Consorzio Tutela del Ramandolo

Piazza 29 Settembre
33045 Nimis (Udine)
Italia
La zona di produzione è compresa nell'area dei Colli Orientali del Friuli a nord di Udine e più precisamente fra i comuni di Nimis e Tarcento. La superficie vitata è di 60,41 ettari con una produzione di 2355 ettolitri; le aziende iscritte al Consorzio sono attualmente trenta. La morfologia di queste colline è particolare, le pendenze sono molto accentuate ? oltre il 30% ? e molto spesso le lavorazioni debbono essere fatte interamente a mano. Le terrazze sono strette, a volte inferiori al metro ma, dati i dislivelli, non vi è pericolo di ombreggiamento. Rappresentano il punto più a nord-est della viticoltura friulana.

La conca di Ramandolo è dominata dal monte Bernadia la cui cima raggiunge i 900 metri sul livello del mare e fa da copertura ai venti freddi di tramontana. I vigneti, tutti esposti a mezzogiorno, sono collocati tra i 250 metri sul livello del mare a Torlano, i 369 metri a Ramandolo e i 413 metri a Sedilis. Le consistenti escursioni termiche in epoca prevendemmiale determinano una specie di isola climatica che ha portato ad una drastica selezione delle uve coltivate; oltre al Ramandolo, altre due varietà autoctone danno qui ottimi risultati: il Picolit e il Refosco. I terreni sono delle marne eoceniche, inadatti a quasi tutte le coltivazioni, ma altamente vocati alla viticoltura: un suolo povero di sostanze nutritive, che consente una produzione di qualità piuttosto che di quantità.

Il Ramandolo è ottenuto da uve di Verduzzo Friulano, clone giallo. La vite, che richiede sesti d?impianto medi, forma di allevamento a Guyot o alla cappuccina, ha resistenza discreta alle malattie, vigoria ottima e produzione buona e costante.
Il grappolo è piccolo, lungo 12-14 centimetri, ha peduncolo corto e robustissimo, ed è compatto, piramidale con due ali ben evidenti. Ha acino piccolo, sferico, con pedicelli corti, cercine evidente, pennello corto e resistente allo stacco. La buccia è molto dura, pruinosa, di color giallo oro quasi ambrato, con caratteristico punto nero all?apice dell?acino. La polpa è succosa, acida, tannica, carnosa. I vinaccioli sono in numero di tre, piriformi e grossi.

La raccolta delle uve è tardiva, molto spesso con un leggero appassimento in pianta; infatti, la vendemmia può arrivare anche alla fine di novembre. La vinificazione deve essere fatta obbligatoriamente entro la zona di produzione. Anni fa veniva utilizzata la tecnica ?per alzata di cappello?, ossia una leggera macerazione che, date le basse temperature normalmente raggiunte qui in autunno, risultava essere una blanda criomacerazione; oggi i produttori adottano l?appassimento delle uve in appositi locali condizionati, ottenendo un vino di notevole complessità aromatica.

Il Ramandolo è di color giallo oro antico, ha profumo di acacia, di frutta matura, susine e albicocche; di gusto pieno e di gran corpo, lunghissimo in bocca ? poiché la sensazione piacevole rimane per gran tempo dopo la deglutizione ? è leggermente tannico, deliziosamente dolce e richiama il gradevole amarognolo del miele di castagno con sfumature di miele di tiglio.

È un vino da meditazione, ottimo anche con il foie gras, il pâté di fegato, il prosciutto San Daniele e di Sauris, la trota affumicata; non di meno, è apprezzato con il Gorgonzola, il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il Pecorino e il Montasio stagionato, la frutta e la pasticceria secca, la Gubana.
Va servito a temperatura di 10-12 gradi.
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