Infowine22.1: Divinos, Città del Vino d'Europa, Contraffazione

Amorim, un aiuto DIVINOS

Amorim è un aiuto affidabile, garantito, ecologico: in una parola, DIVINOS

Amorim Cork Italia continua ad essere all’avanguardia nella proposta delle chiusure in sughero. Dopo il grande successo di Excellence, Colors, Helix, l’ultima idea della realtà leader in materia, si rivolge a un settore finora poco considerato: i privati che vogliono imbottigliare da sé il vino. Con la new entry DIVINO’S l’azienda dimostra tutta la sua versatilità, la sua capacità di rispondere alle esigenze a tutto tondo, la sua prontezza nell’adeguare le sue elevate prestazioni tecniche anche all’utilizzo quotidiano e personale. Per il mondo del fai-da-te ecco quindi un’offerta professionale, che bada poco ai numeri del volume d’affari, a fronte di una sensibilizzazione maggiore sull’utilizzo del sughero. L’attenzione per i dettagli è la testimonianza di come Amorim sia un’azienda eclettica, a 360°, che si ispira a una filosofia aziendale in continua evoluzione. Quanto viene proposto è un vero e proprio percorso, un’esperienza personalizzata e pratica, che lascia inalterate le elevate qualità tecniche. La nuova creazione soddisfa quattro tipologie di vino, con altrettante chiusure ad alto standard qualitativo, veri e propri fiori all’occhiello tra le proposte aziendali. Il tappo PREMIUM per quelli speciali, FRIZZANTE per vini, appunto, frizzanti; GENIUS per i vini di tutti i giorni, e TRANQUILLO per vini fermi e aromatici, una soluzione all'avanguardia perché rappresenta il best-seller Amorim nel mondo e adesso è a disposizione di chi il vino lo fa a casa, con passione. Il tappo in sughero, così, diventa protagonista di una storia personale, oltre che strumento di tutela e vera e propria valorizzazione del prodotto. DIVINO’S sarà presente, tramite appositi espositori, nei consorzi agrari, nei negozi che vendono accessori per l’enologia e nelle cantine che vendono vino sfuso. Rappresenta infatti una proposta inedita, nell’offerta di Amorim, l’accompagnamento dei tappi con etichette autoadesive e user-friendly, sia nel momento in cui vengono applicate o rimosse, sia nella loro resistenza all’acqua, ideale quando si mette la bottiglia in un secchiello per il servizio.

Fonte: Carry On

 

Conegliano Valdobbiadene capitale della cultura enologica europea 2016

Non solo l'iscrizione al registro dei paesaggi rurali
di interesse storico, l'area del Prosecco Docg è stata scelta
anche per rappresentare le Città del Vino d'Europa.
Il fitto anno di appuntamenti inizierà il 27 gennaio.
Sul piatto un budget di 5,5 milioni di euro

Saranno oltre 150 le manifestazioni gli incontri culturali, scientifici, gastronomici che si svolgeranno a Conegliano-Valdobbiadene, recentemente nominata capitale della cultura enologica europea 2016. Per la prima volta non si tratta di una sola entità municipale, come succede dal 2012, cioè da quando Recevin, la rete europea della città del vino, ha promosso il riconoscimento bensì - ed è la novità - stavolta si tratta di un intero territorio, che corrisponde all’area produttiva del Prosecco Superiore. Un'area che si estende per 15 comuni: Conegliano, Susegana, San Vendemiano, Colle Umberto, Vittorio Veneto, Tarzo, Cison di Valmarino, Follina, Miane,San Pietro di Feletto, Refrontolo, Pieve di Soligo, Farra di Soligo, Vidor e Valdobbiadene dove vivono 150 mila abitanti e lavorano 3000 aziende vinicole. La nomina risale al 23 novembre scorso, quando il consiglio di amministrazione di Recevin, riunito a Bruxelles alla sede del Parlamento Europeo, aveva esaminato le candidature e i relativi dossier per il 2016. La proposta di Conegliano Valdobbiadene, i cui territori collinari sono da poco iscritti nel ‘Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico’, è risultata la più articolata e convincente. Attualmente la rete comunitaria dei territori vinicoli ha raggiunto quota 1000 municipi, dalla Grecia al Portogallo, anche grazie alla modifica dello statuto, approvato in occasione della Convention di Genzano, per cui ogni comune italiano iscritto all’Associazione nazionale Città del Vino, da Barolo a Pantelleria, automaticamente entra a far parte della rete europea Recevin.

Soddisfatto Luciano Fregonese, sindaco di Valdobbiadene: “È un riconoscimento che ci fa onore” dice “ ed è il coronamento di un lavoro di squadra per valorizzare a livello europeo il Prosecco Superiore. Infatti attraverso la promozione della Docg si valorizza l’intero territorio della denominazione insieme a tutto ciò che offre in termine di paesaggio, arte, cultura, storia e di offerta turistica”. Nel contenitore 'capitale della cultura enologica europea', infatti, è confluito un articolato programma di appuntamenti, di cui il territorio è sempre stato ricco, sia di altri costruiti per l’occasione. Tra le manifestazioni Non solo l'iscrizione al registro dei paesaggi rurali di interesse storico, l'area del Prosecco Docg è stata scelta anche per rappresentare le Città del Vino d'Europa. Il fitto anno di appuntamenti inizierà il 27 gennaio. Sul piatto un budget di 5,5 milioni di euro 10

