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A Expo 2015: il vino protagonista con padiglioni e My Expo 2015

A Expo 2015: il vino protagonista con padiglioni e My Expo 2015

Expo Milano 2015 vuole lasciare in eredità un’esperienza culturale, sociale, scientifica e tecnologica sul tema dell'alimentazione. Grande portagonista sarà il vino con le sue ricchezze storiche e culturali. L'innvotivo progetto My Expo 2015 farà di EXPO 2015 una preziosa occasione di INCONTRO con il vino italiano L'Esposizione universale: Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. Expo Milano 2015 è un evento di portata mondiale dove moltissime realtà a livello globale saranno chiamate ad interpretare ed a dare un contributo concreto al Tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. L'Esposizione Universale ha il compito di lasciare in eredità un’esperienza culturale, sociale, scientifica e tecnologica sul tema dell'alimentazione. I Visitatori di Expo Milano 2015 vivranno un’esperienza unica creando consapevolezza e partecipazione in merito al diritto ad un’alimentazione sana, sicura e sufficiente, alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica della filiera agroalimentare, alla salvaguardia del gusto e della cultura del cibo. Quattro saranno le Aree Tematiche dell'Expo a raccontare la storia alimentare dell’uomo, il cibo e il futuro, il cibo e i bambini, il legame tra cibo e ambiente e quello tra il cibo e l’arte sono i temi al centro delle aree. Vino Italiano all'Expo 2015: Multimedialità, esperienze sensoriali e degustazioni. Al vino sarà dedicato un intero Padiglione con un percorso emozionale. Il progetto, frutto della collaborazione tra Ministero delle politiche agricole, Padiglione Italia e Veronafiere, ha tra i suoi obiettivi raccontare la storia e la cultura del vino italiano coinvolgendo i visitatori in un'esperienza a tutto campo, da quella emozionale, realizzata attraverso un percorso multimediale, a quella degustativa nell'enoteca 'Biblioteca del Vino'. I visitatori del Padiglione al primo piano troveranno proprio la Biblioteca del vino, un’enoteca, un terrazza per eventi e corsi di approfondimento per raccontare la viticoltura italiana, dai piccoli vignaioli di montagna ai produttori dei vini prestigiosi esportati in tutto il mondo. MyExpo2015: lo strumento per fare di EXPO 2015 una preziosa occasione di INCONTRO Sulla scia di EXPO Milano 2015 si inserisce l'innovativo concept di MYEXPO2015 un’occasione unica per avvicinare cantine ristoranti enoteche e altre aziende nazionali alla vetrina dal respiro internazionale irripetibile. MYEXPO2015 è un progetto digitale e analogico, virtuale e reale: a partire dal portale online, MYEXPO2015.it conquista lo spazio urbano per garantire ai visitatori una consumer experience e opportunità concrete. Se EXPO propone a livello internazionale la missione di nutrire il pianeta, MYEXPO2015 traduce questa idea a livello nazionale, cercando di nutrire il territorio su cui sorge la PMI locale. Globale e locale si avvicinano, MYEXPO2015 e EXPO in una perfetta consonanza di intenti che garantiscono visibilità e partecipazione rispettivamente a imprese e istituzioni da una parte e PMI dall’altra. I visitatori hanno a disposizione molti strumenti da cartine tematiche, schede web, coupon promozionali, fino alla possibilità di prenotare on line servizi e acquistare prodotti all’interno dell’e-commerce. L’offerta BtoB, attraverso la specifica AREA BUSINESS si propone di favorire il matching tra imprese per la costruzione di reti e intese di business. Sia in ambiente digitale, sia come strumento operativo per la prenotazione di spazi per l’organizzazione di incontri fisici presso le attività affiliate a MyExpo2015 (ristoranti, alberghi, cantine…), per avere una rete non solo virtuale ma anche reale. Per cominciare già a partecipare all'expo visita www.myexpo2015.it

Myexpo2015: il progetto internazionale che conquista lo spazio urbano

Myexpo2015: il progetto internazionale che conquista lo spazio urbano

Si chiama Myexpo2015 ed è progetto per esposizione mondiale EXPO MILANO 2015. MYEXPO2015 è un progetto digitale e analogico, virtuale e reale: a partire dal portale online, MYEXPO2015.it conquista lo spazio urbano per garantire ai visitatori una consumer experience ed opportunità concrete. Se EXPO propone a livello internazionale la missione di nutrire il pianeta, MYEXPO2015 traduce questa idea a livello nazionale, cercando di nutrire il territorio su cui sorge la PMI locale. Globale e locale si avvicinano, MYEXPO2015 e EXPO in una perfetta consonanza di intenti che garantiscono visibilità e partecipazione rispettivamente a imprese e istituzioni da una parte e PMI dall’altra. MyExpo 2015 molti modi per vivere l'esposizione universale Grazie al portale My Expo 2015, i visitatori hanno a disposizione molti strumenti da schede web, app dedicate, fino alla possibilità di prenotare on line servizi e acquistare prodotti all’interno dell’e-commerce. My Expo renderà disponibili delle cartine cartacee che permettono di esplorare il territorio (locale o nazionale) per area tematica e avvicinarsi a prodotti e servizi attraverso un carnet di coupon spendibile nell’area di interesse. MyExpo2015 favorisce il business L’offerta BtoB, attraverso la specifica AREA BUSINESS si propone di favorire il matching tra imprese per la costruzione di reti e intese di business. Sia in ambiente digitale, sia come strumento operativo per la prenotazione di spazi per l’organizzazione di incontri fisici presso le attività affiliate a MyExpo2015 per avere una rete non solo virtuale ma anche reale.

A EXPO 2015: VINO-A TASTE OF ITALY all'apertura ministri, ambasciatori e imprenditori

A EXPO 2015: VINO-A TASTE OF ITALY all'apertura ministri, ambasciatori e imprenditori

A Expo Milano 2015 ha aperto il padiglione del vino ed è subito diventato un luogo d’incontro cult: da John Robert Phillips Ambasciatore USA in Italia, ai ministri Maurizio Martina e Pier Paolo Padoan, dal presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, molti imprenditori del vino e Domenico Zonin, presidente dell’Unione Italiana Vini. Il Mipaaf all'apertura del primo Padiglione dedicato al vino nella storia dell'Expo Molte le presenze illustri all'apertura di Vino - A Taste of Italy, il padiglione dedicato al vino italiano a Expo 2015. A fare da padrone di casa il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina che ha sostenuto fin dal principio questo progetto rappresentativo della produzione italiana. Il Ministro Martina, visitato il Padiglione del Vino, si è congratulato con tutti quelli che hanno reso possibile la realizzazione del primo Padiglione dedicato al vino nella storia dell’Esposizione Universale, ed ha commentato: «complimenti, veramente un bel lavoro», lasciando un biglietto vicino alla statua di Giulietta nel quale ha citato la frase di Mario Soldati “Il vino è la poesia della terra”. Congratulazioni ed apprezzamenti per Vino-A taste of Italy «Il Padiglione del Vino è un grande segno della capacità italiana di produrre iniziative di assoluto livello e qualità. Congratulazioni per l’ottimo lavoro – ha detto il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che ha voluto visitare oggi, in forma privata, il Padiglione per un brindisi augurale –. Vino is great, vino is pleasure» ha aggiunto il Ministro accompagnato da Giuseppe Sala, ad di Expo 2015. «Non ho mai visto tante etichette in un solo luogo – ha sottolineato ieri nella sua visita a sorpresa Ambasciatore degli USA in Italia, Phillips –. Il vino italiano è molto apprezzato e diffuso negli Stati Uniti d’America: personalmente, amo molto i vini friulani perché i miei nonni materni erano originari di quella regione». Fonte: Press Vino a Taste of Italy

