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Sostenibilità ambientale

VITIVINICOLO TUTTI I NUMERI ALLA VIGILIA DEL FOCUS SULLO STATO DEL VIGNETO VENETO

VITIVINICOLO TUTTI I NUMERI ALLA VIGILIA DEL FOCUS SULLO STATO DEL VIGNETO VENETO

Veneto Agricoltura fotografa il comparto vitivinicolo regionale alla vigilia del primo focus 2019 dell'ormai storico Trittico Vitivinicolo, in programma giovedì 13 giugno (ore 9:30) a Conegliano-Tv. Un settore in continua crescita che per quanto riguarda solo l'export vale 2,22 miliardi di euro.

Veneto Agricoltura, a pochi giorni dal primo focus del Trittico Vitivinicolo 2019, in programma a Conegliano (Tv) giovedì 13 giugno alle ore 9,30 presso la sede dell'Università (via Dalmasso 1), ormai storico appuntamento durante il quale viene fatto il punto sullo stato vegetativo del vigneto veneto alla vigilia dell'estate, presenta una interessante fotografia del comparto, comprendente produzione, superficie, prezzi e risultati dell'export. Si tratta di una utilissima serie di dati che consente ai produttori di meglio programmare la nuova annata. Secondo i dati Istat elaborati dai tecnici di Veneto Agricoltura, la superficie vitata in produzione nel 2018 nel Veneto è pari a 86.973 ettari, con un aumento annuo del +8,4%, estensione che potenzialmente potrebbe salire, secondo lo Schedario Viticolo Veneto, fino a 94.414 ettari in caso di realizzazione di nuovi vigneti grazie all'utilizzo dei diritti di reimpianto acquistati fuori regione e a quelli derivanti dal nuovo sistema di autorizzazione agli impianti. A livello provinciale, tutte in crescita rispetto al 2017 le superfici in produzione, con Padova (+12,8%), Vicenza (+14,2%) e Venezia (+15,0%) in decisa salita, mentre le province più interessate dal vigneto, come Treviso e Verona salgono rispettivamente del +8,1% e +4,6%. Relativamente alla vendemmia 2018, Avepa indica una produzione di uva di circa 16,4 milioni di quintali, con un forte recupero dei volumi rispetto al 2017 nell'ordine del +48,9%. Nell'ultimo anno, la quantità di uve DOC e DOCG è aumentata del +24% circa rispetto al 2017, mentre la produzione IGT registra un più consistente +81% circa. La produzione di vino nel 2018 risulta essere pari a circa 12,9 milioni di ettolitri, con un incremento produttivo rispetto al 2017 del +51,8%. Quasi il 69% del vino prodotto è a Denominazione (DOC, DOCG), con il 17,3% costituito da vino IGT e la restante quota del 14,1% dai vini da tavola e varietali. Sotto la forte spinta del Prosecco e del Pinot Grigio delle Venezie, il vino bianco sfiora il 79% sul totale del vino prodotto in regione. A livello di Denominazioni, la produzione di vino spumante Prosecco DOC è stata di 3,5 milioni di ettolitri (+6%), con le DOCG Conegliano-Valdobbiadene e Asolo che concorrono alla produzione rispettivamente con 680 mila ettolitri e 93 mila ettolitri. Al suo primo anno di imbottigliamento, la DOC "Delle Venezie", che coinvolge le tre Regioni del Triveneto, ha prodotto per circa 1,2 milioni di ettolitri, pari a 162 milioni di bottiglie di vino. Un po' più contrastata la produzione vinicola dei rossi veronesi, con i cali registrati per l'Amarone (-8%) ed il Bardolino (-4%), mentre cresce del +28% il Valdadige Rosso. L'abbondante vendemmia 2018, con i rialzi dei quantitativi rilevati, ha comportato una generalizzata diminuzione delle quotazioni delle uve venete, anche se si sono tenute comunque ai livelli medi registrati nell'annata 2016. Dall'analisi dei dati statistici rilevati presso le Borse Merci delle Camere di Commercio di Verona, Treviso e Padova, risulta un calo medio del prezzo delle uve pari al -20,9% per tutte le tipologie presenti in Veneto. Entrando nel dettaglio provinciale, Verona registra una perdita media del -23,9%, a Padova il calo è stato leggermente più rilevante (-26,4%), mentre la perdita di quotazione di Treviso si è attestata sul -11,9%. A Verona si rileva un prezzo medio dell'uva alla produzione di 0,74 €/kg, più basso il valore registrato a Padova (0,50 €/kg), mentre Treviso perde la leadership regionale, facendo segnare un prezzo medio di 0,65 €/kg, valore molto vicino al prezzo medio per l'intera regione, che risulta essere pari a 0,63 €/kg. Considerando che l'export del vino italiano nel 2018 si è attestato su circa 6,2 miliardi di euro, con una crescita annua del +3,3%, il solo Veneto ha esportato vino per 2,22 miliardi di euro, con una variazione positiva del +3,6% rispetto all'anno precedente. La quota detenuta dal Veneto sul totale del vino italiano esportato oltre confine è salita al 35,8%, confermando ulteriormente la propria leadership a livello nazionale e distanziando di quasi il 20% le immediate inseguitrici, Piemonte, Toscana e Trentino-Alto Adige.

