Risultati della ricerca per "Confagricoltura"

45,6 milioni di euro per l'insediamento di giovani agricoltori. Confagricoltura Piemonte:

45,6 milioni di euro per l'insediamento di giovani agricoltori. Confagricoltura Piemonte: "Favorire il patto generazionale con l'obiettivo di migliorare la redditività"

Con i fondi stanziati verranno finanziati oltre 500 progetti. In Piemonte i giovani under 41 rappresentano solo il 13,6% degli occupati nel settore primario, mentre gli ultra sessantacinquenni sono il 32,2% del totale.

La Regione, spiega Confagricoltura Piemonte, ha infatti attivato un bando, cofinanziato con fondi europei, per favorire l'inserimento di giovani nel settore primario, con uno stanziamento di 45,6 milioni di euro. Potranno partecipare al bando giovani agricoltori che al momento della presentazione della domanda abbiano un'età compresa tra 18 anni (compiuti) e 41 anni (non compiuti) e siano già titolari di un'azienda agricola da non più di 24 mesi. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 20 dicembre 2021. "È un provvedimento importante - dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia - che potrà offrire a oltre 500 giovani piemontesi l'opportunità di misurarsi imprenditorialmente insediandosi per la prima volta in agricoltura o assumendo la titolarità delle imprese di famiglia. È necessario prestare la massima attenzione alle opportunità di investimento -  aggiunge Allasia – e per questo con i nostri tecnici impegnati nelle Unioni Agricoltori del Piemonte siamo a disposizione dei giovani per fornire loro gli strumenti necessari per l'elaborazione dei progetti e la definizione dei business plan". Nella nostra regione (elaborazioni Confagricoltura su dati Regione Piemonte) le imprese agricole condotte da giovani di età inferiore a 41 anni sono 5.811 su un totale di 42.652. "I giovani rappresentano solo il 13,6% degli occupati nel settore primario a livello imprenditoriale, mentre gli ultra sessantacinquenni sono 13.741, pari al 32,2% del totale. Per questo - afferma Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura Piemonte - è necessario favorire un patto che agevoli il ricambio tra vecchie e nuove generazioni di imprenditori agricoli. Non è facile partire da zero e inventarsi agricoltori: Confagricoltura segue le nuove imprese con un percorso di tutoraggio aziendale anche dopo il periodo di primo insediamento, formando e sostenendo i giovani imprenditori e indirizzandoli verso un'agricoltura capace di guardare al futuro nel rispetto delle tradizioni, tenendo sempre presente l'obiettivo di garantire redditività perché l'iniziativa sia economicamente sostenibile".

45,6 milioni di euro per l'insediamento di giovani agricoltori. Confagricoltura Piemonte:

45,6 milioni di euro per l'insediamento di giovani agricoltori. Confagricoltura Piemonte: "Favorire il patto generazionale con l'obiettivo di migliorare la redditività"

Con i fondi stanziati verranno finanziati oltre 500 progetti. In Piemonte i giovani under 41 rappresentano solo il 13,6% degli occupati nel settore primario, mentre gli ultra sessantacinquenni sono il 32,2% del totale.

La Regione, spiega Confagricoltura Piemonte, ha infatti attivato un bando, cofinanziato con fondi europei, per favorire l'inserimento di giovani nel settore primario, con uno stanziamento di 45,6 milioni di euro. Potranno partecipare al bando giovani agricoltori che al momento della presentazione della domanda abbiano un'età compresa tra 18 anni (compiuti) e 41 anni (non compiuti) e siano già titolari di un'azienda agricola da non più di 24 mesi. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 20 dicembre 2021. "È un provvedimento importante - dichiara il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia - che potrà offrire a oltre 500 giovani piemontesi l'opportunità di misurarsi imprenditorialmente insediandosi per la prima volta in agricoltura o assumendo la titolarità delle imprese di famiglia. È necessario prestare la massima attenzione alle opportunità di investimento -  aggiunge Allasia – e per questo con i nostri tecnici impegnati nelle Unioni Agricoltori del Piemonte siamo a disposizione dei giovani per fornire loro gli strumenti necessari per l'elaborazione dei progetti e la definizione dei business plan". Nella nostra regione (elaborazioni Confagricoltura su dati Regione Piemonte) le imprese agricole condotte da giovani di età inferiore a 41 anni sono 5.811 su un totale di 42.652. "I giovani rappresentano solo il 13,6% degli occupati nel settore primario a livello imprenditoriale, mentre gli ultra sessantacinquenni sono 13.741, pari al 32,2% del totale. Per questo - afferma Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura Piemonte - è necessario favorire un patto che agevoli il ricambio tra vecchie e nuove generazioni di imprenditori agricoli. Non è facile partire da zero e inventarsi agricoltori: Confagricoltura segue le nuove imprese con un percorso di tutoraggio aziendale anche dopo il periodo di primo insediamento, formando e sostenendo i giovani imprenditori e indirizzandoli verso un'agricoltura capace di guardare al futuro nel rispetto delle tradizioni, tenendo sempre presente l'obiettivo di garantire redditività perché l'iniziativa sia economicamente sostenibile".

