Infowine29.10: Simei 2015, produzione, Temi vino Ue

Tutto pronto per Simei 2015 al via il 3 novembre a Fiera Milano-Rho

Esposta la migliore tecnologia del comparto vino e in programma un calendario nutrito di incontri formativi e di aggiornamento, dai Convegni Internazionali agli workshop tematici. Debutta Enovitis Business, un format dedicato al vigneto basato sul networking

Tutto pronto per la 26sima edizione di SIMEI, Salone Internazionale Macchine per Enologia e Imbottigliamento, organizzato da Unione Italiana Vini, in programma dal 3 al 6 novembre in fiera Milano Rho. Una manifestazione diventata nel tempo l’unico punto di riferimento internazionale dedicato agli operatori e alle imprese del comparto vino, piattaforma di dialogo e confronto sulle migliori tecnologie del settore vino, olio e beverage. Ruolo confermato dalla presenza di top player internazionali e di numerose delegazioni di buyer in visita provenienti da Stati Uniti, Australia, Cile, Spagna, Brasile, Tunisia, intenzionati a incontrare gli espositori e partecipare ad alcuni dei diversi momenti di aggiornamento professionale proposti da un nutrito calendario di eventi.

L’aspetto formativo è un asset su cui Unione Italiana Vini ha sempre puntato nell’organizzazione di SIMEI con l’obiettivo di affiancare all’esposizione di macchine e soluzioni ad alto contenuto tecnologico anche diversi momenti di approfondimento, formazione e informazione qualificata. Come nella scorsa edizione, anche per il 2015 in programma due importanti Congressi Internazionali per i quali sono stati coinvolti alcuni tra i maggiori esponenti del mondo della ricerca scientifica e dell’università.

Il giorno d’apertura, 3 novembre, appuntamento da non perdere alle 14,00 con “Sustainable viticulture as a tribute to wine quality”, ideale prosecuzione del convegno fulcro dell’edizione 2013 dove si intende tracciare lo stato dell’arte dell’industria del vino in tema di sviluppo sostenibile.  Si parlerà di analisi sensoriale, argomento che sarà il fil rouge di collegamento tra questo primo incontro e quello successivo, previsto per tutta la seconda giornata: “Discovery the sensory Factors” ne indagherà, infatti, tutti gli aspetti, da quello scientifico a quello produttivo, fino al punto di vista commerciale. Entrambi questi due importanti momenti sono patrocinati da OIV – Organisation internationale de la vigne et du vin, Ceev – Comité Européen des Entreprises Vins e FIVS – Fédération Internationale des Vins et Spiriteux -.

A fianco di questi seminari, Unione Italiana Vini ha organizzato un programma intenso di incontri tematici dedicati a vino, vigneto, olio e birra. Ogni giorno sono previsti workshop, sessioni d’analisi sensoriale e degustazioni presso i Sensory Bar.
SIMEI mantiene quindi la promessa, proponendosi sempre di più come luogo di condivisione e confronto di contenuti trasversali, in affiancamento e supporto alla componente espositiva, sempre e comunque di alto profilo, oltre a riconoscere e premiare l’eccellenza rinnovando l’appuntamento con l’Innovation Challenge Lucio Mastroberardino, il concorso in cui gli espositori presentano sistemi, macchine o prodotti, caratterizzati da un contenuto innovativo.

Un apposito Comitato Tecnico Scientifico, eletto per l’occasione nei mesi scorsi, ha selezionato i più all’avanguardia che saranno premiati il 4 novembre. A diciassette progetti sarà assegnato il “New Technology SIMEI-ENOVITIS 2015” mentre altri quattro riceveranno il “Technological Innovation Award”, la menzione speciale.

Grande novità SIMEI 2015 è anche il debutto al proprio interno di ENOVITIS BUSINESS, un nuovo format di evento interamente dedicato al vigneto patrocinato dal Conaf (Consiglio dell’Ordine Nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali).

ENOVITIS BUSINESS è un appuntamento inedito di networking, studiato per garantire a visitatori ed espositori nuove opportunità di business e un’occasione unica di aggiornamento professionale, grazie all’intenso programma formativo di WORKSHOP INNOVATION. È questa una piattaforma di contenuti dedicati alle tecnologie per la viticoltura che ogni giorno, tramite l’intervento di autorevoli relatori, esponenti della ricerca accademica e privata, affronterà temi specifici – dall’agricoltura di precisione, alla gestione d’impianto e di paesaggio – con l’obiettivo di dare risposte concrete ai bisogni della viticultura moderna.