Vini Mantovani per EXPO 2015

Vini Mantovani per EXPO 2015

Il Consorzio Vini Mantovani coglie la 49° edizione di Vinitaly come palcoscenico per un’anteprima del semestre di esposizione universale milanese con il progetto “Vini Mantovani per EXPO 2015”. Le iniziative che vedranno protagonisti i Vini Mantovani costituiranno un ricco palinsesto di attività rivolte a pubblici diversificati e coinvolgeranno location strategiche con un reciproco rimando sul filo rosso della passione per il vino mantovano. A MILANO – FUORI EXPO Il Consorzio Vini Mantovani elegge un’area specifica di Milano come base operativa di attrazione ed interfaccia col pubblico di Expo e oltre. La localizzazione nel cuore del Progetto Porta Nuova frutto della riqualificazione all'interno del Centro Direzionale di Milano, non è casuale. L'area che si estende da Porta Garibaldi FS a piazza della Repubblica e da Porta Nuova al Palazzo Lombardia, includendo i quartieri di Garibaldi, Isola e Varesine, ospita interventi architettonici ed urbanistici con firme prestigiose e sarà prossimamente al centro dell’attenzione mondiale. Nella cornice di Expo, nasce una partnership d’eccezione. Sarà Galleria Giovanni Bonelli, una realtà dinamica di alto profilo internazionale e di matrice mantovana, a proiettare i nostri Vini nel mondo dell’arte moderna. La partnership sarà inaugurata a partire dal 28 Maggio 2015 nella sede del quartiere Isola con l’apertura della mostra dedicata alle eccellenze dell’arte italiana. Una selezione di autori di primo livello, una rassegna dedicata alla over 35 generation che ben rappresenta il talento indiscutibile che accomuna grandi interpreti e capaci esecutori, espressione tanto della creazione artistica quanto della genesi di un buon vino. Corso Como District è la sede eletta a Casa Mantova per l’intero semestre di Expo. La “seconda Monte Napoleone” è il nuovo quartiere della moda, del design e della cultura, nato dall'estensione di Corso Como fino a porta Nuova, dove si riverserà il pubblico di Expo. Una nuova Milano, un polo di tendenza che ospita negozi e showroom del fashion&luxury, ristoranti, gallerie d'arte e laboratori culturali. I Vini Mantovani potranno contare su di una sede di tutto rispetto, dall’atmosfera della “Milano bene” con sfumature lounge. La cornice ideale per attrarre ed interagire con un pubblico variegato che potrà conoscere, fare esperienza ed apprezzare vini e prodotti Made in Mantova. Una nuova veste di presentazione, in linea con le tendenze del food design, implementerà lo shop corner di Casa Mantova, dove poter acquistare l’edizione esclusiva Expo dedicata ai Vini Mantovani. A MILANO – EXPO INSIDE I Vini Mantovani saranno presenti nella loro varietà alle aree ristoro di Expo 2015. Non poteva mancare la presenza di una solida rappresentanza delle etichette mantovane nel quartiere deputato al food&beverage dell’esposizione universale dedicata alla nutrizione. Una vetrina di visibilità mondiale resa accessibile da strategie mirate d’inserimento coordinato, un’opportunità imperdibile per l’enologia mantovana, oggi più che mai all’altezza di sfide globali. - ANTEPRIME E LOCATION - NELLE CANTINE MANTOVANE Le aziende vinicole mantovane apriranno le porte e saranno protagoniste di percorsi di scoperta inediti, accompagnati da produttori e supporters. I visitatori scopriranno i segreti delle lavorazioni in cantina dalla vendemmia alla vinificazione, impareranno a riconoscere le denonimazioni mantovane e le tipologie dei nostri vini, portando a casa vere e proprie esperienze emozionali. Un passaggio fondamentale, se si vuole rafforzare il concetto di filiera del vino legata indissolubilmente all’area di origine, che trova nell’ambito mantovano un’espressione di eccellenza. SUL TERRITORIO MANTOVANO Il Consorzio Vini Mantovani prenderà parte al tour Mantova tutta un'altra storia proposto dal Sistema Mantova Expo 2015. Un programma di 6 weekend a tappe nei luoghi emblematici della provincia di Mantova densi di convegni, laboratori, food show, live coking e visite che il Consorzio saprà contestualmente affiancare con il valore aggiunto di abbinamenti enologici sui temi proposti, focus & wine experience e gli immancabili percorsi degustativi. Gli appuntamenti: La via lattea: Parmigiano e Grana Dal 14 al 17 maggio 2015 a San Benedetto Po - Oltrepò Mantovano La religione del tortello Dal 11 al 14 giugno 2015 nel territorio di Asola La via del melone mantovano Igp Dal 9 al 12 luglio 2015 a Sabbioneta ed Oglio Po La strada dei vini Dal 6 al 9 agosto a Castellaro Lagusello - Colline Moreniche La via del Gran suino Padano Dal 3 al 6 settembre alle Grazie di Curtatone - Terre di Mezzo I grandi autori della cucina mantovana Dall’8 all’11 ottobre 2015 a Mantova www.vinimantovani.it

EXPO 2015: conoscere il vino trentino nel padiglione Vino, a taste of Italy

EXPO 2015: conoscere il vino trentino nel padiglione Vino, a taste of Italy

Vini fermi e Trentodoc bollicine di montagna si presentano a Expo 2015 con le loro origini trentine, garanzia di qualità e di un territorio unico. Ben 22 le cantine presenti a Vino A taste of Italy. Trentodoc è lo spumante ufficiale dei brindisi a Expo Milano 2015 L’Istituto Trento Doc e il Consorzio Vini del Trentino, con il supporto della Provincia Autonoma di Trento, sono ad Expo come Trentino nel padiglione “Vino, a taste of Italy” realizzato da Verona Fiere-Vinitaly e Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ospita esposizioni interattive su storia e cultura del vino. Il Trentino ha uno spazio espositivo autonomo con 56 ben etichette presenti: 16 vini bianchi, 8 rossi e 32 Trentodoc. “Con la nostra presenza all’interno del Padiglione Vino di Expo - afferma Alessandro Bertagnoli neo Presidente del Consorzio Vini del Trentino - rappresentiamo il Trentino vitivinicolo, un territorio unico che si caratterizza per sostenibilità, tradizione e vocazionalità”. Trentodoc: Brindisi ufficiali con le bollicine trentine Il Trentodoc ha già accompagnato il brindisi con due ospiti d'eccezione delle giornate inaugurali di Expo Milano 2015 come il ministro Maurizio Martina, ed il ministro Pier Carlo Padoan Il Trentodoc sarà proprio partner tecnico del padiglione nei momenti istituzionali, quali i brindisi ufficiali e gli incontri con le autorità. “Essere il brindisi ufficiale dei momenti istituzionali delle autorità che visiteranno il padiglione Vino è un’occasione importante per rafforzare la conoscenza e reputazione di Trentodoc, sia presso il pubblico italiano che quello straniero” aggiunge Enrico Zanoni, Presidente dell’Istituto Trento Doc. Conoscere i vini trentini a Expo 2015 Aldilà dei momenti istituzionali il pubblico avrà l’opportunità di conoscere i vini trentini, non solo nell’area dedicata ma anche attraverso degustazioni guidate che verranno proposte durante i sei mesi. Tanti ospiti sia stranieri, che italiani, potranno assaporare un simbolo del territorio trentino: il vino. I 22 produttori e case spumantistiche trentine partecipanti a Expo: Abate Nero, Altemasi, Cantina Mori Colli Zugna, Cantina Rotaliana di Mezzolombardo, Cantina Toblino, Cavit, Cantine Monfort, Conti Wallenburg, Donati Marco, Endrizzi, Ferrari F.lli Lunelli, Fondazione Edmund Mach – Istituto Agrario di S. Michele, Gaierhof, Letrari, Maso Poli, Mezzacorona, Moser, Pedrotti Spumanti, F.lli Pisoni, Rotari, Vallarom, Zeni Roberto. Per aggiornamenti e novità Tutto quello che sarà Expo per il vino trentino sarà pubblicato e aggiornato sul sito www.expovinotrentino.com (con collegamento alla voce itinerari del sito www.expo2015.tn.it),

Expo 2015: l'originalità della Grappa al Padiglione

Expo 2015: l'originalità della Grappa al Padiglione "Vino, a Taste of Italy"