Rese vendemmiali: Confagricoltura Piemonte d'accordo  con i consorzi di tutela per favorire l'equilibrio di mercato

Rese vendemmiali: Confagricoltura Piemonte d'accordo con i consorzi di tutela per favorire l'equilibrio di mercato

Verso il pieno sfruttamento del potenziale produttivo del Moscato d'Asti; anche il Brachetto è in ripresa. Si preannuncia una vendemmia non abbondante e di qualità. L'export traina i consumi: occorre agire con prudenza per assicurare uno sviluppo equilibrato del comparto.

"Il buon andamento della commercializzazione, soprattutto all'estero, e la conseguente riduzione delle giacenze, oggi leggermente al di sotto del livello fisiologico - dichiara Gianluca Demaria, presidente della sezione vino di Confagricoltura Piemonte - ha suggerito agli enti di tutela un coerente incremento del volume di prodotto disponibile per assecondare le esigenze del mercato. Siamo certi che i consorzi, che concorriamo ad amministrare con rappresentanti espressi dalla parte agricola - aggiunge Gianluca Demaria - sapranno agire con prudenza sull'eventuale sblocco della riserva vendemmiale per continuare ad assicurare un corretto equilibrio tra produzione e consumi". L'andamento meteorologico finora ha accompagnato in modo favorevole lo sviluppo vegetativo dei vigneti. Le grandinate, seppur infauste per le zone colpite dal maltempo, non hanno compromesso complessivamente la quantità del raccolto. "L'ultima parte del ciclo produttivo - dichiara Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura Piemonte, organizzazione che con 40 tecnici impegnati sul territorio sta monitorando l'evoluzione della stagione in vigna - come sempre è la più importante per quanto riguarda la qualità del raccolto. Molto dipenderà da come si svilupperanno le prossime settimane: al momento prevediamo una vendemmia non abbondante, ma con una qualità molto interessante". Il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia sottolinea l'importanza del confronto nell'ambito della filiera. "Il Piemonte - spiega Enrico Allasia- ha scelto in modo convinto di puntare sulla qualità, tutelando con le denominazioni d'origine quasi tutta la produzione regionale. Dobbiamo rafforzare la coesione tra produttori, trasformatori industriali: per questo abbiamo chiesto alla Regione di monitorare l'andamento della situazione, promuovendo occasioni di incontro per definire insieme le strategie di sviluppo del comparto". Le rese vendemmiali proposte dai consorzi di tutela Per le  docg Asti e Moscato d'Asti la proposta del consorzio è di fissare la resa come stabilito dal disciplinare di produzione, pari a  100 quintali di uva per ettaro (l'anno scorso era di 90 quintali): per le restanti tipologie e sottozone le rese proposte sono quelle fissate dal disciplinare di produzione. Per le tipologie Asti e Moscato d'Asti la proposta prevede inoltre una riserva vendemmiale di 15 quintali di uva per ettaro. Gli eventuali "superi", ovvero le quantità prodotte nel limite del 20% oltre il quantitativo di riferimento fissato dal disciplinare di produzione potranno essere destinati all'ottenimento di mosto parzialmente fermentato da uve aromatiche Moscato (la dicitura non è da intendersi quale destinazione finale delle uve ma esclusivamente come prodotto intermedio nell'elaborazione dei vini spumanti di tipo aromatico con o senza l'utilizzo dell'indicazione della varietà) e a ogni altra destinazione consentita dalla normativa. Per la docg Brachetto d'Acqui tipologia spumante la resa proposta è di 50 quintali di uva per ettaro (l'anno scorso era di 36 quintali), con una riserva vendemmiale di 10 quintali; per la tipologia tappo raso 50 quintali e 30 di riserva vendemmiale. Gli eventuali superi potranno essere destinati alla produzione di succhi d'uva, mosto o mosto muto o mosto parzialmente fermentato rosso o bianco; mosto o mosto muto o mosto parzialmente fermentato aromatico rosso o bianco, vino e distillati. Per tutelare le produzioni e mantenere un equilibrio di mercato il consorzio ha proposto di non consentire la riclassificazione del mosto atto a produrre Brachetto d'Acqui tipologia tappo raso a mosto atto a produrre Brachetto d'Acqui tipologia spumante. Per la doc Piemonte Brachetto è stata proposta una resa di 65 quintali di uva per ettaro (43 nel 2020), con una riserva vendemmiale di 25 quintali: gli eventuali superi potranno essere destinati alla produzione di succhi d'uva, mosto o mosto muto o mosto parzialmente fermentato rosso o bianco; mosto o mosto muto o mosto parzialmente fermentato aromatico rosso o bianco, vino e distillati.

Rese vendemmiali: Confagricoltura Piemonte d'accordo  con i consorzi di tutela per favorire l'equilibrio di mercato

Rese vendemmiali: Confagricoltura Piemonte d'accordo con i consorzi di tutela per favorire l'equilibrio di mercato

Verso il pieno sfruttamento del potenziale produttivo del Moscato d'Asti; anche il Brachetto è in ripresa. Si preannuncia una vendemmia non abbondante e di qualità. L'export traina i consumi: occorre agire con prudenza per assicurare uno sviluppo equilibrato del comparto.

