffuso sul territorio, in cui ciascuna azienda propone esperienze in cantina e in vigneto, dalle degustazioni alle installazioni artistiche en plein air, agli abbinamenti cibo-vino (info su www.consorziovaltenesi.it). Le incantevole colline moreniche che abbracciano a sud il Garda, fra Sirmione, Pozzolengo, Desenzano e Lonato, sono la terra del Lugana DOC, raffinato bianco lacustre dai natali illustri, dato che la sua origine è certificata fin dal Settecento, ma la tradizione viticola di queste terre risale quantomeno ai Romani.  Prodotto da una particolare varietà locale chiamata "turbiana", che ne garantisce struttura e buona longevità, profuma di fiori di campo e agrumi ed è oggi uno dei vini italiani di maggior successo. Terza DOC è il San Martino della Battaglia, un bianco secco ottenuto esclusivamente dal vitigno a frutto bianco TUCHÌ o Tocai Friulano, diffuso oltre che in Friuli Venezia Giulia, anche Veneto e in Lombardia orientale, dove questo vino viene prodotto. Trae il nome dal luogo (nel comune di Desenzano) in cui nel 1859 si combatté la più cruenta e decisiva battaglia del Risorgimento, oggi contrassegnata dall'alta torre eretta per onorare la memoria di Vittorio Emanuele II e di coloro che hanno combattuto per l'unità d'Italia, dalla cui cima si gode uno straordinario panorama sul basso lago di Garda (www.sanmartinodellabattaglia.it). Il più esteso vigneto cittadino d'Europa e la Strada del Vino e dei Sapori Colli dei Longobardi Brescia vanta un primato in campo enologico, cosa piuttosto inconsueta per una città: il vigneto urbano del Pusterla, con i suoi 3,4 ettari, è il più esteso vigneto cittadino d'Europa. Si inerpica fino al Castello e fino al 21 ottobre fa da cornice alla multicolore opera di land art "La Plage" di Pascale Marthine Tayou, artista camerunense di fama internazionale. Il vigneto, da cui provenivano i vini per le monache desideriane del Monastero di Santa Giulia (ora straordinario sito Unesco), è il punto di partenza della Strada del Vino e dei Sapori Colli dei Longobardi, che si inoltra verso sud in un'area tradizionalmente vocata alla produzione vitivinicola anche come supporto alle esigenze della città, che era stata un importante centro romano e, successivamente, sede di un potente Ducato longobardo. Lungo il percorso della Strada, che nel 2021 ha compiuto 20 anni, si toccano centri dalla storia antica (come Botticino, Castenedolo, Montichiari, Montirone, Capriano del Colle, Poncarale e Flero), cantine, piccoli produttori d'eccellenze agroalimentari, trattorie e ristoranti dove si gusta la più autentica cucina bresciana, collezioni da visitare, come il Museo del Marmo di Botticino, il Museo della Moda e del Costume e quello del Vino e del Cavatappi di Villa Mazzucchelli a Ciliverghe di Mazzano. Da non perdere gli eventi culturali e le esperienze enogastronomiche in programma fra ottobre e novembre all'interno del progetto "Autunno Longobardo" (date ed info su www.stradadelvinocollideilongobardi.it). Vigneti di montagna in Valle Camonica Vini pregiati anche dalla montagna bresciana. In Valle Camonica (nota in tutto il mondo per le sue straordinarie incisioni rupestri, Patrimonio Umanità Unesco) vengono infatti prodotti corposi ed apprezzati vini IGT. Il Consorzio Vini di Valle Camonica (www.consorziovinivallecamonica.it) propone itinerari da fare in bici o piedi, che coniugano sport, buon vino e cucina di montagna, fra tracciati antichi, vigneti terrazzati e percorsi tra borghi e cantine dove sostare per visite e degustazioni. Qualche esempio? ll percorso "Tra vigne e Vini" attraversa i vigneti e le cantine del conoide della Concarena, toccando la Casa museo di Cerveno, mentre il percorso "Tra vigne e ulivi" si snoda tra vigneti e uliveti dei comuni di Piamborno e Darfo Boario Terme, offrendo al visitatore scorci incantevoli sul Lago di Iseo e sul Lago Moro, con tappe a siti di rilevanza storico-culturale come il complesso monastico Santuario dell'Annunciata di Piamborno. Esperienze per conoscere da vicino lo straordinario mondo del vino Per conoscere meglio vini e cantine, si può consultare la sezione di www.visitbrescia.it e scegliere fra le molte attività che vi sono proposte con tutte le informazioni utili per parteciparvi. In Franciacorta, ad esempio, la poesia e l'arte fanno da filo conduttore di visite in cantina e nei vigneti. Sul Garda si fanno trekking in vigna accompagnati da un sommelier, degustazioni sensoriali a ritmo di musica, aperitivi fra i filari, si può partecipare a Food&Wine tour in Valtènesi e a corsi di cucina in cui vengono svelati i migliori abbinamenti con i vini. Lungo la Strada del Vino e dei Sapori Colli dei Longobardi si può personalizzare l'etichetta del vino degustato, da portare a casa come ricordo, oppure fare una bella degustazione in cantina dopo una pedalata fra le vigne. In Valle Camonica, si impara quali sono i bicchieri più adatti per degustare vari tipi di vino e si scoprono i gustosi abbinamenti con formaggi e salumi di montagna.

IL ROERO PROPONE VIGNE LIBERE DAL DISERBO

IL ROERO PROPONE VIGNE LIBERE DAL DISERBO

I produttori del Consorzio di Tutela del Roero hanno presentato ai Comuni della denominazione una proposta per l’abolizione dei diserbanti chimici.

Sotto la guida del presidente Francesco Monchiero, i produttori del Consorzio hanno negli ultimi anni mosso passi sempre più concreti verso il coraggioso obiettivo, nato proprio dai soci due anni fa in assemblea. Con il supporto del tecnico viticolo Edmondo Bonelli, il Consorzio ha presentato ai sindaci e alle commissioni agricole comunali una proposta per far inserire nei regolamenti della Polizia Rurale il divieto di utilizzo di prodotti chimici per il diserbo. Si tratta di un primo passo verso un risultato importante. «Il nostro obiettivo e la nostra missione come produttori è proteggere e valorizzare il nostro meraviglioso territorio – dichiara Monchiero. – Parte fondamentale della ricchezza delle colline che chiamiamo casa è la biodiversità; i trattamenti chimici per il diserbo mettono a rischio la varietà di specie vegetali e animali che popolano naturalmente l’ambiente vigneto, depauperandolo della sua capacità di autoregolarsi e danneggiando il paesaggio. In questo momento storico, in cui anche il consumatore è più attento alla sostenibilità, vogliamo assumerci la responsabilità di ridurre il nostro impatto ambientale. Sono molto orgoglioso del coraggio che i soci hanno dimostrato nel perseguire un obiettivo non semplice, ma necessario: è una prova del nostro amore per queste terre». Fondato nel 2014, il Consorzio di Tutela Roero ha l’obiettivo di proteggere e promuovere il Roero Docg Bianco e Rosso attraverso la sinergia fra i produttori e i viticoltori del territorio. Fulcro delle attività del Consorzio, che ad oggi rappresenta 233 soci tra produttori e viticoltori, è la valorizzazione del territorio del Roero e del suo vino simbolo: quello del Roero è un paesaggio che nel tempo è stato trasformato e plasmato dalla presenza delle vigne tanto da essere incluso nella lista dei Paesaggi Culturali Patrimonio Unesco, nel 2014, assieme a Langhe e Monferrato.

SOLE SUL VIGNETO VENETO, DOMANI AI RAGGI

SOLE SUL VIGNETO VENETO, DOMANI AI RAGGI "X" DEL TRITTICO REGIONALE

Mercoledì 16 giugno (ore 9:30 su ZOOM) è in programma il primo focus del Trittico Vitivinicolo, storico evento di Veneto Agricoltura con Regione, Avepa, Arpav, CREA-VE e Università di Padova.

Il punto sullo stato del vigneto veneto alla vigilia dell'estate è in programma domani, mercoledì 16 giugno (ore 9:30), in occasione del primo incontro del Trittico Vitivinicolo promosso da Veneto Agricoltura, con Regione, Avepa, Arpav, CREA-VE e Università di Padova. A causa delle restrizioni anti Covid, l'atteso focus si svolgerà online sulla piattaforma Zoom (iscrizioni su: https://bit.ly/3geioT8). Nell'occasione sarà presentato l'andamento meteo del primo semestre, valutato l'andamento fenologico nelle diverse aree di produzione vitivinicola del Veneto e fatto il punto sul futuro e le potenzialità della viticoltura di precisione. Per il vigneto veneto quella che si sta presentando è senz'altro un'annata particolare, che richiede grande attenzione da parte dei viticoltori, ma che al momento non desta particolari preoccupazioni. Fondamentale sarà l'andamento climatico da qui in avanti: servono innanzitutto belle giornate di sole con buone temperature.

DAI DIRITTI DI IMPIANTO DEI VIGNETI  AL NUOVO SISTEMA DELLE AUTORIZZAZIONI

DAI DIRITTI DI IMPIANTO DEI VIGNETI AL NUOVO SISTEMA DELLE AUTORIZZAZIONI

Il tradizionale sistema italiano dei diritti di impianto dei vigneti è stato recentemente oggetto di rilevanti interventi normativi, sia a livello comunitario che nazionale, che ridisegnano le regole per l’impianto dei vigneti. Il sistema sinora in vigore, che, è imperniato sul concetto di “diritto di impianto o reimpianto”, cesserà infatti con la data del 31 dicembre 2015. A fine anno il sistema di acquisizione dei diritti per l’impianto dei vigneti, che è stato applicato sinora, sarà sostituito dal nuovo sistema delle autorizzazioni previsto dalla normativa comunitaria, ed in particolare dal Regolamento (UE) n. 1308/2013.

DAI DIRITTI DI IMPIANTO DEI VIGNETI  AL NUOVO SISTEMA DELLE AUTORIZZAZIONI

DAI DIRITTI DI IMPIANTO DEI VIGNETI AL NUOVO SISTEMA DELLE AUTORIZZAZIONI

Il tradizionale sistema italiano dei diritti di impianto dei vigneti è stato recentemente oggetto di rilevanti interventi normativi, sia a livello comunitario che nazionale, che ridisegnano le regole per l’impianto dei vigneti. Il sistema sinora in vigore, che, è imperniato sul concetto di “diritto di impianto o reimpianto”, cesserà infatti con la data del 31 dicembre 2015. A fine anno il sistema di acquisizione dei diritti per l’impianto dei vigneti, che è stato applicato sinora, sarà sostituito dal nuovo sistema delle autorizzazioni previsto dalla normativa comunitaria, ed in particolare dal Regolamento (UE) n. 1308/2013.

  ANNATA ANOMALA: IL VIGNETO VENETO AI RAGGI

ANNATA ANOMALA: IL VIGNETO VENETO AI RAGGI "X"

Serve grande attenzione. Mercoledì 16 giugno (ore 9:30 su ZOOM) il primo focus dello storico Trittico Vitivinicolo, evento di Veneto Agricoltura con Regione, Avepa, Arpav, CREA-VE e Università di Padova. L'analisi dell'attuale fase fenologica, un po' in ritardo, nelle diverse aree.

Per il vigneto veneto quella che si sta presentando è senz'altro un'annata particolare, che richiede grande attenzione da parte dei tecnici di campagna, ma che al momento non desta particolari preoccupazioni. Fondamentale sarà l'andamento climatico da qui in avanti: servirebbero ovviamente belle giornate di sole accompagnate da buone temperature. Il punto sullo stato del vigneto veneto alla vigilia dell'estate è in programma il prossimo 16 giugno in occasione del primo incontro dell'ormai storico Trittico Vitivinicolo promosso da Veneto Agricoltura, con Regione, Avepa, Arpav, CREA-VE e Università di Padova. L'appuntamento sarà online - causa restrizioni anti Covid - sulla piattaforma Zoom (https://bit.ly/3geioT8) alle ore 9:30. Come ogni anno sarà presentato l'andamento meteo del primo semestre e testato il polso alle diverse aree di produzione vitivinicola della nostra regione. A tal proposito, (https://youtu.be/l57x1Di7xB8) Veneto Agricoltura ha realizzato un interessante video che riassume l'andamento dell'attuale fase fenologica dei vigneti dell'area del Bardolino-Custoza, della Valpolicella, delle Colline vicentine, dei Colli Euganei, dell'area del Conegliano-Valdobbiadene DOCG, del Prosecco DOC e del Veneto Orientale. In estrema sintesi, partendo dall'entroterra del Lago di Garda, la situazione fitosanitaria nei vigneti dell'area Bardolino-Custoza risulta essere più che buona. Le basse temperature invernali e poi del mese di aprile hanno rallentato l'andamento vegetativo di 10-12 giorni. Le gelate del 7 e 8 aprile non hanno fortunatamente interessato le zone collinari. Attualmente le piante sono in piena fioritura. Casi di peronospora si registrano fortunatamente solo in maniera isolata in quanto negli ultimi due mesi si sono aperte delle finestre per poter intervenire tempestivamente e adeguatamente con i trattamenti di difesa dei vigneti. Qualche ingiallimento è presente a macchia di leopardo dovuto all'andamento meteo del mese di maggio, piovoso e con basse temperature. Anche in Valpolicella la ripresa vegetativa è stata ritardata dall'anomalo andamento meteo di aprile e maggio. Nei vigneti si registrano casi di ingiallimento determinati dalle basse temperature del suolo che hanno limitato il trasferimento alle piante dei minerali quali il ferro, il manganese e lo zinco. La produzione di Corvina, Corvinone e Rondinella si annuncia in perfetto equilibrio. Forse per la varietà Corvinone la produzione potrebbe essere superiore alla media. I tecnici e i produttori prevedono un'annata di grande qualità, soprattutto se il meteo virerà definitivamente al meglio consentendo il recupero del ritardo fenologico. Nelle Colline vicentine i tecnici del Consorzio ricordano che il germogliamento e la fioritura sono in ritardo di 15 giorni. Fortunatamente, come in tutte le aree collinari venete, le gelate di inizio aprile non hanno causato danni alle viti. L'annata anomala insegna però che sempre più si rende necessario saper meglio interpretare il terroir e di conseguenza le tecniche agronomiche, la viticoltura di precisione, la concimazione, la gestione in verde, ecc. In altre parole, è importante "scoprire" il valore della naturalità del vigneto per poterlo poi lavorare più agevolmente. Sui Colli Euganei i vigneti in questo momento sono in piena fioritura anche se qualche varietà sta già affrontando l'allegagione, ovvero la fase iniziale dello sviluppo dei frutti. Ad oggi non si segnalano particolari problemi dovuti alla peronospora e all'oidio; qua e là si nota un po' di macchie d'olio sulle foglie. In sostanza gli interventi di copertura hanno funzionato, a conferma dell'alto livello ormai raggiunto dai nostri viticoltori. Va invece segnalato che in pianura, purtroppo, le gelate tardive di aprile qualche serio problema lo hanno creato, non resta che attendere per valutare i reali danni. Passando al mondo Prosecco, nell'area Conegliano-Valdobbiadene Superiore DOCG sembra che al momento tutto stia filando bene; la fioritura sta iniziando in questi giorni e tutto è sotto controllo. Per quanto riguarda invece l'estesa area del Prosecco DOC, comprendente le zone di pianura, l'annata – sostengono i tecnici – è sì anomala e complicata, a causa dell'andamento climatico di aprile e maggio, che tra l'altro ha portato anche qualche grandinata, ma comunque è sotto controllo. Il coordinamento tra Consorzio, tecnici di campagna e produttori funziona e questo fa ben sperare. Senz'altro l'andamento meteo fin qui registrato non ha reso le cose semplici, ma in questo momento è prematuro parlare di perdite produttive, come è stato fatto, in quanto da qui alla vendemmia sono numerose le variabili che andranno ad incidere sul risultato finale, a cominciare dal meteo e il peso finale del grappolo. Tutto sotto controllo, infine, anche nella grande area dei Vini Venezia DOC, che interessa sia la provincia di Treviso che di Venezia. Anche qui le fredde temperature primaverili hanno rallentato le fasi fenologiche della vite. La fioritura è in ritardo di 8 giorni, in particolare per lo Chardonnay, ma anche per il Pinot Grigio, il Cabermet, il Raboso, il Tocai e il Verduzzo, tipiche produzioni di questo importante territorio vitivinicolo veneto. L'analisi dettagliata del vigneto veneto sarà comunque presentata nella mattinata del 16 giugno, durante la quale – d'intesa con l'Università di Padova- TESAF e il Crea Viticoltura ed Enologia di Conegliano – si parlerà anche del futuro della viticoltura di precisione.