Nel Padiglione "Vino A taste of Italy" di Expo 2015 non poteva mancare l'IG Grappa, acquavite simbolo del made in Italy. Grazie alla collaborazione tra Istituto Nazionale Grappa, Assodistil, sarà presente in uno spazio adiacente alla "Biblioteca del Vino". Le distillerie presenti in questa vetrina che raccoglie simbolicamente tutte le tipologie di prodotto - sono 21, per un totale di circa 70 bottiglie. Per tutta la durata dell'evento ci sarà un video a riproduzione continua, in cui verrà mostrato come si fa la Grappa, soffermandosi con particolare attenzione al profondo legame che ciascuna grappa ha con il proprio territorio e con la viticultura. Inoltre IG Grappa a Expo tutti i venerdi, a partire da giugno, dalle ore 14 alle 15.30 saranno organizzate sedute di degustazione guidate da sommelier professionisti, per apprezzare al meglio le note sensoriali e conoscere le affascinanti storie di produttori che si tramandano - alcuni anche da secoli - l'arte distillatoria di famiglia. L'originalità della Grappa a Expo Milano 2015 "La Grappa - ha commentato il Presidente dell'Istituto Nazionale Grappa Elvio Bonollo - rappresenta una eccellenza esclusivamente italiana, un’Indicazione Geografica riconosciuta all’Italia, frutto delle peculiarità della tradizione distillatoria italiana. Siamo veramente onorati di poter essere presenti a un evento di portata mondiale quale Expo 2015. (...) E' una occasione che non potevamo perdere, per promuovere il prodotto e per fare chiarezza sull'originalità della Grappa rispetto a tanti tentativi di imitazione che si trovano in vari paesi del mondo. Expo 2015 sarà una vetrina promozionale finalizzata a far conoscere al consumatore nazionale ed internazionale la Grappa, le sue peculiarità distintive a livello di ricchezza ed intensità aromatica, il valore del lavoro di tanti produttori che con passione, rispetto della tradizione e capacità d’innovazione ogni giorno portano avanti le proprie aziende che, in molti casi, vantano storie ultracentenarie".

VINO, A TASTE OF ITALY: inaugurato l'unico padiglione del vino di Expo

VINO, A TASTE OF ITALY: inaugurato l'unico padiglione del vino di Expo

Si è tenuta l'inaugurazione ufficiale del padiglione del vino italiano a Expo Milano 2015. Cultura, storia, biodiversità e sostenibilità del vino in mostra. Molti gli eventi ufficiali in programma. Al via il ciclo “Sei Viaggi nell’Italia del Vino” Il Padiglione “VINO - A Taste of Italy”, è il primo dedicato alla produzione vitivinicola vino nella storia dell’Esposizione Universale, ha inaugurato ufficialmente con alla presenza del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina. Storia e cultura del vino a Expo 2015 Il Padiglione racconta la storia del vino italiano, di Enotria, le radici e la profonda cultura che caratterizza questo prodotto di eccellenza dell’agricoltura italiana. Una storia fatta di amore per la terra e una cultura: nel padiglione ci sono molte brocche e contenitori di oltre duemila anni fa, passando per esemplari rinascimentali settecenteschi, fino alle libere interpretazioni di artisti e designer novecenteschi e contemporanei prestati dal Museo del Vino Lungarotti a Torgiano. “Il Padiglione VINO – A Taste of ITALY è un progetto che Vinitaly ha potuto realizzare su commissione del MIPAAF grazie ai suoi cinquant’anni di storia. E’ il punto di arrivo di decenni di esperienza maturata nel raccontare al mondo l’unicità del nostro comparto, sia a Verona che nei Paesi che costantemente tocchiamo con le nostre attività internazionali.” dichiara Ettore Riello, Presidente di Veronafiere. Il padiglione del vino mette in mostra bio-diversità In coerenza con il tema di Expo “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, il Padiglione del Vino mette in mostra davanti al mondo l’unicità e l’ineguagliabile biodiversità culturale dei vitigni italiani da preservare, su cui costantemente lavora l’intero comparto con impegno. Il padiglione VINO – A Taste of Italy, attraverso le 1.400 etichette esposte nell’Enoteca del Futuro racconta così un patrimonio unico di 594 vitigni, di cui ben 544 autoctoni. La sostenibilità nel mondo del vino: Viva All'interno del padiglione ha uno speciale spazio il progetto VIVA, The Italian style to measure and to improve the sustainability performance in vineyard and wine production realizzato dal Ministero dell’Ambiente in collaborazione con importanti produttori provenienti da tutta Italia. "La conoscenza è elemento fondante anche per la crescita corretta e sostenibile del comparto in termini di business, (...) così che quello stesso messaggio di biodiversità e qualità che portiamo loro (agli operatori stranieri) costantemente possa passare anche attraverso la più che mai scenografica e incisiva cornice di VINO – A Taste of ITALY”, conclude il Direttore Generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani . “VINO - A Taste of Italy”: gli appuntamenti Con l’inaugurazione di oggi si intensifica anche il programma ufficiale dei numerosi appuntamenti che animeranno il padiglione. Iniziato “Sei Viaggi nell’Italia del Vino”, il ciclo di incontri, curato dal Comitato Scientifico, presieduto da Riccardo Cotarella, per approfondire le principali tematiche legate al comparto, dalla produzione alla scienza, dalla salute alla sostenibilità, fino alle prospettive per il futuro. Venti appuntamenti che ogni lunedì presenteranno con le degustazioni in terrazza i migliori wine bar italiani selezionati dal Golosario. In programma anche numerosi appuntamenti realizzati con il supporto di Civiltà del Bere e Gambero Rosso. Credits photo: Ennevi_Veronafiere

Onav: i grandi vini italiani in 6 appuntamento a Expo 2015

Onav: i grandi vini italiani in 6 appuntamento a Expo 2015

Da maggio a ottobre, Onav guida sei degustazioni dedicate al meglio dell'enologia italiana per il pubblico straniero dell’esposizione universale. Ogni appuntamento racconterà un vino italiano all’estero. A Expo 2015, i grandi vini d’Italia sono i protagonisti di una serie di degustazioni gratuite organizzate da ONAV - Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino, all’Esposizione Universale di Milano. Sei i vini italiani selezionati che saranno i veri protagonisti di un sabato al mese nella sala Symposium del padiglione Vino – A Taste of Italy. Il primo incontro è il 30 maggio ed è dedicato al Franciacorta, nelle sue diverse interpretazioni. Si prosegue il 20 giugno con la degustazione del rinomato Barolo, grande rosso delle Langhe. Il 25 luglio, si approda in Sardegna con gli aromi del Vermentino, il vino del mare. La degustazione del 29 agosto avrà come protagonista il Sangiovese, un vitigno che ha portato il nome dell’Italia all’estero sotto forma di numerose produzioni: Brunello di Montalcino, Chianti, Morellino di Scansano, quando non viene degustato in purezza nella sua versione romagnola. Il 19 settembre è la volta dell’Alta Langa, le bollicine orgoglio di questo regione, nelle sue diverse versioni: metodo classico, millesimato, brut e rosé. 24 ottobre ultima tappa e si chiude con uno dei prodotti top italiani: l’Amarone. La degustazione avrà anche lo scopo di approfondire e spiegare ai presenti la tecnica di appassimento delle uve rosse. Focus prima tappa: il Franciacorta Sabato 30 maggio alle ore 15.00 l'Onav si dedica al Franciacorta Docg, Official Sparkling Wine di Expo. Per l’occasione, i sommelier ONAV ha selezionato alcuni dei più rappresentativi metodo classico italiano. Gli ospiti stranieri potranno così degustare: Fratelli Berlucchi - Freccianera Rosè millesimato 2010, Cavalleri - Pas Dosè millesimato 2010, Il Mosnel - Saten millesimato 2010 e Monterossa - Cabochon Brut millesimato 2009. Info generali Le degustazioni sono gratuite si terranno sempre di sabato e saranno in Inglese per favorire il publbico straniero Prenotazioni a: expowinetastingonav@onav.it

Sapòrem: a Expo 2015 4 eccellenze enogastronomiche italiane al fianco di Eataly

Sapòrem: a Expo 2015 4 eccellenze enogastronomiche italiane al fianco di Eataly

Prosecco docg, Grana Padano Dop, Mortadella Dop, Prosciutto di San Daniele: queste le quattro eccellenze con Eataly per EXPO 2015 sotto l'emblema del "Sapòrem"

A presentarsi nel prestigioso palcoscenico di Expo Milano 2015 sono: Consorzio Tutela Grana Padano DOP, Consorzio del prosciutto di San Daniele, Consorzio Mortadella Bologna e Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore. I quattro Consorzi hanno deciso di presentarsi uniti all’appuntamento di EXPO 2015 per poter trasferire al meglio quei valori comuni di eccellenza e di grande attenzione alla qualità che da sempre li contraddistinguono. Eataly è per i quattro Consorzi un contesto di grande rilevanza in cui essere a tutti gli effetti portabandiera di un’alimentazione consapevole e di qualità rivolte a un  pubblico attento alla cultura enogastronomica.  