"Il buon andamento della commercializzazione, soprattutto all'estero, e la conseguente riduzione delle giacenze, oggi leggermente al di sotto del livello fisiologico - dichiara Gianluca Demaria, presidente della sezione vino di Confagricoltura Piemonte - ha suggerito agli enti di tutela un coerente incremento del volume di prodotto disponibile per assecondare le esigenze del mercato. Siamo certi che i consorzi, che concorriamo ad amministrare con rappresentanti espressi dalla parte agricola - aggiunge Gianluca Demaria - sapranno agire con prudenza sull'eventuale sblocco della riserva vendemmiale per continuare ad assicurare un corretto equilibrio tra produzione e consumi". L'andamento meteorologico finora ha accompagnato in modo favorevole lo sviluppo vegetativo dei vigneti. Le grandinate, seppur infauste per le zone colpite dal maltempo, non hanno compromesso complessivamente la quantità del raccolto. "L'ultima parte del ciclo produttivo - dichiara Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura Piemonte, organizzazione che con 40 tecnici impegnati sul territorio sta monitorando l'evoluzione della stagione in vigna - come sempre è la più importante per quanto riguarda la qualità del raccolto. Molto dipenderà da come si svilupperanno le prossime settimane: al momento prevediamo una vendemmia non abbondante, ma con una qualità molto interessante". Il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia sottolinea l'importanza del confronto nell'ambito della filiera. "Il Piemonte - spiega Enrico Allasia- ha scelto in modo convinto di puntare sulla qualità, tutelando con le denominazioni d'origine quasi tutta la produzione regionale. Dobbiamo rafforzare la coesione tra produttori, trasformatori industriali: per questo abbiamo chiesto alla Regione di monitorare l'andamento della situazione, promuovendo occasioni di incontro per definire insieme le strategie di sviluppo del comparto". Le rese vendemmiali proposte dai consorzi di tutela Per le  docg Asti e Moscato d'Asti la proposta del consorzio è di fissare la resa come stabilito dal disciplinare di produzione, pari a  100 quintali di uva per ettaro (l'anno scorso era di 90 quintali): per le restanti tipologie e sottozone le rese proposte sono quelle fissate dal disciplinare di produzione. Per le tipologie Asti e Moscato d'Asti la proposta prevede inoltre una riserva vendemmiale di 15 quintali di uva per ettaro. Gli eventuali "superi", ovvero le quantità prodotte nel limite del 20% oltre il quantitativo di riferimento fissato dal disciplinare di produzione potranno essere destinati all'ottenimento di mosto parzialmente fermentato da uve aromatiche Moscato (la dicitura non è da intendersi quale destinazione finale delle uve ma esclusivamente come prodotto intermedio nell'elaborazione dei vini spumanti di tipo aromatico con o senza l'utilizzo dell'indicazione della varietà) e a ogni altra destinazione consentita dalla normativa. Per la docg Brachetto d'Acqui tipologia spumante la resa proposta è di 50 quintali di uva per ettaro (l'anno scorso era di 36 quintali), con una riserva vendemmiale di 10 quintali; per la tipologia tappo raso 50 quintali e 30 di riserva vendemmiale. Gli eventuali superi potranno essere destinati alla produzione di succhi d'uva, mosto o mosto muto o mosto parzialmente fermentato rosso o bianco; mosto o mosto muto o mosto parzialmente fermentato aromatico rosso o bianco, vino e distillati. Per tutelare le produzioni e mantenere un equilibrio di mercato il consorzio ha proposto di non consentire la riclassificazione del mosto atto a produrre Brachetto d'Acqui tipologia tappo raso a mosto atto a produrre Brachetto d'Acqui tipologia spumante. Per la doc Piemonte Brachetto è stata proposta una resa di 65 quintali di uva per ettaro (43 nel 2020), con una riserva vendemmiale di 25 quintali: gli eventuali superi potranno essere destinati alla produzione di succhi d'uva, mosto o mosto muto o mosto parzialmente fermentato rosso o bianco; mosto o mosto muto o mosto parzialmente fermentato aromatico rosso o bianco, vino e distillati.

Confagricoltura sul progetto Kastamonu di Frossasco:  priorità ad agricoltura e territorio

Confagricoltura sul progetto Kastamonu di Frossasco: priorità ad agricoltura e territorio

Gli interessi dell'ambiente, del territorio e della tutela dell'agricoltura: confidiamo che le istanze del mondo agricolo vengano ascoltate, non soltanto per gli operatori del settore primario, ma nell'interesse di tutto il territorio".