Il Fiano che piaceva agli antichi

Il Fiano che piaceva agli antichi

e che gode del plauso dei moderni

Un riconoscimento che stabilì definitivamente che le scelte di Maura Sarno erano state vincenti nel riporre tutta la appassionata fede di donna del vino nel suo vigneto di sette ettari a Candida, antico borgo avellinese ad oltre 600 m d’altezza. Una vera e propria oasi vitata in un folto bosco di acacia per produrre un Fiano unico e non confondibile con altri, non meno blasonati ma decisamente meno espressivi e caratterialmente unici. Come lo può essere invece questo campano Fiano di Avellino Docg prodotto di anno in anno nella tenuta di donna Maura, seguendo un'iperbole che sembra non scendere neanche per un millimetro. D'altra parte on potrebbe essere diverso per un vino così elegante, ben connotabile all'occhio con i suoi tre diversi toni di giallo paglia con riverberi. Complesso e al tempo stesso equilibrato nei sentori che si presentano tutti in pari intensità, dal floreale di biancospino e ginestra,alle delicate note di agrume ma anche di pera, nespola e leggere note di nocciola e sottobosco. Grande e potente il suo essere minerale con accenti di pietra focaia e un soffio di fumè. Godibilissimo poi alla beva tanto che se va trovato un difetto è proprio quello: troppo piacere nel lasciare deliziare il proprio palato da questo frutto di vigna straordinariamente acclimatatasi in una terra dominata da piante poco inclini a concedere spazi ma che davanti all'imperiosità di questo Fiano Docg hanno ceduto. Certo, con l'onore della armi, come del resto s'addice alla regalità di un Docg firmato Maura Sarno, creando così un terroir che i francesi ben difficilmente riusciranno mai ad avere. 

IL NUOVO REGIME DELLE AUTORIZZAZIONI PER GLI IMPIANTI ED I REIMPIANTI DEI VIGNETI

IL NUOVO REGIME DELLE AUTORIZZAZIONI PER GLI IMPIANTI ED I REIMPIANTI DEI VIGNETI

A partire dal 1° gennaio 2016, com’è noto, è entrato in vigore il nuovo regime delle autorizzazioni per il nuovo impianto ed il reimpianto dei vigneti in Italia, che sarà attivo fino al 31 dicembre 2030 e che sostituisce il precedente sistema dei diritti di impianto, cessato con il 31 dicembre 2015. La modifica intervenuta è molto rilevante, in quanto i soggetti che vorranno impiantare nuovi vigneti non dovranno più acquistare i “diritti” da un altro produttore che ha espiantato un vigneto, ma dovranno richiedere l’autorizzazione gratuita e partecipare annualmente ad un bando di assegnazione di nuove autorizzazioni messe a disposizione da ciascun Stato membro dell’Unione Europea, sulla base della disponibilità dei singoli Stati.  

Filari di Storia, le vigne e le cantine dell

Filari di Storia, le vigne e le cantine dell

Sabato 8 ottobre e domenica 9 , con la prima edizione di Filari di Storia, le vigne e le cantine dell

Sabato  8 ottobre e domenica 9 , con la prima edizione di Filari di Storia, le vigne e le cantine dell’Ager Falernus e dell’area della Dop Falerno del Massico saranno aperte ai visitatori in occasione degli ultimi giorni della vendemmia. E’ questa la vendemmia del Falerno dell’anno 2769 “ab Urbe condita”, ossia “dalla fondazione di Roma”, prendendo come sistema di datazione quello utilizzato in epoca tardo repubblicana.  Si aprirà al visitatore la rara possibilità  di vivere il lavoro dei vignaioli di oggi, mangiare con loro con la “ Merenda in Vigna “ , visitare i luoghi di produzione, degustare i mosti e i vini, apprendere le tecniche di vinificazione. Sarà possibile grazie al bus navetta, anche osservare gli straordinari resti murari delle unità produttive dei vignaioli di  duemila anni fa, posizionate sui costoni del monte Petrino e del Monte Massico, gioielli archeologici unici al mondo. La famose anfore vinarie conservate presso il Museo Civico Archeologico “Biagio Greco” di Mondragone introdurranno i visitatori in un viaggio nel tempo che porterà fino alle botti e alle bottiglie del XXI secolo. Nelle Terre del Falerno - ovvero nei territori di Carinola, Cellole, Falciano del Massico, Mondragone e  Sessa Aurunca, - dove si perpetua la Storia dell’eccellenza agroalimentare, il Nettare degli Dei vive da sempre con la passione dei vignaioli  da conoscere meglio  o  scoprire. Filari di Storia è organizzato da Terre del Falerno, l’aggregazione di enti locali e operatori economici e culturali dell’agro omonimo, con la collaborazione del Museo Civico Archeologico “Biagio Greco” di Mondragone e delle Pro Loco dei comuni interessati. Il Tour giornaliero. nei giorni sabato 8 e domenica 9 ottobre, inizierà alle ore 9.00  per terminare nel tardo pomeriggio. Il luogo di ritrovo sarà presso Museo Civico Archeologico “Biagio Greco” di Mondragone dalle ore 9.00 per la registrazione dei partecipanti, per la visita al museo stesso, dove sono conservati molti interessanti reperti della produzione vinicola dell’Antico Falerno, nonchè per una breve illustrazione del comprensorio agrario come si presentava e funzionava in epoca romana. Dalle alle 10.00, con una bus  navetta e guida turistica al seguito, si raggiungeranno i vari luoghi di interesse, tra cui i resti delle ville rustiche disseminate nell’area del Massico. Sono previste le  visite alle cantine e ai vigneti delle aziende Bianchini Rossetti e Volpara (Sabato 8), Vitis Aurunca e Villa Matilde (Domenica 9) con  Degustazioni guidate delle etichette Dop e Igp anche delle altre cantine cantine dell’Ager Falernus. Il prezzo dell’itinerario comprendente trasferimenti in bus navetta, visita guidata alle aziende vitivinicole e ai beni archeologici, merenda del vignaiolo e degustazioni, è stato fissato in ero  € 16,00, con esenzione per i minorenni accompagnati e uno sconto di euro 2 per tesserati Ais, Fisar, Slow Food ( previo esibizione tessera 2016). Le prenotazioni dovranno pervenire entro  giovedì 6 ottobre, specificando il giorno prescelto. I posti sono ovviamente limitati   Per info e prenotazioni:    info@terredelfalerno.it mario stramazzo

Dendrochirurgia Da Simonit&Sirch Preparatori d'Uva la nuova frontiera per salvare i vigneti dal mal d

Dendrochirurgia Da Simonit&Sirch Preparatori d'Uva la nuova frontiera per salvare i vigneti dal mal d

Dendrochirurgia, ovvero la nuova frontiera per salvare i vigneti dal mal d

Un esito di enorme importanza, sia per la qualità dei vini che per la ricaduta economica. Infatti, estirpando le viti malate e sostituendole con nuove barbatelle, si crea nel vigneto una disparità della qualità delle uve, che influisce ovviamente sulla qualità e quantità del vino: avere delle piante più longeve possibile è un’esigenza prioritaria per tutti i vignaioli, ma soprattutto per le più importanti Maisons internazionali, dato che garantisce la continuità qualitativa e la riconoscibilità dei loro grandi vini. La dendrochirurgia consente inoltre alle aziende notevolissimi risparmi, dato che si evita il costo del reimpianto (estirpo delle viti malate, scavo della buche, impianto delle barbatelle, allevamento) e si ovvia alla mancata produzione da parte delle nuove piante per almeno 3 anni. Facendo ricerche bibliografiche, i Preparatori d’Uva hanno trovato testimonianze di una tecnica per risanare le piante infette da Esca e eliminare il legno cariato, che risale a circa 100 anni fa. “Abbiamo quindi pensato di sperimentare la dendrochirurgia, descritta da Ravaz e Lafon come praticata fin dall’antichità e praticata da Poussard alla fine dell’800 con risultati molto incoraggianti, 90-95% di ceppi risanati – racconta Simonit- Grazie all’interessamento del prof Denis Dubourdieu, recentemente scomparso, già direttore dell’ISVV Istitut des Sciences de la vigne et du vin dell’Università di Bordeaux, l’abbiamo messa in pratica con strumenti moderni.” Le prime prove sono state fatte nel 2011 a Chateau Reynon, quindi da Schiopetto in Friuli e da Bellavista in Franciacorta. In 6 anni di lavoro e sperimentazione, sono state operate 10.000 piante di 5 varietà (Sauvignon blanc, Chardonnay, Cabernet, Sauvignon, Cabernet Franc, Pinot nero), in vigneti italiani e francesi di 6 regioni viticole: Collio, Isonzo, Franciacorta, Bolgheri, Champagne, Borgogna, Bordeaux. 7 “chirurghi” Simonit & Sirch si dedicano oggi alla formazione delle maestranze interne alle aziende, per insegnare loro le delicate e precise operazioni che portano a perfetti risultati di dendrochirurgia. “In 4 anni (dal 2013 al 2016) il 90% delle piante di Sauvignon operate nell’azienda Schiopetto sono tornate produttive ed addirittura il 96% di quelle di Chateau Reynon – conclude Simonit – Siamo assolutamente soddisfatti di questi risultati, ma non ci fermeremo qui, perché il nostro è un lavoro sempre in progress. Dobbiamo, ad esempio, verificare quale è il miglior periodo dell’anno per intervenire, con quanta frequenza dobbiamo farlo, quante piante può operare al giorno una persona, per quanto tempo le piante che operiamo rimangono asintomatiche.” Informazioni - Preparatori d’Uva Ufficio Stampa - AGORA’ di Marina Tagliaferri  

Il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria da venerd

Il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria da venerd

Ci sarà anche il  Primitivo di Manduria in occasione della 45° edizione di Merano WineFestival da venerdì 4 a lunedì 7 novembre nello spazio GourmetArena. A rappresentare questo antico vino, con le loro perle enoligiche ci saranno le cantine:   Due Palme, San Gaetano; Cantine Erario, Charisma; Cantine San Giorgio (Gruppo Tinazzi),  Byzantium; Cantine San Marzano,  Anniversario 62; Cantolio Manduria, 15,0 di Mare; Consorzio Produttori Vini,  Elegia; Masca Del Tacco (Gruppo Femar Vini), Li Filitti; Ognissole (Gruppo Feudi San Gregorio),  Primitivo Di Manduria Marchio Rosso; Varvaglione Vigne & Vini,  Papale. Nove aziende presenti nello stand istituzionale all’interno della GourmetArena per presentare per la prima volta il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria al pubblico  di uno degli eventi enogastronomici più importanti d’Europa. “Non solo passione e tradizione. - dichiara Roberto Erario, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria - Merano WineFestival sarà dunque un ottimo veicolo per promuovere le nostre eccellenze. L’evento è infatti uno dei punti di riferimento, non solo per il mercato nazionale ma anche per quello tedesco, svizzero e americano, Paesi in cui il Primitivo raggiunge ottimi risultati, assicurandosi una grande fetta del proprio export”. Il programma prevede interventi, visite guidate, degustazioni e premiazioni. Il Merano WineFestival permette di dare uno sguardo alle ultime novità sul fronte enogastronomico e rappresenta una delle fiere del settore vinicolo più importanti al mondo che ha visto nelle ultime edizioni oltre 10mila presenze tra operatori e consumatori di vino. www.consorziotutelaprimitivo.com Mario Stramazzo

ENOTOUR: A MONTEBELLUNA (TV) I TESORI DELL'ASOLO MONTELLO IN DEGUSTAZIONE

ENOTOUR: A MONTEBELLUNA (TV) I TESORI DELL'ASOLO MONTELLO IN DEGUSTAZIONE

Il 19 e 20 novembre in Piazza Marconi due giorni con i vini Asolo Montello e la gastronomia dei luoghi. Domenica: forum su sviluppo dei vigneti e sostenibilit

In degustazione ci saranno i vini di 14 cantine associate al Consorzio e 10 specialità gastronomiche del territorio, come la patata del Montello e il fagiolo borlotto nano di Levada. Ma anche carni, salumi, formaggi che si potranno assaggiare in degustazione dai singoli produttori o come finger food. L'evento è aperto al pubblico. “Un'edizione – spiega Armando Serena, Presidente del Consorzio Vini Asolo Montello - che non solo invita a degustare i vini abbinandoli a specialità enogastronomiche del territorio, ma vuole essere un momento di formazione per aiutare i consumatori nella scelta consapevole della loro spesa”. Con questo obiettivo la domenica mattina, alle 10:30, in Biblioteca a Montebelluna si terrà l'incontro “Situazione attuale e prospettive del comparto vitivinicolo del territorio Asolo Montello”. “Vogliamo mitigare – continua Serena - l’ingiustificata apprensione sull'utilizzo dei fitofarmaci e lo sviluppo dei vigneti. Sarà il Sindaco di Montebelluna Marzio Favero ad aprire la tavola rotonda, nella quale interverranno il sindaco di Cornuda Claudio Sartor sul regolamento dei fitofarmaci per i 19 comuni dell'area Asolo Montello; a seguire Franco Dalla Rosa, enologo consulente; Danilo Gasparini, docente di Storia dell'Agricoltura e alimentazione all'Università di Padova; Umberto Marchiori, ricercatore e Presidente di Uvasapiens. Commenta l’assessore alle attività produttive di Montebelluna, Dino Bottin: “Con piacere ritorna in città dopo due anni di assenza questa manifestazione che ha l’intento di promuovere le cantine del territorio e allo stesso tempo avvicinare appassionati e non al mondo enologico. L’edizione di quest’anno punta al valore della proposta, con eventi concentrati in Piazza Marconi ed un momento formativo di interesse trasversale. Innovativa anche la partnership con due istituti superiori del territorio: l’Istituto agrario Domenico Sartor e l’istituto alberghiero Maffioi che rispettivamente metteranno a disposizione le materie prime e le competenze enogastronomiche per i momenti conviviali previsti nella due giorni”. Domenica sono in programma tre seminari degustativi guidati dall'Associazione Italiana Sommelier Veneto alla scoperta dei segreti dei vini Asolo Montello. Alle 15 si comincia co n “Asolo DOCG, il Prosecco Segreto”, si prosegue alle 16:30 con “Le DOC autoctone, vitigni segreti”, alle 18 “I rossi Asolo Montello, bordolesi in segreto”. Mauro Gava del Consorzio Montasio illustrerà i formaggi di fattoria in abbinamento con i vini. Le degustazioni guidate sono a pagamento (10 € per ogni seminario). Prenotazioni: prolocomontebelluna@libero.it o 349 5747645. Enotour è aperto sabato 19 novembre dalle 17 alle 20:30, domenica 20 novembre dalle 10:30 alle 20:30. Per degustare e assaggiare è possibile acquistare un carnet di 10 euro (comprende 24 degustazioni, bicchiere e sacca souvenir – 5 € per ulteriori 5 degustazioni). Enotour 2016 | Informazioni Quando: sabato 19 novembre e domenica 20 novembre Dove: Piazza Marconi Montebelluna, all'interno di una tensostruttura Orari: sabato dalle 17 alle 20:30 | domenica dalle 10:30 alle 20:30 Biglietto: entrata libera. Per assaggiare e degustare si può acquistare un carnet di 10 euro (comprende 24 degustazioni, bicchiere e sacca souvenir – 5 € per ulteriori 5 degustazioni). I seminari degustativi sono a pagamento (10 € per ogni seminario). Press info: Claudia Zigliotto Davide Cocco   Studio Cru comunichiamo valori autentici Viale Verona, 98 - 36100 Vicenza

Primavera in Franciacorta Dai corsi di cucina ai pic nic fra le vigne  qualche idea per i ponti primaverili

Primavera in Franciacorta Dai corsi di cucina ai pic nic fra le vigne qualche idea per i ponti primaverili

In Franciacorta per gustare sapori, colori, atmosfere della primavera. E per scoprire in libert