Comitato Scientifico ONAV enologa Graziana Grassini

Comitato Scientifico ONAV enologa Graziana Grassini

Entra una lady d'eccezione: l'enologa Graziana Grassini

VENETO PIOGGIA PIOGGIA E ANCORA PIOGGIA AGRICOLTURA KO

VENETO PIOGGIA PIOGGIA E ANCORA PIOGGIA AGRICOLTURA KO

Vigneti in ritardo di tre settimane (ma il punto con gli operatori sarà fatto il 13 giugno a Conegliano al Trittico Vitivinicolo); campi allagati per mais, frumento e soia; ortofrutticoli in difficoltà anche per le basse temperature, ciliegie ko. I tecnici di Veneto Agricoltura fotografano i diversi comparti del primario. Dati ARPAV allarmanti: precipitazioni +50% al 19 maggio; temperature le più basse di sempre.

Vitigni autoctoni

Radici del Sud 2019 il futuro dei vini del Mezzogiorno è negli autoctoni

Radici del Sud 2019 il futuro dei vini del Mezzogiorno è negli autoctoni

Concluso a Sannicandro di Bari l'evento dedicato ai vini del Sud Italia con la consegna dei premi ai 3 vincitori assoluti. Durante il convegno sottolineate le potenzialità degli autoctoni.

Questo è quanto è emerso dal convegno Scenari mondiali del mercato del vino e il ruolo del Sud italia che ha concluso la quattordicesima edizione di Radici del Sud, il multievento dedicato ai vini e agli oli del Meridione al Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari. Daniel Romano, responsabile di marketing e comunicazione dell'azienda Tarlant nello Champagne, ha sottolineato come la viticoltura francese, dove le cuvée di alta gamma nate da uve autoctone hanno un enorme successo, potrebbe essere un esempio da seguire per quella del Sud Italia. "La riscoperta dei vitigni del proprio territorio – spiega Romano – possono diventare anche nel Sud Italia quella caratteristica che contraddistingue l'identità di ogni viticoltore e che gli permette di affermarsi non solo a livello qualitativo, ma anche di mercato". Durante il convegno sono intervenuti anche alcuni dei giornalisti italiani e stranieri impegnati per tutta la settimana in viaggi stampa, degustazioni e incontri con i produttori del territorio e tutti si sono dichiarati positivamente sorpresi dalla qualità attuale e dalle potenzialità future che hanno dimostrato i vini del Mezzogiorno. A seguire sono stati premiati i 75 vincitori del Concorso Internazionale di Radici del Sud, oltre alle tre cantine vincitrici assolute, che si sono aggiudicate un servizio di tappatura ArdeaSeal e uno di etichettatura IPPU. Sul gradino più alto del podio è salita la cantina Borgo Turrito con il suo aleatico Terra Cretosa 2018, che ha vinto 20 mila etichette e altrettante controetichette offerte da IPPU e 10 mila tappi messi in palio da ArdeaSeal. Al secondo posto è stata premiata Cantine Delite con il taurasi Pentamore 2012, mentre la medaglia di bronzo è andata a Ferrocinto con il greco Pollino Bianco 2018. “Radici del Sud – commenta l’organizzatore dell’evento Nicola Campanile – si è riconfermato anche quest’anno un’importante vetrina nazionale e internazionale per i produttori del Sud Italia e siamo felici di essere riusciti a dimostrare ancora una volta le potenzialità del nostro territorio e dei nostri vini, sempre più conosciuti e apprezzati”. A chiudere la settimana di Radici del Sud è stato, per tutta la giornata, il Salone dei vini e degli oli del Sud Italia, banco degustazione aperto al pubblico con 125 aziende d'eccellenza del mondo enologico e oleario del Mezzogiorno, che ha registrato un numeroso afflusso di pubblico. Appuntamento a fine luglio con la seconda edizione di 100 bianchi del Sud tra terra e mare che rientra nella rassegna itinerante Aspettando Radici del Sud 2020 e dal 9 al 15 giugno 2020 per la 15^ edizione di Radici del Sud.

GRANDI LANGHE 2019 SEI SEMINARI DI APPROFONDIMENTO SUI VITIGNI AUTOCTONI

GRANDI LANGHE 2019 SEI SEMINARI DI APPROFONDIMENTO SUI VITIGNI AUTOCTONI

Fra le novità dell'edizione 2019, gli incontri con esperti di settore per approfondire la geologia delle Langhe e le caratteristiche dei principali vitigni del territorio.

VINI DEL SUD ITALIA SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALI RADICI DEL SUD 2018:

VINI DEL SUD ITALIA SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALI RADICI DEL SUD 2018:

Dal 5 all' 11 giugno torna la settimana dedicata alla promozione dei vini da vitigno autoctono del meridione d'Italia. Grande conclusione con banco d'assaggio e cena di gala al Castello di Sannicandro (BA)

Barolo

Nasce la Hall of Fame del vino italiano

Nasce la Hall of Fame del vino italiano

Barbera d'Asti Bricco dell'Uccellone 1982 di Giacomo Bologna, Barolo Marcenasco 1965 di Renato Ratti e Roero Ròche d'Ampsèj 1996 di Matteo Correggia i primi vini.

