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Google Street View entra nelle cantine californiane

Mappate 78 aziende vitivinicole e 10 birrifici. Gli utenti potranno visitare virtualmente i vigneti, le sale di degustazione e gli spazi di produzione e imbottigliamento. Un simile servizio è disponibile anche per alcuni paesaggi simbolo dell’agroalimentare italiano

Il settore vino ha un forte impatto sull’economia della California, anche in termini di turismo

Ogni anno (ne abbiamo parlato qui) visitano la regione di Napa due milioni e mezzo di turisti del vino. E’ ipotizzabile che molti dei visitatori della regione utilizzino servizi di navigazione satellitare o carte geografiche elettroniche nel corso del viaggio tra le cantine.

Tra questi, com’è noto, Google Street View fornisce viste panoramiche, permettendo agli utenti di vedere on-line i luoghi mappati a livello del terreno; se però fino a qualche tempo fa le “riprese” si fermavano davanti ai cancelli delle cantine e delle aziende vitivinicole californiane, oggi è disponibile una copertura a 360° di 78 cantine e 10 fabbriche di birra. Gli utenti di Google Street View potranno dunque fare visite virtuali ai vigneti, alle cantine e alle sale di degustazione.

Una simile iniziativa è stata promossa, già lo scorso anno, in Italia attraverso un accordo tra Google Street View e Coldiretti. A novembre scorso ne avevano parlato diverse testate di settore e non. E’ infatti possibile visitare virtualmente alcune regioni simbolo dell’agroalimentare italiano quali: Le Langhe del Barolo, il paesaggio delle Arance di Sicilia, la collina di Montalcino, alcuni stralci di Maremma, e l’Altopiano di Castelluccio di Norcia.

Dal 2007 a oggi il servizio Google Street View si è sempre più arricchito di luoghi e contenuti, con l’obiettivo – come dichiarato da Google – di fornire on-line una copertura sempre più completa e precisa del mondo reale.

 

FEB

Fonte: Uiv

VIGNETI: 800MILA ETTARI, L'AVANZATA DELLA CINA

Con 800mila ettari di superfici vitate la Cina è diventato il secondo vigneto mondiale. La relazione annuale dell'Oiv.

CONGIUNTURA Oiv: nel 2014 con 800mila ettari di superfici da uva Pechino supera Parigi, preceduta solo da Madrid Vigneti, l'avanzata della Cina Consumi trainati dal Nuovo Mondo e dal commercio internazionale - Il fenomeno dei rosati La Cina con 799mi1a ettari di superfici è diventata il secondo vigneto, in assoluto, al mondo. Senza cioè distinguere se le superfici sono dirette alla produzione di uva da tavola o da vino il vigneto cinese è il secondo più esteso del mondo alle spalle del milione e 38mila ettari della Spagna. Più giù sia la Francia (792mila ettari) che l'Italia (690mila). Quello che è emerso dalla relazione annuale del direttore generale dell'Oiv, Jean Marie Aurand, è forse il più eclatante dei dati sulla congiuntura vitivinicola mondiale 2014. Ma non l'unico. Gli altri elementi che emergono con chiarezza sono il progressivo rafforzamento nei consumi mondiali dei paesi extraeuropei e il vero e proprio boom che sta registrando sui mercati internazionali il vino rosato. Sul fronte dei consumi a livello mondiale si registra una lieve flessione degli acquisti (che si sono fermati a quota 240 milioni di ettolitri, -1,2%) mentre pesante è stata la battuta d'arresto della produzione scesa a 270 milioni (meno 21% rispetto al 2013). Nel quadro generale si riscontra un progressivo arretramento dei paesi tradizionalmente consumatori a favore dei nuovi poli di consumo. «Nel periodo compreso tra il 2000 e il 2014 - si legge nella nota Oiv - si sono registrati notevoli cambiamenti visto che la percentuale della produzione mondiale oggi assorbita dai paesi europei è appena del 31% contro il 40% del 2000». Il principale consumatore restano gli Usa (con 30,7 Frimammli 799mila Gli ettari ui superfici in Cina nel 2014. Pechino supera così Parigi (792mila) ed è preceduta come principale vigneto mondiale solo da Madrid (un milione di ettari) milioni di ettolitri), seguiti dalla Francia (27,9 milioni) e poi l'Italia (20,4). In Cina invece il consumo viene stimato in 15,8 milioni di ettolitri con un calo di 1.2 milioni rispetto al 2013. In grande crescita anche gli scambi internazionali di vino. Nel 2014 infatti questi hanno riguardato circa 104 milioni di ettolitri, in crescita del 3% rispetto all'anno precedente per un controvalore che è rimasto stabile a quota 26 miliardi di euro. Il processo di internazionalizzazione del vino è tuttavia in costante progresso visto che dieci anni fa il 27% del vino consumato al mondo era importato e oggi questa percentuale è arrivata al 43 per cento. Infine il direttore generale dell'Organisation internazionale de la vigne et du vin, Jean Marie Aurand, ha infine anticipato qualche dato sulla relazione realizzata da Oiv in collaborazione con Civp (il comitato interprofessionale dei vini di Provenza) sui vini rosati. Indagine che verrà resa nota a fine anno. Tuttavia le prime anticipazioni hanno mostrato come questa categoria di vini rappresenti ormai un volume di 24 milioni di ettolitri e sono pari a circa il 10% dei consumi mondiali. «Tuttavia - ha detto Aurand - negli ultimi dieci anni mentre il consumo mondiale di vino è cresciuto complessivamente del 6% quello relativo ai vini rosati invece di ben il 25 per cento». I rosati quindi si candidano a essere il vero e proprio fenomeno nel panorama mondiale del vino. 