Tommaso Visca, presidente di Confagricoltura Torino, commenta così l'esito dell'incontro di venerdì scorso,  in videoconferenza, tra i sindaci di Frossasco Federico Comba, di Roletto Cristina Storello, di Cumiana Roberto Costelli  e la consigliera delegata all'ambiente della Città Metropolitana Barbara Azzarà.  La riunione, organizzata su richiesta di Confagricoltura Torino, ha consentito di chiarire lo stato di avanzamento della pratica presentata dalla società Kastamonu circa il progetto di realizzazione, nel territorio di Frossasco, di un impianto per la produzione di pannelli truciolati e di un nuovo impianto di recupero energetico da 25 MW. "Seguiremo con attenzione la pratica – dichiara Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura Torino a partire dalla compatibilità dell'impianto: la proposta del nuovo insediamento nel comune di Frossasco sta destando viva preoccupazione anche sui territori limitrofi. Alle istituzioni abbiamo rammentato che nell'area interessata si realizzano importanti produzioni agricole, con allevamenti zootecnici da carne e da latte di alta qualità; abbiamo anche vigneti della doc Pinerolese,  frutteti, prati e coltivazioni a seminativo. Le imprese agricole – aggiunge il direttore di Confagricoltura – hanno impostato protocolli di produzione rispettosi dell'ambiente e sono sottoposte a rigidi controlli in materia di trattamenti fitosanitari, concimazioni ed emissioni in atmosfera, per la realizzazione di produzioni di qualità con attenzione alla salute delle persone e all'ambiente. Nel corso dei secoli gli agricoltori hanno costruito un patrimonio economico, sociale e ambientale di grande rilevanza, che vogliamo tutelare con forza, nell'interesse di tutte le aziende agricole del territorio e delle imprese che lavorano nella trasformazione e nella distribuzione dei prodotti agroalimentari".

Confagricoltura sul progetto Kastamonu di Frossasco:  priorità ad agricoltura e territorio

Confagricoltura sul progetto Kastamonu di Frossasco: priorità ad agricoltura e territorio

Gli interessi dell'ambiente, del territorio e della tutela dell'agricoltura: confidiamo che le istanze del mondo agricolo vengano ascoltate, non soltanto per gli operatori del settore primario, ma nell'interesse di tutto il territorio".

Tommaso Visca, presidente di Confagricoltura Torino, commenta così l'esito dell'incontro di venerdì scorso,  in videoconferenza, tra i sindaci di Frossasco Federico Comba, di Roletto Cristina Storello, di Cumiana Roberto Costelli  e la consigliera delegata all'ambiente della Città Metropolitana Barbara Azzarà.  La riunione, organizzata su richiesta di Confagricoltura Torino, ha consentito di chiarire lo stato di avanzamento della pratica presentata dalla società Kastamonu circa il progetto di realizzazione, nel territorio di Frossasco, di un impianto per la produzione di pannelli truciolati e di un nuovo impianto di recupero energetico da 25 MW. "Seguiremo con attenzione la pratica – dichiara Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura Torino a partire dalla compatibilità dell'impianto: la proposta del nuovo insediamento nel comune di Frossasco sta destando viva preoccupazione anche sui territori limitrofi. Alle istituzioni abbiamo rammentato che nell'area interessata si realizzano importanti produzioni agricole, con allevamenti zootecnici da carne e da latte di alta qualità; abbiamo anche vigneti della doc Pinerolese,  frutteti, prati e coltivazioni a seminativo. Le imprese agricole – aggiunge il direttore di Confagricoltura – hanno impostato protocolli di produzione rispettosi dell'ambiente e sono sottoposte a rigidi controlli in materia di trattamenti fitosanitari, concimazioni ed emissioni in atmosfera, per la realizzazione di produzioni di qualità con attenzione alla salute delle persone e all'ambiente. Nel corso dei secoli gli agricoltori hanno costruito un patrimonio economico, sociale e ambientale di grande rilevanza, che vogliamo tutelare con forza, nell'interesse di tutte le aziende agricole del territorio e delle imprese che lavorano nella trasformazione e nella distribuzione dei prodotti agroalimentari".

Confagricoltura al Consorzio dell'Asti:

Confagricoltura al Consorzio dell'Asti: "E' un buon momento, progettiamo insieme l'evoluzione del comparto"

È importante assecondare il mercato, contemperando le legittime aspettative di maggiori ricavi con una sana prudenza, per consentire il mantenimento dell'ottimale equilibrio produttivo – commerciale.

La decisione verrà comunicata alla Regione, la quale si consulterà con le organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative ai fini dell'adozione del provvedimento per un'eventuale conferma o aumento della resa fissata dal disciplinare di produzione della docg. "Il mercato dell'Asti e del Moscato d'Asti docg, grazie agli sforzi dei viticoltori, delle imprese di trasformazione e degli industriali che hanno saputo reagire con grande impegno alle difficoltà della pandemia, sta attraversando un periodo favorevole, che vede un incremento dei volumi commercializzati a livello internazionale. È necessario - dichiara Gianluca Demaria, presidente della sezione vitivinicola di Confagricoltura Piemonte - saper gestire con grande lungimiranza la situazione, per consentire a tutta la filiera di poter mantenere alto il livello qualitativo delle produzioni e per continuare a incrementare i margini di ricavo". La situazione produttiva, secondo i tecnici di Confagricoltura che stanno effettuando periodici sopralluoghi nei 52 comuni dell'area di produzione delle province di Alessandria, Asti e Cuneo, è positiva: lo sviluppo vegetativo dei vigneti è buono, le grandinate finora non hanno danneggiato in modo significativo il raccolto e le prospettive di raccolto sono interessanti, anche se l'andamento climatico non lascia presagire un raccolto abbondante. "In questo quadro – sottolinea Enrico Allasia presidente di Confagricoltura Piemonte- è necessario prestare la massima attenzione all'equilibrio tra produzione, giacenze e andamento dei consumi. È importante assecondare il mercato, contemperando le legittime aspettative di maggiori ricavi con una sana prudenza, per consentire il mantenimento dell'ottimale equilibrio produttivo - commerciale faticosamente raggiunto, che deve continuare ad assicurare possibilità di lavoro e di ricchezza per oltre 4.000 famiglie di vignaioli che coltivano 9.700  ettari di vigneti, alle industrie del territorio a tutti loro occupati. Per questo – è la richiesta che avanza Allasia – in vista dell'assemblea di mercoledì prossimo chiediamo ai dirigenti del consorzio di sviluppare un confronto con le organizzazioni professionali agricole per definire le prospettive del comparto, che dovranno basarsi sull'evoluzione produttiva e commerciale che si vorrà imprimere al Moscato d'Asti e all'Asti nei prossimi anni".  