Workshop a Expo 2015: il vino è salutare

Workshop a Expo 2015: il vino è salutare

Scienziati al padiglione del vino grazie a Grandi Cru

A Expo Milano 2015 si è tenuto il workshop "Vino e salute: evidenze scientifiche e meccanismi" L'evento è stato organizzato e sponsorizzato dal Comitato Grandi Cru d'Italia in collaborazione con il Comitato per il Padiglione del Vino nominato dal Ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina. Gli scienziati hanno descritto e arricchito tutte le evidenze secondo cui il vino, parte fondamentale della Dieta Mediterranea, fa bene e aiuta a prevenire malattie gravissime causa di morte o di perdita della conoscenza; dall'altra hanno fornito la descrizione scientifica di quali sono i processi biologici che determinano questo effetto positivo. E lo hanno fatto con capacità pedagogica per il grande pubblico, pur non rinunciando all'assoluto rigore scientifico. il messaggio che parte dall'Expo e da questo Workshop di altissimo livello scientifico diventa uno dei risultati fondamentali che l'Expo stessa lascia come eredità conoscitiva alle nuove generazioni. Il vino non solo fa bene, ma è anche fondamentale per prevenire o rallentare malattie come l'alzheimer per la quale la scienza non ha ancora trovato un medicinale decisivo. Gli scienziati al workshop Molti gli illustri relatori che hanno approfondito una branca delle ricerche concluse e in atto sugli effetti del vino, come componente fondamentale della dieta mediterranea. Coordinati dal Professor Enzo Grossi, Advisor scientifico di Padiglione Italia, il Professor Giovanni de Gaetano dell'Istituto Neurologico Mediterraneo, il Professor Ramon Estruch del Dipartimento di Medicina Interna dell'Università di Barcellona, il Dottor Kieran Tuohy dell'Università di Reading e del Gruppo di Nutrizione e Nutrigenomica della Fondazione Edmund Mach e il Professor Fulvio Ursini del Dipartimento di Medicina Molecolare dell'Università di Padova, hanno illustrato oggi nella sala conferenze del Padiglione del Vino le conclusioni a cui sono arrivati gli studi nazionali e internazionali sul ruolo benefico del vino. La sintesi dei risultati delle ricerche su vino e salute 1.       Sono i polifenoli ma anche la moderata quantità di alcol del vino, in particolare rosso, che agiscono positivamente oltre che per gli aspetti cardiovascolari anche verso le malattie che riducono la funzione cognitiva e quelle neurodegenerative come l'Alzheimer, quantomeno ritardandole e rendendole meno gravi quindi riducendo il rischio di demenza. Dati provenienti da ampi studi osservazionali suggeriscono anche che aumentando l'aderenza a diete di tipo mediterraneo si consente il mantenimento di una migliore funzione cognitiva e un ridotto rischio di demenza. Inoltre veri e propri studi di intervento randomizzati, come ad esempio lo studio PREDIMED (Prevención con Dieta Mediterranea) dimostrano con il più alto livello di evidenza scientifica che un aumento della aderenza alla dieta mediterranea tradizionale è associato ad un miglioramento della funzione mentale (prof. Estruch);   2.       Notevoli benefici dal consumo ai pasti di 1,5 bicchieri di vino sono stati accertati non solo nel campo della prevenzione di malattie cardiovascolari, che insieme ai tumori sono la prima causa di premorienza, ma anche nei pazienti già colpiti da un precedente evento ad alto rischio cardiovascolare. Nei diabetici di tipo 2, come ha dimostrato il recentissimo studio dell'Università Ben-Gurion del Negev in Israele, il vino consumato in moderazione nel contesto di un'alimentazione di tipo mediterraneo si è rivelato efficace nella riduzione del rischio di morte o nell'incidenza di nuovi eventi cardiaci, favorendo anche il colesterolo buono. Nello studio denominato "Moli-sani" a lungo termine (10 anni) in corso presso l'Istituto Neurologico di Pozzilli (Isernia) sulla dieta Mediterranea, di cui il vino è il motore principale, insieme all'olio d'oliva extravergine, il pesce fresco e al diffuso consumo di cibi di origine vegetale, è già stato dimostrato come oltre agli effetti positivi cardiovascolari si riducono anche gli eventi infausti cerebrovascolari (professor de Gaetano);   3.       Gli effetti benefici del vino trovano riscontro in base agli studi sempre più approfonditi su il microbiota intestinale umano, cioè attraverso lo studio dei batteri che risiedono nell'intestino (professor Tuohy). Il microbiota è ormai riconosciuto come un importantissimo regolatore della salute umana e si compone di migliaia di differenti specie microbiche. Questi microbi (per usare un termine comune) sono positivi e negativi. I piccoli microbi derivati dalla catena corta degli acidi grassi e da acidi fenolici (altamente presenti nel vino) hanno effetti positivi ai fini dell'assunzione di energia e sul sistema immunitario, e quindi sullo sviluppo del cervello e delle funzioni cognitive. I due componenti alimentari, quali fibre vegetali e polifenoli, sono i capisaldi della dieta mediterranea. A compiere la metabolizzazione delle fibre, dei vegetali e dei polifenoli sono i microbi buoni che alimentandosi delle componente suddette finiscono per diventare più numerosi dei microbi cattivi, realizzando quindi uno stato di benessere. Questi studi evidenziano il potenziale del vino come modulatore del microbiota intestinale umano e la loro produzione metabolica, con forte potenziale di agire sulla fisiologia di accoglienza sistemica all'interno dell'intestino. Del resto la nuova ricerca medica si orienta sempre di più verso gli studi dei microbi intestinali, come fattore decisivo per il benessere;   4.       Secondo il professor Ursini, che ha affrontato il tema di che cosa fa bene e di che cosa fa male e sul vantaggio dell'ambiguità, come nel caso dell'alcol e del vino, l'assunzione di composti organici e inorganici (definiti nutrienti) per alimentarci genera specifiche reazioni biochimiche. Il nutrirsi però, ci fa assumere anche una vastità di composti chimici che non sono presenti nelle usuali vie metaboliche (xenobiotici) e che non sembrano avere nessuna funzione indispensabile. Gli xenobiotici comprendono farmaci e veleni, ma anche composti con attività salutistiche. Per questi componenti è la dose che definisce effetti positivi e negativi. Ciò che è tossico a una certa dose, diventa benefico a una dose più bassa. Un esempio è quello dell'alcol, che a dosi moderate è positivo contro malattie cardiovascolari, infiammatorie, degenerative e per le malattie mortali. Il vino continua a essere protettivo a dosi più alte rispetto a qualsiasi bevanda alcolica. Svariate sostanze che sono presenti nel vino, ma anche nella frutta e nella verdura, contribuiscono a un rapporto ottimale fra infiammazioni, che sono favorite da sostanze ossidanti, e antinfiammazioni. Soprattutto il vino, ma appunto anche frutta e verdura, forniscono grandi quantità di antiossidanti. Ma non sono questi alimenti che producono direttamente l'effetto benefico. Infatti gli antiossidanti alimentari generano per autoossidazione piccole quantità di ossidanti, che però attivano la risposta antiossidante, che sostiene l'effetto antinfiammatorio. Insomma da una reazione negativa ne nasce una positiva. La difesa è azionata da un piccolo danno, tanto per capire quanto è complessa la natura del corpo umano. Ma appunto l'alcol è il cigno nero, il veleno, mentre il vino, contenendo poco alcol, fa scattare in due fasi le reazioni benefiche, alle quali, al di fuori dell'alcol, si sommano le qualità positive dei polifenoli. La scienza rifiuta anche il proibizionismo perché ostacolerebbe la ottimale capacità del vino (per la parte alcol) di gestire lo stress senza incorrere in pericolosi eccessi di reazione. In pratica, un piccolo, e anche meglio se falso, segnale di danno ci esercita a essere più resistenti.   A margine del workshop sono state evidenziate alcune ricerche in atto, che potranno presto essere verificate, che attestano che anche solo inspirando gli aromi dei polifenoli, come si fa per sentire i profumi nel bicchiere, si impedisce l'atrofizzazione della parte di cervello che degenera nella grave malattia: infatti i sommelier mostrano, dalla ricerca condotta, che quella parte del loro cervello invece che atrofizzarsi è più sviluppata della media umana.      fonte: press Comitato Grandi Cru d’Italia  

