Amarone: il segreto è saper aspettare


Amarone: il segreto è saper aspettare

Lo chiamano il re dei vini italiani, ed è considerato uno dei migliori al mondo. L'Amarone è un nobile, complesso e costoso.

È vero, il prezzo di una buona bottiglia di Amarone della Valpolicella raggiunge e supera facilmente i 50$. A questo punto viene da chiedersi: ne vale la pena?
Qua in Italia esiste un detto: mai chiedere all’oste se il proprio vino è buono. In questo caso possiamo fare un’eccezione, quindi la risposta è SÌ, ne vale decisamente la pena.
Sono molti i motivi che portano l’Amarone ad essere così speciale e così raro, e riguardano la preparazione, così complessa da essere disciplinata da una direttiva apposita. Una preparazione che parte da un terreno speciale e che prosegue con un procedimento diverso per ogni cantina. Non esiste, infatti, un Amarone uguale all’altro: sono i singoli enologi di ogni cantina a mettere a punto una vinificazione che rende la propria bottiglia unica rispetto alle altre.


Il terreno è tutto
L’Amarone è originario della Valpolicella, una valle a est di Verona, la cui produzione si divide essenzialmente in 3 vitigni:
1)    Corvina
2)    Corvinone
3)    Rondinella
Sono solo 5000 gli ettari di terreno che portano alla dicitura di Amarone DOCG. Si tratta di terreni sassosi, ricchi di sali minerali come il Cru “Le Bessole” della cantina Accordini Igino, che si trova in una zona collinare tra San Pietro in Cariano e Negrar.
La piccola valle della Valpolicella è un piccolo paradiso terrestre, dove le vigne si adagiano sulle colline e dove ogni anno si ripete il miracolo dell’Amarone.
La disciplinare (la legge che regola la produzione di Amarone) è molto rigida: prevede che non si possa produrre più di 12 tonnellate di uva per ettaro. Alcuni produttori praticano la “vendemmia verde”, ovvero la diradazione dei grappoli mentre sono ancora sulla pianta. Si abbassa così la produzione (circa 2kg d’uva a pianta) ma si innalza la qualità dell’uva. E questo è solo l’inizio.


La raccolta è solo l’inizio
L’Amarone è prodotto principalmente con le uve di tre soli vitigni, il Corvina Veronese, il Corvinone e il Rondinella. Il punto è che l’Amarone non è un semplice vino: si potrebbe dire che l’Amarone è un procedimento complesso, unico nel suo genere e sicuramente irripetibile. Ogni cantina conserva gelosamente i segreti della propria ricetta: il risultato è un prodotto con una personalità distinta.
Le uve vengono raccolte e selezionate: solo le migliori, sane e perfettamente mature, vengono fatte appassire su graticci per 150-180 giorni, in locali appositi per garantire valori di umidità, temperatura e aerazione costanti durante tutto il periodo.
Al termine di questa prima fase gli acini hanno perso gran parte del loro contenuto in acqua, lasciando intatti gli zuccheri. Si passa quindi alla pigiatura e a una fermentazione in due fasi, nelle quali la temperatura viene controllata secondo tradizione.
Al termine di 45 e più giorni di fermentazione, il mosto viene fatto ripassare sul cappello di vinacce attraverso il metodo del rimontaggio: un procedimento che dura più di un mese, in modo che il profumo del vino si possa sviluppare a pieno e il colore assuma le caratteristiche tinte profonde dell’Amarone.


Riposo, riposo, riposo
Adesso inizia il grande letargo del mosto, al termine del quale avremo il nostro oro color granato. Come abbiamo già detto, ogni cantina segue percorsi diversi per esaltare le qualità uniche del proprio Amarone.  Per esempio, nella cantina Accordini Igino il mosto viene lasciato in serbatoi d’acciaio inox per i successivi sei mesi, facendo tre travasi per eliminare i fondi e rendere il vino naturalmente più limpido: solo dopo questo periodo, il prodotto viene messo a riposare in tonneau di secondo passaggio di rovere francese da 550 litri per 12 mesi, che conferiscono al vino una particolare morbidezza vellutata, dai tannini rotondi e non aggressivi, come desiderato da Guido, titolare ed enologo della cantina Accordini Igino.
Altri sei mesi in barrique di rovere francese Seguin Moreau da 225 litri aggiungono personalità all’Amarone che si avvicina alla sua maturità.
Passato questo tempo – siamo ormai a più di due anni dalla vendemmia – il vino viene lasciato riposare nuovamente fino all’imbottigliamento, ovvero quando il vino viene ritenuto pronto da Guido. Secondo la legge l’imbottigliamento non può avvenire prima di tre anni, ma spesso avviene assai dopo, come nel caso dell’Amarone “Le Bessole”, che viene imbottigliato non prima di cinque anni.


Finalmente in bottiglia
Il vino raggiunge così la fine del suo viaggio: dopo 6/8 mesi di riposo in bottiglia a temperatura controllata (16°-20°) è finalmente pronto per la vendita.
Questo è il viaggio che il vino che state bevendo ha fatto prima di arrivare nel vostro bicchiere: un percorso lungo, complesso, nel quale l’esperienza e l’affinamento delle tecniche di vinificazione è di fondamentale importanza. Un vino nobile, con una personalità unica e differente di anno in anno.
Il 2011 ha donato alla cantina Accordini Igino 40000 bottiglie di un prodotto eccellente, grazie alle particolari condizioni climatiche che hanno portato a una vendemmia ricca e di grandissima qualità, che ha dato origine all’Amarone Accordini Igino 2011 “Le Bessole”, presentato ufficialmente al Vinitaly 2016


Cantina Accordini Igino
produttori di vino in Valpolicella dal 1821
Viale Alberto Bolla, 7, Pedemonte VR - Italia
Accordini: Heart of wine.

 

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Redattore:Ufficio Stampa Accordini Igino