Confagricoltura al Consorzio dell'Asti:

Confagricoltura al Consorzio dell'Asti: "E' un buon momento, progettiamo insieme l'evoluzione del comparto"

È importante assecondare il mercato, contemperando le legittime aspettative di maggiori ricavi con una sana prudenza, per consentire il mantenimento dell'ottimale equilibrio produttivo – commerciale.

La decisione verrà comunicata alla Regione, la quale si consulterà con le organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative ai fini dell'adozione del provvedimento per un'eventuale conferma o aumento della resa fissata dal disciplinare di produzione della docg. "Il mercato dell'Asti e del Moscato d'Asti docg, grazie agli sforzi dei viticoltori, delle imprese di trasformazione e degli industriali che hanno saputo reagire con grande impegno alle difficoltà della pandemia, sta attraversando un periodo favorevole, che vede un incremento dei volumi commercializzati a livello internazionale. È necessario - dichiara Gianluca Demaria, presidente della sezione vitivinicola di Confagricoltura Piemonte - saper gestire con grande lungimiranza la situazione, per consentire a tutta la filiera di poter mantenere alto il livello qualitativo delle produzioni e per continuare a incrementare i margini di ricavo". La situazione produttiva, secondo i tecnici di Confagricoltura che stanno effettuando periodici sopralluoghi nei 52 comuni dell'area di produzione delle province di Alessandria, Asti e Cuneo, è positiva: lo sviluppo vegetativo dei vigneti è buono, le grandinate finora non hanno danneggiato in modo significativo il raccolto e le prospettive di raccolto sono interessanti, anche se l'andamento climatico non lascia presagire un raccolto abbondante. "In questo quadro – sottolinea Enrico Allasia presidente di Confagricoltura Piemonte- è necessario prestare la massima attenzione all'equilibrio tra produzione, giacenze e andamento dei consumi. È importante assecondare il mercato, contemperando le legittime aspettative di maggiori ricavi con una sana prudenza, per consentire il mantenimento dell'ottimale equilibrio produttivo - commerciale faticosamente raggiunto, che deve continuare ad assicurare possibilità di lavoro e di ricchezza per oltre 4.000 famiglie di vignaioli che coltivano 9.700  ettari di vigneti, alle industrie del territorio a tutti loro occupati. Per questo – è la richiesta che avanza Allasia – in vista dell'assemblea di mercoledì prossimo chiediamo ai dirigenti del consorzio di sviluppare un confronto con le organizzazioni professionali agricole per definire le prospettive del comparto, che dovranno basarsi sull'evoluzione produttiva e commerciale che si vorrà imprimere al Moscato d'Asti e all'Asti nei prossimi anni".  

ADSI A VINITALY 2019 70 CANTINE DI DIMORE STORICHE ALLEATE A CONFAGRICOLTURA

ADSI A VINITALY 2019 70 CANTINE DI DIMORE STORICHE ALLEATE A CONFAGRICOLTURA

Un impegno condivisoper ladifesa del paesaggio, nella scoperta dei vitigni autoctoni e nella promozione del turismo esperienziale in Italia.