Ed ecco, quindi, le pedalate sulle due ruote lungo cinque itinerari eno-ciclo-turistici dedicati ciascuno a una tipologia di Franciacorta e le  passeggiate tematiche ad anello nei luoghi più interessanti della Franciacorta dal punto di vista naturalistico ed ambientale:  le mappe con i percorsi sono scaricabili dal sito:stradadelfranciacorta.it, dove si trovano anche gli indirizzi di chi noleggia mountain bike, biciclette elettriche a pedalata assistita e city bike, delle guide naturalistiche ed escursionistiche a cui ci si può rivolgere per farsi organizzare dei tour su misura, delle strutture attrezzate per  accogliere i cicloturisti. E ancora: pic nic e wine trekking fra le vigne, workshop fotografici, tour in Vespa o su auto vintage  (con un apripista esperto ad indicare i percorsi), corsi di cucina con focus sugli abbinamenti dei cibi con le varie tipologie di Franciacorta, dog trekking nei vigneti, golf. Per chi vuole trascorre qualche giornata ritemprante e golosa in Franciacorta, approfittando magari dei numerosi ponti festivi di questa primavera, vengono organizzati Week end enogastronomici con visita, oltre che alle cantine, anche ai laboratori di piccoli produttori agroalimentari di qualità,  Week end sportivi con escursioni guidate in bicicletta o a piedi (anche per appassionati di nordic walking), Week end Acqua&Terra, che includono una tappa sul lago d’Iseo dove degradano le colline della Franciacorta e a Monte Isola, l’isola lacustre abitata più grande d’Europa. Molti i pacchetti, anche di più giorni, messi a punto dai tour operator associati alla Strada del Franciacorta, a cui ci si può rivolgere per informazioni. Per accogliere gli enoturisti, le cantine sono aperte al pubblico anche durante gli weekend per visite guidate seguite da degustazioni di Franciacorta, il più pregiato vino italiano prodotto con Metodo Classico. Per garantire un servizio di qualità e organizzare il flusso degli appassionati, è richiesta la prenotazione, direttamente presso le cantine. Il loro elenco, con informazioni dettagliate sulle varie tipologie di visita fra cui poter scegliere, si scarica dal sito della Strada Franciacorta. Chi è appassionato di arte e storia, può visitare il Monastero medievale di San Pietro in Lamosa a Provaglio d’Iseo, l’Abbazia Olivetana di Rodengo Saiano decorata con opere dei grandi pittori della Scuola bresciana rinascimentale, il Convento dell’Annunziata di Rovato, oasi di pace che conserva  capolavori d’arte e da cui si gode uno straordinario panorama sulla Franciacorta, il Maglio quattrocentesco di Ome ancor oggi in funzione (un vero e proprio museo vivente, dove si possono conoscere da vicino la storia e i metodi di lavorazione del ferro, antichissimo mestiere di queste terre),  il Castello di Bornato. Per gli amanti della natura, una tappa imperdibile è la Riserva naturale delle Torbiere del Sebino, che in tarda primavera si copre di una straordinaria fioritura di rosate ninfee. Quasi 4 kmq di acqua, canne e vegetazione palustre, dove hanno trovato il loro habitat ideale migliaia di uccelli: un’oasi naturalistica unica nel suo genere in Europa, facilmente visitabile seguendo i percorsi con passerelle ben segnalati.   Per informazioni: Associazione Strada del Franciacorta tel. 030 7760870 - info@stradadelfranciacorta.it

Una passeggiata green tra i vigneti del Prosecco Biologico di Treviso in cantina Pizzolato partono i BIO TOUR

Una passeggiata green tra i vigneti del Prosecco Biologico di Treviso in cantina Pizzolato partono i BIO TOUR

Visite guidate nei vigneti bio della cantina di Villorba: tre tipologie di visite nello stile

Sessantotto ettari di vigneto nelle zone del Prosecco DOC, DOCG e Asolo DOCG e una nuova cantina sostenibile che quest’anno ha visto la selezione alla Green Week 2017 nel tour delle aziende d’eccellenza delle Venezie e la menzione al famoso European Union Prize for Contemporary Architecture Mies van der Rohe: in questa cornice biologica si sviluppano tre tipologie di visite guidate che danno la possibilità di immergersi nel verde dei vigneti di Treviso e di godere dei sapori di una terra genuina: Bio Tour Charmat, Bio Tour Tradizione e Bio Tour Libellula. Tutte le visite in azienda durano circa 1 ora e mezza e partono dal vigneto, per poi procedere nel vivo di tutto il percorso dall’uva alla bottiglia prodotta, terminando con la degustazione nella magica atmosfera della nuova barricaia, di tre vini autoctoni, certificati biologici, diversi in base al tour scelto. In degustazione ci saranno Prosecco frizzante, Manzoni Bianco e Raboso Piave per il tour tradizione, Prosecco e rossi senza solfiti per il tour libellula ed infine Spumante Frederik di Chardonnay, Prosecco Extra dry e spumante Violette per il tour Charmat. L’innovazione e la ricerca nel campo dell’agricoltura biologica contraddistinguono da sempre infatti La Cantina Pizzolato di Villorba che nasce nel 1986 con alle spalle l’esperienza di cinque generazioni di famiglie che scelsero di vivere in armonia con l’ambiente: un lungo percorso dedicato alla produzione biologica, certificata dal 1991, che rendono oggi la cantina di Settimo Pizzolato, una delle aziende leader nella produzione e esportazione di vino bio.  La cantina è situata in un’area strategica, tra il Piave e le Dolomiti nella via del Prosecco a soli 30 km dalla famosa Venezia.  La visita potrà essere integrata con un pranzo o una cena tipica del territorio presso il ristorante “Il Podere del Convento”, dislocato a pochi passi dalla cantina. Per informazioni: Serena Zanatta – +39 0422 928166   INFORMAZIONI TURISTICHE: Bio tour su prenotazione a:  welcome@lacantinapizzolato.com Sosta camper: area comunale attrezzata sosta camper in Via Prato della Valle 59, Povegliano – Treviso  

Gelate nei Colli Berici

Gelate nei Colli Berici

Salvi i vigneti della Colli Berici DOC

Le gelate di questi giorni hanno risparmiato la viticultura di collina e la produzione più pregiata dei soci del Consorzio Vini Colli Berici Vicenza. Qui, dove è concentrata la produzione di vitigni a bacca rossa identificativi di questo territorio come Tai Rosso, Cabernet e Merlot, i problemi sono contenuti e poco consistenti. Le gelate si sono localizzate perlopiù nei vigneti a fondovalle e nelle aree pianeggianti con una diffusione a macchia di leopardo. In questo momento rimane comunque difficile fare una stima, ma dai primi sopralluoghi i tecnici del Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza sono fiduciosi. Il fenomeno è apparso in una fase precoce dello sviluppo della vite, questo permetterà alla germogliatura di tornare produttiva in fase di ricaccio, recuperando gran parte della produzione di uve per il vino. http://consorzio.bevidoc.it/

Danni a macchia di leopardo

Danni a macchia di leopardo

La FIVI chiede la conta delle gelate tardive che hanno colpito i vigneti

La FIVI chiede la conta dei danni delle gelate tardive che hanno colpito a macchia di leopardo i vigneti di quasi tutta Italia nelle scorse settimane. Ad oggi infatti non si ha ancora una percezione precisa della percentuale dei vigneti colpiti dal gelo che metterà a rischio l'annata 2017 in molti territori vinicoli del nostro paese. "Ci aspettiamo che gli organi preposti facciano i controlli sul territorio per ricalibrare le effettive produzioni per un'annata che si presenta davvero difficile – dichiara la Presidente FIVI Matilde Poggi – anche se la vera conta dei danni sarà possibile solo a luglio, prima della vendemmia. Noi abbiamo molte testimonianze di nostri associati, ma non abbiamo ancora visto comunicazioni ufficiali sul fenomeno". Salvo qualche esempio, come il Consorzio Franciacorta, o le stime delle associazioni di categoria, non ci sono infatti notizie ufficiali in merito e la stima dei danni pare ad oggi possibile solo attraverso le tante discussioni che si rincorrono sui social. Molti sono stati i Vignaioli Indipendenti colpiti dall'insolito fenomeno atmosferico, che rischia di mettere in seria difficoltà le aziende artigiane che vivono del prorpio lavoro e delle proprie uve. Un fenomeno di cui non si ha ricordo a memoria d'uomo, almeno in queste proporzioni. Un nuovo segnale preoccupante che il clima sta cambiando e che le aziende agricole si devono preparare ad affrontare nuove sfide. Ora si tratta di vedere come proseguirà la stagione, ma i Vignaioli sono già al lavoro in vigneto per cercare di mettere in condizioni le piante di riprendersi dai danni e di stimolarle a sviluppare nuove gemme.

Il Greco

Il Greco

Nella Magna Grecia oggi diventa DOC

Nei territori della “Locri Epizeferi”, in quel della Costa dei Gelsomini, il versante ionico meridionale calabrese, nella Magna Grecia, un tempo ogni famiglia produceva e ancor oggi spesso produce, un vino conosciuto come “il Greco”. Le Aziende agricole qui si tramandano di padre in figlio, da generazioni, la preziosa tradizione. Un vino passito, di colore giallo tendente al dorato, con riflessi ambrati se sorseggiato sotto il sole della terra madre. Il Greco di Bianco (RC), prima di essere disciplinato - oggi è una DOC -, “cambiava” da casa a casa, s’imbottigliava per esser stappato ed offerto all’ospite, al viandante stanco che passava, abbinato ad un piatto di formaggi di casa (pecorini) o la pasticceria alla mandorla (splendida  tipicità locale): da oltre 2000 anni, qui l’ospitalità è sacra. Oggi, esiste la neo nata Rete delle vigne del Greco di Bianco DOC, la prima Rete d’impresa della provincia di Reggio Calabria sorta con uno scopo preciso: il miglioramento delle tecniche di produzione, per portare questa eccellenza locale a farsi amare in tutte le tavole del mondo e non chiuderla gelosamente, solo nelle cantine calabresi. Un vino caldo come il sole che ha appassito sui graticci i suoi acini, morbido ma corretto da equilibrate note acide, con un profumo etereo che invita al consumo in situazioni di pace, di rilassamento, di riflessione. Sembra spiacevolmente essere questo il limite della DOC ionica: l’uomo d’oggi non ha tempo per sedersi, prendersi una pausa ed assaporare questi piaceri, nemmeno se si tratta di eccellenze. Così come fu, in passato per il Greco.

216 MILA MQ DI VIGNETI IN CONCORSO PER LA VIGNA ECCELLENTE

216 MILA MQ DI VIGNETI IN CONCORSO PER LA VIGNA ECCELLENTE

Cosa accade quando invece di concentrarsi sul lavoro di cantina si osserva quanto avviene tra i filari nel corso di tutta la coltivazione di un vigneto? Si scopre un mondo fatto di fatica e di passione, di confronto quotidiano con la natura e di esperienza maturata anno dopo anno, vendemmia dopo vendemmia. Un mondo che merita di essere raccontato e premiato.

Un'idea del Comune di Isera - Città del Vino della destra Adige della Vallagarina, in provincia di Trento - nata nel 2001 per riconoscere l'importante ruolo del viticoltore nella difesa, tutela e valorizzazione non solo della risorsa viticola ma anche del territorio, dove la vigna è allo stesso tempo scenario e risorsa, e nella convinzione che il buon vino si faccia innanzitutto in campagna. Protagonista non poteva che essere il Marzemino, vitigno a bacca nera che in Vallagarina - e in particolare nella zona di Isera e dei Ziresi - ha trovato l'habitat ideale per dare vita ad un grande vino, annoverato tra le eccellenze enologiche trentine. Motivo per cui l'iniziativa ha potuto contare sul supporto della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, nell'ambito del coordinamento delle manifestazioni enologiche provinciali orientato, appunto, alla promozione del mondo vitivinicolo trentino (#trentinowinefest). Numerosi gli agricoltori in lizza, per un totale di oltre 216mila metri quadrati di vigneti, giudicati sotto il profilo agronomico, sanitario ed estetico/qualitativo da una giuria di qualità, presieduta dal Professor Attilio Scienza, Docente di Viticoltura alla Facoltà di Agraria dell'Università di Milano, e composta dal giornalista Nereo Pederzolli, da Francesco Ribolli, Duilio Porro e Marco Stefanini della Fondazione Edmund Mach – Istituto Agrario di San Michele all’Adige, dal Gran Maestro della Confraternita della Vite e del Vino di Trento Enzo Merz, da Carlo Rossi - che, nel 2001, ha tenuto a battesimo il concorso in qualità di Sindaco di Isera - , da Franco Nicolodi e Paolo Benvenuti, rispettivamente coordinatore regionale e direttore dell'Associazione Italiana Città del Vino. I tecnici della Fondazione Mach hanno analizzato i vigneti da primavera a fine agosto, prendendo in considerazione l'andamento della vegetazione, la sanità fitopatologica del vigneto, la maturazione e l'equilibrio vegeto-produttivo delle viti. Dalle considerazioni emerse, è stato definito il gruppo dei dieci finalisti all'interno della quale la giuria decreterà i primi tre classificati. Il primo riceverà un assegno da 1.500 euro, il secondo da 1.000 euro e il terzo da 500 euro. "Lo stato di sanità delle uve era buono anche se quest'anno, viste le particolari condizioni climatiche, il Marzemino ha anticipato la maturazione - ha commentato Attilio Scienza - .  Un'annata segnata prima da freddo e grandine e poi da siccità che non ha reso facile presentare un vigneto in ordine e in cui, più che in altre occasioni, sono state fondamentali la mano e l'esperienza del viticoltore". La premiazione, in programma alle ore 16.00 presso la Sala della Cooperazione di Isera, sarà inoltre occasione per presentare "La Vigna Antica", libro a metà strada tra saggio e romanzo, scritto da Leonardo Franchini e Attilio Scienza, con un intero capitolo dedicato al Marzemino e che offrirà interessanti spunti per discutere di sostenibilità, ricerca genetica e prospettive per il futuro di questo vitigno. A supporto dell'evento, nel corso dell'intero weekend, il Comune di Isera sarà cornice di "La Vigna Eccellente. Ed è subito Isera", una serie di iniziative dedicate a winelovers e appassionati: wine tasting, enotour in vigneto, eventi in cantina, menù a tema e spettacoli itineranti ispirati alla storia del vino principe della Vallagarina. La manifestazione avrà luogo grazie al supporto di numerosi partner istituzionali e privati: APT Rovereto e Vallagarina, Montura, Cassa Rurale Vallagarina, Slow Food Vallagarina Alto Garda e operatori di Isera, tra cui Cantina d'Isera, Azienda Agricola Conti Bossi Fedrigotti, Azienda Agricola de Tarczal, Spagnolli Vini, Casa del Vino della Vallagarina, Locanda delle Tre Chiavi, Panificio Moderno e fa parte della rassegna “DiVin Ottobre – L’autunno colora la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino”, kermesse di iniziative enogastronomiche che avranno luogo durante tutti i weekend di ottobre. Marzemino Il vitigno Marzemino rappresenta una delle varietà più interessanti della vitivinicoltura trentina. Giunto in queste terre quando Venezia dominava i commerci in tutto l'Adriatico, è proprio in Vallagarina che, grazie ad un ambiente ideale e ad un clima subcontinentale, è cresciuto fino a diventare il grande vino di oggi. In particolare è nella zona di Isera e dei Ziresi che riesce ad esprimersi al meglio: è proprio qui che nasce infatti il Trentino D.O.C. Superiore Marzemino, un vino che risponde a standard qualitativi ancora superiori rispetto a quelli del Trentino D.O.C. Assunto ad autoctono della terra trentina, è la terza varietà a bacca nera più prodotta sul territorio provinciale, con 30mila quintali annui (dati vendemmia 2016-Consorzio Vini del Trentino). Di colore rosso rubino, scuro con tonalità violacee, presenta aromi e fragranze di frutti di bosco con sfumature floreali di viola mammola, frammisti a note leggermente speziate e vagamente balsamiche. Ufficio stampa Strada del Vino e dei Sapori del Trentino Stefania Casagranda press@stradavinotrentino.com | 393 9994515

In Franciacorta Wine Trekking con selfie e Sparkling Picnic con prodotti locali fra vigneti e boschi della tenuta Al Rocol di Ome

In Franciacorta Wine Trekking con selfie e Sparkling Picnic con prodotti locali fra vigneti e boschi della tenuta Al Rocol di Ome

Primavera, voglia di aria aperta. Relax o movimento?