Il WiMu di Barolo accoglie le stelle del vino italiano. Nasce nell’avveniristico Museo ideato da François Confino e inaugurato nel più famoso borgo di Langa nel 2010 la Hall of Fame dedicata ai grandi nomi dell’enologia italiana. Così come per il mondo dello sport, la musica e ancora il cinema, anche il vino avrà la sua Galleria delle Glorie dedicata ai personaggi che con carisma e visione, attraverso la loro opera, hanno contribuito a fare dell’Italia un punto di riferimento nel mondo, promuovendo i prodotti e i paesaggi, anticipando spesso le tendenze del pubblico, accendendo i riflettori su vitigni e denominazioni. Allora non è un caso che la prima cerimonia di ingresso nella Hall of Fame del vino italiano sia in programma sabato 22 giugno, all’indomani del solstizio d’estate e nel quinto anniversario dell’Unesco dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato. Alle 16,30 nel cortile del castello comunale Falletti di Barolo, sede del WiMu, la Barolo & Castles Foundation inaugurerà una nuova tradizione per far sì che – dopo l’attenzione e la narrazione giustamente dedicate ai padri fondatori dell’Ottocento come la marchesa Juliette Colbert e il conte Camillo Benso di Cavour, il maggiore generale Paolo Francesco Staglieno e l’enologo francese Louis Oudart –, anche il Novecento entri di diritto a far parte del percorso museale. «E’ proprio nei lunghi e travagliati decenni del grande secolo del vino italiano che possiamo individuare le personalità chiave che hanno permesso ai territori vocati all’enologia di uscire dagli angusti steccati in cui era confinato, prendendo le strade di tutto il mondo – dicono dal Comitato scientifico della Barolo & Castles Foundation –. E’ giunto il momento di accogliere tra i grandi della patria, almeno quella fondata sulla vite, i più illustri rappresentanti dell’enologia italiana, trovando loro uno spazio all’interno del WiMu di Barolo destinato a diventare sempre più la casa delle Glorie del vino». Per la prima edizione di questo omaggio, partendo dal territorio di riferimento dei Paesaggi vitivinicoli dell’Unesco, è lo stesso Comitato scientifico della Fondazione (formato da rappresentanti dei Consorzi e personalità del mondo culturale, artistico, intellettuale e imprenditoriale locale) ad aver valutato e selezionato una terna di nomi che sabato 22 giugno inaugureranno la Hall of Fame con il “ritiro dell’etichetta”. Ovvero, per ogni personaggio, la posa nel Museo dell’etichetta di un’annata simbolo in grado di raccontare non solo la carriera dell’uomo, ma il punto di svolta in una sorta di “prima e dopo”. I nomi scelti dalla Barolo & Castles Foundation per il 2019 sono Renato Ratti per la Langa, Giacomo Bologna per il Monferrato e Matteo Correggia per il Roero. Le tre “divise” che saranno ritirate per entrare nel Museo del Vino sono il Barolo Marcenasco 1965, la Barbera Bricco dell’Uccellone 1982 Braida e il Roero Ròche d’Ampsèj 1996. Per un ritratto dei tre vini, e relativi autori, interverranno alla cerimonia il giornalista e divulgatore Massimo Martinelli, che ricorderà la figura di Renato Ratti, Marco Felluga, decano dell’enologia friulana, amico storico e compagno di mille avventure e viaggi di Giacomo Bologna, e Coco Cano, noto pittore uruguaiano da molti anni stabilitosi in Italia, amico di Matteo Correggia e ideatore dell’iconica etichetta della cantina roerina. Durante l’incontro saranno proiettati video e immagini che ritraggono i protagonisti e ci sarà la posa delle etichette celebrative, disegnate, utilizzando come colori i vini dei tre nomi insigniti del riconoscimento, dall’artista Rita Barbero, nella sala degli Stemmi del castello comunale Falletti di Barolo, sede del WiMu. A condurre la cerimonia sarà il giornalista de La Stampa Roberto Fiori. «Finalmente iniziamo a concretizzare una serie di idee condivise con il territorio attraverso il lavoro del Comitato scientifico della Fondazione – dice Paolo Damilano, presidente della Barolo & Castles Foundation –. Questo progetto è un punto di partenza per continuare a dare visibilità a cantine e produzioni e arricchire il Museo di ulteriore interesse per turisti e appassionati. Come le stelle per il mondo del cinema, la musica e lo sport, una Galleria delle Glorie che raccoglie le etichette più significative del territorio, e in futuro anche oltre confini, è un elemento conduttore di fascino per poter raccontare in maniera diversa e originale la storia dell’enologia italiana». Aggiunge Renata Bianco, sindaco di Barolo: «Accogliamo con entusiasmo questa nuova iniziativa che ha l’ambizione di diventare un appuntamento annuale per dedicare un’esposizione permanente, all’interno del nostro WiMu a Barolo, agli uomini e le personalità che hanno contribuito a rendere grande il mondo del vino in Langa, in Piemonte, in Italia e all’estero». ° 1965 Barolo Marcenasco – Renato Ratti Prima annata di Barolo prodotta da Renato Ratti al suo rientro dal Brasile, dov’era stato tecnico della Cinzano. Una lavorazione con metodi moderni (affinamento più lungo in bottiglia, indicazione del vigneto), che ha dato il “la” non solo e non tanto all’azienda di famiglia, quanto all’impegno di Ratti sul territorio, tradotto anche in decine di libri, le cariche istituzionali (presidenza del Consorzio del Barolo e direzione del Consorzio dell’Asti), la prima mappatura dei Cru, la carta delle annate, l’Albeisa, il Museo dell’Annunziata. ° 1982 Barbera Bricco dell’Uccellone Braida – Giacomo Bologna  Prima annata della “Barbera delle Barbere”, ottenuta da vigneto singolo, affinata in barrique e dunque trattata alla stregua di un grande rosso italiano. Di fatto, sancì l’affermazione della tipologia nel mondo, sdoganando definitivamente un vino fino a quel momento considerato “da pasto”, o comunque semplice e incapace di grande complessità. ° 1996 Roero Ròche d’Ampsèj – Matteo Correggia  Prima annata del “Roero per eccellenza”, prodotto da un giovane Matteo Correggia dopo aver frequentato i più esperti colleghi di Langa e aver appreso le tecniche viticole e produttive più moderne ed efficaci. Subito accolto con grande favore dalla critica italiana e internazionale, il Roero Ròche d’Ampsèj decretò il successo enologico della Sinistra Tanaro, offrendole un posto al tavolo dei grandi vini del mondo. La prima edizione della Hall of Fame del vino italiano è promossa dalla Barolo & Castles Foundation in collaborazione con il Comune di Barolo, il Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, il Consorzio di tutela del Roero, il Consorzio della Barbera d’Asti e vini del Monferrato, l’Enoteca Regionale del Barolo e MCC Multi-Color Italia S.p.A., che sostiene il WiLa – Wine Labels Collection.