ADSI–Associazione Dimore Storiche Italiane–rinnova anche per questa edizione la sua presenza al Vinitaly, in programma dal 7 al 10 aprile, con un numero crescente di soci: saranno infatti 70(64 nel 2018 e 55 nel 2017) le cantine storiche presentialla manifestazione, a cui corrisponde una produzione annua pari a 40 milioni di bottiglie e 35mila ettari di paesaggio intatto.Cantine e dimore che rappresentano realtà di granderilievoculturale,un esempio di come sia possibile coniugare la tutela delpaesaggiocon la produzione di vini di alta qualitàe con l’offertadi un turismo esperienzialeche consenta di vivere lastraordinaria bellezza della campagna italiana.Novità di questa edizioneè la collaborazione tra l’AssociazioneDimore Storiche Italiane e Confagricoltura che lunedì 8 aprile,dalle 12 alle 13 presso lo stand della Confederazione-in concomitanza con la visita dei membri della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati-descriverannoinsieme la costante ricerca della migliore espressionedelle tipicità del territorio nella produzione vitivinicola. L’evento sarà seguito da una degustazione dedicata di vini provenienti dai vitigni autoctoni dei Soci.L’Associazionesarà direttamente presente a Vinitaly con uno stand collettivoubicato nel Padiglione 10 (Stand P5),nella galleria fra il Piemonte e la Toscana, con l’obiettivo di sottolineare ancora una volta il ruolo che le dimore storichehanno non solo nella ricerca del patrimonio storico-architettonico italiano, ma anche nella tutela enellasalvaguardia del paesaggio rurale.“Ancora una volta la nostra Associazione–dichiara il Presidente Gaddo della Gherardesca–conferma -grazie all’impegno concreto dei proprietari -, ilsuoruolo primario ed insostituibilenon solo nella conservazione e fruizione del patrimonio culturale del Paese, ma anche nel contributo costante e crescente al benessere economico della comunità rurale. I vitigni autoctoni,da cui provengono le produzioni delle nostre aziende,riflettono l’identità di un territorio e le sue peculiarità, e sono quindi garanzia di qualità, eccellenza e tradizione.” Le cantine storichepresenti a Vinitaly sono tutteaperte alle visite, su prenotazione, e in molti casi sono collegate o in vicinanza didimore d’epoca(listate in www.dimorestoricheitaliane.it) che offrono diverse tipologie di ospitalità,consentendo così agli operatori e appassionati della cultura del vino di visitareluoghi di grande fascino, in cui numerose generazioni hanno lasciato la propria impronta. ELENCO AZIENDE ADSI A VINITALY: Il Borro -Marchesi Frescobaldi -Marchesi Antinori-Marchesi Mazzei -Tenuta di Ghizzano-Banfi srl -Marchesi Gondi-Castello di Cacchiano -Marchesi Ginori Lisci -Agricola Le Corti -Agricola Colognole -Guicciardini Strozzi -Castello Sonnino -Castello Vicchiomaggio -Agricola Contucci -Barone Ricasoli -Castello di Volpaia -Villa Calcinaia -Villa del Cigliano -Tenuta di Bibbiano -Tenute di Bagnara -Tenute di San Fabiano -Badia di Morrona -Castello di Verrazzano -Badia a Coltibuono -Palazzo Massaini -Podere Fortuna-Castello di Roncade -Massimago s.s.-Villa Angarano -Conte Emo Capodilista -Guerrieri Rizzardi -Possessioni di Serego Alighieri-Castelnuovo Tancredi -Villa di Maser-Borgoluce -Marcello del Majno -Agricola de Lazara -Villa Vitas-Principi di Porcia e Brugnera -Agricola Perusini-Agricola Foffani -Agricola M.Danieli -Conti Bossi Fedrigotti -Castel di Salve -Duca Carlo Guarini -Leone de Castris -Tenuta di Fiorano -Tenuta di Pietra Porzia -Terre dei Pallavicini -Castello di Torre in Pietra -Castello di Montegiove -Tenuta di Bellafonte -Castello di Gabiano -Tenuta la Marchesa -Marchesi Alfieri-Podere ai Valloni-Chialva -La Collina di E.Boselli -Il Pollenza-Agricola Nesci -Agricola Mazzarosa Devincenzi -Il Mosnel di Bardoglio -Agricola La Rocchetta-Agricola Vicara srl -San Leonardo-Baglio di Pianetto -Tasca d’Almerita-Thetoky s.a.–Tenute Recchi Franceschini

Confagricoltura Piemonte dignit

Confagricoltura Piemonte dignit

Obiettivo: favorire l'accoglienza dei migranti, il lavoro regolare e la produzione di frutta di qualit