L’Azienda Al Rocol di Ome (Bs), fra le primissime cantine della Franciacorta ad aver creato un agriturismo oltre 20 anni fa, apre le porte della sua tenuta di 34 ettari a chi vuole trascorrere una rilassante e ritemprante giornata, o anche solamente qualche ora, fra il verde dei vigenti e di fitti boschi, godendo il silenzio, la natura, gli incantevoli scorci paesaggistici sulle colline da cui proviene il più prezioso dei vini italiani a Metodo Classico, il Franciacorta appunto. E organizza due piacevoli ed inconsuete attività, pensate sia per coloro che hanno desiderio di sport e movimento, sia per chi invece preferisce il relax assoluto: il Wine Trekking con selfie e lo Sparkling Picnic con prodotti locali. Wine Trekking con selfie - Il selfie è ormai una vera moda. Sia per fissare un momento della propria vita, che per condividerlo con altri. E allora, perché – durante una bella camminata in compagnia- non farsi un selfie di gruppo per immortalare la giornata? La fotografia andrà a personalizzare la bottiglia di Franciacorta che tutti i partecipanti al Wine Trekking con selfie si porteranno a casa. Il trekking, guidato dal proprietario de Al Rocol Gianluigi Vimercati Castellini o dai suoi collaboratori, si snoda lungo i percorsi più belli dal punto di vista paesaggistico e più interessanti dal punto di vista atletico-sportivo della tenuta, nel settore più remoto e selvatico della Franciacorta, dove i fianchi delle colline si fanno più pendenti e i vigneti da cui proviene il più prezioso dei vini italiani a Metodo Classico vengono coltivati su terrazzamenti ben soleggiati. Si fa tappa in 3 vigneti, dove si assaggiano i 3 Franciacorta che vengono prodotti dalle loro uve. Il percorso si conclude con la visita guidata in cantina, per scoprire i segreti della meticolosa e lenta lavorazione del Franciacorta. In ricordo della piacevole esperienza en plein air, i partecipanti ricevono una bottiglia di Franciacorta contenente una Cuvée (ossia un assemblaggio) delle uve dei 3 vigneti dove si sono fermati per le degustazioni, con la loro foto datata e firmata accanto all’etichetta. Il Wine Trekking con selfie dura 3/ 4 ore ed è alla portata di tutti. Viene organizzato durante il week end secondo un calendario pubblicato sul sito www.alrocol.com e, su richiesta, in ogni giorno della settimana per piccoli gruppi. Sparkling Picnic - Un cestino ricolmo di genuini prodotti locali da gustare con una spumeggiante bottiglia di Franciacorta è poi, via, lentamente, alla ricerca di un angolo appartato dove fermarsi a fare il picnic. Magari vicino al vecchio roccolo di caccia oggi dismesso da cui deriva il nome dell’azienda, straordinaria architettura vegetale, con querce secolari i cui rami si intrecciano gli uni negli altri, da cui si gode una splendida vista sui vigneti della tenuta e le colline della Franciacorta. Oppure sui soleggiati terrazzamenti con geometrici filari di viti, o ancora nei prati fiancheggiati da ulivi. Tre le proposte fra cui poter scegliere, differenziate fra loro per la tipologia di vino inserita: i Cestini Franciacorta e Millesimato e, per chi preferisce i vini rossi, il Cestino Curtefranca. Oltre a torte salate, torte dolci, pane fatto in casa, tutti i cestini contengono una golosa selezione di formaggi, salami ed altri prodotti locali, che si potranno acquistare, volendo, nel Wine Shop annesso alla cantina, oppure direttamente dai produttori, che si trovano tutti nel raggio di una decina di km (e si possono raggiungere anche in bicicletta). Stanze fra le vigne e sapori dimenticati - Chi lo desidera, può fermarsi a pernottare nelle stanze affacciate sulla piscina immersa nel verde di un grande prato oppure negli accoglienti appartamenti ricavati nel corpo centrale della tenuta e in un vecchio rustico fra i vigneti. Tutti da gustare i genuini cibi dai sapori dimenticati preparati nel ristorante dell’Agriturismo con i prodotti dell’orto e della fattoria, seguendo il ricettario della famiglia Vimercati Castellini. Info: Azienda agricola Al Rocol - Via Provinciale, 79 - Ome (Bs) Tel/Fax 030.6852542 -  info@alrocol.com Azienda agricola con agriturismo Al Rocol in Franciacorta L’azienda agricola Al Rocol si trova a Ome (Bs), nel cuore di una delle regioni vitivinicole più famose d’Italia, la Franciacorta. E’ di proprietà della famiglia Vimercati Castellini, che ha tradizioni agricole risalenti al XVII secolo. Nella tenuta di 34 ettari, le vigne coltivate su terrazzamenti (da cui provengono pregiati Franciacorta) si alternano all’uliveto e al bosco dove sono tracciati itinerari per passeggiate a piedi e in sella alla mountain- bike. Nel corpo centrale della tenuta e in un vecchio rustico ristrutturato in mezzo ai vigneti è stato ricavato un agriturismo con 15 camere e vari appartamenti e, fra vigne e bosco, è stata realizzata una grande piscina. In tavola, varie le opzioni, dalla degustazione di piccole sfiziosità al pranzo, o alla cena, completi. Seguendo le antiche ricette della nonna Castellini, la padrona di casa, Daniela Vimercati Castellini e lo chef Fabio Orizio, cucinano piatti stagionali della tradizione bresciana e franciacortina, valorizzando i prodotti dell’orto e della fattoria. Nell’Enoteca sono in vendita i vini e i prodotti dell’azienda (olio extravergine di oliva, mieli, marmellate, grappa, aceto), che si possono acquistare solo qui, dato non sono in vendita al di fuori dell’azienda. Visite guidate in cantina con degustazioni, corsi di cucina, attività per bambini sono programmate nell’arco di tutto l’anno. Per i bikers, noleggio mountain-bike.

Cavo anti gelate vigneti HO_W

Cavo anti gelate vigneti HO_W

Nel vigneto 4.0 la gestione dell

Il sistema HO-W di supporto alle decisioni raccoglie, organizza e integra le informazioni sul meteo e sull’ambiente vigneto. In base alle previsioni le informazioni vengono elaborate per aiutare in tempo reale i viticoltori a prevenire gli attacchi di gelo, di secco e di parassiti con il giusto timing e la corretta gestione dei trattamenti. Una difesa della vite tempestiva e mirata che la rende più sostenibile, più efficace e anche meno costosa. Un traguardo oggi possibile grazie al sistema HO-W di supporto alle decisioni. Messo a punto da BLINKUP, il sistema HO-W, spin off della linea Wine Idea e utilizzato in viticoltura e in enologia, è costituito da due componenti principali: un sistema integrato per il monitoraggio in tempo reale dell’ambiente vigneto (aria, suolo, temperatura, precipitazioni, piante, malattie e insetti) e la gestione dei flussi operativi un applicativo disponibile in rete e su smartphone, che fornisce in tempo reale informazioni e allarmi a supporto del processo decisionale un innovativo sistema di riscaldamento a filo, modulare e comandato da una centralina, per prevenire i danni delle gelate

VECCHIE VIGNE A RISCHIO DI SCOMPARSA L'ALLARME DI FIVI A VINITALY 2018

VECCHIE VIGNE A RISCHIO DI SCOMPARSA L'ALLARME DI FIVI A VINITALY 2018

I Vignaioli Indipendenti portano a Verona le loro vigne per attirare l'attenzione sulla tutela dei vigneti storici ed eroici, la pratica della selezione massale e gli impianti a rittochino. Al Padiglione 8

Sono tre gli aspetti centrali per FIVI. Si parte dai vigneti storici ed eroici, oggetto in questi mesi di un censimento da parte del MIPAAF. Il problema è che i vigneti sotto i 1.000 metri quadrati sono esclusi dalla registrazione, poiché considerati per uso personale, e non richiedono denunce di produzione o altri oneri di registrazione della loro produzione. Tuttavia, proprio nelle aree in cui la viticoltura eroica è sopravvissuta fino a oggi, 1.000 metri quadrati sono una dimensione di tutto rispetto, dove i Vignaioli hanno conservato pratiche colturali e varietà genetiche uniche, che rischierebbero di essere perdute nel momento in cui tali vigneti fossero espiantati o abbandonati. “La nostra richiesta al MIPAAF e alle Regioni – dichiara la Presidente FIVI Matilde Poggi - è di promuovere il censimento e la tutela dei vigneti storici ed eroici, indipendentemente dalla loro estensione”. La FIVI chiede inoltre che venga incentivata la pratica della selezione massale per permettere a ogni produttore di mantenere il patrimonio genetico delle proprie vigne. La selezione massale consiste nella scelta delle migliori piante nei propri vigneti, per ricavarne le gemme con cui innestare le future piantine di vite. In pratica, è lo strumento che offre le maggiori probabilità di mantenere la specificità genetica del proprio vigneto e della propria realtà locale e aziendale. Attualmente, per ragioni sanitarie che FIVI condivide nei principi, la selezione massale viene scoraggiata in maniera determinata dalle norme nazionali che sovrintendono la produzione delle piante destinate ai nuovi impianti, preferendole la selezione clonale operata dai vivai. Oltre a questo i programmi di sostegno agli impianti viticoli (PSR e OCM) attualmente escludono i nuovi impianti effettuati usando piante derivanti da selezione massale. La terza e ultima questione riguarda la sola regione Piemonte che, nel 2017, ha stabilito di non ammettere più a finanziamento i nuovi impianti viticoli a rittochino, ovvero con le file disposte parallelamente alla linea di massima pendenza, quando quest'ultima supera il 20%. “Non c'è dubbio che, con certe pendenze e con certi suoli il rittochino favorisca l’erosione – prosegue Poggi - ma non è il tipo di impianto a determinare, da solo, questa inattitudine”. La FIVI quindi chiede di adottare soluzioni di precisione nell'individuare l'ammissibilità al sostegno pubblico degli impianti a rittochino, basate sull'impegno vincolante da parte del Vignaiolo ad adottare pratiche culturali atte a scongiurare il pericolo di erosione. Fermo restando che il vignaiolo deve essere chiamato a risponderne in termini di ripristino dello stato dei luoghi in caso di fenomeni di erosione.  

Pizzolato cantina la bio pedalata in vigneto Al via il 3 giugno a Viti Vini Bici! tra sostenibilit

Pizzolato cantina la bio pedalata in vigneto Al via il 3 giugno a Viti Vini Bici! tra sostenibilit

Percorsi "green" a piedi o in bici, vino biologico e mini degustazioni per una giornata intera in cantina dedicata a tutti.

Domenica 3 giugno dalle ore 10.00 alle ore 18.00, la Cantina Pizzolato apre le porte della sua azienda per "Viti, Vini..Bici: Bio-pedalata in vigneto", un evento ricco di attività enogastronomiche, esperienze sensoriali e percorsi green, anche per gli amanti della bicicletta. Quest'anno, infatti, chi arriverà in bici non pagherà l'ingresso e potrà effettuare un percorso dedicato, esperienziale e didattico, tra i vigneti biologici della cantina, il polmone verde e incontaminato che si sviluppa nel retro dell'azienda, creato nei 35 anni di storia dell'azienda, nella verde campagna di Villorba. Durante l'evento verrà fatto degustare anche la novità dal fronte vini: il nuovo rosato fermo di Merlot "H-Hero" che completa la linea Heroes, nata nel 2017, rafforzando quella che è stata fin da subito una sfida al restyling delle etichette, vestendo le tre bottiglie da Supereroi, in stile comics. Filosofia ricercata per i suoi vini e sostenibilità in azienda con uno sguardo sempre rivolto al futuro: Settimo Pizzolato e lo staff della cantina accoglieranno il pubblico per una domenica all'insegna del buon vino, cibo e musica, nella nuova cantina, inaugurata nel maggio 2016, che continua, anche quest'anno, a ricevere menzioni importanti come quella di "Eccellenza del Paesaggio", riconosciuta a Vinitaly 2018 dal Mipaaf. Per tutta la giornata di domenica 3 giugno, la cantina, con punto vendita aperto, proporrà visite guidate dallo staff, percorrendo a partire dai vigneti l'intero processo produttivo aziendale, degustazioni guidate e mini corsi in barricaia dedicati ai propri vini certificati dal 1991, biologici e vegani da sempre, street food biologico&vegan con Umami – natura golosa e tanta buona musica. Appuntamento perciò da segnare in agenda: un evento dedicato a tutti, enoappassionati e non, in un'ottica green e di sostenibilità, conoscenza dei prodotti e territorialità. Il programma dettagliato dell'evento è disponibile al sito: www.lacantinapizzolato.com. Info e prenotazioni degustazioni: 0422 928166 / marketing@lacantinapizzolato.com Ingresso evento: 4€  

Vigneto automatico e connesso 4.0 adatto anche per il biologico

Vigneto automatico e connesso 4.0 adatto anche per il biologico

Sistema integrato per la gestione del vigneto con anti gelate.

BlinkUP Srl ha sviluppato e brevettato un innovativo studiato appositamente per salvaguardare dalle gelate improvvise vigne e piante da un fenomeno sempre più diffuso e che impatta l’economia del nostro paese. Gli sbalzi repentini di temperatura mettono a dura prova l’agricoltura, molte specie vegetali in fase di germinazione non sono in grado di sopportare temperature al di sotto della media stagionale andando ad impattare sull’aspetto produttivo e sull’economia che da esso dipende portando alla rovina delle colture che non riescono ad essere recuperate in tempo per il raccolto. HO-W (HEATING OMNIA WIRE) è la soluzione creata e brevettata da BlinkUP Srl, la soluzione che si compone di uno speciale filo riscaldante che, grazie ad una particolare resistenza al suo interno, permette di alzare la temperatura vicino alla pianta andando ad analizzare molteplici fattori dinamici quali la temperatura esterna misurata in diversi punti del terreno, gli sbalzi di temperatura, calcoli di previsione meteo, umidità ed altri elementi configurabili in fase di implementazione. La modularità del filo HO-W lo rende facilmente e efficacemente applicabile a qualsiasi genere di pianta ma allo stesso tempo le proprietà di questa soluzione consentono di essere estremamente resistente alle intemperie anche grazie ad una speciale guaina esterna realizzabile in silicone o rete metallica antitaglio. «L’integrazione di una centralina di controllo gestita da un’APP che monitora costantemente la situazione e permette all’agricoltore di intervenire tempestivamente rispetto alla situazione improvvisa, completa questo sistema innovativo e sostenibile. La centralina inoltre offre la possibilità di misurare le condizioni meteo, regolare l’irrigazione e somministrazione di trattamenti, aumentare le ore di lavoro grazie ad un impianto di illuminazione, integrare un’azione di disturbo per animali e insetti e il controllo remoto dello stato della pianta mediante videosorveglianza» spiega l’azienda BlinkUP Srl. L’esperienza maturata sul territorio Veneto hannno consentito a BlinkUP Srl di concentrarsi in un primo momento nell’applicazione della soluzione principalmente sui vigneti fornendo allo stesso tempo una soluzione applicabile a diversi ambiti dell’agricoltura per fornire un sistema perfettamente adattabile alle singole filiere agroalimentari. Lo studio sempre più approfondito dei fenomeni relativi alle gelate improvvise vengono elaborati dalla società BlinkUP Srl al fine di innovare continuamente la soluzione per renderla sempre più efficiente sia dal punto di vista tecnico sia per quanto riguarda la trasversatilità di applicazione, caratteristica principale di HO- W che consente inoltre di essere scalabile in base all’ambito di riferimento.  

Donne in vigneto al centro di Vinea Tirolensis 2018

Donne in vigneto al centro di Vinea Tirolensis 2018

Donne in vigneto il focus della nuova edizione di Vinea Tirolensis per la sesta volta insieme ad Autochtona