IL CONEGLIANO VALDOBBIADENE PROSECCO SUPERIORE CONQUISTA IL PUBBLICO DI EXPO 2015

IL CONEGLIANO VALDOBBIADENE PROSECCO SUPERIORE CONQUISTA IL PUBBLICO DI EXPO 2015

Sono le bollicine del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore ad aver incantato il pubblico internazionale di Expo Milano. Questo raccontano le oltre 31.000 bottiglie stappate da coloro che hanno scelto di brindare con questa eccellenza veneta durante l’Esposizione Universale. Numeri che dimostrano il ruolo di primo piano del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore nel rappresentare gli spumanti italiani all’interno del più importante evento mondiale ospitato in Italia e confermano come la scelta di partecipare ad Expo si sia rivelata strategica per la denominazione. A dare l’opportunità di conoscere le bollicine docg più amate dagli italiani è stato innanzitutto il padiglione di Eataly, punto di riferimento dell’alta qualità, che ha ospitato lo spazio Saporèm, area che ha fatto scoprire il Conegliano Valdobbiadene Docg insieme ad altre tre eccellenze del nostro Paese: Prosciutto San Daniele, Grana Padano e Mortadella di Bologna. Un vero e proprio viaggio sensoriale tra alcune delle perle dell’enogastronomia del Made in Italy che ha contato 200.000 degustazioni, destinate per il 35% a un pubblico straniero. “Sapòrem” si è rivelato anche un luogo di confronto e di dibattito per far conoscere le peculiarità che rendono uniche le eccellenze presentate al suo interno. Nei 6 mesi di Expo, infatti, “Sapòrem” ha dato voce ad ospiti d’eccezione: da Stefania Corrado, chef multitasking, scrittrice e food blogger insieme ad Anna Bogoni, direttrice di Elle a Tavola, a Ettore Mocchetti, direttore de La Cucina Italiana, da Andrea Grignaffini, gastronomo, giornalista, docente di Alma e direttore creativo di Spirito DiVino, a Francine Segan, uno dei maggiori esperti americani di cucina italiana, autrice e personalità televisiva, a due blogger internazionali, Sandra Pascual, di Cuisine Addict e Helen Best Shaw di Fuss Free Flavours, per finire con Max Mariola di Gambero Rosso Channel. Ma la denominazione trevigiana ha avuto modo di presentarsi al pubblico di Expo anche all’interno di uno dei padiglioni che hanno riscosso maggiore successo. Nei sei mesi della manifestazione, infatti, il Conegliano Valdobbiadene si è raccontato anche all’interno del Padiglione Vino che ha raccolto 2,1 milioni di visitatori, il 20% dei quali giunti da oltre confine, per un totale di 11.413 ingressi al giorno. Di rilievo anche il numero di attività svolte in questo spazio: 500 eventi e 800.000 degustazioni. Proprio nel Padiglione Vino, nello spazio della Regione Veneto, era possibile conoscere alcune delle più prestigiose etichette di Prosecco Superiore. Expo 2015 si è rivelata dunque una vetrina importante per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore. Grazie all’intensa attività internazionale del Consorzio di Tutela questo spumante Docg si è aperto le porte dei principali eventi mondiali per far conoscere una denominazione sempre più attenta alla qualità e alla tutela della biodiversità del suo territorio candidato a Patrimonio Unesco.   Ufficio Stampa: Gheusis Srl