Barolo 2019 Successo di pubblico e qualità

Barolo 2019 Successo di pubblico e qualità

In 700 da tutta Italia e dall'estero per celebrare il "Re dei Vini"

Barolo 2019

Barolo 2019

31 produttori della Strada del Barolo e grandi vini di Langa al grande evento che celebra a Roddi il "Re dei Vini". Tra le annate in degustazione, l'eccezionale 2015.

Turismo del Vino

VINOVIP CORTINA IL SUMMIT DEL VINO AD ALTA QUOTA

VINOVIP CORTINA IL SUMMIT DEL VINO AD ALTA QUOTA

Cortina d'Ampezzo ospita la dodicesima edizione dell'evento enologico più esclusivo. Una full immersion nel vino "d'autore" in uno dei teatri naturali più belli del mondo: il patrimonio Unesco delle Dolomiti

La manifestazione è organizzata da Civiltà del bere, la storica rivista enologica italiana, che anima una due giorni di seminari, masterclass e degustazioni ad alta quota. Anche per questa edizione sono attesi nomi di fama internazionale, in una delle mete turistiche più amate. A VinoVip Cortina partecipano personalmente i grandi nomi del vino tricolore, dal Piemonte alla Sicilia. Questi gli appuntamenti clou del 2019. Domenica 14 luglio (pomeriggio e sera) - proiezione in anteprima nazionale del docu-film “Vino, l’eterna ricerca di eccellenza”, cortometraggio realizzato da Foragri - Fondo Interprofessionale per la Formazione in Agricoltura - con la consulenza di Civiltà del bere - presentazione della ricerca Variabili del successo, a cura del Centro Studi Management DiVino di Studio Impresa - talk show Vino tra desiderio e mercato, che coinvolgerà gli imprenditori vinicoli presenti, al cospetto di opinion leader e stampa (estera e nazionale) - La cena delle stelle, ai 2123 metri del Rifugio Faloria Lunedì 15 luglio (mattina) - masterclass Una leggenda del nostro tempo: André Tchelistcheff. Proiezione in prima assoluta nazionale del film “André - The Voice of Wine” (2017, 98 minuti), diretto da Mark Tchelistcheff, nipote del celebre enologo. Il racconto del viaggio epico di un emigrato russo che ha cambiato per sempre il mondo del vino. Conosciuto come il “decano del vino americano”, André Tchelistcheff, è fra i padri dell’enologia californiana (e non solo: Ornellaia è fra i suoi capolavori). Al termine della proiezione, dibattito con testimoni della straordinaria carriera dell’enologo (Piero Antinori, Giovanni Geddes da Filicaja, Gelasio Lovatelli, Joel Aiken). Al termine, degustazione di una selezione di vini da lui creati o a lui ispirati. Lunedì 15 luglio (pomeriggio) Chiude la manifestazione, come sempre, il leggendario Wine-tasting delle Aquile al Rifugio Faloria con i 54 Protagonisti di VinoVip Cortina 2019: sarà l’occasione per assaggiare i 164 gioielli enologici (fra vini e distillati) delle aziende che hanno scritto la storia di uno dei prodotti simbolo del made in Italy. Un programma ricco, studiato per approfondire la conoscenza del nettare di Bacco, immersi in alcuni dei più bei paesaggi delle Dolomiti. Un vero e proprio summit, un incontro tra leader e uno scambio di assaggi, informazioni, opinioni. Le 54 Cantine protagoniste del Wine-tasting delle Aquile (Rifugio Faloria, lunedì 15 luglio): Marchesi Antinori - Argiolas - Banfi - Guido Berlucchi - Bertani Domains - Bisol1542 - Bortolomiol - Boscarelli - Bottega - Castagner - Castelfeder - Castello di Querceto - Famiglia Cecchi - Cleto Chiarli - Cantine Due Palme - Eleva - Livio Felluga - Ferrari/Tenute Lunelli - Frescobaldi - Gruppo Italiano Vini - Gualdo del Re - Lungarotti - Mandrarossa - Masi Agricola - Mastroberardino - Mezzacorona - Monteverro - Pasqua - Pio Cesare - Planeta - Poggio Cagnano - PuntoZero - Rocca delle Macìe - Ruffino - Tenuta San Guido - Tenuta Santa Caterina - Santa Margherita Gruppo Vinicolo - Cantina Santadi - Siddùra - Tasca d’Almerita - Tenuta L’Impostino - Tenuta di Fiorano - Terra Moretti - Tommasi Family Estates - Torre Rosazza - Torrevento - Cantina Tramin - Umani Ronchi - Velenosi - Villa Matilde Avallone - Villa Sandi - Vite Colte - Zenato - Zorzettig