Quest’anno Vinea Tirolensis giunge alla sua 19esima edizione, la settima in collaborazione con Fiera Bolzano che insieme ad Autochtona e a Lagrein Experience rappresentano le giornate del vino di Hotel. Un segnale chiaro dunque del successo che questo evento espositivo, a cura dei Vignaioli dell’Alto Adige, continua a riscuotere negli anni. Subito dopo le due giornate dedicate ai vini autoctoni italiani, con oltre 80 aziende proveineiti da tutta la penisola (Autochtona 15 e 16 ottobre), come ogni anno più di 70 viticoltori associati altoatesini si riuniranno mercoledì 18 ottorbe per presentare i propri prodotti, disponibili anche alla degustazione: una selezione di oltre 350 vini diversi a testimoniare la ricca varietà che caratterizza i vigneti e le cantine dell’Alto Adige. Il vignaiolo, il viticoltore, il vigneto. Termini che ricorrono sempre al maschile e dietro cui si nasconde però il lavoro – e i vini – delle tante donne attive nelle aziende dei Vignaioli dell’Alto Adige: mogli, figlie, esperte. “Il tipico vigneto altoatesino è un’azienda a conduzione familiare. E ogni membro della famiglia contribuisce a portarla avanti”, conferma Hannes Baumgartner, presidente dell’associazione. Ecco perché il motto scelto per l’edizione 2018 di Vinea Tirolensis è proprio “Donne in vigneto”. All’interno dell’azienda vitivinicola la donna ricopre ruoli diversissimi – dal lavoro in vigna all’affinamento in cantina fino all’attività di marketing. Qui di seguito l'esempio di sei donne attive in altrettante aziende associate ai Vignaioli dell’Alto Adige.   Enologa per passione La giovane viticoltrice Magdalena Pratzner di Naturno, in Val Venosta, lavora attivamente nell’azienda di famiglia già da diversi anni ed è responsabile delle ultime fasi produttive in cantina. “Il mio lavoro mi affascina sempre come se fosse la prima volta”, racconta l’enologa, la schiena contro una botte in legno d’acacia, “lavoro nella vigna, prendo campioni, decido quando è il momento perfetto per la raccolta e accompagno le fasi di maturazione del vino in cantina. Attraverso le differenti condizioni climatiche e le mutevoli caratteristiche del terreno, nascono nuovi aromi. E vini sempre diversi”. Le parole del vino Completamente diversa la mansione di Judith Bertagnolli del Thurnhof, a Bolzano. Si occupa infatti della comunicazione e della redazione di testi. Portano la sua firma le etichette dei vini, così come i dépliant dell’azienda e tutti gli altri testi che riguardano il Thurnhof. Si vede anche come “traduttrice” dei complicati tecnicismi del produttore, che riformula per il cliente in un linguaggio accessibile. Riesce così trasmettere al lettore le conoscenze specialistiche del marito, descrivendo con parole semplici e comprensibili le attività nella vigna, i processi produttivi in cantina e le note aromatiche dei vini. Varietà tra i filari Anita Mitterer di Marlengo, invece, è coinvolta in quasi tutte le attività dell’azienda. Le donne vi ricoprono un ruolo importante da generazioni: già la madre di Anita aveva rilevato il Pardellerhof dai propri genitori e recentemente è toccato ad Anita subentrare alla guida dell’azienda. Insieme al marito Erwin gestisce la tenuta unendo tutti gli elementi in un’unica grande visione: “Qui al Pardellerhof siamo molto attenti a una coltivazione sostenibile e legata al territorio. Ecco perché tra i nostri filari trovano spazio per crescere e prosperare anche varietà antiche e piante resistenti”. Una varietà vissuta sul campo e che si ritrova anche nei vini: su due ettari di vigneto la famiglia Mitterer coltiva sette diverse tipologie di vino. Dall’Inghilterra con (e per) amore Dal Lieselehof il suo sguardo scivola sulle colline tra vigneti e boschi fino a raggiungere il Lago di Caldaro – in Alto Adige Claire ha trovato una seconda patria. Nata e cresciuta in Inghilterra, è arrivata in Alto Adige per amore: “Mi sono innamorata subito dei meravigliosi paesaggi e della simpatia della gente. Non ho mai avuto nostalgia – in Alto Adige mi sono trovata bene fin dall’inizio”. Claire ha studiato scienze teatrali a Londra e dopo la laurea si è trasferita in Alto Adige. La viticoltura era per lei un terreno assolutamente inesplorato: con grande entusiasmo ha assolto svariati corsi all’Accademia del vino, partecipando anche a percorsi formativi dell’ONAV, l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino. Oggi conosce a menadito ogni vitigno, sa discernere tra origine e gusto, tenendo testa a ogni esperto d’enologia. L’anima dell’azienda Con l’immancabile grembiule blu legato in vita, sempre indaffarata tra mille compiti, Christine accoglie con un caloroso sorriso tutti gli ospiti della tenuta vitivinicola Haderburg. “Sono sempre qui in azienda”, racconta, “amo dare il benvenuto agli ospiti facendo degustare loro i nostri vini e spumanti. Ormai conosco personalmente tutti i clienti e sono sempre felice di accogliere volti nuovi qui all’Haderburg”. Il contatto diretto con i clienti è per Christine di primaria importanza: ormai i clienti abituali vengono in azienda senza nemmeno avvisare. Tanto sanno che Christine c’è e si ritaglia volentieri del tempo per due chiacchiere davanti a un calice di spumante. Simbiosi di vino e arte Che il vino non è solo sinonimo di gusto, lo dimostra l’azienda vitivinicola Klaus Lentsch. Qui, dietro l’elegante bancone in marmo, Sylvia accoglie sorridendo gli ospiti dell’enoteca: “Non ci limitiamo a offrire vini eccezionali, vogliamo entusiasmare i nostri ospiti anche con arte e cultura”. Oltre al vino, la tenuta Klaus Lentsch mette in scena molto altro. Più volte all’anno organizza “Teatro in vigna”: il giardino o la cantina si trasformano in palcoscenico e propongono spettacoli teatrali a cui assistere in compagnia di un buon bicchiere di vino. “L’arte e la cultura giocano per noi un ruolo fondamentale: amiamo anche invitare artisti, offrendo loro l’opportunità di esporre qui le proprie opere”, spiega Sylvia.   Sei donne, sei storie Questi sei brevi ritratti mostrano quanto sia importante la presenza delle donne all’interno dell’azienda vitivinicola. Che sia nella vinificazione o nella gestione del vigneto, le viticoltrici sono parte integrante dell’attività. In occasione di Vinea Tirolensis 2018, le donne presenti agli stand della Fiera di Bolzano saranno certamente numerose e felici di raccontare dei loro vini straordinari.

TRENTINOWINEFEST OLTRE 235 MILA MQ DI VIGNETI IN CONCORSO PER LA VIGNA ECCELLENTE 2018

TRENTINOWINEFEST OLTRE 235 MILA MQ DI VIGNETI IN CONCORSO PER LA VIGNA ECCELLENTE 2018

Oltre 235 mila metri quadrati di vigneti in concorso per La Vigna Eccellente 2018

Sono 33 gli agricoltori che hanno candidato oltre 235 mila metri quadrati (+9% sul 2017) di vigneti alla XVII edizione del concorso "La Vigna Eccellente", istituito nel 2001 dal Comune di Isera, Città del Vino, con l'intento di premiare il lavoro svolto dagli agricoltori tra i filari, prima del conferimento dell'uva in cantina. Un progetto - organizzato con il supporto della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell'ambito delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest - che riconosce al viticoltore il ruolo di custode del territorio, impegnato nel difendere, tutelare e valorizzare non solo la mera risorsa vinicola ma anche ciò che la circonda. E, trovandoci in Vallagarina, il vitigno protagonista del concorso non poteva che essere quello di Marzemino, vitigno a bacca nera partito dal Caucaso che, dopo aver occupato le tavole di dogi e imperatori sotto la Repubblica di Venezia, è giunto in queste terre - e in particolare nella zona di Isera e dei Ziresi - dove ha trovato l'habitat ideale per dare vita ad un grande vino, annoverato a ragione tra le eccellenze enologiche trentine. Ad analizzare i vigneti, sotto il profilo agronomico, sanitario ed estetico/qualitativo, una giuria di qualità, presieduta dal Professor Attilio Scienza, Docente di Viticoltura alla Facoltà di Agraria dell'Università di Milano, e composta da Marco Stefanini, Duilio Porro e Bruno Mattè, tecnici della Fondazione Edmund Mach – Istituto Agrario di San Michele all’Adige, dal giornalista e Gran Maestro della Confraternita della Vite e del Vino di Trento Enzo Merz, da Carlo Rossi che, nel 2001, ha tenuto a battesimo il concorso in qualità di Sindaco di Isera, da Franco Nicolodi e Paolo Benvenuti, rispettivamente coordinatore regionale e direttore dell'Associazione Italiana Città del Vino. In particolare, nel corso della stagione estiva i tecnici hanno stilato un'analisi generale del vigneto considerando posizione, esposizione, sesto di impianto, forma di coltivazione, tipo di conduzione - biologico, integrato, ecc. - e tecniche di gestione dell'interfilare, valutando al contempo la corretta gestione del vigneto, la gestione della chioma, lo sfalcio dell'erba, l'equilibrio vegeto-produttivo e, per ultimo, la quantità di uva. I risultati saranno annunciati domenica 14 ottobre, alle ore 16.00, presso la Sala della Cooperazione di Isera, alla presenza del Sindaco Enrica Rigotti. Oltre al prestigioso riconoscimento, il primo classificato riceverà un assegno di 1.500 euro, il secondo di 1.000 euro e il terzo di 500 euro. L'appuntamento sarà anche occasione per conferire il premio letterario in memoria di Francesco Graziola, storico membro della giuria, giunto alla seconda edizione. Il concorso fa parte de "La Vigna Eccellente…ed è subito Isera", una serie di iniziative dedicate a winelovers e appassionati che nel corso dell'intero weekend coinvolgeranno il Comune di Isera tra spettacoli, degustazioni, laboratori, cene a tema ed incontri di approfondimento alla scoperta del Marzemino e che si snoderanno tra le prestigiose sale di Palazzo de Probizer e le corti allestite ad hoc nei pressi di Piazza S. Vincenzo. La manifestazione -  che fa parte di DiVin Ottobre, rassegna organizzata dalla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino durante tutti i weekend di ottobre (tastetrentino/divinottobre) - sarà preceduta e accompagnata anche dalla rassegna A tutto Marzemino (tastetrentino.it/atuttomarzemino), in programma dal 5 al 14 ottobre: un ricco calendario di degustazioni, menù a tema, visite in cantine e nei vigneti  in programma su tutto il territorio della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, dalla Valle dei Laghi alla Vallagarina, dalla Valsugana al Lago di Garda, passando per Trento e Rovereto. www.tastetrentino.it/lavignaeccellente #lavignaeccellente #trentinowinefest Profilo La Vigna Eccellente… ed è subito Isera L'evento, organizzato dal Comune di Isera, vede la partecipazione di numerose realtà del territorio ed è possibile grazie al contributo e al supporto di Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, APT Rovereto e Vallagarina, Cassa Rurale Vallagarina, Città del Vino, BIM dell'Adige, Comunità della Vallagarina, Slow Food Condotta Vallagarina Alto Garda. Marzemino Il vitigno Marzemino rappresenta una delle varietà più interessanti della vitivinicoltura trentina. Giunto in queste terre quando Venezia dominava i commerci in tutto l'Adriatico, è proprio in Vallagarina che, grazie ad un ambiente ideale e ad un clima subcontinentale, è cresciuto fino a diventare il grande vino di oggi. In particolare è nella zona di Isera e dei Ziresi che riesce ad esprimersi al meglio: è proprio qui che nasce infatti il Trentino D.O.C. Superiore Marzemino, un vino che risponde a standard qualitativi ancora superiori rispetto a quelli del Trentino D.O.C. Di colore rosso rubino, scuro con tonalità violacee, presenta aromi e fragranze di frutti di bosco con sfumature floreali di viola mammola, frammisti a note leggermente speziate e vagamente balsamiche.

Vigna del Gallo piantate 195 viti per la rinascita del vigneto urbano dell'Orto Botanico di Palermo

Vigna del Gallo piantate 195 viti per la rinascita del vigneto urbano dell'Orto Botanico di Palermo

Nuovo passo avanti per il progetto di Universit

È un nuovo passo in avanti per il progetto dell'Università di Palermo e del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia, che con la "Vigna del Gallo" punta a ricreare un vigneto nel meraviglioso spazio naturale dell'Orto Botanico. Le 195 viti portainnesto sono state piantate dai tecnici dell'Orto Botanico seguendo uno schema che riproduce i filari dei vigneti. A luglio saranno innestate con vitigni autoctoni siciliani  che produrranno nei prossimi anni uva e consentiranno anche una micro vinificazione. La rinascita della "Vigna del Gallo", in uno spazio così prestigioso, si inserisce nelle attività che il Consorzio di tutela vini Doc Sicilia ha programmato per far conoscere la biodiversità dell'isola e valorizzare le varietà autoctone della Doc Sicilia. Il progetto della "Vigna del Gallo" è coordinato dal professor Paolo Inglese, direttore del Centro Servizi Sistema Museale dell'Università di Palermo, che ha sottoscritto un accordo di collaborazione scientifica con il Consorzio di tutela vini Doc Sicilia. Le fasi esecutive sono seguite dal direttore dell'Orto Botanico, il professor Rosario Schicchi, e dal curatore, dottor Manlio Speciale. «Far rinascere la "Vigna del Gallo" e coltivare le varietà diverse di viti siciliane nell'Orto botanico di Palermo, istituzione tra le più prestigiose in Italia, è una grande testimonianza dell'importanza che attribuiamo alla conservazione della biodiversità nella nostra Isola», commenta Antonio Rallo, presidente del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia. «Piantare in questo spazio naturale unico le specie reliquie siciliane, quindi le cultivar indigene riscoperte, ha il significato forte di legare la vite, che è stata ed è la parte principe della nostra agricoltura, ad un posto storico della nostra terra – aggiunge Laurent Bernard de la Gatinais, componente del Cda del Consorzio vini Doc Sicilia –. I visitatori dell'Orto Botanico avranno l'opportunità di soffermarsi sulla bellezza del luogo e di vedere cosa siamo riusciti a fare con un pezzi di storia della Sicilia». «Rendere possibile la rinascita dei vitigni nella "Vigna del Gallo"  – spiega Paolo Inglese, direttore del Centro Servizi Sistema Museale dell'Università di Palermo – ha un duplice significato. Da una lato, tramandare una testimonianza tangibile del passato dell'Orto Botanico e far conoscere una delle più importanti matrici di biodiversità del Mediterraneo quale è quella della vite in Sicilia. Inoltre, si accomunano il Sistema Museale dell'Università di Palermo e l'Orto Botanico al Consorzio vini Doc Sicilia, una delle più importanti realtà istituzionali ed economiche della Sicilia». L'idea di far rivivere la "Vigna del Gallo" riporta alle origini dell'Orto Botanico, fondato nel 1789: il terreno, acquistato dalla Regia Accademia degli Studi di Palermo nel piano di Sant'Erasmo, è appartenuto al duca Ignazio Vanni d'Archirafi. L'Orto Botanico è nato come sede su un baluardo dove prima si conservava la polveriera pubblica della città; ben presto, lo spazio a disposizione si rivelò angusto e inadeguato alle esigenze didattiche che erano in costante sviluppo. Qualche anno dopo la sua fondazione, per la nuova sede dell'Orto Botanico si individuò il piano di Sant'Erasmo e una porzione delle terre della "Vigna del Gallo" L'Orto Botanico dell'Università di Palermo è una tra le più importanti istituzioni accademiche italiane. Considerato un enorme museo all'aperto, l'Orto Botanico vanta oltre duecento anni di attività: è stato luogo di studio e diffusione, in Sicilia, in Europa e in tutto il bacino del Mediterraneo, di innumerevoli specie vegetali, molte originarie delle regioni tropicali e subtropicali. La peculiarità dell'Orto Botanico è rappresentata dalla grande varietà di specie ospitate che ne fanno un luogo ricchissimo di espressioni di flore diverse. Nello spazio destinato a ospitare la "Vigna del Gallo" le viti avranno una collocazione trasversale, in modo da renderle immediatamente visibili a chi si avvicinerà percorrendo il viale che costeggia la "Serra delle Succulente". La zona scelta per impiantare la "Vigna del Gallo" è ben soleggiata e nei pressi di alcuni gradini dove i visitatori sono soliti sostare. Un pannello illustrerà, all'ingresso dell'Orto Botanico, il progetto della "Vigna del Gallo" e renderà agevole l'identificazione dei vitigni.

SMARTMETEO INGENTE RIDUZIONE DELLE MALATTIE NEI VIGNETI DEL PROGETTO GRAZIE ALLA LOTTA GUIDATA

SMARTMETEO INGENTE RIDUZIONE DELLE MALATTIE NEI VIGNETI DEL PROGETTO GRAZIE ALLA LOTTA GUIDATA

I risultati del monitoraggio 2018 in Umbria sono stati presentati luned

Meno del 60% del danno da diffusione della peronospora e, per l'oidio, altra patologia fungina che colpisce la vite, una diminuzione del 90%. A determinare tali riduzioni i tempestivi e oculati trattamenti preventivi, frutto di un'attenta attività di lotta guidata resa possibile proprio dal sistema Smartmeteo. I risultati del monitoraggio effettuato in alcune cantine della regione nel corso del 2018 sono stati presentati al Vinitaly lunedì 8 aprile nello spazio di Confagricoltura dagli esperti di Cratia Confagricoltura Umbria. Tra gli altri risultati positivi ottenuti vi è la modulazione dei trattamenti sulla base della effettiva necessità di intervento, riducendo gli interventi stessi nel vigneto, con un beneficio sia in termini economici che ambientali. Smartmeteo ha anche permesso di raccogliere un gran numero di dati per analisi più attente e dettagliate della situazione fitopatologica della stagione 2018 in Umbria, dati peraltro di ampia diffusione e facile accessibilità. Le aziende monitorate nel 2018 sono state 28 su tutto il territorio regionale, indicative dei maggiori distretti vitivinicoli. Hanno beneficiato delle analisi anche altre imprese appartenenti ai Consorzi del vino di Montefalco, Orvieto e Torgiano, partner del progetto. E' stato stimato un numero di ettari vitati monitorati pari a 150, ai quali corrisponde una superficie complessiva su scala aziendale pari a 1.400 ettari, che rappresenta circa il 10% dell'intera superficie vitata umbra. Venti, infine, i vitigni oggetto dell'analisi. L'attività di controllo e analisi ha preso avvio ad aprile e si è conclusa a settembre, con il coinvolgimento di 4 tecnici che, settimanalmente, si sono recati nel vigneto raccogliendo 14.130 osservazioni. Coordinata da Cratia Srl - Confagricoltura Umbria, la squadra di tecnici è stata coadiuvata anche dalla società Perleuve Srl, che ha implementato ed assistito il lavoro di monitoraggio, soprattutto nella fase di analisi ed elaborazione dei dati e nella stesura dei bollettini settimanali. Nel frattempo, sono stati avviati i controlli relativi al 2019 nelle stesse aziende e in altre che si sono aggiunte al progetto. Smartmeteo è uno strumento innovativo, messo a disposizione degli imprenditori agricoli, in quanto costituisce una risposta concreta agli obblighi imposti dalle normative vigenti in materia di utilizzo dei prodotti fitosanitari: la Direttiva 2009/128/CE, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi e il PAN (Piano di Azione Nazionale), adottato con decreto del 22 Gennaio 2014, che promuove la realizzazione e l'adozione di sistemi previsionali nonché di una rete di monitoraggio. L'obiettivo del progetto è soprattutto quello di supportare un sistema di gestione aziendale innovativo, che sia atto a contenere le avversità fitosanitarie e climatiche, e quindi a ridurre le perdite produttive connesse all'andamento dell'annata, razionalizzando e riducendo il consumo di fitofarmaci. A realizzarlo è un partenariato di imprese provenienti dal settore agricolo e agroindustriale, Enti di Ricerca come l'Università degli Studi di Perugia e la Scuola Superiore di Sant'Anna di Pisa e partner tecnologici che avvalendosi di una rete agro-metereologica, di una rete di monitoraggio e di modelli previsionali e di supporto alle decisioni, arrivano ad elaborare e trasmettere informazioni tempestive, dettagliate e di elevato profilo tecnico sui molteplici aspetti che caratterizzano la gestione agronomica di una determinata coltura, consentendo così all'agricoltore di prendere decisioni più consapevoli e sostenibili. Il progetto nasce nell'ambito del PSR per l'Umbria 2014-2020 – Sottomisura 16.1, con lo scopo di creare, un modello innovativo di lotta guidata in Umbria, per il settore viticolo, olivicolo e cerealicolo.  