TERRITORI programma nei 15 comuni, sono previsti degli eventi istituzionali, quali il passaggio delle consegne tra la municipalità alentejana di Reguengos de Monsaraz (Portogallo), Città del Vino Europea 2015 e Conegliano-Valdobbiadene; la premiazione del Concorso delle Città del Vino, l’assemblea generale di Recevin e la Convention d’autunno delle Associazione nazionale Città del Vino. E poi ancora la giornata europea dell’enoturismo, il cinquantenario della nascita della Strada del Prosecco (1966-2016) e il 140° anniversario della fondazione della Scuola Enologica “G.B. Carletti” di Conegliano. “ Il nostro contributo” ci racconta Diego Tomasi, direttore del centro di ricerca Cra-Vit di Conegliano “ sarà essenzialmente tecnico- scientifico e riguarderà vari aspetti tra cui una riflessione sui nuovi scenari della genetica”. “

Il programma di Conegliano Valdobbiadene, capitale della cultura enologica europea 2016 ” ci anticipa Benedetto De Pizzol, coordinatore dell’Associazione nazionale Città del vino del Veneto “ inizierà il prossimo 27 gennaio a San Pietro di Feletto con l’annuale ciclo di incontri tecnici sulla viticoltura promosso e organizzato dall’Amministrazione comunale”.

Innocente Nardi, presidente del Consorzio di tutela del Prosecco Superiore: “Conegliano Valdobbiadene capitale della cultura enologica europea 2016 è un grande progetto di comunicazione che è riuscito a mettere insieme piccole realtà, enti pubblici e privati, all’insegna del Prosecco Superiore. Un ottimo risultato che ci dà l’opportunità di ospitare i consumatori europei nel nostro territorio”.

Areguengos de montserrat, il comune della regione vinicola dell’Alentejo con poco più di 11.000 abitanti, a 170 km da Lisbona, le presenze turistiche nel 2015 in conseguenza della nomina a capitale europea della cultura del vino (l'anno prima era stata la città spagnola Jerez de la Frontera e nel 2012 la città di Marsala), sarebbero aumentate del 22%. Per i 15 comuni del Prosecco Superiore, un’area ben conosciuta e con una avviata tradizione turistica non si tratta di recuperare gap, bensì di consolidare e ampliare ulteriormente l’afflusso dei visitatori. Se nel 2014/2015 la crescita è stata del 5% delle presenze italiane e dell’1,8% di quelle straniere, l’obiettivo è di crescere ancora. “Non solo nel 2016 ” conclude Floriano Zambon , sindaco di Conegliano e Presidente dell’Associazione nazionale delle Città del Vino “ ma anche negli anni a venire perché vogliamo dare continuità al ›› nostro calendario di manifestazioni e rendere stabile il coordinamento tra comuni, consorzi, enti e istituzioni del nostro territorio: ci aspettiamo che il riconoscimento faccia crescere, tra tutti i protagonisti dell’evento, la consapevolezza dell’im portanza di valorizzare il nostro territorio e permetta altresì ai turisti europei di conoscere sempre meglio la nostra zona che dal 2010 è iscritta nella Tentative List dei siti Unesco. Sarà un’opportunità per tutti"

Fonte: Tre Bicchieri Quotidiano

Vino & Contraffazione: falsi Brunello di Montalcino e Amarone della Valpolicella

Vino & Contraffazione: falsi Brunello di Montalcino e Amarone della Valpolicella sequestrati nel magazzino di un ristorante di Copenaghen, in Danimarca. Nessun italiano indagato, si sospetta che il vino sia in realtà di provenienza spagnola

La contraffazione dei grandi vini, una vera e propria piaga per i nomi top di Francia, soprattutto in Asia, colpisce sempre di più anche le denominazioni più importanti dell’Italia del vino, e non troppo lontano da casa. Come racconta il caso, seppur non enorme nei numeri, delle 200 bottiglie di falso Brunello di Montalcino e 250 di altrettanto falso Amarone della Valpolicella, sequestrate dalla Guardia Forestale a Copenaghen, in Danimarca, nel magazzino di un ristorante.

Un sequestro che risale al novembre 2015, spiega l’Ansa, e si sospetta che il vino contenuto nelle bottiglie possa essere di origine spagnola, ma ad accertarlo saranno le analisi chimiche sui campioni prelevati dalle bottiglie sequestrate, spiegano fonti vicine alle indagini condotte dal pm Aldo Natalini della Procura di Siena, in stretta collaborazione con i colleghi danesi.
L’indagine, come riportato dal quotidiano “La Repubblica - Firenze”, è stata avviata nel 2014 a seguito dell’acquisto di alcune bottiglie da parte un cittadino danese che si è rivolto direttamente all’azienda produttrice di Montalcino, la Fanti, denunciando sospetti sul vino comprato. Sospetti poi confermati dall’azienda che si è rivolta al Consorzio di tutela facendo scattare le indagini. Attualmente risulta indagato il solo cuoco proprietario del magazzino dove erano conservate le bottiglie sequestrate e le ipotesi di reato sono frode nell’esercizio del commercio e vendita di prodotti industriali con segni mendaci.
Le bottiglie di falso Brunello e Amarone erano vendute ad un terzo del reale valore di mercato. Dagli accertamenti in corso non risulterebbero italiani nell’organizzazione di contraffazione, le lenti della procura di Siena e dei colleghi di Copenaghen, dove è stato trasferito il procedimento, si starebbero concentrando su un imprenditore tedesco appassionato di vini e sul titolare dell’azienda spagnola con cui il cuoco indagato aveva stretto rapporti commerciali acquistando le bottiglie di falso Brunello e Amarone.

fonte: Winenews