Infowine9.10: riscaldatori, export extra Eu, Psr

Elmiti, Riscaldatori speciali per il vino

Elmiti Srl è specializzata nella realizzazione di resistenze elettriche per il settore enologico e non solo

Elmiti sarà a simei 2015! Padiglione: 11  Stand: M31

Aiutare la fermentazione in cantina quando le temperature del mosto e
quelle ambientali sono al di sotto dei parametri necessari. Questo l’obiettivo e la funzione dei riscaldatori elettrici studiati e prodotti da Elmiti Srl appositamente per il settore enologico. L’azienda torinese, da molti anni sul mercato dei riscaldatori elettrici corazzati per applicazioni industriali, ha messo a punto una resistenza elettrica altamente tecnologica e affidabile ideata esclusivamente per l’utilizzo in cantina.
Realizzata su misura, la resistenza è compatibile con tutte le macchine per tappi termoretraibili, lavatrici e asciugatrici di bottiglie, etichettatrici.
Ma la vera novità è il riscaldatore del vino: otto i modelli che variano in funzione della dimensione del contenitore per la fermentazione e l’invecchiamento. Dall’acciaio al legno, dalla botte grande alla barrique, tutte le esigenze di temperatura
sono soddisfatte. In botti o vasche grandi il riscaldatore viene immerso completamente nel vino e attivato mediante collegamento via cavo. Nel caso della barrique la resistenza è invece dotata di un apposito termostato in grado di regolare la temperatura senza la totale immersione dello strumento. Ciò che rende innovativo il riscaldatore per vino Elmiti è l’efficacia nella risoluzione delle problematiche legate alla regolazione della temperatura in fase di fermentazione e maturazione, unitamente all’utilizzo di materiali assolutamente innocui per il prodotto finale vino, materiali tutti rigorosamente certificati per l’impiego nel settore alimentare. Definitivamente eliminato il rischio della frangibilità delle lampade in vetro, comunemente utilizzate nei processi di riscaldamento del vino. Testato da sette anni dalle cantine francesi, Elmiti ha finalmente presentato all’ultimo Simei il nuovo riscaldatore, subito apprezzato e sperimentato da Antinori che lo ha poi recentemente acquisito.

Fonte: Elmiti srl

Report Assoenologi: tasso d'esportazione verso i paesi extra Ue quadruplo rispetto ai paesi Ue

Il vino italiano corre sui mercati L'export del semestre a 6,4%, per oltre 2,5 mid di euro

Corre l'export del vino italiano nel primo semestre di quest'anno. Il valore cresce da 2.387 a 2.542 milioni di euro, 6,4% contro il 3,8% registrato a marzo con le esportazioni verso i paesi terzi che viaggiano quattro volte più veloci che nell'Unione europea, 10,8% da 1.130 a 1.253 milioni contro il 2,6% della Ue, da 1.256 a 1.289 milioni di euro. I volumi riescono a recuperare parzialmente il gap della prima parte dell'anno e si riduce anche la flessione delle consegne dal -2,1% al -1,7%, contrazione dovuta alla caduta delle consegne del vino sfuso. Importante inoltre, il fatto che a crescere è anche il Valore medio unitario (Vmu) passato in un anno da 2,40 euro/1 del 2014 ai 2,60 attuali. E quanto emerge dall'analisi del Centro studi di Assoenologi. Se si guarda al dettaglio per regioni, il Veneto si conferma leader con un valore di 855,4 milioni di euro e una crescita del 11% mentre in seconda posizione si colloca il Piemonte con 436,3 milioni e un trend stabile -0,6%. Momento di euforia per la Toscana con 25,8% visto il balzo da 339,8 a 427,5 milioni euro. In Toscana circa 270 milioni di euro sono dovuti ai rossi Dop mentre i bianchi valgono 10,5 milioni di euro. Nel quadro regionale, stabile è Trentino-Alto Adige con 244,7 milioni di euro, 0,4%, mentre sono in calo Lombardia -7,5%, Emilia Romagna -14,9% e Marche -10,7%. Performance positive per Lazio e Abruzzo, 8,5% e 8,7% e anche per Puglia, 1,4% e Sicilia 5,2%, dove però sono ancora molto bassi i valori con, rispettivamente, 47,4 e 51,4 milioni di euro di export. Buona la crescita in Campania, passata da 17,8 a 21,3 milioni di euro grazie alla scelta dei produttori di puntare sui vitigni autoctoni. Sostanzioso, -6,4%, il calo della Sardegna. Uno sguardo ai mercati evidenzia la crescita di Asia centrale 19,1%, Nord America 17,1% rispetto al 15,6% del primo trimestre, Estremo Oriente 9,5% risalito da -4%. «Negli Usa il valore dell'export tocca la cifra record di 644 milioni di euro. La richiesta risulta essere sostenuta per lo spumante con volumi che passano da 174 a 254 mila ettolitri mentre il vino in bottiglia riprende slancio e chiude il semestre a 1.321 mila ettolitri, vero record. Ma l'elemento più qualificante del mercato Usa è la crescita del valore passato da 3,77 a 4,07 euro/1», commenta Giuseppe Martelli direttore generale di Assoenologi. «Si registra invece, un progressivo ridimensionamento del mercato tedesco, sceso a 463 milioni di euro con 2,7 milioni ettolitri esportati. Molto sostenuta è la domanda nel Regno Unito con valori in decisa ascesa da 292 a 323 milioni di euro e volumi passati da 1.368 a 1.491 mila ettolitri».