Enovitis Business è una delle forme in cui si articola oggi il progetto ENOVITIS, nato nel 1997 da Unione Italiana Vini, oggi brand di riferimento di un progetto strategico volto alla promozione delle tecnologie per la viticoltura.
Tutti appuntamenti su www.simei.it e www.enovitisbusiness.it .

Vino, Italia numero uno mondiale

SUPERATA LA FRANCIA, PRODUZIONE SU DEL 10% A 48,9 MLN DI ETTOLITRI

 L9 Italia riconquista lo scettro nella produzione di vino sorpassando la Francia. E quanto risulta dalle statistiche pubblicate ieri dall'International organisation of vine and wine, meglio conosciuta come Oiv. Quest' anno la produzione italiana, dopo un disastroso 2014, è salita del 10% fino a 48,9 milioni di ettolitri, che corrisponde a 6,5 miliardi di bottiglie, mentre la Francia ha segnato un incremento solo dell' 1% (47,4 milioni). Al terzo posto sul podio, ma molto distanziata dalle prime due, c'è la Spagna con 36,6 milioni (-4,2%). La produzione globale di vino è stimata quest'anno 275,7 milioni di ettolitri, con una crescita del 2%. Dopo gli europei, i maggiori produttori mondiali sono gli Stati Uniti (22,1 milioni di ettolitri), l'Argentina (13,3 milioni) e il Cile (12,8 milioni) con un exploit del 23%. Seguono nella classifica internazionale l' Australia, il Sudafrica, la Cina, la Germania e il Portogallo. La produzione italiana di vino, che lo scorso anno era stata superata da quella francese, secondo i dati Eurostat vale 4,55 miliardi di euro, con un'incidenza sull'output totale agricolo del 9,4%. Coldiretti segnala inoltre che in Italia si produce il 30% del vino europeo (163, 8 milioni di ettolitri). A livello territoriale, in base alle rilevazioni Uiv-Ismea, si è assistito a progressi generalizzati in tutte le regioni, con l'eccezione di Lombardia (-3%), Toscana (stabile) e Calabria (-10%). La leadership spetta, come nel 2014, al Veneto con 9,3 milioni ettolitri ( 13%), che ha preceduto l'Emilia Romagna con 7,6 milioni ( 9%) e la Puglia con 6,5 milioni ( 19%). Al settore sta guardando con interesse anche la Federazione Russa, che intende spendere 4 miliardi di rubli (56 milioni di euro) nel 2016 a sostegno del comparto del vino, una cifra quadrupla rispetto alla dotazione di quest'anno e 13 volte superiore a quella del 2015. ao 10 30 ao LA CLASSIFICA DEI MAGGIORI PRODUTTORI NEL 2015 Milioni di ettolitri di vino ro 0 Italia Francia Spagna Usa Argentina C le Austra ia S Africa Cina Germania Portoga Fonte: Bloomberg

Alcol & Ue, tanti i temi in agenda

Alcol & Ue, tanti i temi in agenda, da rumors WineNews: dalle indicazioni nutrizionali in etichetta (si va verso le calorie invece che gli ingredienti) alla consultazione sulle accise per cambiare le regole che, per ora, non toccano il vino ...

Tra allarmi sulla carne e Ttip, Ogm e “Novel Food”, c’è fermento anche sul fronte vino e alcol in genere nell’agenda Ue. Secondo rumors WineNews, per esempio, il Commissario Ue alla Salute Vytenis Andriukaitis, ha ripreso in mano la questione sulle indicazioni nutrizionali in etichetta per le bevande alcoliche, vino incluso. Anche se, pare che ora si punti alla più praticabile (ma, comunque, complessa) indicazione delle calorie, rispetto alla paventata lista degli “ingredienti”.

Anche se le questioni aperte in materia sono tante: dalla scelta dell’unità di misura sulla quale calcorale l’apporto calorico (dall’“unità alcolica”, poco conosciuta da molti cittadini, al generico bicchiere, con evidenti problematiche di rapporto, perà tra bevanca e bevanda) fino alla reale necessità, da parte dei consumatori, di avere una simile informazione.
Intanto, prosegue la consultazione pubblica (fino al 27 novembre) voluta dall’Ue sulla questione delle accise per le bevande alcoliche, per capire se alcune regole vanno cambiate. Accise che, ad oggi, non riguardano il vino. Ma c’è chi sostiene che, nel possibile rimescolamento delle carte in tavola, un gruppo di Paesi, soprattutto del Nord, dove la produzione di vino è nulla o residuale, a differenza di quella di birra e spirits (che invece sono soggeti alle accise) potrebbe fare pressioni, più o meno sottotraccia, perchè questo cambi ...