VITIVINICOLO TUTTI I NUMERI ALLA VIGILIA DEL FOCUS SULLO STATO DEL VIGNETO VENETO

VITIVINICOLO TUTTI I NUMERI ALLA VIGILIA DEL FOCUS SULLO STATO DEL VIGNETO VENETO

Veneto Agricoltura fotografa il comparto vitivinicolo regionale alla vigilia del primo focus 2019 dell'ormai storico Trittico Vitivinicolo, in programma gioved

Veneto Agricoltura, a pochi giorni dal primo focus del Trittico Vitivinicolo 2019, in programma a Conegliano (Tv) giovedì 13 giugno alle ore 9,30 presso la sede dell'Università (via Dalmasso 1), ormai storico appuntamento durante il quale viene fatto il punto sullo stato vegetativo del vigneto veneto alla vigilia dell'estate, presenta una interessante fotografia del comparto, comprendente produzione, superficie, prezzi e risultati dell'export. Si tratta di una utilissima serie di dati che consente ai produttori di meglio programmare la nuova annata. Secondo i dati Istat elaborati dai tecnici di Veneto Agricoltura, la superficie vitata in produzione nel 2018 nel Veneto è pari a 86.973 ettari, con un aumento annuo del +8,4%, estensione che potenzialmente potrebbe salire, secondo lo Schedario Viticolo Veneto, fino a 94.414 ettari in caso di realizzazione di nuovi vigneti grazie all'utilizzo dei diritti di reimpianto acquistati fuori regione e a quelli derivanti dal nuovo sistema di autorizzazione agli impianti. A livello provinciale, tutte in crescita rispetto al 2017 le superfici in produzione, con Padova (+12,8%), Vicenza (+14,2%) e Venezia (+15,0%) in decisa salita, mentre le province più interessate dal vigneto, come Treviso e Verona salgono rispettivamente del +8,1% e +4,6%. Relativamente alla vendemmia 2018, Avepa indica una produzione di uva di circa 16,4 milioni di quintali, con un forte recupero dei volumi rispetto al 2017 nell'ordine del +48,9%. Nell'ultimo anno, la quantità di uve DOC e DOCG è aumentata del +24% circa rispetto al 2017, mentre la produzione IGT registra un più consistente +81% circa. La produzione di vino nel 2018 risulta essere pari a circa 12,9 milioni di ettolitri, con un incremento produttivo rispetto al 2017 del +51,8%. Quasi il 69% del vino prodotto è a Denominazione (DOC, DOCG), con il 17,3% costituito da vino IGT e la restante quota del 14,1% dai vini da tavola e varietali. Sotto la forte spinta del Prosecco e del Pinot Grigio delle Venezie, il vino bianco sfiora il 79% sul totale del vino prodotto in regione. A livello di Denominazioni, la produzione di vino spumante Prosecco DOC è stata di 3,5 milioni di ettolitri (+6%), con le DOCG Conegliano-Valdobbiadene e Asolo che concorrono alla produzione rispettivamente con 680 mila ettolitri e 93 mila ettolitri. Al suo primo anno di imbottigliamento, la DOC "Delle Venezie", che coinvolge le tre Regioni del Triveneto, ha prodotto per circa 1,2 milioni di ettolitri, pari a 162 milioni di bottiglie di vino. Un po' più contrastata la produzione vinicola dei rossi veronesi, con i cali registrati per l'Amarone (-8%) ed il Bardolino (-4%), mentre cresce del +28% il Valdadige Rosso. L'abbondante vendemmia 2018, con i rialzi dei quantitativi rilevati, ha comportato una generalizzata diminuzione delle quotazioni delle uve venete, anche se si sono tenute comunque ai livelli medi registrati nell'annata 2016. Dall'analisi dei dati statistici rilevati presso le Borse Merci delle Camere di Commercio di Verona, Treviso e Padova, risulta un calo medio del prezzo delle uve pari al -20,9% per tutte le tipologie presenti in Veneto. Entrando nel dettaglio provinciale, Verona registra una perdita media del -23,9%, a Padova il calo è stato leggermente più rilevante (-26,4%), mentre la perdita di quotazione di Treviso si è attestata sul -11,9%. A Verona si rileva un prezzo medio dell'uva alla produzione di 0,74 €/kg, più basso il valore registrato a Padova (0,50 €/kg), mentre Treviso perde la leadership regionale, facendo segnare un prezzo medio di 0,65 €/kg, valore molto vicino al prezzo medio per l'intera regione, che risulta essere pari a 0,63 €/kg. Considerando che l'export del vino italiano nel 2018 si è attestato su circa 6,2 miliardi di euro, con una crescita annua del +3,3%, il solo Veneto ha esportato vino per 2,22 miliardi di euro, con una variazione positiva del +3,6% rispetto all'anno precedente. La quota detenuta dal Veneto sul totale del vino italiano esportato oltre confine è salita al 35,8%, confermando ulteriormente la propria leadership a livello nazionale e distanziando di quasi il 20% le immediate inseguitrici, Piemonte, Toscana e Trentino-Alto Adige.

VIGNETO VENETO NONOSTANTE TUTTO SI PREVEDE UNA PRODUZIONE 2019 ABBONDANTE

VIGNETO VENETO NONOSTANTE TUTTO SI PREVEDE UNA PRODUZIONE 2019 ABBONDANTE

Gioved

Con l’arrivo, proprio in questi giorni, di temperature tipicamente estive e una forte concentrazione di umidità relativa è però esplosa non solo la naturale fase vegetativa delle piante ma anche il rischio di infezioni – peronospora e oidio su tutte – rimaste finora silenti. Al momento, sottolineano gli operatori sul campo, l’annata viticola si annuncia abbondante sotto il profilo produttivo, addirittura sui livelli del 2018, con una grande quantità di gemme presente sulle piante. Se prevarrà il bel tempo nei prossimi 10/15 giorni, è concreta la possibilità di andare incontro ad una annata vitivinicola più che soddisfacente. È questo, in estrema sintesi, il quadro che annuncia il primo focus del Trittico Vitivinicolo 2019, ormai “storico” evento in tre tappe (giugno, agosto, dicembre) promosso da Regione e Veneto Agricoltura, con ARPAV, AVEPA, CREA-VE e Università di Padova-CIRVE, in programma giovedì 13 giugno (ore 9:30) a Conegliano-Tv presso la sede dell’Università (via Dalmasso, 1). Nel corso dell’convegno, rivolto a viticoltori, tecnici e operatori del settore, il cui titolo si annuncia impegnativo: “Clima e viticoltura: verso la fine di una alleanza?” sarà fatto il punto sullo stato del vigneto veneto alla vigilia dell’estate, fornite le prime indicazioni di produzione a livello regionale e affrontate alcune importanti questioni quali, appunto, la sempre più difficile gestione dei vigneti biologici dovuta alle recenti normative europee che obbligano la riduzione dell’uso di rame per ettaro e che stanno mettendo in difficoltà i viticoltori alle prese con stagioni spesso molto piovose. Il programma del focus di Conegliano si presenta interessante fin dal primo intervento, quello di Francesco Rech del Servizio Meteorologico dell’ARPAV che farà il punto sull’andamento meteo registrato nel Veneto nel corso del primo semestre dell’anno; a seguire, Luisa Mattedi, della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (Tn), che parlerà invece delle conoscenze attuali e delle prospettive future della gestione biologica del vigneto; tema, questo, che sarà approfondito da Christian Marchesini, produttore in Valpolicella, che spiegherà, grazie alla sua esperienza diretta, le difficoltà di gestire un vigneto in conduzione biologica. Infine, Andrea Battistella del Consorzio di Tutela Prosecco DOC farà il punto sulla gestione della produttività in vigneto nel rispetto dei disciplinari, mentre Diego Tomasi del CREA-VE di Conegliano analizzerà lo stato vegetativo del vigneto veneto di fronte all’andamento di una primavera anomala.

Prosegue Bukolica la prima rassegna del benessere nel Monferrato Unesco tra vigne e noccioleti

Prosegue Bukolica la prima rassegna del benessere nel Monferrato Unesco tra vigne e noccioleti

Benessere, sport e gusto tra le colline del Monferrato patrimonio Unesco fino al 24 agosto a Portacomaro d'Asti.

Portacomaro d'Asti, 18 giugno 2019 – Prosegue fino al 24 agosto la prima rassegna nata nel Monferrato Astigiano, patrimonio Unesco e interamente dedicata al benessere. L'hanno ideata e organizzata l'Azienda Agricola dei Fratelli Durando di Portacomaro insieme dall'Associazione Sportiva Bewood Outdoor Brigade. Incursioni dinamiche e culturali in collina è il sottotitolo della rassegna estiva di eventi dedicati al benessere che fondono attività sportive, culturali, di meditazione ed enogastronomia di campagna, nel verde delle colline, dove si alternano noccioleti e vigne che circondano l'Agriturismo Terra d'Origine, luogo di svolgimento. In programma altre sei serate, dal 21 giugno 2019 al 24 agosto 2019, per rigenerare corpo e spirito e lasciarsi alle spalle lo stress della città e i ritmi frenetici del lavoro, all'insegna dell' 'idillico' rievocato nel nome della manifestazione. L'obiettivo della rassegna, iniziata il 24 maggio scorso, è quello di riscoprire le nostre origini, a diretto contatto con la natura, lo scorrere del tempo in uno dei più bei paesaggi vitivinicoli al mondo tutelato dall'Unesco, il Monferrato. Ogni serata è diversa e unica, ma improntata al benessere psicofisico e alla buona tavola, semplice e con prodotti genuini e tradizionali. Si alternano attività all'aria aperta come yoga in vigna, mountain biking e nordic walking, intermezzi culturali e musicali e si godrà dell'ottima cucina di Casa Durando, che utilizza solo prodotti local organici dell'Azienda Agricola e dei produttori della zona. L'inizio è fissato alle ore 18:30, per proseguire poi con cena o apericena e altri intrattenimenti culturali e musicali. Le attività sportive sono gestite dall'Associazione Sportiva Bewood Outdoor Brigade, composta da istruttori e guide preparate e certificate. L'associazione, che ha sede alle porte della Riserva naturale di Valleandona e Valle Botto ed è partner dell'Azienda agricola Durando, è nata dalla passione dei suoi soci fondatori per la natura e lo sport all'aria aperta con un inedito approccio etico. Il calendario è online sul sito web Dell'Agriturismo Terra d'origine, su quello di Bewood Outdoor Brigade e sui social network, dove si potranno anche reperire maggiori informazioni pratiche. I prezzi variano dai 20 ai 30 euro a serata a persona e sono comprensivi anche dell'apericena o della cena.  Programma Venerdì 21 giugno 2019 Pratica Yoga, Apericena accompagnata dal suono dei tamburi hang Venerdì 28 giugno 2019 Pratica Yoga, Apericena e Musica con "Giò e Brina" Venerdì 5 luglio 2019 Camminata di Nordic Walking, Apericena e musica del trio acustico astigiano "Lou tente and the cameltoes" Venerdì 12 luglio 2019 Mountain bike traking, Apericena e musica della cantautrice Simona Colonna Sabato 10 agosto 2019 Pratica Yoga, Cena e camminata teatrale con le 'masche' a cura del "Teatro degli Acerbi" e degli Astrofili. Al termine una tisana per tutti.   Sabato 24 agosto 2019 MTB Pedalata itinerante del Grignolino e Apericena

Concorso La Vigna Eccellente 28 agricoltori in lizza per il miglior vigneto

Concorso La Vigna Eccellente 28 agricoltori in lizza per il miglior vigneto

Superano i 225 mila metri quadrati gli appezzamenti valutati dalla giuria de La Vigna Eccellente 28 AGRICOLTORI IN LIZZA PER IL MIGLIOR VIGNETO

Grande adesione anche quest'anno al concorso "La Vigna Eccellente", ideato nel 2001 dal Comune di Isera, Città del Vino della Destra Adige, con il lungimirante obiettivo di premiare il lavoro svolto in vigna nel corso di tutto il ciclo produttivo dell'uva. Una  "sfida" unica non solo in Italia ma anche in Europa - dal momento che solitamente i premi sono dedicati al vino - nata dalla consapevolezza che in Vallagarina la cura dei terreni vitati concorre fortemente alla bellezza del territorio, a vantaggio sia di chi lo abita che di chi lo visita. Protagonisti, ovviamente, i vigneti di Marzemino, varietà a bacca nera proveniente dal Caucaso che in queste terre ha trovato un habitat ideale per dare vita ad un grande vino, entrato a ragione tra le eccellenze enologiche trentine. E nell'anno in cui il concorso raggiunge la maggiore età, sono 28 gli agricoltori che si contendono il titolo, per oltre 225 mila metri quadrati di vigneti rimessi al giudizio di un gruppo di grandi esperti presieduto dal Professore Attilio Scienza, Docente di Viticoltura alla Facoltà di Agraria dell'Università di Milano, e composta da Marco Stefanini, Duilio Porro e Bruno Mattè, tecnici della Fondazione Edmund Mach – Istituto Agrario di San Michele all’Adige, dal giornalista e Gran Maestro della Confraternita della Vite e del Vino di Trento Enzo Merz, da Carlo Rossi che, nel 2001, ha tenuto a battesimo il concorso in qualità di Sindaco di Isera, da Franco Nicolodi e Paolo Benvenuti, rispettivamente coordinatore regionale e direttore dell'Associazione Italiana Città del Vino. Come ogni anno, nel corso della stagione estiva i tecnici hanno stilato un'analisi generale del vigneto considerando posizione, esposizione, sesto di impianto, forma di coltivazione, tipo di conduzione - biologico, integrato, ecc. - e tecniche di gestione dell'interfilare, valutando al contempo la corretta gestione del vigneto, la gestione della chioma, lo sfalcio dell'erba, l'equilibrio vegeto-produttivo e, per ultimo, la quantità di uva. I vincitori verranno resi noti domenica 13 ottobre, alle ore 16.00, presso la Sala della Cooperazione di Isera, nell'ambito della giornata conclusiva de La Vigna Eccellente. Ed è subito Isera, kermesse di omaggio al Marzemino organizzata dal Comune di Isera con il supporto di Trentino Marketing e il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell'ambito del coordinamento delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest. Al primo classificato verrà riconosciuto un premio in denaro di 1.500 euro, al secondo di 1.000 euro e al terzo di 500 euro. Nel corso dell'incontro, per il terzo anno consecutivo, verrà inoltre assegnato un premio letterario in memoria dello storico membro della giuria Francesco Graziola, a chi si sarà saputo distinguere nella valorizzazione del mondo della viticoltura e agricoltura attraverso l'arte del racconto giornalistico o letterario. Profilo La Vigna Eccellente. Ed è subito Isera L'evento, organizzato dal Comune di Isera con il supporto di Trentino Marketing e il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell'ambito della promozione delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest, vede la partecipazione di numerose realtà del territorio ed è possibile grazie al contributo e al supporto di APT Rovereto e Vallagarina, Cassa Rurale Vallagarina, Città del Vino, BIM dell'Adige, Comunità della Vallagarina, Slow Food Condotta Vallagarina Alto Garda. Marzemino Il vitigno Marzemino rappresenta una delle varietà più interessanti della vitivinicoltura trentina. Giunto in queste terre quando Venezia dominava i commerci in tutto l'Adriatico, è proprio in Vallagarina che, grazie ad un ambiente ideale e ad un clima subcontinentale, è cresciuto fino a diventare il grande vino di oggi. In particolare è nella zona di Isera e dei Ziresi che riesce ad esprimersi al meglio: è proprio qui che nasce infatti il Trentino D.O.C. Superiore Marzemino, un vino che risponde a standard qualitativi ancora superiori rispetto a quelli del Trentino D.O.C. Di colore rosso rubino, scuro con tonalità violacee, presenta aromi e fragranze di frutti di bosco con sfumature floreali di viola mammola, frammisti a note leggermente speziate e vagamente balsamiche.