Workshop a Expo 2015: il vino è salutare

Workshop a Expo 2015: il vino è salutare

Scienziati al padiglione del vino grazie a Grandi Cru

A Expo Milano 2015 si è tenuto il workshop "Vino e salute: evidenze scientifiche e meccanismi" L'evento è stato organizzato e sponsorizzato dal Comitato Grandi Cru d'Italia in collaborazione con il Comitato per il Padiglione del Vino nominato dal Ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina. Gli scienziati hanno descritto e arricchito tutte le evidenze secondo cui il vino, parte fondamentale della Dieta Mediterranea, fa bene e aiuta a prevenire malattie gravissime causa di morte o di perdita della conoscenza; dall'altra hanno fornito la descrizione scientifica di quali sono i processi biologici che determinano questo effetto positivo. E lo hanno fatto con capacità pedagogica per il grande pubblico, pur non rinunciando all'assoluto rigore scientifico. il messaggio che parte dall'Expo e da questo Workshop di altissimo livello scientifico diventa uno dei risultati fondamentali che l'Expo stessa lascia come eredità conoscitiva alle nuove generazioni. Il vino non solo fa bene, ma è anche fondamentale per prevenire o rallentare malattie come l'alzheimer per la quale la scienza non ha ancora trovato un medicinale decisivo. Gli scienziati al workshop Molti gli illustri relatori che hanno approfondito una branca delle ricerche concluse e in atto sugli effetti del vino, come componente fondamentale della dieta mediterranea. Coordinati dal Professor Enzo Grossi, Advisor scientifico di Padiglione Italia, il Professor Giovanni de Gaetano dell'Istituto Neurologico Mediterraneo, il Professor Ramon Estruch del Dipartimento di Medicina Interna dell'Università di Barcellona, il Dottor Kieran Tuohy dell'Università di Reading e del Gruppo di Nutrizione e Nutrigenomica della Fondazione Edmund Mach e il Professor Fulvio Ursini del Dipartimento di Medicina Molecolare dell'Università di Padova, hanno illustrato oggi nella sala conferenze del Padiglione del Vino le conclusioni a cui sono arrivati gli studi nazionali e internazionali sul ruolo benefico del vino. La sintesi dei risultati delle ricerche su vino e salute 1.       Sono i polifenoli ma anche la moderata quantità di alcol del vino, in particolare rosso, che agiscono positivamente oltre che per gli aspetti cardiovascolari anche verso le malattie che riducono la funzione cognitiva e quelle neurodegenerative come l'Alzheimer, quantomeno ritardandole e rendendole meno gravi quindi riducendo il rischio di demenza. Dati provenienti da ampi studi osservazionali suggeriscono anche che aumentando l'aderenza a diete di tipo mediterraneo si consente il mantenimento di una migliore funzione cognitiva e un ridotto rischio di demenza. Inoltre veri e propri studi di intervento randomizzati, come ad esempio lo studio PREDIMED (Prevención con Dieta Mediterranea) dimostrano con il più alto livello di evidenza scientifica che un aumento della aderenza alla dieta mediterranea tradizionale è associato ad un miglioramento della funzione mentale (prof. Estruch);   2.       Notevoli benefici dal consumo ai pasti di 1,5 bicchieri di vino sono stati accertati non solo nel campo della prevenzione di malattie cardiovascolari, che insieme ai tumori sono la prima causa di premorienza, ma anche nei pazienti già colpiti da un precedente evento ad alto rischio cardiovascolare. Nei diabetici di tipo 2, come ha dimostrato il recentissimo studio dell'Università Ben-Gurion del Negev in Israele, il vino consumato in moderazione nel contesto di un'alimentazione di tipo mediterraneo si è rivelato efficace nella riduzione del rischio di morte o nell'incidenza di nuovi eventi cardiaci, favorendo anche il colesterolo buono. Nello studio denominato "Moli-sani" a lungo termine (10 anni) in corso presso l'Istituto Neurologico di Pozzilli (Isernia) sulla dieta Mediterranea, di cui il vino è il motore principale, insieme all'olio d'oliva extravergine, il pesce fresco e al diffuso consumo di cibi di origine vegetale, è già stato dimostrato come oltre agli effetti positivi cardiovascolari si riducono anche gli eventi infausti cerebrovascolari (professor de Gaetano);   3.       Gli effetti benefici del vino trovano riscontro in base agli studi sempre più approfonditi su il microbiota intestinale umano, cioè attraverso lo studio dei batteri che risiedono nell'intestino (professor Tuohy). Il microbiota è ormai riconosciuto come un importantissimo regolatore della salute umana e si compone di migliaia di differenti specie microbiche. Questi microbi (per usare un termine comune) sono positivi e negativi. I piccoli microbi derivati dalla catena corta degli acidi grassi e da acidi fenolici (altamente presenti nel vino) hanno effetti positivi ai fini dell'assunzione di energia e sul sistema immunitario, e quindi sullo sviluppo del cervello e delle funzioni cognitive. I due componenti alimentari, quali fibre vegetali e polifenoli, sono i capisaldi della dieta mediterranea. A compiere la metabolizzazione delle fibre, dei vegetali e dei polifenoli sono i microbi buoni che alimentandosi delle componente suddette finiscono per diventare più numerosi dei microbi cattivi, realizzando quindi uno stato di benessere. Questi studi evidenziano il potenziale del vino come modulatore del microbiota intestinale umano e la loro produzione metabolica, con forte potenziale di agire sulla fisiologia di accoglienza sistemica all'interno dell'intestino. Del resto la nuova ricerca medica si orienta sempre di più verso gli studi dei microbi intestinali, come fattore decisivo per il benessere;   4.       Secondo il professor Ursini, che ha affrontato il tema di che cosa fa bene e di che cosa fa male e sul vantaggio dell'ambiguità, come nel caso dell'alcol e del vino, l'assunzione di composti organici e inorganici (definiti nutrienti) per alimentarci genera specifiche reazioni biochimiche. Il nutrirsi però, ci fa assumere anche una vastità di composti chimici che non sono presenti nelle usuali vie metaboliche (xenobiotici) e che non sembrano avere nessuna funzione indispensabile. Gli xenobiotici comprendono farmaci e veleni, ma anche composti con attività salutistiche. Per questi componenti è la dose che definisce effetti positivi e negativi. Ciò che è tossico a una certa dose, diventa benefico a una dose più bassa. Un esempio è quello dell'alcol, che a dosi moderate è positivo contro malattie cardiovascolari, infiammatorie, degenerative e per le malattie mortali. Il vino continua a essere protettivo a dosi più alte rispetto a qualsiasi bevanda alcolica. Svariate sostanze che sono presenti nel vino, ma anche nella frutta e nella verdura, contribuiscono a un rapporto ottimale fra infiammazioni, che sono favorite da sostanze ossidanti, e antinfiammazioni. Soprattutto il vino, ma appunto anche frutta e verdura, forniscono grandi quantità di antiossidanti. Ma non sono questi alimenti che producono direttamente l'effetto benefico. Infatti gli antiossidanti alimentari generano per autoossidazione piccole quantità di ossidanti, che però attivano la risposta antiossidante, che sostiene l'effetto antinfiammatorio. Insomma da una reazione negativa ne nasce una positiva. La difesa è azionata da un piccolo danno, tanto per capire quanto è complessa la natura del corpo umano. Ma appunto l'alcol è il cigno nero, il veleno, mentre il vino, contenendo poco alcol, fa scattare in due fasi le reazioni benefiche, alle quali, al di fuori dell'alcol, si sommano le qualità positive dei polifenoli. La scienza rifiuta anche il proibizionismo perché ostacolerebbe la ottimale capacità del vino (per la parte alcol) di gestire lo stress senza incorrere in pericolosi eccessi di reazione. In pratica, un piccolo, e anche meglio se falso, segnale di danno ci esercita a essere più resistenti.   A margine del workshop sono state evidenziate alcune ricerche in atto, che potranno presto essere verificate, che attestano che anche solo inspirando gli aromi dei polifenoli, come si fa per sentire i profumi nel bicchiere, si impedisce l'atrofizzazione della parte di cervello che degenera nella grave malattia: infatti i sommelier mostrano, dalla ricerca condotta, che quella parte del loro cervello invece che atrofizzarsi è più sviluppata della media umana.      fonte: press Comitato Grandi Cru d’Italia  