Tra poco meno di un mese inizierà la raccolta dei piccoli frutti. A seguire sarà la volta delle ciliegie, per passare poi alle albicocche e alle prime pesche. In Piemonte, con il mese di giugno - spiega Confagricoltura – la campagna di raccolta della frutta entra nel vivo, coinvolgendo migliaia di lavoratori, fino allo scorso anno provenienti in gran parte dall'estero. Il numero di operai agricoli in Piemonte, in totale, è passato dai 31.008 del 2008 ai 40.936 del 2017. Per quanto riguarda la cittadinanza degli operai agricoli, soltanto il 65,62% è italiana. I cittadini extracomunitari occupati a tempo determinato in agricoltura in Piemonte nel 2017, secondo i dati dell'Inps, sono stati 14.154 (per un totale di 1.030.931 giornate di lavoro). Per quanto l'ambito di occupazione, 11.260 sono stati occupati complessivamente in orticoltura, frutticoltura e viticoltura. "Quest'anno avremo maggiori problemi a trovare manodopera disponibile per le nostre campagne – chiarisce Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte - anche per le disposizioni in materia di distanziamento sociale. In questo contesto di sentiamo impegnati ancor di più a intensificare gli sforzi per contrastare il lavoro irregolare, per trovare soluzioni di accoglienza dignitose e, in generale, per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori stranieri". Confagricoltura Piemonte ricorda che a novembre dell'anno scorso aveva presentato agli assessori regionali Protopapa (Agricoltura), Icardi (Sanità) e Caucino (Politiche sociali) un progetto denominato Agricoltura Etica. In queste settimane a Saluzzo, per iniziativa degli enti locali del territorio, si sta sviluppando un'iniziativa che va nel solco della proposta di Confagricoltura. Il progetto prevede la locazione, in convenzione e con il contributo pubblico, di moduli abitativi da destinare ai lavoratori stranieri senza altra possibilità di alloggio nell'impresa agricola in cui sono assunti. "Ci piacerebbe che l'iniziativa si potesse sviluppare accogliendo la seconda fase del progetto che avevamo proposto alla Regione - dichiara il direttore di Confagricoltura Piemonte Ercole Zuccaro – definendo insieme una serie di buone pratiche volontarie che possano consentire alle imprese che le adotteranno di fregiarsi di un marchio di qualità, promuovendo le produzioni frutticole ottenute. Nella definizione del progetto – conclude Zuccaro – oltre agli attuali attori intendiamo coinvolgere le organizzazioni sindacali dei lavoratori e gli enti bilaterali agricoli, per rafforzare la promozione del rispetto della persona e della diffusione della cultura legalità e della sicurezza". In Piemonte – ricorda Confagricoltura - le aziende frutticole sono circa 8.000 per una superficie coltivata di circa 18.500 ettari. Il comparto genera un fatturato di oltre 500 milioni di euro su un totale nazionale di 4 miliardi. La maggior parte della frutticoltura (60%) si concentra nel Cuneese, seguita dal Torinese col 25%, dal Vercellese con il 10% e dalle restanti province con il 5%.

Confagricoltura Piemonte dignit

Confagricoltura Piemonte dignit

Obiettivo: favorire l'accoglienza dei migranti, il lavoro regolare e la produzione di frutta di qualit

Tra poco meno di un mese inizierà la raccolta dei piccoli frutti. A seguire sarà la volta delle ciliegie, per passare poi alle albicocche e alle prime pesche. In Piemonte, con il mese di giugno - spiega Confagricoltura – la campagna di raccolta della frutta entra nel vivo, coinvolgendo migliaia di lavoratori, fino allo scorso anno provenienti in gran parte dall'estero. Il numero di operai agricoli in Piemonte, in totale, è passato dai 31.008 del 2008 ai 40.936 del 2017. Per quanto riguarda la cittadinanza degli operai agricoli, soltanto il 65,62% è italiana. I cittadini extracomunitari occupati a tempo determinato in agricoltura in Piemonte nel 2017, secondo i dati dell'Inps, sono stati 14.154 (per un totale di 1.030.931 giornate di lavoro). Per quanto l'ambito di occupazione, 11.260 sono stati occupati complessivamente in orticoltura, frutticoltura e viticoltura. "Quest'anno avremo maggiori problemi a trovare manodopera disponibile per le nostre campagne – chiarisce Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte - anche per le disposizioni in materia di distanziamento sociale. In questo contesto di sentiamo impegnati ancor di più a intensificare gli sforzi per contrastare il lavoro irregolare, per trovare soluzioni di accoglienza dignitose e, in generale, per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori stranieri". Confagricoltura Piemonte ricorda che a novembre dell'anno scorso aveva presentato agli assessori regionali Protopapa (Agricoltura), Icardi (Sanità) e Caucino (Politiche sociali) un progetto denominato Agricoltura Etica. In queste settimane a Saluzzo, per iniziativa degli enti locali del territorio, si sta sviluppando un'iniziativa che va nel solco della proposta di Confagricoltura. Il progetto prevede la locazione, in convenzione e con il contributo pubblico, di moduli abitativi da destinare ai lavoratori stranieri senza altra possibilità di alloggio nell'impresa agricola in cui sono assunti. "Ci piacerebbe che l'iniziativa si potesse sviluppare accogliendo la seconda fase del progetto che avevamo proposto alla Regione - dichiara il direttore di Confagricoltura Piemonte Ercole Zuccaro – definendo insieme una serie di buone pratiche volontarie che possano consentire alle imprese che le adotteranno di fregiarsi di un marchio di qualità, promuovendo le produzioni frutticole ottenute. Nella definizione del progetto – conclude Zuccaro – oltre agli attuali attori intendiamo coinvolgere le organizzazioni sindacali dei lavoratori e gli enti bilaterali agricoli, per rafforzare la promozione del rispetto della persona e della diffusione della cultura legalità e della sicurezza". In Piemonte – ricorda Confagricoltura - le aziende frutticole sono circa 8.000 per una superficie coltivata di circa 18.500 ettari. Il comparto genera un fatturato di oltre 500 milioni di euro su un totale nazionale di 4 miliardi. La maggior parte della frutticoltura (60%) si concentra nel Cuneese, seguita dal Torinese col 25%, dal Vercellese con il 10% e dalle restanti province con il 5%.