PROSECCO HILLS

PROSECCO HILLS

DA PRODOTTO A DESTINAZIONE TURISTICA PER CREARE VALORE

Strada del Vino e dei Sapori del Trentino riunita in Assemblea per presentare il bilancio 2018 e il piano operativo 2019

Strada del Vino e dei Sapori del Trentino riunita in Assemblea per presentare il bilancio 2018 e il piano operativo 2019

Risultato di esercizio positivo per l'Associazione che riunisce circa 370 soci dislocati su tutto il territorio provinciale, dal Garda alle Dolomiti. 278 le giornate evento organizzate o compartecipate nel corso dell'anno, oltre un migliaio di articoli pubblicati su stampa locale e nazionale e 435 mila visualizzazioni pagina/anno sul sito web istituzionale. In crescita, anche tutti i social.

Prosecco

VIGNETO VENETO NONOSTANTE TUTTO SI PREVEDE UNA PRODUZIONE 2019 ABBONDANTE

VIGNETO VENETO NONOSTANTE TUTTO SI PREVEDE UNA PRODUZIONE 2019 ABBONDANTE

Giovedì 13 giugno (ore 9:30 a Conegliano-Tv) "Trittico Vitivinicolo", ovvero il consueto primo focus di Regione e Veneto Agricoltura alla vigilia dell'estate. I tecnici annunciano una produzione abbondante, nonostante una primavera piovosa e con basse temperature. Riflettori anche sul vigneto biologico.

Con l’arrivo, proprio in questi giorni, di temperature tipicamente estive e una forte concentrazione di umidità relativa è però esplosa non solo la naturale fase vegetativa delle piante ma anche il rischio di infezioni – peronospora e oidio su tutte – rimaste finora silenti. Al momento, sottolineano gli operatori sul campo, l’annata viticola si annuncia abbondante sotto il profilo produttivo, addirittura sui livelli del 2018, con una grande quantità di gemme presente sulle piante. Se prevarrà il bel tempo nei prossimi 10/15 giorni, è concreta la possibilità di andare incontro ad una annata vitivinicola più che soddisfacente. È questo, in estrema sintesi, il quadro che annuncia il primo focus del Trittico Vitivinicolo 2019, ormai “storico” evento in tre tappe (giugno, agosto, dicembre) promosso da Regione e Veneto Agricoltura, con ARPAV, AVEPA, CREA-VE e Università di Padova-CIRVE, in programma giovedì 13 giugno (ore 9:30) a Conegliano-Tv presso la sede dell’Università (via Dalmasso, 1). Nel corso dell’convegno, rivolto a viticoltori, tecnici e operatori del settore, il cui titolo si annuncia impegnativo: “Clima e viticoltura: verso la fine di una alleanza?” sarà fatto il punto sullo stato del vigneto veneto alla vigilia dell’estate, fornite le prime indicazioni di produzione a livello regionale e affrontate alcune importanti questioni quali, appunto, la sempre più difficile gestione dei vigneti biologici dovuta alle recenti normative europee che obbligano la riduzione dell’uso di rame per ettaro e che stanno mettendo in difficoltà i viticoltori alle prese con stagioni spesso molto piovose. Il programma del focus di Conegliano si presenta interessante fin dal primo intervento, quello di Francesco Rech del Servizio Meteorologico dell’ARPAV che farà il punto sull’andamento meteo registrato nel Veneto nel corso del primo semestre dell’anno; a seguire, Luisa Mattedi, della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (Tn), che parlerà invece delle conoscenze attuali e delle prospettive future della gestione biologica del vigneto; tema, questo, che sarà approfondito da Christian Marchesini, produttore in Valpolicella, che spiegherà, grazie alla sua esperienza diretta, le difficoltà di gestire un vigneto in conduzione biologica. Infine, Andrea Battistella del Consorzio di Tutela Prosecco DOC farà il punto sulla gestione della produttività in vigneto nel rispetto dei disciplinari, mentre Diego Tomasi del CREA-VE di Conegliano analizzerà lo stato vegetativo del vigneto veneto di fronte all’andamento di una primavera anomala.

Conegliano Valdobbiadene Festival Prosecco Superiore DOCG

Conegliano Valdobbiadene Festival Prosecco Superiore DOCG

Celebra con noi i nostri primi 50 anni di Tutela

Prosecco Universo le tre Denominazioni insieme a Vinitaly

Prosecco Universo le tre Denominazioni insieme a Vinitaly

Nel nuovo stand spazio alla discussione di temi legati alla storia, alla tutela e alla sostenibilità del territorio

Legislazione del vino

PIEMONTE DEL VINO BIANCO FA SQUADRA

PIEMONTE DEL VINO BIANCO FA SQUADRA

Presentata l'iniziativa "Solo Bianco, i grandi bianchi autoctoni del Piemonte" volta a valorizzare l'altra faccia del Piemonte enoico.