VIGNETO VENETO CRESCE ANCORA!

VIGNETO VENETO CRESCE ANCORA!

Il nuovo Report di Veneto Agricoltura dedicato al comparto vitivinicolo regionale evidenzia un incremento costante della superficie vitata e dell'export di vino (nel 2018 2,22 mld/

Vediamo i passaggi salienti dell'elaborato, ricordando che può essere scaricato da: https://www.venetoagricoltura.org/2019/11/temi/i-numeri-del-comparto-vitivinicolo-veneto-2019/ Nell'ultimo decennio (2009-2018) la superficie del vigneto veneto ha avuto un incremento del +33,9%, raggiungendo nel 2018 (ultimi dati disponibili) i 94.414 ettari. Si tratta di una crescita decennale costante dovuta per lo più alla spinta delle varietà Glera-Prosecco (+167%) e Pinot Grigio (+132,6%), che si pone in controtendenza rispetto al trend nazionale, che nel 2018 ha segnato un -8,7% rispetto al 2009. Relativamente alla vendemmia 2019, sicuramente di buona qualità, si stima una produzione di uva di 12,9 milioni di quintali, in calo (-13,2%) rispetto all'abbondantissima raccolta del 2018. Al riguardo, ricordiamo che i dati consuntivi dell'ultima vendemmia e dell'export di vino veneto saranno forniti il prossimo 9 gennaio in occasione dell'ormai storico convengo di Veneto Agricoltura, Regione e Avepa di Lonigo (VI), terzo ed ultimo incontro (per l'annata 2019) del Trittico vitivinicolo veneto di Veneto Agricoltura e Regione, con Avepa, Arpav e Università di Padova. Il Report di Veneto Agricoltura indica che nel 2019 la produzione stimata di vino veneto è di 11,3 milioni di ettolitri, segnando un calo di -2,1 milioni di ettolitri rispetto al 2018, in linea peraltro con quello complessivo dell'Italia (-16%). Più specificatamente, la perdita stimata di prodotto si è mostrata più sensibile nell'area Occidentale del Veneto (-20%), rispetto al Centro e all'area Orientale (-8%). Veniamo ai prezzi delle uve registrati nel 2019 nel Veneto. Il prezzo medio alla produzione per la totalità delle uve veronesi è stato di 0,59 euro/kg (0,58 euro/kg quello per l'intero Veneto), con quello di Padova che si è fermato a 0,46 euro/kg, mentre la provincia di Treviso continua a mantenere la leadership regionale con una quotazione di 0,69 euro/kg. Le uve DOC e DOCG sono quelle maggiormente interessate dai cali di prezzo, mentre hanno tenuto bene quelle IGT, forse per le scelte fatte in campo dai viticoltori. In linea con le esportazioni italiane del settore, il trend complessivo di crescita dell'export di vino veneto si sta mantenendo costante negli anni, raggiungendo nel 2018 i 2,22 miliardi di euro di incassi e segnando un +4,3% rispetto all'anno precedente. Di contro, i quantitativi sono diminuiti nell'ultimo anno (-5,1%), quindi a tenere su il fatturato sono stati i prezzi di vendita, con quello medio totale che è arrivato a 3,27 euro/l, con un rialzo annuo del +9,8%. Nel 2019 le esportazioni di vino italiano stanno crescendo ancora (+3,8 nei primi tre mesi), e ancor più quello veneto (+4,7%). Sui mercati esteri si stanno comportando bene i vini fermi in bottiglia, che rappresentano da anni l'ariete delle transazioni vinicole venete all'estero, con 1,22 miliardi di euro fatturati nel 2018 e un relativo rialzo annuo del +2,1%, ai quali si associa poi un +4,3% dei prezzi medi di vendita. Punta di diamante dei vini veneti esportati è senza dubbio il Prosecco e i vini spumanti in genere, che presentano aumenti generalizzati delle transazioni. Infine, uno sguardo ai mercati di sbocco, che per i vini veneti sono principalmente quelli degli Stati Uniti, Regno Unito e Germania. Visto chi guida la graduatoria, è inevitabile non pensare alle possibili conseguenze derivanti dall'applicazione dei dazi americani (anche se per ora il vino italiano non è nella black list USA) e la Brexit. Per limitare eventuali danni, a tutela dei nostri imprenditori vitivinicoli, potrebbe essere utile un'ulteriore diversificazione delle destinazioni commerciali dei vini veneti.

Vulture Azienda agricola storica con cantina vigneti e oliveti vicino Matera!

Vulture Azienda agricola storica con cantina vigneti e oliveti vicino Matera!

La struttura nasce dal recupero di una antica masseria del 700, dedita alla produzione di vino, unico esempio di tale attivit

L'azienda ha ottenuto numerosi e importanti  riconoscimenti a livello nazionale e internazionale (“5 Grappoli”, “Tre Bicchieri”, “Tre Stelle di Veronelli, “Top Hundred”); siamo stati inoltre ospiti in numerose trasmissioni televisive della RAI come “Signori del vino” (RAI 2), “Geo & Geo” (RAI 3) e di Mediaset, come “Ricette di famiglia” (Rete4) … nei prossimi giorni aspettiamo RAI 2, che per la trasmissione “In viaggio con Marcello” ci ha scelti come unica azienda rappresentativa della produzione dell’Aglianico del Vulture. L’Azienda agricola è composta nel suo intero da un piano strada adibito alla trasformazione delle uve, all’invecchiamento di vino pregiato e all’imbottigliamento; di un piano terra adibito a locali di degustazione e rappresentanza; di un piano primo dove sono collocati gli uffici amministrativi. Il piano strada destinato alla lavorazione e conservazione del vino risulta ben attrezzato per l’attività, infatti dalle foto emerge lo stato dei luoghi e le relative attrezzature quali l’imbottigliatrice, i serbatoi in acciaio, le botti di rovere, macchinari vari e strumentazione per le uve, torchio, trattore, ecc. Il piano terra destinato alla degustazione risulta arredato con mobili di antiquariato pregiati e con rifiniture particolari, che rendono l’ambiente accogliente, confortevole e perfettamente consono al contesto: il soggiorno risulta così piacevole per le numerose visite aziendali estive (fino a 50 presenze giornaliere). L’opificio risulta attrezzato per l’invecchiamento del vino pregiato, con tre grotte interrate che favoriscono una temperatura costante al prodotto in invecchiamento. All’interno delle stesse sono posizionate le botti di rovere. Nella parte finale della prima grotta è stata creata un’appendice che consente il collegamento con il fabbricato e col vano cisterna ove vengono depositate le bottiglie in attesa di essere etichettate. Come detto, i terreni dell’Azienda Agricola destinati a coltivazione (in gran parte destinati al  vitigno Aglianico DOC/DOCG e per il resto a ulivi) appaiono di forma irregolare e in leggero pendio lungo l’asse minore in direzione SUD-EST con ottima esposizione; la qualità del terreno, un medio impasto preminentemente unifero sciolto con sottofondo tufaceo, presenta lo strato coltivabile e rimovibile con scassi profondi, per cui assicura e garantisce un ottimo potere di fertilità e una altissima capacità drenante, cosa che consente al vitigno di acquisire una notevole quantità di elementi che poi saranno alla base del suo fascino. I terreni, come innanzi detto, risultano coltivati a vigneto con vite di Aglianico con impianto di recente esecuzione di circa 9 ettari in ottime condizioni di vegetazione, e a oliveto IGP di circa 6 ettari; due particelle sono state inserite nel piano regolatore agricolo per il riconoscimento di altri 1500 mq di volumetria, ideali per realizzare un wine resort, con sala wedding. I terreni a vigneto hanno un valore di mercato discreto per ettaro trattandosi appunto di una Azienda Agricola riconosciuta produttrice di Aglianico DOC e DOCG.

Todi tenuta agrituristica in posizione panoramica con sei ettari di vigneto e 17 ettari di terreno seminativo

Todi tenuta agrituristica in posizione panoramica con sei ettari di vigneto e 17 ettari di terreno seminativo

Nel Comune di Toti tenuta agrituristica con 6 ettari di vigneto e 17 ettari di seminativo, due case per B&B e Agriturismo e un ricovero attrezzi di 400 mq.

Sei ettari di vigneto (uve a bacca bianca di Grechetto di Todi e uve a bacca rossa di Sangiovese e Merlot) e un terreno seminativo di 16 ettari per un totale complessivo di ettari 23,88. Le antiche case rurali sono state accuratamente restaurate ricavandone due spaziosi appartamenti ed un casale indipendente. Due casali arredati (camere, cucina, salotti) adibiti ad uso agrituristico; annessi agricoli, uno di mq. 253 e l'altro di 180 mq; fabbricato rurale voc. vigna con annesso agricolo ricovero attrezzi di mq. 400. I fabbricati sono rurali con più l' uso agrituristico con annesso agricolo uno di mq. 253 e l'altro di 180 mq. più il fabbricato rurale voc. vigna annesso agricolo ricovero attrezzi di mq. 400. 6+2. Casolare indipendente San Rocco II Piano terra: grande salone con camino e divano letto matrimoniale, camera con due letti e bagno con doccia, cucina con camino e lavastoviglie. Primo piano: camera matrimoniale e bagno con vasca, camera matrimoniale e bagno con doccia. Giardino privato, lavatrice nel locale servizi, T.V. e telefono privato. Casolare San Rocco III Camere matrimoniali con bagno con possibilità di B&B e/o di mezza pensione. Piano terra: Ristorante con menu tipico e carta dei Vini della Tenuta Primo piano: Ingresso secondario e salottino con camino antico, tre camere matrimoniali ognuna con proprio bagno. Si ricevono contributi annuali per circa 8 mila euro. Cantina in condivisione Piscina in condivisione Attrezzature in condivisione

Salina Isole Eolie tenuta vitivinicola con cantina, vigneto

Salina Isole Eolie tenuta vitivinicola con cantina, vigneto

Salina rappresenta una delle pi

Salina si fregia anche, da alcuni anni, delle Cinque Vele di Legambiente, assegnate a quelle località turistiche che meglio sono riuscite coniugare l'offerta turistica con il rispetto dell'ambiente. Salina è un'isola ricca d'acqua ed è la più fertile delle Eolie: vi si coltivano uve pregiate dalle quali si ricava la "Malvasia delle Lipari", un vino di sapore dolce, e capperi che sono esportati in tutto il mondo. L'Azienda agricola è situata nell’isola di Salina e nasce nel lontano 1955 dal lavoro di una antica famiglia locale con una piccola produzione di 500 litri. Nel 1978 il primo appezzamento viene iscritto all'albo D.O.C. Oggi conta su quasi 4 ettari di terreno impiantato a vigneto con la maggior parte della produzione di Malvasia passito d.o.c. La tradizione tramandata di generazione in generazione persegue l’intento di sempre: produrre del buon vino e dell'ottima Malvasia. Vino dorato con riflessi ambrati e un sapore delicatamente dolce, la Malvasia fu detta nell'antichità "nettare degli dei". Il vitigno Malvasia venne importato dai primi colonizzatori greci intorno al 588 a.C. nell'isola di Salina, dove il terreno di origine vulcanica, ben arieggiato e ventilato, è posto a 300 mt sul livello del mare. Questo delicato vino nel 1973 ha ottenuto il riconoscimento D.O.C. Secondo la tradizione, la Malvasia è frutto di un processo di essiccamento dell'uva, che viene stesa su le tipiche "cannizze". L’Azienda ha in produzione 4 vini, tra i quali il più noto è il Malvasia delle Lipari (passito D.O.C.), accanto a un Salina bianco Malvasia secca (Bianco del Comandante), un Salina bianco Catarratto e Inzolia, un Salina rosso Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio. Molto apprezzato è anche il distillato grappa di Malvasia passita.

Metodo per valutare il potenziale qualitativo del vigneto l'Indice Bigot in anteprima a Castello di Cigognola

Metodo per valutare il potenziale qualitativo del vigneto l'Indice Bigot in anteprima a Castello di Cigognola

Consulente agronomo per la Maison della Famiglia Moratti in Oltrep

In questa fase di vita della Maison, Gabriele Moratti (proprietario) e Gian Matteo Baldi (AD) hanno fortemente voluto creare una rete di relazioni d’eccellenza con professionisti del vino innovatori, visionari ed esperti come Giovanni Bigot. Ed è nella tenuta di Castello di Cigognola che il primo febbraio l’agronomo friulano, che collabora con l’azienda, ha raccontato in cosa consista il neonato Indice Bigot. L’indice - che prende il nome dal suo creatore - intende proporre un metodo scientifico per valutare il potenziale qualitativo del vigneto, correlando vigneto e qualità finale del vino, attraverso un approccio che si basa su studi e sperimentazioni pluriennali nei terroir più vocati d’Italia. Accanto a Bigot, hanno presentato il loro punto di vista sull’indice il produttore Angelo Gaja, a cui l’agronomo fornisce consulenza da anni, e Stefano Poni, docente all’Università Cattolica di Piacenza. Pieno appoggio al progetto è stato dato dall’AD Gian Matteo Baldi, che spiega: “Quello che ci lega a Giovanni Bigot è la stima personale e professionale, che si è rafforzata negli anni, e la propensione alla ricerca della conoscenza. Per noi è stato naturale seguire il metodo che Bigot ha proposto nella gestione dei vigneti di Castello di Cigognola, con l’obbiettivo di produrre le migliori uve possibili per i nostri vini. Già da quest’anno abbiamo iniziato a incrociare i risultati della vinificazione delle singole parcelle dei vigneti con le pratiche attuate e le rilevazioni effettuate durante l’anno. La creazione di un indice specifico di valutazione della qualità di un vigneto, rispetto alla produzione del vino, è lo strumento che mancava per dare una base oggettiva, empirico-scientifica, alla centralità della qualità dell’uva nella produzione del vino e valutare il lavoro svolto nel corso del tempo.” Dopo la presentazione lo Chef Alessandro Folli del ristorante Ad Astra di Santa Maria della Versa (PV) ha proposto i suoi piatti in abbinamento al Moratti Blanc de Noir Cuvée ‘More Pás Dosé, il Nebbiolo Per Papà e il Barbera Dodicidodici .

