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Le tendenze del commercio di vino al dettaglio nei sei mercati top

Le tendenze del commercio di vino al dettaglio nei sei mercati top (Usa, Germania, Uk, Francia, Giappone e Australia) nella ricerca “Future Wine Retail Trends” firmata da Wine Intelligence per ProWein (Düsseldorf, dal 13 al 15 marzo)

Le tendenze del vino nel mondo viste da Wine Intelligence per ProweinQuali sono le tendenze che guideranno la vendita del vino al dettaglio nei sei mercati principali, Usa (il più grande mercato al mondo), Germania, Uk (rispettivamente il primo ed il secondo importatore enoico), Francia (che nonostante il declino degli ultimi anni vanta ancora il consumo pro capite più alto al mondo), Giappone (dove i volumi crescono a ritmi sostenuti) e Australia (un grande mercato e chiave di volta per capire il Nuovo Mondo)? La risposte arriva dalla ricerca “Future Wine Retail Trends”, firmata da Wine Intelligence (www.wineintelligence.com), per la fiera internazionale ProWein, di scena a Düsseldorf, dal 13 al 15 marzo (www.prowein.com). Per prima cosa, la crescita delle vendite online, che continuerà a riguardare tutto il settore delle vendite online, e peserà sempre di più, come dimostra il crescente successo delle enoteche online della Gdo. Quindi, ci saranno dinamiche locali, che riguardano i singoli mercati e le loro tendenze, accomunati da un consumatore sempre più attento e preparato, capace di approcciare l’offerta enoica anche fuori dalle corsie del supermercato, che dovrà muoversi su offerte più ricche e ricercate.
In Australia, Uk, Germania e Francia, quindi, avranno grande fortuna modelli di business alternativi e capaci di puntare su nicchie produttive e target molto specifici, mentre in Giappone, dove la maggior parte dei negozi ha un approccio al cliente già molto personale, il modello commerciale non subirà grandi scossoni.
Un’altra chiave di lettura della vendita enoica dei prossimi anni è la forza della prossimità, come potremmo definire la tendenza a cambiare radicalmente abitudini di acquisto, facendo la spesa più spesso, più vicino a casa e spendendo meno, come succede in Uk, Usa e Francia. In tre dei mercati, infine, Uk, Germania e Francia, si assisterà al declino dei discount, incapaci di crescere e schiacciati da supermercati ed ipermercati. Insomma, eccetto la crescita dell’online, non esistono tendenze uguali per tutti i mercati, ma quello che la ricerca di Wine Intelligence conferma è la maturità del wine lover, alla ricerca costante di informazioni e di un’offerta il più ampia possibile, e non stretta tra la solita rosa di etichette e territori.

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La spesa mondiale in vino sfiora i 220 miliardi di euro

Secondo i dati di Datamonitor nel 2015 vi è stato un incremento del 3,8% sull’anno precedente grazie ai mercati di Cina, Messico, Russia e India. Registrato un calo invece in Spagna, Italia, Turchia, Francia e Portogallo

La spesa mondiale in vino sfiora i 220 miliardi di euro

Secondo i dati di Datamonitor nel 2015 vi è stato un incremento del 3,8% sull’anno precedente grazie ai mercati di Cina, Messico, Russia e India. Registrato un calo invece in Spagna, Italia, Turchia, Francia e Portogallo

 

Il Boletín de Investigación, El gasto en vino, pubblicato a gennaio dalla Constanza Business & Protocol School di Madrid è dedicato al mercato vino in Spagna e nel mondo. Il report è stato realizzato principalmente a partire di dati dei MarketLine di Datamonitor (il pdf dello studio in lingua spagnola è disponibile qui).

La spesa mondiale in vino registrata nel 2015 è di 219,669 miliardi di euro ed è cresciuta del 3,86% rispetto al 2014 (211,502 miliardi di euro) e quasi del 17% rispetto al 2010 (187,869 miliardi di euro).

Gli Stati Uniti sono il paese che ha fatto registrare nel 2015 il più alto valore nella spesa in vino, con 29,174 miliardi di euro (+3,24% sul 2014 e +18,91% sul 2010); al secondo posto la Cina con 28,832 miliardi di euro (+17,10 sul 2014 e + 145,85 sul 2010); segue l’Italia con 25,650 miliardi di euro (-6,83% sul 2014 e – 0.53% sul 2010); quarto posto per la Francia (23,249 miliardi di euro; -4,19% sul 2014 e – 1,07% sul 2010).

Seguono: Russia, Germania, UK, Spagna, Australia e Canada.

 

spesa_Vino_classifica_2015

In generale, dal 2010 al 2015 la spesa mondiale in vino è cresciuta del 3,86%.

Al forte incremento percentuale di lungo periodo fatto registrare da paesi “emergenti” quali la Cina (+145,85%), il Messico (+53,87%), la Russia (+49,60%) l’India (+47,78%), Polonia (+47,23%), si contrappone tuttavia il calo della spesa in Spagna (-14,79%), Italia (-6,83%), Turchia (-5,70%), Francia (-4,19%) e Portogallo (- 0,37%).

Nello studio della Constanza Business & Protocol School vi sono anche le previsioni della spesa mondiale in vino da qui al 2019, anno per cui si prevede saranno spesi in vino 261,079 miliardi di euro (+18,85% rispetto al 2015). I paesi per i quali in cinque anni si prevede il maggior incremento sono ancora la Cina (+ 80,97%), la Polonia (+73,36%), la Russia (+33,80%) e il Messico (+30,77%). Ulteriore calo percentuale previsto invece per Spagna (-15,93%), Francia (-6,54%), Portogallo (-0,81%) e Italia (-0,72%).

 

Autore: FEB

Fonte: Uiv