Workshop a Expo 2015: il vino è salutare

Workshop a Expo 2015: il vino è salutare

Scienziati al padiglione del vino grazie a Grandi Cru

A Expo Milano 2015 si è tenuto il workshop "Vino e salute: evidenze scientifiche e meccanismi" L'evento è stato organizzato e sponsorizzato dal Comitato Grandi Cru d'Italia in collaborazione con il Comitato per il Padiglione del Vino nominato dal Ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina. Gli scienziati hanno descritto e arricchito tutte le evidenze secondo cui il vino, parte fondamentale della Dieta Mediterranea, fa bene e aiuta a prevenire malattie gravissime causa di morte o di perdita della conoscenza; dall'altra hanno fornito la descrizione scientifica di quali sono i processi biologici che determinano questo effetto positivo. E lo hanno fatto con capacità pedagogica per il grande pubblico, pur non rinunciando all'assoluto rigore scientifico. il messaggio che parte dall'Expo e da questo Workshop di altissimo livello scientifico diventa uno dei risultati fondamentali che l'Expo stessa lascia come eredità conoscitiva alle nuove generazioni. Il vino non solo fa bene, ma è anche fondamentale per prevenire o rallentare malattie come l'alzheimer per la quale la scienza non ha ancora trovato un medicinale decisivo. Gli scienziati al workshop Molti gli illustri relatori che hanno approfondito una branca delle ricerche concluse e in atto sugli effetti del vino, come componente fondamentale della dieta mediterranea. Coordinati dal Professor Enzo Grossi, Advisor scientifico di Padiglione Italia, il Professor Giovanni de Gaetano dell'Istituto Neurologico Mediterraneo, il Professor Ramon Estruch del Dipartimento di Medicina Interna dell'Università di Barcellona, il Dottor Kieran Tuohy dell'Università di Reading e del Gruppo di Nutrizione e Nutrigenomica della Fondazione Edmund Mach e il Professor Fulvio Ursini del Dipartimento di Medicina Molecolare dell'Università di Padova, hanno illustrato oggi nella sala conferenze del Padiglione del Vino le conclusioni a cui sono arrivati gli studi nazionali e internazionali sul ruolo benefico del vino. La sintesi dei risultati delle ricerche su vino e salute 1.       Sono i polifenoli ma anche la moderata quantità di alcol del vino, in particolare rosso, che agiscono positivamente oltre che per gli aspetti cardiovascolari anche verso le malattie che riducono la funzione cognitiva e quelle neurodegenerative come l'Alzheimer, quantomeno ritardandole e rendendole meno gravi quindi riducendo il rischio di demenza. Dati provenienti da ampi studi osservazionali suggeriscono anche che aumentando l'aderenza a diete di tipo mediterraneo si consente il mantenimento di una migliore funzione cognitiva e un ridotto rischio di demenza. Inoltre veri e propri studi di intervento randomizzati, come ad esempio lo studio PREDIMED (Prevención con Dieta Mediterranea) dimostrano con il più alto livello di evidenza scientifica che un aumento della aderenza alla dieta mediterranea tradizionale è associato ad un miglioramento della funzione mentale (prof. Estruch);   2.       Notevoli benefici dal consumo ai pasti di 1,5 bicchieri di vino sono stati accertati non solo nel campo della prevenzione di malattie cardiovascolari, che insieme ai tumori sono la prima causa di premorienza, ma anche nei pazienti già colpiti da un precedente evento ad alto rischio cardiovascolare. Nei diabetici di tipo 2, come ha dimostrato il recentissimo studio dell'Università Ben-Gurion del Negev in Israele, il vino consumato in moderazione nel contesto di un'alimentazione di tipo mediterraneo si è rivelato efficace nella riduzione del rischio di morte o nell'incidenza di nuovi eventi cardiaci, favorendo anche il colesterolo buono. Nello studio denominato "Moli-sani" a lungo termine (10 anni) in corso presso l'Istituto Neurologico di Pozzilli (Isernia) sulla dieta Mediterranea, di cui il vino è il motore principale, insieme all'olio d'oliva extravergine, il pesce fresco e al diffuso consumo di cibi di origine vegetale, è già stato dimostrato come oltre agli effetti positivi cardiovascolari si riducono anche gli eventi infausti cerebrovascolari (professor de Gaetano);   3.       Gli effetti benefici del vino trovano riscontro in base agli studi sempre più approfonditi su il microbiota intestinale umano, cioè attraverso lo studio dei batteri che risiedono nell'intestino (professor Tuohy). Il microbiota è ormai riconosciuto come un importantissimo regolatore della salute umana e si compone di migliaia di differenti specie microbiche. Questi microbi (per usare un termine comune) sono positivi e negativi. I piccoli microbi derivati dalla catena corta degli acidi grassi e da acidi fenolici (altamente presenti nel vino) hanno effetti positivi ai fini dell'assunzione di energia e sul sistema immunitario, e quindi sullo sviluppo del cervello e delle funzioni cognitive. I due componenti alimentari, quali fibre vegetali e polifenoli, sono i capisaldi della dieta mediterranea. A compiere la metabolizzazione delle fibre, dei vegetali e dei polifenoli sono i microbi buoni che alimentandosi delle componente suddette finiscono per diventare più numerosi dei microbi cattivi, realizzando quindi uno stato di benessere. Questi studi evidenziano il potenziale del vino come modulatore del microbiota intestinale umano e la loro produzione metabolica, con forte potenziale di agire sulla fisiologia di accoglienza sistemica all'interno dell'intestino. Del resto la nuova ricerca medica si orienta sempre di più verso gli studi dei microbi intestinali, come fattore decisivo per il benessere;   4.       Secondo il professor Ursini, che ha affrontato il tema di che cosa fa bene e di che cosa fa male e sul vantaggio dell'ambiguità, come nel caso dell'alcol e del vino, l'assunzione di composti organici e inorganici (definiti nutrienti) per alimentarci genera specifiche reazioni biochimiche. Il nutrirsi però, ci fa assumere anche una vastità di composti chimici che non sono presenti nelle usuali vie metaboliche (xenobiotici) e che non sembrano avere nessuna funzione indispensabile. Gli xenobiotici comprendono farmaci e veleni, ma anche composti con attività salutistiche. Per questi componenti è la dose che definisce effetti positivi e negativi. Ciò che è tossico a una certa dose, diventa benefico a una dose più bassa. Un esempio è quello dell'alcol, che a dosi moderate è positivo contro malattie cardiovascolari, infiammatorie, degenerative e per le malattie mortali. Il vino continua a essere protettivo a dosi più alte rispetto a qualsiasi bevanda alcolica. Svariate sostanze che sono presenti nel vino, ma anche nella frutta e nella verdura, contribuiscono a un rapporto ottimale fra infiammazioni, che sono favorite da sostanze ossidanti, e antinfiammazioni. Soprattutto il vino, ma appunto anche frutta e verdura, forniscono grandi quantità di antiossidanti. Ma non sono questi alimenti che producono direttamente l'effetto benefico. Infatti gli antiossidanti alimentari generano per autoossidazione piccole quantità di ossidanti, che però attivano la risposta antiossidante, che sostiene l'effetto antinfiammatorio. Insomma da una reazione negativa ne nasce una positiva. La difesa è azionata da un piccolo danno, tanto per capire quanto è complessa la natura del corpo umano. Ma appunto l'alcol è il cigno nero, il veleno, mentre il vino, contenendo poco alcol, fa scattare in due fasi le reazioni benefiche, alle quali, al di fuori dell'alcol, si sommano le qualità positive dei polifenoli. La scienza rifiuta anche il proibizionismo perché ostacolerebbe la ottimale capacità del vino (per la parte alcol) di gestire lo stress senza incorrere in pericolosi eccessi di reazione. In pratica, un piccolo, e anche meglio se falso, segnale di danno ci esercita a essere più resistenti.   A margine del workshop sono state evidenziate alcune ricerche in atto, che potranno presto essere verificate, che attestano che anche solo inspirando gli aromi dei polifenoli, come si fa per sentire i profumi nel bicchiere, si impedisce l'atrofizzazione della parte di cervello che degenera nella grave malattia: infatti i sommelier mostrano, dalla ricerca condotta, che quella parte del loro cervello invece che atrofizzarsi è più sviluppata della media umana.      fonte: press Comitato Grandi Cru d’Italia  