Per la prima volta i vitigni autoctoni a bacca bianca si presenteranno uniti, in un grande evento programmato per la primavera 2020 e sostenuto da tutti i Consorzi di tutela regionali coordinati da Piemonte Land. I vini a base Arneis, Cortese, Erbaluce, Favorita, Nascetta e Timorasso, saranno infatti i protagonisti di un intenso programma di masterclass, degustazioni e seminari rivolti a stampa e wine lover, volti a focalizzare l’attenzione sulle caratteristiche uniche di questi vitigni, facendone scoprire tutto il potenziale. Perché il Piemonte non è solo rosso. “Il Piemonte vince quando fa squadra. Per questo abbiamo deciso di unire le eccellenze enoiche regionali in un appuntamento ricorrente, la cui prima tappa sarà nella primavera 2020 a Milano dove, nel presentare i risultati dell’annata, daremo risalto a quelle caratteristiche, non sempre così note, di longevità e freschezza che caratterizzano i vini bianchi piemontesi e li rendono unici nel panorama nazionale ed internazionale” commenta Filippo Mobrici, Presidente di Piemonte Land “Per fare ciò sfrutteremo la straordinaria vendemmia 2018, che ci ha regalato dei vini eccellenti, soprattutto per i vitigni a bacca bianca. Un’annata in cui il rapporto tra la quantità delle uve raccolte e la loro qualità è tra i migliori degli ultimi decenni, in grado di offrirci vini con un immenso potenziale, godibili anche negli anni a venire” In Piemonte la superficie rivendicata a Denominazione si attesta intorno 35.000 ettari, di cui circa 15.000 sono coltivati con varietà a bacca bianca, tra cui spiccano Arneis, Cortese, Erbaluce, Favorita, Moscato, Nascetta e Timorasso. Vitigni autoctoni che rappresentano la base di numerose Denominazioni, prodotte in aree differenti e per questo con caratteristiche altrettanto diverse, a testimonianza di come il rapporto tra il territorio e il vino sia imprescindibile. La vitivinicoltura piemontese mostra caratteristiche uniche, che ne fanno una delle realtà importanti nel panorama internazionale. Le aziende vitivinicole in Piemonte sono 18.000. L’export si conferma attorno al miliardo di euro su un export agroalimentare complessivo di 4,5 miliardi di euro. Un export che interessa circa il 60% del vino prodotto in Piemonte, di cui il 70% è destinato al mercato comunitario. I principali paesi importatori sono Germania, Gran Bretagna, USA, Francia, Russia, Spagna, Svizzera, Giappone Il valore aggiunto della viticoltura piemontese deriva dal profondo legame con i luoghi di produzione, in cui i grappoli vengono accuditi e portati a maturazione. Luoghi dove la vite ed il vino modellano il paesaggio rurale, esaltano l’enogastronomia, finendo per essere elementi fondamentali delle bellezze artistiche, letterarie, culturali, storiche di questi territori. Spazi che ogni anno accolgono milioni di turisti enogastronomici, attratti anche dalle pagine letterarie di grandi scrittori come Cesare Pavese, Beppe Fenoglio, Mario Soldati e Davide Lajolo, che con le loro opere hanno reso immortali queste colline e questi vigneti. Il consorzio Piemonte Land of Perfection nasce per offrire ai consorzi di tutela del vino piemontese un’assise in cui individuare operatività e strategie di promozione comuni. Costituito nel 2011, ha l’obiettivo di armonizzare la promozione dei vini, dell’eccellenza agroalimentare e delle bellezze del Piemonte in tutto il mondo, nonché di ottimizzare l’utilizzo dei fondi comunitari sulla promozione. I suoi soci sono: Consorzio dell’Asti, Consorzio Alta Langa, Consorzio Barbera d'Asti e vini del Monferrato, Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, Consorzio Brachetto e vini d’Acqui, Consorzio vini DOCG Caluso e DOC Carema e Canavese, Consorzio vini Colli Tortonesi, Consorzio Freisa di Chieri e Collina Torinese, Consorzio del Gavi, Consorzio Nebbioli Alto Piemonte, Consorzio dell’Ovada, Consorzio del Roero e Vignaioli Piemontesi.

Primitivo di Manduria il Consorzio blocca i falsi in Italia Cile e Portogallo produzione + 15%

Primitivo di Manduria il Consorzio blocca i falsi in Italia Cile e Portogallo produzione + 15%

Rafforzata l'attività di vigilanza e tutela nei confronti della grande doc pugliese Nel 2018 cresce la produzione del 15%: 15 milioni di litri per 20 milioni di bottiglie

Consorzio Vini Asolo Montello presenta in Regione la richiesta di blocco delle rivendiche

Consorzio Vini Asolo Montello presenta in Regione la richiesta di blocco delle rivendiche

La misura adottata dall'Assemblea dei Soci e il nuovo Metodo Viticolo rappresentano il primo passo di un percorso che mira alla salvaguardia del paesaggio dei Colli di Asolo.