VIGNETO VENETO DAL TRITTICO DIAGNOSI DI BUONA SALUTE NONCH

VIGNETO VENETO DAL TRITTICO DIAGNOSI DI BUONA SALUTE NONCH

Sar

Le difficoltà dovute alla pandemia per Covid19 stanno infatti investendo l’intero settore agricolo, ma per il comparto del vino, visto che solo l’export nella nostra Regione vale oltre due miliardi euro, le difficoltà possono diventare grandi preoccupazioni. Per questo motivo la Regione Veneto ha già deciso di implementare le risorse da destinare alla promozione dei nostri vini nei Paesi terzi”. Lo ha detto l’Assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan, intervenendo al primo focus del Trittico Vitivinicolo, iniziativa promossa da Veneto Agricoltura, con Regione, Avepa, Arpav, CREA-VE e Università di Padova, svoltasi questa mattina – con grande partecipazione di operatori - online sulla piattaforma Zoom a causa delle restrizioni dovute all’emergenza per Coronavirus. “Nella nostra Regione – ha confermato Alberto Negro, Commissario straordinario di Veneto Agricoltura - l’annata vitivinicola 2020 potrebbe dare grandi soddisfazioni ai produttori dato che, al momento, la situazione nei vigneti si presenta quasi ovunque buona sotto il profilo fitosanitario. Sarà quasi sicuramente una vendemmia anticipata di qualche giorno rispetto al 2019 e soprattutto medio-alta sotto il profilo quantitativo”. Con queste primissime anticipazioni si è aperto questa mattina online l’ormai storico Trittico Vitivinicolo Veneto 2020, attesissimo evento che coinvolge gran parte degli operatori del settore. E proprio per questo è stato per tutti forte il ricordo della recente prematura scomparsa di Bepi Catarin, già responsabile regionale del settore vino, al quale verrà dedicata una borsa di studio, ha segnalato l’Assessore Pan, mentre Veneto Agricoltura ha deciso di titolargli proprio il “Trittico”, progetto del quale Catarin fu forte sostenitore e attivo partecipante. Come accennato, al momento il vigneto veneto mostra di essere in buona salute, la vegetazione si presenta quasi ovunque sana e non si evidenziano problemi di peronospora, una delle patologie che maggiormente preoccupa i viticoltori. Qualche ansia in più viene invece provocata dalla flavescenza dorata e soprattutto dalla virosi del Pinot Grigio, visto che alcuni vigneti di Glera risultano aggrediti da questa malattia. Comunque, la fotografia complessiva per quasi tutte le varietà di uva presenti nelle diverse aree vocate del Veneto è soddisfacente, tanto che le prime indicazioni – come ha ricordato Diego Tomasi, del CREA-VE, intervenuto all’incontro online - confermano che quella del 2020 non sarà certo un’annata “scarica”, ovvero con poca produzione, a parte per il Pinot Grigio e probabilmente per alcuni vitigni a bacca nera. Vediamo, in sintesi, qual è la situazione, ad oggi, nelle diverse province del Veneto. I preziosi vigneti della Valpolicella si presentano in buone condizioni, lo ha rimarcato anche Olga Bussinello, direttrice del Consorzio di Tutela. Sotto il profilo fitosanitario la situazione è soddisfacente e non si registrano particolari patologie. Bisognerà però valutare quali saranno le eventuali conseguenze sulle uve dovute alle abbondanti precipitazioni degli ultimi giorni. Anche la grandine ha colpito localmente diversi vigneti, in particolare nel Comune di San Pietro in Cariano, ma fortunatamente gli ettari interessati sono “solo” circa 150. Buone le attese anche sotto il profilo quantitativo, con una produzione che dovrebbe posizionarsi nella media degli anni più interessanti. La fatica deve ancora iniziare, ricorda invece Aldo Lorenzoni direttore del Consorzio del Soave, ma la situazione in vigneto è al momento serena, nella norma e priva di particolari preoccupazioni di carattere fitosanitario. Le precipitazioni sono giunte fortunatamente “tranquille”, senza cioè quelle pericolose bombe d’acqua che più volte si sono viste in passato o peggio ancora le dannose grandinate. Anche sotto il profilo quantitativo l’annata 2020 nell’area del Soave si presenta interessante, casomai bisognerà intervenire nella selezione dei vigneti per le DOC. Situazione positiva anche nel vicentino, in particolare per i vitigni a bacca bianca, Garganega e Sauvignon su tutti; leggermente in sofferenza le varietà precoci Pinot e Chardonnay, per le quali si prevede un lieve calo della resa. Giovanni Ponchia, direttore del Consorzio di Tutela Colli Berici e Vicenza, ricorda che anche per il Tai Rosso la stagione si annuncia favorevole con una buona uniformità e conformazione dei futuri grappoli. Qualche difficoltà nelle diverse fasi fenologiche è stata registrata per il Cabernet. La vendemmia potrebbe iniziare con 7-10 giorni di anticipo rispetto allo scorso anno. Fortunatamente le piogge di questi giorni hanno ripristinato le riserve idriche e soprattutto non sono stati registrati fenomeni grandinigeni. Nell’area dei Colli Euganei - i partecipanti via Zoom hanno riservato un particolare saluto alla Cantina di Vo, presente il tecnico Roberto Toniolo, per le vicende del Coronavirus -, le piogge degli ultimi giorni hanno fortunatamente alleggerito una situazione che si stava pericolosamente complicando. Infatti, nei vigneti non serviti da irrigazione artificiale gli effetti della siccità cominciava a farsi sentire. Il lato positivo di questa prolungata carenza idrica – ricordiamo che sui Colli padovani non pioveva da fine marzo, come ha evidenziato Francesco Rech, del Servizio Meteorologico dell’Arpav, nella sua esaustiva relazione dedicata all’andamento meteo del primo semestre 2020 - è dato dall’assenza quasi totale di particolari patologie in vigneto, con la conseguente drastica riduzione dei temuti interventi fitosanitari. Il quadro complessivo è comunque eccellente sia sotto il profilo della sanità delle uve che fenologico. Si stanno ora organizzando i monitoraggi con l’uso delle trappole per capire come e quando intervenire. Qualche preoccupazione arriva, anche in quest’area, dalla virosi del Pinot Grigio che sta interessando soprattutto i nuovi impianti di Glera. I tecnici evidenziano comunque che i grappoli delle uve dei vigneti dei Colli Euganei si stanno formando in maniera omogenea. Si prevede però un calo della produzione dovuta sia alla già citata siccità, sia ad un abbassamento delle temperature registrato ad inizio aprile che hanno interferito con il germogliamento, non solo delle varietà precoci (Chardonnay) ma anche del Pinot Grigio, della Glera, del Merlot e dei rossi in genere, per i quali si prevede un calo produttivo anche del 20%. Ad oggi, nel Veneto Orientale, un vigneto in così buone condizioni non si vedeva da molti anni, parola di Stefano Quaggio direttore del Consorzio Vini Venezia. Dispiace per quei vigneti colpiti nei giorni scorsi da una violenta grandinata, in particolare nei Comuni di Godega Sant’Urbano e Codognè, distrutti anche per l’80-90%. L’anticipo di 8-10 giorni, rispetto allo scorso anno, della ripresa vegetativa annunciato nei giorni scorsi è stato dunque rallentato dall’ondata di piogge degli ultimi giorni. Questo comunque non sta compromettendo un quadro complessivo assolutamente soddisfacente, considerato che nell’area del Veneto Orientale al momento non si registrano particolari patologie, a partire da quelle più temute quali la peronospora e l’oidio. Anche qui si segnala piuttosto la presenza della flavescenza dorata, contro la quale però si sta intervenendo con la lotta obbligata prevista dalla Regione Veneto. Le produzioni di Pinot Grigio, Tocai, Lison, Raboso e delle altre varietà tipiche dell’area del Veneto Orientale si annunciano dunque nella norma, considerato che la legagione post fioritura è al momento buona, con grappoli allungati. Sotto il profilo quantitativo l’annata 2020 potrebbe essere leggermente inferiore rispetto al 2019. Anche i vigneti dell’estesa area di produzione del Prosecco DOC (Glera), che da Vicenza si estende fino Trieste, si presentano ad oggi in buona salute. I 180 quintali per ettaro previsti dal disciplinare – ha ricordato Andrea Battistella del Consorzio Prosecco DOC - dovrebbero essere raggiunti, nonostante si evidenzi una fertilità inferiore rispetto allo scorso anno, soprattutto nel trevigiano e nell’area di Conegliano, ma le dimensioni dei grappoli sono eccezionali, raggiungendo in alcuni casi addirittura i 30 cm. Queste due annotazioni fanno dunque pensare che le rese saranno quest’anno nella norma. È interessante notare come questa minor fertilità della Glera abbia radici lontane, nello specifico nell’andamento climatico negativo registrato nel mese di maggio 2019, momento in cui le gemme si differenziavano. Le conseguenze sull’annata 2020, in particolare nei sistemi di allevamento a Sylvoz, si evidenziano con una scarsità di grappoli presenti nella parte superiore della vegetazione e una forte concentrazione nella parte finale dell’archetto, corrispondente alle gemme che si sono differenziate nell’ultima parte di maggio - inizio di giugno 2019, quando le condizioni climatiche erano mutate. In sostanza, le gemme corrispondenti all’8^, 10^, 12^ gemma dell’archetto sono quelle che quest’anno risultano essere le più fruttifere, a conferma di come la natura sia andata di pari passo, quasi giorno per giorno, con le condizioni meteorologiche dello scorso anno. Purtroppo, le precipitazioni di questi giorni non consentono di difendere il vigneto dalla peronospora, per cui non resta che incrociare le dita e attendere il sole. La registrazione dell’evento sarà disponibile sui profilo Social di Veneto Agricoltura

Primitivo di Manduria stop alla crescita dei vigneti per 3 anni

Primitivo di Manduria stop alla crescita dei vigneti per 3 anni

La Regione Puglia ha accettato la richiesta del Consorzio di Tutela.

Stop alla crescita dei vigneti a denominazione nel territorio del Primitivo di Manduria per riequilibrare il mercato con una gestione della superficie vitata e della capacità produttiva.  La Regione Puglia ha dato l'ok alla richiesta del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria per il blocco totale della rivendicazione delle uve destinate a produrre Primitivo di Manduria dop nel prossimo triennio. Si tratta di un provvedimento storico, chiesto per la prima volta da un Consorzio pugliese, che segna una svolta nella tutela e nella valorizzazione del Primitivo di Manduria dop. "Una richiesta - dichiara Mauro di Maggio, presidente del Consorzio di Tutela - che abbiamo voluto per riequilibrare il mercato attraverso un maggiore controllo". Il blocco dell'iscrizione di nuovi vigneti è previsto per tre anni a partire dal 31 luglio 2020. La denominazione Primitivo di Manduria dop è passato nelle ultime 4 campagne vitivinicole (2016, 2017, 2018 e 2019) da 3460 ettari a 4592 ettari con un aumento di oltre 30%. "Avendo ricevuto l'incarico Erga Omnes con le funzioni di tutela, promozione, valorizzazione – conclude di Maggio - abbiamo deciso di non aumentare la superficie coltivata per mantenere stabilità sia dei prezzi sia degli standard qualitativi. La situazione di mercato attualmente non è critica, i prezzi sono stabili, tuttavia, in prospettiva, l'aumento dell'offerta va gestito per tutelare la remuneratività della filiera".

SIMONIT&SIRCH nelle vigne di Hennessy leader mondiale del cognac!

SIMONIT&SIRCH nelle vigne di Hennessy leader mondiale del cognac!

La collaborazione rientra nella politica della Maison per combattere le malattie del legno delle viti. Dopo Ch

Oggi la Maison, che appartiene al gruppo del lusso LVMH, è la prima produttrice al mondo di cognac. La Maison Hennessy è impegnata da molti anni nella ricerca per combattere le malattie del legno. Questo impegno si sviluppa su due orizzonti.  A lungo termine: la Maison è associata all'INRA-Bordeaux Sciences Agro e all'Agence Nationale de la Recherche tramite l'Unité Mixte de Recherche SAVE Santé & Agréologie du Vignoble. Questo progetto, avviato nel 2015, è stato ampliato e consolidato nel 2016 con la creazione di una task force GTDfree per trovare le migliori pratiche colturali (tra cui anche la migliore potatura) per ridurre le malattie del legno. A breve e medio termine: Hennessy sta sperimentando sui suoi 180 ettari di vigneto nuove pratiche di potatura che limitino l'insorgenza delle malattie del legno. Duplice lo scopo: testarle e validarle e, contemporaneamente, trasmetterle sul campo agli addetti a tale operazione. L'obiettivo, nel tempo,  è quello di rendere disponibili le tecniche qui collaudate anche ai 1.600 viticoltori partner della Maison. SIMONIT&SIRCH da tre anni supporta Maison Hennessy nella potatura delle viti di Ugni Blanc, dalla distillazione delle cui uve  proviene appunto il cognac. Questo vitigno, equivalente all'italiano Trebbiano Toscano e coltivato nello Charente, è particolarmente sensibile alle malattie del legno e in particolare all'esca. Il gruppo opera su due livelli. Sviluppo e ricerca di un metodo di potatura che consenta di rafforzare le viti per ridurre l'insorgere delle malattie del legno: il team interviene, principalmente da dicembre a febbraio, sia per definire il metodo di potatura da attuare che per formare i potatori.  Partecipazione a progetti volti a ideare la gestione di nuovi impianti viticoli nel contesto del cambiamento climatico attuale. "Sono molto onorato che la Maison Hennessy si sia rivolta a noi – dice Marco Simonit, CEO SIMONIT&SIRCH – e ringrazio il gruppo LVMH, che investe sempre di più nella salvaguardia del suo straordinario patrimonio viticolo. Dopo Château d'Yquem, Moët & Chandon e Terrazas de los Andes, abbiamo la fortuna di collaborare da tre anni con la Maison Hennessy." SIMONIT&SIRCH Fondato una trentina d'anni fa dagli italiani Marco Simonit e Pierpaolo Sirch, con sede in Friuli Venezia Giulia e filiali a Bordeaux, Napa Valley, South Africa, SIMONIT&SIRCH è l'unico gruppo internazionale specializzato e accreditato nel settore della formazione del personale addetto alla potatura manuale dei vigneti. Il team lavora nei principali distretti viticoli mondiali, dove è consulente di 150 fra le aziende più prestigiose e collabora con molti fra i più rinomati istituti di ricerca vitivinicoli ed università. Insegna il Metodo di potatura ramificata SIMONIT&SIRCH (che riduce l'impatto devastante che hanno i tagli sul sistema linfatico della pianta a causa del disseccamento interno che provocano), che può essere adattato a tutte le forme di allevamento della vite. Nel 2009 ha creato la Scuola Italiana di Potatura della Vite, che oggi ha una ventina di sedi. Nel 2016 ha istituito a Bordeaux, in collaborazione con l'ISVV, il DUTE Diplôme Universitaire de Taille et Épamprage, unico diploma universitario al mondo di Potatura e scelta germogli. Marco Simonit ha pubblicato due Manuali di Potatura della Vite, dedicati al Cordone speronato e al Guyot. La versione francese di quest'ultimo, "Guide pratique de la taille Guyot – Prévenir les maladies du bois", nel 2018 ha vinto il Premio internazionale OIV 2018 nella sezione Viticultura. MAISON HENNESSY Leader nel settore del cognac, Maison Hennessy brilla in tutto il mondo da oltre 250 anni con un eccezionale know-how. Nato dallo spirito conquistatore del suo fondatore Richard Hennessy, il marchio è presente in oltre 160 paesi. Ancorata nel cuore della Charente, la Maison è anche un importante e impegnato protagonista dell'economia  regionale ed è pienamente coinvolta nella promozione del settore del cognac. Il successo e la longevità della casa si basano sulla qualità dei suoi cognac, derivato  da un procedimento che si tramanda da generazione a generazione, unico nel suo genere. Prima casa di produzione di liquori certificata ISO 14001 nel 1998, Maison Hennessy mobilita la sua capacità di innovazione e l'insieme dei suoi partner, protagonisti della filiera, per preservare questo eccezionale terroir. Fiore all'occhiello del gruppo LVMH, è fra le principali aziende esportatrici francesi. Esporta il 99% della sua produzione e contribuisce all'importanza della Francia a livello internazionale.  

VIGNETO VENETO IN DOLCE ATTESA

VIGNETO VENETO IN DOLCE ATTESA

Gli operatori attendono il ritorno delle belle giornate e temperature pi

Stato del vigneto: ottimo. Qualità delle uve: molto buona, con poca presenza di malattie fungine. Clima: fin qui soddisfacente. Potrebbe essere questo il cocktail vincente della vendemmia 2020 nel Veneto. Ridimensionato di circa una settimana l’anticipo di inizio raccolta, il semaforo verde dovrebbe accendersi attorno al 20 di agosto con la vendemmia dei Pinot e dello Chardonnay per base spumante. Per avere però il quadro preciso sulla prossima vendemmia nel Veneto (e non solo) bisognerà attendere giovedì 6 agosto (ore 10:00) quando, sulla piattaforma ZOOM (iscrizioni entro il 5 agosto su https://previsioni2020.eventbrite.it), Veneto Agricoltura, con Regione, Avepa, Arpav e Crea-VE, proporrà agli operatori vitivinicoli le ormai storiche (46^ edizione) Previsioni Vendemmiali nel Veneto, nelle principali Regioni vitivinicole italiane, in Francia e Spagna. Un evento, questo 2° Focus del Trittico Vitivinicolo Veneto, che consentirà dunque di ottenere un quadro preciso dell’imminente vendemmia nei tre principali Paesi produttori dell’Unione Europea. Nel corso dei lavori sono previsti infatti dei collegamenti con il Piemonte, la Lombardia, l’Emilia-Romagna, la Toscana, la Puglia e la Sicilia, grazie ai quali sarà fornita una stima quali-quantitativa della vendemmia 2020 nelle principali Regioni vitivinicole italiane, nonché in Francia e Spagna che rappresentano i due principali competitors dell’Italia a livello internazionale. Il Focus di Veneto Agricoltura si concentrerà poi sullo stato del vigneto del Nord-Est e in particolare del Veneto, con la presentazione delle primissime stime di produzione suddivise per aree vocate. Un lavoro davvero certosino e unico nel suo genere in Italia e non solo, quello messo a punto dal team regionale del Trittico, che per la predisposizione dei dati si avvale ormai da molti anni di una rete costituita da tecnici di cantine e consorzi veneti. Tornando alla prossima vendemmia, va detto che in questo momento il vigneto veneto è in una fase d’attesa; attende cioè il ritorno delle belle giornate di sole che si sono viste fino alla scorsa settimana, accompagnate da temperature più alte, con buone escursioni termiche e notti fresche e arieggiate, vale a dire gli ingredienti ideali per il vigneto in questa fase estremamente importate del ciclo vegetativo. Queste ultime giornate piovose hanno infatti rallentato un po’ la fase di maturazione dell’uva che per alcune varietà non sta procedendo con regolarità, tra queste anche la Glera, che sta faticando a completare la fase di invaiatura (colorazione degli acini). In sostanza, quella del 2020 sembra essere un’annata che potrebbe risolversi con ottimi risultati qualitativi, visti i carichi produttivi medio/bassi segnalati nei vigneti, ma naturalmente ora la differenza potrà farla solo l’andamento meteo, che anche quest’anno con i suoi repentini cambiamenti sta mostrando la sua concreta presenza. Non resta che incrociare le dita.