Andrea Settefonti

Fonte:  Italia Oggi

 

Psr, l’Italia rischia di perdere 1,2 miliardi della programmazione 2007-2013

Psr, l’Italia rischia di perdere 1,2 miliardi della programmazione 2007-2013, e poche Regioni hanno pubblicato i bandi 2014-2020 dai, quali, spesso manca ancora la voce promozione. Mazzoni (Imt Marche): “siamo preoccupati, così difficile programmare”

I Psr, i piani di sviluppo rurale, sono una risorsa preziosa per l’agricoltura italiana. Però, come spesso accade, mentre da un lato ci si lamenta per la mancanza di fondi, dall’altro non si riesce a spendere quelli disponibili, al punto che, secondo l’ultimo report sul tema di Rete Rurale Nazionale (www.reterurale.it), sui dati di agosto 2015 (http://goo.gl/ox92AQ), ci sono ancora 1,2 miliardi di euro dei Psr 2007-2013 (su un totale di 8,9) da spendere e che, se non si riuscirà a farlo entro il 31 dicembre 2015, rischiano di andare automaticamente perduti. Un problema che, con qualche differenza, riguarda tutte le Regioni e Province Autonome, nessuna esclusa.

Ma c’è forte preoccupazione anche sul fronte della nuova programmazione 2014-2020, perché secondo il portale della Rete (i cui soggetti attuatori sono Ministero delle Politiche Agricole, Inea, Ismea e Sin), sono poche le Regioni che hanno già approvato il loro Psr (18,6 miliardi le risorse Ue complessive) e pubblicato i relativi bandi (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Molise, Sardegna, Toscana, Trento, Umbria, Veneto e la Provincia Autonoma di Bolzano, http://goo.gl/yFVzmP). E, come se non bastasse, anche in alcune di queste regioni mancano bandi specifici per accedere alle risorse destinate alla voce promozione, sempre più importante per un Italia la cui agricoltura cresce e prospera soprattutto grazie all’export, e che vede nell’area Ue, per altro, il partner più importante al mondo.
Discorso che vale anche per il vino, settore portante del nostro export. E se extra Ue, per il mondo di Bacco, a sostegno delle imprese ci sono i fondi Ocm (e anche su questo fronte non manca qualche problema), su mercati Europei, non meno importanti (basti pensare alla Germania, al Regno Unito e al peso crescente di Paesi del Nord Europa), il ritardato accesso ai fondi Psr rappresenta un problema serio per le imprese del vino e per i consorzi che si occupano di promozione, soprattutto sul fronte fondamentale della partecipazione alle fiere più vicine come Prowein a Dusseldorf (13-15 marzo, www.prowein.com) e Vinitaly (10-16 aprile 2016, www.vinitaly.com).
A sollevare il problema, tra gli altri, forte dei risultati e degli investimenti realizzati negli ultimi anni, è l’Istituto Marchigiano Tutela Vini (www.imtdoc.it), diretto da Alberto Mazzoni, che, a WineNews, spiega: “siamo preoccupati, perché questo ritardo complica non poco la programmazione dell’attività promozionale per il comparto vino. La partecipazione ad eventi e fiere va pianificata con largo anticipo, e peraltro per accedervi a tariffe più vantaggiose per le imprese gli enti che le organizzano richiedono il pagamento con un largo anticipo. Chiaro che, in questo caso, per non perdere queste occasioni, chi potrà dovrà, in sostanza, anticipare il totale, e non solo la parte in carico alle singole imprese o consorzi, visto che in ogni caso sempre di cofinanziamenti si parla. Così diventa tutto molto più complicato. Ad oggi, ad esempio, l’Istituto Marchigiano Tutela Vini e i suoi produttori - che rappresentano, secondo Nomisma, l’82% dell’export enologico complessivo delle Marche - non hanno contezza sui tempi di pubblicazione di un bando fondamentale per gli obiettivi di un settore che punta ad accrescere la propria internazionalizzazione”.
Ed è un peccato, per le Marche, e per tutte le Regioni nelle stesse condizioni, perché i risultati alle esportazioni dei vini del Belpaese, sempre in crescita negli ultimi anni, dicono di quanto sia importante la spesa promozionale.
Il caso marchigiano, tra gli altri, lo dimostra chiaramente: grazie ai fondi Psr Marche Misura 1.3.3 (2007-2013), l’Istituto, che, con 196.230 ettolitri rappresenta il 71% del vino Dop imbottigliato delle Marche nel 2014 (sui 275.825 totali, dati Valoritalia), ha investito, dal 2010 al 2015, più di 7 milioni di euro in attività promozionali in Italia e in Europa, di cui 2,1 milioni a carico dei produttori e oltre 4,9 milioni di contributo complessivo. “È significativo ricordare - ha aggiunto Mazzoni - che, a fronte di 3 milioni di euro di contributo iniziale, l’Istituto Marchigiano Tutela Vini è riuscita ad ottimizzare le risorse regionali, spendendo anche 1,9 milioni di fondi non utilizzati da altre filiere”. Una capacità di spesa del Consorzio che, nel 2015, si è tradotta in più di 12,3 milioni di investimenti totali (di cui più di 6,3 milioni a carico dei soci), se si contano anche le risorse dell’Ocm Vino.