Müller Thurgau

Rassegna Internazionale Müller Thurgau Vino di Montagna

Rassegna Internazionale Müller Thurgau Vino di Montagna

DAL 4 AL 7 LUGLIO LA XXXII RASSEGNA INTERNAZIONALE MÜLLER THURGAU: VINO DI MONTAGNA CON PREMIAZIONE DEL XVI CONCORSO INTERNAZIONALE VINI MÜLLER THURGAU.

La premiazione in programma nell'ambito della manifestazione nata per celebrare questo assoluto protagonista della viticoltura in Valle di Cembra. Nel corso della quattro giorni, spazio anche a degustazioni libere e guidate, con l'intervento di esperti e sommelier professionisti, affiancate da iniziative culturali e folcloristiche. Cembra Lisignago (TN), 3 giugno 2019 - Ci vogliono solo una manciata di minuti, dirigendosi a nord est di Trento, per immergersi in un territorio ancora poco conosciuto ma davvero suggestivo, caratterizzato da vigneti costruiti su arditi terrazzamenti sorretti da oltre 700 km di muretti a secco, finalmente riconosciuti dall'Unesco "Patrimonio dell'Umanità". È la Valle di Cembra che, per queste sue caratteristiche, è considerata uno degli esempi più lampanti di viticoltura eroica e che nel 2017 è stata premiata con il riconoscimento della sottozona per le produzioni - Müller Thurgau, Riesling Renano, Pinot Nero e Schiava - che ne rispettano il disciplinare. Qui, grazie a terreni porfirici e una forte escursione termica, ha trovato il suo terreno di elezione il Müller Thurgau, vitigno nato a fine 800 per mano del Prof. Herman Müller. Un'eccellenza che, dagli anni '80, viene celebrata dalla "Rassegna Internazionale Müller Thurgau: Vino di Montagna", giunta alla XXXII edizione ed entrata di diritto all'interno del calendario delle manifestazioni enologiche provinciali, denominate #trentinowinefest, coordinate dalla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino. L'appuntamento quest'anno è dal 4 al 7 luglio, nel Comune di Cembra Lisignago e nei territori limitrofi, con un programma davvero ricco di iniziative pensate e organizzate dal Comitato Mostra composto da giovani volontari mossi dalla volontà di raccontare e valorizzare il proprio territorio e questa eccellenza che lo caratterizza profondamente. Nel corso della quattro giorni il pubblico potrà dunque accedere a degustazioni libere dei numerosi Müller Thurgau messi a disposizione dalle cantine aderenti, presso le eleganti sale di Palazzo Maffei, ma anche partecipare a diversi incontri di approfondimento, come la comparativa tra vini locali e prodotti enologici della zona dell'Etna o la degustazione di grappa di Müller Thurgau organizzata dall'Istituto Tutela Grappa del Trentino. Tra i momenti più attesi, la premiazione dei vini vincitori del XVI Concorso Internazionale Vini Müller Thurgau, nato per mettere a confronto le produzioni dell'area alpina, italiane e non. L'appuntamento assume ancora più rilevanza se si considera che si tratta della più antica competizione a livello internazionale dedicata a questo particolare vitigno. Ad assegnare i punteggi, giovedì 28 giugno, una commissione di qualità composta da 18 membri suddivisi in enologi, degustatori - in rappresentanza delle diverse associazioni di sommelier presenti, ovvero ASPI, AIS, FIS e ONAV - e giornalisti della stampa di settore, attraverso degustazioni alla cieca in cui ogni vino viene analizzato nel suo complesso, prendendo in considerazione vista, olfatto, gusto e gusto-olfatto. Tante le iniziative collaterali, tra trekking guidati e folclore, ma anche un percorso di avvicinamento al mondo della degustazione con assaggio di marmellate, confetture, succhi organizzato dalla Federazione Italiana Sommelier Trentino Alto Adige. E, per gustare questo incredibile prodotto anche al di fuori di questo specifico territorio, come ogni anno la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino arricchisce la manifestazione con A tutto Müller (scopri il programma su tastetrentino.it/atuttomueller), ricco calendario di iniziative a tema in programma dal 27 giugno al 7 luglio su tutto il territorio di competenza dell'Associazione, dal Garda alle Dolomiti. Profilo manifestazione La Rassegna Internazionale Müller Thurgau: Vino di Montagna è organizzata dal Comitato Mostra Valle di Cembra, con il supporto della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino e la collaborazione di Regione Trentino-Alto Adige, Provincia Autonoma di Trento, APT Pinè Cembra, Comunità della Valle di Cembra, BIM dell’Adige, Comune di Cembra Lisignago, Comune di Giovo, Comune di Altavalle, Fondazione Edmund Mach, Consorzio Vini del Trentino, Istituto Tutela Grappa del Trentino, Donne Rurali, Club 3P, Cassa Rurale Rotaliana e Giovo, Cassa Rurale Lavis-Mezzocorona-Valle di Cembra. Profilo Müller Thurgau Nato tra il 1882 e il 1891 dall'incrocio di Riesling renano e Madeleine Royal per mano del prof. Hermann Müller, il Müller Thurgau è un vitigno che matura al meglio in montagna e che in Valle di Cembra, territorio al riparo da montagne e boschi e caratterizzato da terreni porfirici e forte escursione termica, ha trovato il suo habitat ideale. Dalla vinificazione delle sue uve, si ottiene un vino bianco di colore giallo paglierino scarico con riflessi verdolini, una componente aromatica molto evidente, con sentori di erbe aromatiche, sambuco, frutta tropicale e agrumi. Sapido, minerale, con piacevole acidità: tipiche caratteristiche dei vini di montagna . Profilo Valle di Cembra Paesaggio rurale storico d'Italia, nominato dal Mipaaf nel 2011, e membro dell'"Alleanza Mondiale dei paesaggi terrazzati", è zona da secoli votata alla viticoltura ed emblema nazionale ed internazionale della viticoltura eroica di montagna. Attraversata dal torrente Avisio, oltre che per i suoi vini e per le sue grappe, è conosciuta a livello mondiale per la presenza di porfido, definito "oro rosso", e per le Piramidi di Segonzano, monumento naturale frutto dell'erosione dei fianchi dei monti.