Workshop a Expo 2015: il vino è salutare

Workshop a Expo 2015: il vino è salutare

Scienziati al padiglione del vino grazie a Grandi Cru

A Expo Milano 2015 si è tenuto il workshop "Vino e salute: evidenze scientifiche e meccanismi" L'evento è stato organizzato e sponsorizzato dal Comitato Grandi Cru d'Italia in collaborazione con il Comitato per il Padiglione del Vino nominato dal Ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina. Gli scienziati hanno descritto e arricchito tutte le evidenze secondo cui il vino, parte fondamentale della Dieta Mediterranea, fa bene e aiuta a prevenire malattie gravissime causa di morte o di perdita della conoscenza; dall'altra hanno fornito la descrizione scientifica di quali sono i processi biologici che determinano questo effetto positivo. E lo hanno fatto con capacità pedagogica per il grande pubblico, pur non rinunciando all'assoluto rigore scientifico. il messaggio che parte dall'Expo e da questo Workshop di altissimo livello scientifico diventa uno dei risultati fondamentali che l'Expo stessa lascia come eredità conoscitiva alle nuove generazioni. Il vino non solo fa bene, ma è anche fondamentale per prevenire o rallentare malattie come l'alzheimer per la quale la scienza non ha ancora trovato un medicinale decisivo. Gli scienziati al workshop Molti gli illustri relatori che hanno approfondito una branca delle ricerche concluse e in atto sugli effetti del vino, come componente fondamentale della dieta mediterranea. Coordinati dal Professor Enzo Grossi, Advisor scientifico di Padiglione Italia, il Professor Giovanni de Gaetano dell'Istituto Neurologico Mediterraneo, il Professor Ramon Estruch del Dipartimento di Medicina Interna dell'Università di Barcellona, il Dottor Kieran Tuohy dell'Università di Reading e del Gruppo di Nutrizione e Nutrigenomica della Fondazione Edmund Mach e il Professor Fulvio Ursini del Dipartimento di Medicina Molecolare dell'Università di Padova, hanno illustrato oggi nella sala conferenze del Padiglione del Vino le conclusioni a cui sono arrivati gli studi nazionali e internazionali sul ruolo benefico del vino. La sintesi dei risultati delle ricerche su vino e salute 1.       Sono i polifenoli ma anche la moderata quantità di alcol del vino, in particolare rosso, che agiscono positivamente oltre che per gli aspetti cardiovascolari anche verso le malattie che riducono la funzione cognitiva e quelle neurodegenerative come l'Alzheimer, quantomeno ritardandole e rendendole meno gravi quindi riducendo il rischio di demenza. Dati provenienti da ampi studi osservazionali suggeriscono anche che aumentando l'aderenza a diete di tipo mediterraneo si consente il mantenimento di una migliore funzione cognitiva e un ridotto rischio di demenza. Inoltre veri e propri studi di intervento randomizzati, come ad esempio lo studio PREDIMED (Prevención con Dieta Mediterranea) dimostrano con il più alto livello di evidenza scientifica che un aumento della aderenza alla dieta mediterranea tradizionale è associato ad un miglioramento della funzione mentale (prof. Estruch);   2.       Notevoli benefici dal consumo ai pasti di 1,5 bicchieri di vino sono stati accertati non solo nel campo della prevenzione di malattie cardiovascolari, che insieme ai tumori sono la prima causa di premorienza, ma anche nei pazienti già colpiti da un precedente evento ad alto rischio cardiovascolare. Nei diabetici di tipo 2, come ha dimostrato il recentissimo studio dell'Università Ben-Gurion del Negev in Israele, il vino consumato in moderazione nel contesto di un'alimentazione di tipo mediterraneo si è rivelato efficace nella riduzione del rischio di morte o nell'incidenza di nuovi eventi cardiaci, favorendo anche il colesterolo buono. Nello studio denominato "Moli-sani" a lungo termine (10 anni) in corso presso l'Istituto Neurologico di Pozzilli (Isernia) sulla dieta Mediterranea, di cui il vino è il motore principale, insieme all'olio d'oliva extravergine, il pesce fresco e al diffuso consumo di cibi di origine vegetale, è già stato dimostrato come oltre agli effetti positivi cardiovascolari si riducono anche gli eventi infausti cerebrovascolari (professor de Gaetano);   3.       Gli effetti benefici del vino trovano riscontro in base agli studi sempre più approfonditi su il microbiota intestinale umano, cioè attraverso lo studio dei batteri che risiedono nell'intestino (professor Tuohy). Il microbiota è ormai riconosciuto come un importantissimo regolatore della salute umana e si compone di migliaia di differenti specie microbiche. Questi microbi (per usare un termine comune) sono positivi e negativi. I piccoli microbi derivati dalla catena corta degli acidi grassi e da acidi fenolici (altamente presenti nel vino) hanno effetti positivi ai fini dell'assunzione di energia e sul sistema immunitario, e quindi sullo sviluppo del cervello e delle funzioni cognitive. I due componenti alimentari, quali fibre vegetali e polifenoli, sono i capisaldi della dieta mediterranea. A compiere la metabolizzazione delle fibre, dei vegetali e dei polifenoli sono i microbi buoni che alimentandosi delle componente suddette finiscono per diventare più numerosi dei microbi cattivi, realizzando quindi uno stato di benessere. Questi studi evidenziano il potenziale del vino come modulatore del microbiota intestinale umano e la loro produzione metabolica, con forte potenziale di agire sulla fisiologia di accoglienza sistemica all'interno dell'intestino. Del resto la nuova ricerca medica si orienta sempre di più verso gli studi dei microbi intestinali, come fattore decisivo per il benessere;   4.       Secondo il professor Ursini, che ha affrontato il tema di che cosa fa bene e di che cosa fa male e sul vantaggio dell'ambiguità, come nel caso dell'alcol e del vino, l'assunzione di composti organici e inorganici (definiti nutrienti) per alimentarci genera specifiche reazioni biochimiche. Il nutrirsi però, ci fa assumere anche una vastità di composti chimici che non sono presenti nelle usuali vie metaboliche (xenobiotici) e che non sembrano avere nessuna funzione indispensabile. Gli xenobiotici comprendono farmaci e veleni, ma anche composti con attività salutistiche. Per questi componenti è la dose che definisce effetti positivi e negativi. Ciò che è tossico a una certa dose, diventa benefico a una dose più bassa. Un esempio è quello dell'alcol, che a dosi moderate è positivo contro malattie cardiovascolari, infiammatorie, degenerative e per le malattie mortali. Il vino continua a essere protettivo a dosi più alte rispetto a qualsiasi bevanda alcolica. Svariate sostanze che sono presenti nel vino, ma anche nella frutta e nella verdura, contribuiscono a un rapporto ottimale fra infiammazioni, che sono favorite da sostanze ossidanti, e antinfiammazioni. Soprattutto il vino, ma appunto anche frutta e verdura, forniscono grandi quantità di antiossidanti. Ma non sono questi alimenti che producono direttamente l'effetto benefico. Infatti gli antiossidanti alimentari generano per autoossidazione piccole quantità di ossidanti, che però attivano la risposta antiossidante, che sostiene l'effetto antinfiammatorio. Insomma da una reazione negativa ne nasce una positiva. La difesa è azionata da un piccolo danno, tanto per capire quanto è complessa la natura del corpo umano. Ma appunto l'alcol è il cigno nero, il veleno, mentre il vino, contenendo poco alcol, fa scattare in due fasi le reazioni benefiche, alle quali, al di fuori dell'alcol, si sommano le qualità positive dei polifenoli. La scienza rifiuta anche il proibizionismo perché ostacolerebbe la ottimale capacità del vino (per la parte alcol) di gestire lo stress senza incorrere in pericolosi eccessi di reazione. In pratica, un piccolo, e anche meglio se falso, segnale di danno ci esercita a essere più resistenti.   A margine del workshop sono state evidenziate alcune ricerche in atto, che potranno presto essere verificate, che attestano che anche solo inspirando gli aromi dei polifenoli, come si fa per sentire i profumi nel bicchiere, si impedisce l'atrofizzazione della parte di cervello che degenera nella grave malattia: infatti i sommelier mostrano, dalla ricerca condotta, che quella parte del loro cervello invece che atrofizzarsi è più sviluppata della media umana.      fonte: press Comitato Grandi Cru d’Italia  

IL CONEGLIANO VALDOBBIADENE PROSECCO SUPERIORE CONQUISTA IL PUBBLICO DI EXPO 2015

IL CONEGLIANO VALDOBBIADENE PROSECCO SUPERIORE CONQUISTA IL PUBBLICO DI EXPO 2015

Sono le bollicine del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore ad aver incantato il pubblico internazionale di Expo Milano. Questo raccontano le oltre 31.000 bottiglie stappate da coloro che hanno scelto di brindare con questa eccellenza veneta durante l’Esposizione Universale. Numeri che dimostrano il ruolo di primo piano del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore nel rappresentare gli spumanti italiani all’interno del più importante evento mondiale ospitato in Italia e confermano come la scelta di partecipare ad Expo si sia rivelata strategica per la denominazione. A dare l’opportunità di conoscere le bollicine docg più amate dagli italiani è stato innanzitutto il padiglione di Eataly, punto di riferimento dell’alta qualità, che ha ospitato lo spazio Saporèm, area che ha fatto scoprire il Conegliano Valdobbiadene Docg insieme ad altre tre eccellenze del nostro Paese: Prosciutto San Daniele, Grana Padano e Mortadella di Bologna. Un vero e proprio viaggio sensoriale tra alcune delle perle dell’enogastronomia del Made in Italy che ha contato 200.000 degustazioni, destinate per il 35% a un pubblico straniero. “Sapòrem” si è rivelato anche un luogo di confronto e di dibattito per far conoscere le peculiarità che rendono uniche le eccellenze presentate al suo interno. Nei 6 mesi di Expo, infatti, “Sapòrem” ha dato voce ad ospiti d’eccezione: da Stefania Corrado, chef multitasking, scrittrice e food blogger insieme ad Anna Bogoni, direttrice di Elle a Tavola, a Ettore Mocchetti, direttore de La Cucina Italiana, da Andrea Grignaffini, gastronomo, giornalista, docente di Alma e direttore creativo di Spirito DiVino, a Francine Segan, uno dei maggiori esperti americani di cucina italiana, autrice e personalità televisiva, a due blogger internazionali, Sandra Pascual, di Cuisine Addict e Helen Best Shaw di Fuss Free Flavours, per finire con Max Mariola di Gambero Rosso Channel. Ma la denominazione trevigiana ha avuto modo di presentarsi al pubblico di Expo anche all’interno di uno dei padiglioni che hanno riscosso maggiore successo. Nei sei mesi della manifestazione, infatti, il Conegliano Valdobbiadene si è raccontato anche all’interno del Padiglione Vino che ha raccolto 2,1 milioni di visitatori, il 20% dei quali giunti da oltre confine, per un totale di 11.413 ingressi al giorno. Di rilievo anche il numero di attività svolte in questo spazio: 500 eventi e 800.000 degustazioni. Proprio nel Padiglione Vino, nello spazio della Regione Veneto, era possibile conoscere alcune delle più prestigiose etichette di Prosecco Superiore. Expo 2015 si è rivelata dunque una vetrina importante per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore. Grazie all’intensa attività internazionale del Consorzio di Tutela questo spumante Docg si è aperto le porte dei principali eventi mondiali per far conoscere una denominazione sempre più attenta alla qualità e alla tutela della biodiversità del suo territorio candidato a Patrimonio Unesco.   Ufficio Stampa: Gheusis Srl