Sulle vie della storia del Vino: il museo di Pietro Pittaro


Sulle vie della storia del Vino: il museo di Pietro Pittaro

Sulle vie della storia del Vino: il museo di Pietro Pittaro

Lungo la statale Pontebbana, a Codroipo, di fronte all’aeroporto delle famose “Frecce Tricolori” si estende un grande vigneto.

Il proprietario è Pietro Pittaro, vignaiolo, enologo e uomo pubblico che rappresenta le più importanti associazioni enologiche italiane ed europee.

Il padre, il nonno e tutta la dinastia dei Pittaro hanno fatto i vignaioli da almeno cinque secoli.

In questo magnifico luogo, si estendono un’ottantina di ettari di filari e di viti che negli anni della seconda guerra i tedeschi lo estirparono costruendo un campo d’aviazione.

Negli anni 70 il terreno fu dissodato e messo a coltura. I terreni che erano ghiaiosi, aridissimi sono diventati un vero e proprio giardino con l’aiuto della costruzione di pozzi per l’irrigazione.

Attualmente l’azienda occupa circa 80 ettari di vigneti delle tipiche uve delle Grave, per una produzione di 8.000 ettolitri di vino che vengono commercializzati a livello internazionale.

 

Il museo del Vino

Il Museo del vino della Vigneti Pittaro è uno dei più belli d’Italia.

Ci sono oltre 8.000 pezzi esposti e possiede alcune collezioni uniche al mondo.

L’impostazione di ricchissima collezione ha una filosofia ben precisa: raccogliere, catalogare ed esporre tutto ciò che può riguardare direttamente il vino e dintorni.

I pezzi che Pittaro ama di più sono quelli riferibili al vetro.

Il vetro rispetta il vino, non lo modifica, non lo altera, lo evidenzia, gli dà forma ed eleganza, lo mette in luce e lo valorizza senza violentarlo.

Troviamo così in primis le vecchie bottiglie di vetro, dove con cura certosina è stata ricostruita la storia della bottiglia, nata in Inghilterra nel 1652.

Ci sono contenitori in vetro di ogni tipo come le brente piemontesi, le damigiane soffiate a bocca, le misure d’osteria, i gotti, i bicchierini, i calici veneziani prodotti a Burano, i cristalli europei stile Biedermayer, le ampolle da chiesa, Les Caves a liqueur e tanti altri.

 

La collezione dei bicchieri da Vino (Wine Glass Collection)

E’ forse la parte più interessante della mostra.

Ci sono oltre 200 pezzi databili tra il 1830 e il 1910 e provenienti da Boemia, Moldavia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Austria e Ungheria.

Sono in cristallo purissimo, finemente lavorato e inciso con incamiciature a diversa cromatura e figure ornamentali.

Altro settore è dedicato ai raffinatissimi calici veneziani costosissimi e introvabili.

Dicasi lo stesso delle bottiglie in vetro lattimo. Una delizia sono i gotti e i bicchierini d’osteria che hanno visto tanti avventori sui vecchi tavoli delle osterie di un tempo.

Completano la serie, le stupende bottiglie per grappa soffiate dell’Alto Tirolo prodotte dai maestri vetrai fuggiti dalla Serenissima per andare a lavorare per l'Impero Austroungarico dove erano molto più pagati per la loro arte nel confezionare oggetti meravigliosi.

Una perla di questa sezione sono le collezioni per il vino Piccolit, che sono state realizzate nel 1750 per le famiglie Asquini di Fagagna e Mangilli di Savorgnano al Torre.

 

La collezione dei Bastoni

Qualcuno potrà pensare: cosa c’entrano i bastoni da passeggio con il vino?

Il bastone da passeggio nasce nei primi decenni del ‘700 come oggetto elegante da esibire durante le passeggiate dei notabili del tempo.

Il bastone diventò presto un oggetto eleganza e di comando usato da i Re, Principi, Nobili, Papi, Cardinali e altri notabili.

L’impugnatura era finemente decorata in vari materiali come l’oro, argento, avorio, pietre dure, legno pregiato,corno di rinoceronte ed altri materiali lavorati finemente a mano.

La canna conteneva gli oggetti più disparati come guanti, binocoli da teatro, ferri da chirurgo,, penna e carta ed altri innumerevoli oggetti.

Nel caso della collezione Pittaro, le impugnature svitandole, contengono bottiglie e bicchierini per il Cognac, e altri distillati di vino e liquori. Ci sono anche i mosti metri, l'alcolometro, cavatappi, coltelli vari.

La collezione conta 130 bastoni raccolti in più di quarant’anni e unica al mondo.

 

 

Le bottiglie di porcellana dei liquori

Un tempo le distillerie usavano le bottiglie di porcellana per contenere liquori.

Oggetti da regalo che sonno correlati al vino di straordinaria bellezza. Una volta svuotate le bottiglie, venivano usate come porta candela.

La collezione Pittaro ha rilevato l’intero campionato delle fabbriche che hanno chiuso i battenti negli anni ’70.

Le bottiglie raffigurano personaggi di fantasia, monumenti, animali, personaggi storici ed altri, che possono essere riferite dagli egiziani ai cinesi.

Ci sono alcune centinaia di boccali con personaggi fantastici e la collezione conta circa 1500 pezzi.

 

La storia della bottiglia da Vino

Il fatto curioso a differenza di quello che molti pensano la bottiglia per la commercializzazione del vino non nasce in Francia o Italia culle del vino, bensì in Inghilterra.

Un nobile stanco di trasportare i distillati, i liquori, i vini sfusi in botticelle, otri o anfore varie, pensò di vendere il contenuto in un contenitore di vetro.

Così nacque la prima bottiglia, precisamente nel 1652.

Perché in Inghilterra? Risposta facile. Gli inglesi oltre che del loro Whisky erano proprietari dei distillati dei Caraibi come il Rum, altri liquori come il Gin, il Porto, lo Cherry e commercializzavano gran parte della produzione del vino Bordeaux e della Borgogna.

Dall’Inghilterra, la bottiglia arrivò alla fine del ‘600 Francia nella zona dello Champagne-Ardenne (attuale Saint-Gobain). Solo all’inizio del ‘700 arrivò in Italia, Spagna, Germania, Austria e poi in tutto il mondo

 

I calici da chiesa

Una notevole importanza nel museo ha la collezione dei Calici da Chiesa. Sono pezzi in argento dorato del 1700 / 1800.

E’ il punto d’arrivo massimo del vino, per le credenze popolari, il sangue di Dio e il vino sull’altare.

La collezione oltre ad avere una valenza artistica ha un notevole significato storico e filosofico che ha avuto il vino nella religione dell’epoca.

 

Il museo dello spumante

Nella cantina dello spumante dal metodo classico (un tempo si poteva dire Champenoise) è collocato il museo dello spumante con tutti gli attrezzi del ‘700/ ‘800 con oltre duemila bottiglie d’epoca.

 

 

Questo è il museo del Vino di Pietro Pittaro, luogo unico in Italia, dove si può apprendere la storia della viticoltura.

Un regalo agli appassionati, di un luogo che si può visitare gratuitamente tutti i giorni domeniche escluse.

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Redattore:Redazione Vinievino.com