Per il vino giorni decisivi fare bene e in fretta Confagricoltura Piemonte

Per il vino giorni decisivi fare bene e in fretta Confagricoltura Piemonte

Il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia ha indirizzato una lettera all'assessore regionale all'Agricoltura Marco Protopapa per chiedere un'attenzione particolare alle problematiche del comparto vitivinicolo, che risulta fra quelli maggiormente colpiti dalle misure restrittive dovute all'emergenza COVID 19.

L'aumento delle giacenze di alcune tipologie di prodotto, dovute alla mancata vendita per la chiusura del canale HORECA e alle difficoltà sui mercati esteri – ricorda Confagricoltura - hanno indotto il Governo nazionale a emanare alcune misure volte a gestire le eccedenze e a contenere la futura produzione: la distillazione di crisi, la riduzione volontaria delle rese per i vini DOP e IGP e la riduzione obbligatoria delle rese per i vini generici. "La riduzione volontaria delle rese per le uve destinate alla produzione di vini doc e docg – scrive Allasia - è di interesse per le nostre imprese, ma molto dipenderà dal valore del contributo che il Ministero deciderà di attribuire per la riduzione della produzione". Il Piemonte produce, per oltre il 90% del totale, vini di alta qualità a doc e a docg. "Per questo la nostra organizzazione – spiega il direttore di Confagricoltura Piemonte Ercole Zuccaro – chiede di sostenere in modo diversificato la riduzione parziale delle rese: inoltre è necessario che anche la produzione di vini generici, realizzata in quantità limitata in Piemonte e più diffusamente in altre realtà, venga disincentivata per favorire un riequilibrio delle giacenze". Gianluca Demaria, presidente dei produttori di vino di Confagricoltura Piemonte, sottolinea come "sia importante, in questo frangente, agire rapidamente, possibilmente anche con l'impiego di un apposito stanziamento regionale per la distillazione di crisi di alcune tipologie di vini". Confagricoltura sottolinea che si tratta di una misura necessaria, "soprattutto per quelle denominazioni che manifestano segnali di eccessiva pesantezza di mercato, per evitare che in vendemmia si possano ingenerare fenomeni speculativi tali da mettere in grave difficoltà sia i viticoltori che vendono le uve, in quanto non vinificatori, sia i vitivinicoltori che, avendo esaurito la loro capacità di stoccaggio, non saprebbero come collocare il nuovo raccolto". Infine Confagricoltura chiede alla Regione di sostenere lo stoccaggio privato, con un contributo volto a ridurre il costo dell'intervento, anche in questo caso soltanto per talune denominazioni, da valutare insieme ai consorzi di tutela, alle organizzazioni dei produttori e alle organizzazioni professionali agricole.  

Per il vino giorni decisivi fare bene e in fretta Confagricoltura Piemonte

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Il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia ha indirizzato una lettera all'assessore regionale all'Agricoltura Marco Protopapa per chiedere un'attenzione particolare alle problematiche del comparto vitivinicolo, che risulta fra quelli maggiormente colpiti dalle misure restrittive dovute all'emergenza COVID 19.

L'aumento delle giacenze di alcune tipologie di prodotto, dovute alla mancata vendita per la chiusura del canale HORECA e alle difficoltà sui mercati esteri – ricorda Confagricoltura - hanno indotto il Governo nazionale a emanare alcune misure volte a gestire le eccedenze e a contenere la futura produzione: la distillazione di crisi, la riduzione volontaria delle rese per i vini DOP e IGP e la riduzione obbligatoria delle rese per i vini generici. "La riduzione volontaria delle rese per le uve destinate alla produzione di vini doc e docg – scrive Allasia - è di interesse per le nostre imprese, ma molto dipenderà dal valore del contributo che il Ministero deciderà di attribuire per la riduzione della produzione". Il Piemonte produce, per oltre il 90% del totale, vini di alta qualità a doc e a docg. "Per questo la nostra organizzazione – spiega il direttore di Confagricoltura Piemonte Ercole Zuccaro – chiede di sostenere in modo diversificato la riduzione parziale delle rese: inoltre è necessario che anche la produzione di vini generici, realizzata in quantità limitata in Piemonte e più diffusamente in altre realtà, venga disincentivata per favorire un riequilibrio delle giacenze". Gianluca Demaria, presidente dei produttori di vino di Confagricoltura Piemonte, sottolinea come "sia importante, in questo frangente, agire rapidamente, possibilmente anche con l'impiego di un apposito stanziamento regionale per la distillazione di crisi di alcune tipologie di vini". Confagricoltura sottolinea che si tratta di una misura necessaria, "soprattutto per quelle denominazioni che manifestano segnali di eccessiva pesantezza di mercato, per evitare che in vendemmia si possano ingenerare fenomeni speculativi tali da mettere in grave difficoltà sia i viticoltori che vendono le uve, in quanto non vinificatori, sia i vitivinicoltori che, avendo esaurito la loro capacità di stoccaggio, non saprebbero come collocare il nuovo raccolto". Infine Confagricoltura chiede alla Regione di sostenere lo stoccaggio privato, con un contributo volto a ridurre il costo dell'intervento, anche in questo caso soltanto per talune denominazioni, da valutare insieme ai consorzi di tutela, alle organizzazioni dei produttori e alle organizzazioni professionali agricole.