AGROALIMENTARE ITALIANO: migliorare l'export diffondendo la Civilt
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AGROALIMENTARE ITALIANO: migliorare l'export diffondendo la Civilt

AGROALIMENTARE ITALIANO: migliorare l'export diffondendo la Civilt



Il settore agroalimentare e l'export sono stati affrontati al convegno “Coltivare successi sui mercati mondiali: una roadmap per l’agroalimentare italiano” organizzato a Erbusco (BS) dal Comitato Leonardo in collaborazione con Santa Margherita Gruppo Vinicolo.


Chi lo ha organizzato e chi c'era?

L' evento è stato organizzato dal Comitato presieduto da Luisa Todini ed ospitato da Gaetano Marzotto – Presidente Santa Margherita Gruppo Vinicolo hanno partecipato tra gli altri  Riccardo M. Monti - Presidente ICE, Alberto Barcella - Presidente Confindustria Lombardia, Alberto Bombassei – Presidente Brembo,  Pina Amarelli – Presidente Amarelli, Gian Domenico Auricchio – A.D. Gennaro Auricchio, Ettore Riello – Presidente Veronafiere, Marco Rosi – Presidente Parmacotto, Massimo D’Aiuto - A.D. Simest nonché numerosi imprenditori soci del Comitato.

Dati significativi sul caso agroalimentare italiano
 Le aziende agroalimentari italiane possono crescere moltissimo all'estero. Il consuntivo 2011 registra una quota export sui 23 miliardi di euro  e con un aumento del 10% rispetto al 2010.
Considerando che il 70% totale dell'export è solo su 10 paesi e che il 64% va in UE. 

Questi dati sono stati presentati dal Prof. Massimiliano Bruni (SDA Bocconi di Milano).

 

Ostacoli e minaccie...ed opportunità per l'agroalimentare del belpaese che sbarca all'estero
 Sottodimensionamento, mancanza di orientamento al marketing e al branding, eccessivo localismo: questi le critivcità messe in evidenza dal Prof. Bruni.
 etc.
Il mercato internazionale offre interessanti e significative opportunità di espansione ed si configura come la principale  via di sviluppo delle imprese italiane del settore. Bisogna superare i limiti che penalizzano il sistema Italia e fare pienamente leva sui punti di forza:
-eccellenza dei prodotti alla capacità di innovazione e flessibilità,
-qualità del gusto italiano incarnate nella Dieta mediterranea.
 Questo sforzo deve giungere da
-istituzioni, che devono riconoscere reale centralità al settore nelle politiche di sostegno e di sviluppo per le aziende,
-imprese che devono impegnarsi in strategie di internazionalizzazione ben calibrate.

Guardiamo l'Asia e l' America Latina dinamiche e fare sistema.
“Il confronto di oggi, le storie di successo e la relazione del professore Bruni – commenta Luisa Todini, le presidente del Comitato Leonardo – dimostrano che si può continuare a crescere anche nelle fasi di crisi, guardando alle opportunità fuori dai confini nazionali ed europei. Dobbiamo riflettere sulla vitalità e il dinamismo dei paesi asiatici – Cina in testa –  così come di Brasile e Messico in America Latina, dei Paesi della sponda Sud ed Est del Mediterraneo. E consolidare i grandi progressi degli ultimi anni nell’arrivare ai consumatori russi, particolarmente attratti dalle produzioni tradizionali del nostro Made in Italy, ancor più favorite in prospettiva dall’ingresso della Russia nel WTO. Ma per sfruttare al meglio le opportunità bisogna ‘Fare sistema’, attraverso le reti, i consorzi ed i distretti.  È una soluzione premiante che va oltre la logica individualista e aiuta a superare il vincolo dimensionale e culturale tipico delle aziende italiane, che imbriglia le imprese non permettendogli di avere forza e massa critica sufficiente per affermarsi sui mercati esteri”.

Marzotto delle meraviglie: la cività enogastronomica

“La qualità dell’agroalimentare italiano, abbinata alla fantasia e alla convenienza, si dimostra vincente. – commenta Gaetano Marzotto – La civiltà enogastronomica italiana si trasforma in vini e cibi che anticipano i desideri dei consumatori internazionali, affascinati dai nostri deliziosi prodotti, ma anche dai territori con ville e castelli incantevoli, con vigne e culture di sapienza antica, dalla convivialità dei nostri ristoranti e trattorie. La missione del gruppo vinicolo Santa Margherita riassume tutti questi valori del Made in Italy puntando sulla qualità e sull’eccellenza dei suoi vini dal Cuvée Prestige Ca’ del Bosco in Franciacorta al Pinot Grigio Santa Margherita in Alto Adige”.



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Redattore:Redazione Vinievino.com