GIORGIO DELL'OREFICE

Fonte: Sole24ore

Annata agraria con prezzi in calo

Il Prosecco traina ancora l'export Male le quotazioni del settore zootecnico, del mais e della soia e prime valutazioni sull'annata agricola 2015 indicano per il Veneto una flessione degli investimenti a frumento tenero e orzo.

VENETO   Al contrario, si stima che gli ettari di frumento duro possano triplicare. Per il mais infatti si prevede una contrazione del 15-20%, compensata però dall'aumento della soia. Negativi i prezzi che nei primi mesi del 2015 per frumento tenero e mais sono rimasti su valori inferiori rispetto a quelli dell'anno precedente rispettivamente dell' 11 e del 20 per cento. Sono le prime valutazioni della campagna in corso presentate recentemente a Legnaro (Pd) assieme al report di Veneto Agricoltura sulla congiuntura dell'agroalimentare regionale nel 2014. Non sembra dare problemi l'annata viticola 2015, grazie all'export di vino, soprattutto gli spumanti. Difficile la situazione nel comparto lattiero-caseario: nel primo semestre del 2015 le quotazioni del latte crudo alla stalla sono scese del 10-15% e in calo sono risultate anche le quotazioni dei principali formaggi Dop veneti. Fin qui le valutazioni sull'anno in corso. Per quanto riguarda invece il 2014 si segnala un piccolo passo avanti nella produzione agricola complessiva e uno indietro sui prezzi e quindi per i margini delle aziende agricole. La produzione 2014 ha guadagnato il 2,7% favorita dal clima, ma a scapito dei prezzi, scesi del 6,1% rispetto al 2013. II valore dell'agricoltura regionale si è fermato co-si a 5,7 miliardi di euro, in calo del 3,6% sull'anno precedente. L'estate fresca e piovosa 2014 ha penalizzato alcune colture come la vite e agevolato la produzione di mais, cresciuta del 35% (di fronte a un calo dei prezzi del 16%) e soia che ha aumentato del 45% la superficie coltivata (con un calo del 13% nelle quotazioni). Molto bene anche per le barbabietole da zucchero che hanno visto rimbalzare del 48% la superficie coltivata e le colture ortofrutticole (patate 49%, lattuga 13%, mele 15%). Per il vino sono stati raccolti 10,4 milioni di quintali di uva, in calo dell'11% rispetto al 2013. Di conseguenza, la produzione di vino è scesa a 8,2 milioni di ettolitri (-9%). Il fatturato del settore regionale ha però toccato 1,67 miliardi di euro ( 5,1%) grazie soprattutto al Prosecco che ha trainato l'export ( 16,8%). Il neo assessore all'Agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan, ha ricordato come le difficoltà siano legate agli «alti costi di produzione e ai bassi prezzi spuntati dagli agricoltori». Annunciando l'apertura di nuovi bandi del Psr 2014-2020 dopo l'estate soprattutto a favore dei giovani agricoltori. •

FRANCESCA BACCINO

fonte: Sole24Ore