RASSEGNA MÜLLER THURGAU TRENTINO VINO DI MONTAGNA VERSO LA 31° EDIZIONE

RASSEGNA MÜLLER THURGAU TRENTINO VINO DI MONTAGNA VERSO LA 31° EDIZIONE

Tra gli appuntamenti in programma, la premiazione del 15° Concorso Internazionale Vini Müller Thurgau. Le iscrizioni, aperte a tutti i produttori di Müller Thurgau dell'Arco Alpino, terminano il 10 giugno.

LA XXX RASSEGNA DEL MÜLLER THURGAU INCONTRA SAN PATRIGNANO

LA XXX RASSEGNA DEL MÜLLER THURGAU INCONTRA SAN PATRIGNANO

All'interno della manifestazione, promossa dalla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell'ambito del coordinamento delle manifestazioni enologiche provinciali, spazio anche alla solidarietà, grazie ad una collaborazione con l'Associazione Amici di San Patrignano che illustrerà al pubblico le opportunità di recupero offerte dalla Comunità nei settori agricolo ed enologico. In programma, anche un tasting dei vini prodotti a San Patrignano e una cena di beneficienza.

Vino e professioni

Donatella Cinelli Colombini confermata alla presidenza della Doc Orcia per la terza volta

Donatella Cinelli Colombini confermata alla presidenza della Doc Orcia per la terza volta

Nel nuovo Consiglio entrano le nuove leve delle aziende storiche e ben cinque seggi sono ricoperti da donne

2019-2022 Donatella Cinelli Colombini inizia così il suo terzo mandato alla presidenza della DOC Orcia, una denominazione nata nel 2000 nel Sud della Toscana, in 12 comuni fra i territori del Brunello di Montalcino e del Vino Nobile di Montepulciano, in una zona collinare di grande pregio per i vini rossi e di grande bellezza paesaggistica. Negli ultimi anni la giovane e ambiziosa Doc Orcia ha visto un notevole innalzamento qualitativo tanto da essere annoverata fra le piccole denominazioni italiane emergenti. Un lungo percorso nato nel 2013 con la prima Presidenza di Donatella Cinelli Colombini durante la quale venne ideato il progetto con il claim “Orcia, il vino più bello del mondo” che riassume al suo interno eventi, contatti e comunicazione portati avanti fino ad oggi e che si intende continuare ad implementare. << Ancora una volta ringrazio per la fiducia e sono orgogliosa di ricoprire nuovamente questo incarico per l’Orcia Doc>> afferma Donatella Cinelli Colombini. << Il Consiglio intende continuare l’intenso lavoro di eventi, degustazioni e visite svolto nel passato puntando a consolidare la propria visibilità e commercializzazione nell’area di produzione. Un territorio che registra ogni anno un milione e mezzo di presenze turistiche e circa un milione di escursionisti soprattutto stranieri, per cui ha il mercato di esportazione proprio “sotto casa”>> conclude la Presidente. Il Consiglio di Amministrazione si rinnova anche con le nuove generazioni di due storiche aziende presenti nei board precedenti: Capitoni Marco e Cantina Campotondo che vedono rispettivamente l’ingresso di Angelo Capitoni ed Elena Salvicci. Altro nuovo ingresso è quello di Giovanna Santi (Soc. Agr. Bagnaia) e Carlo Pilenga (Az. Agr. Trequanda) che affiancano quindi Antonio Rovito (Soc. Agr. Val d’Orcia Terre Senesi), Giuseppe Olivi (Soc. Agr. Le Buche), Roberto Rappuoli (Az. Podere Forte), Gabriella Giannetti (Az. San Savino) e i due vicepresidenti Giulitta Zamperini (Az. Agr. Poggio Grande) e Roberto Terzuoli (Soc. Agr. SassodiSole) già presenti nel board precedente. Infine Andrea Giorgi (Az. Sampieri del Fa) ricopre il ruolo di Segretario e il Dott. Marco Turillazzi quello di Sindaco Revisore.  Altra novità è il numero di donne presenti all’interno del nuovo Consiglio di Amministrazione: ben cinque membri su undici! Il nuovo Consiglio si è messo subito al lavoro con due nuovi progetti. Il primo è un piano di marketing innovativo all’interno di un progetto di filiera che collega le cantine con la rete commerciale locale. Prevede di offrire a enoteche e ristoranti cantinette climatizzate in vetro e acciaio da usare per conservare le bottiglie Orcia e mostrare le aziende e le bellezze del territorio attraverso un display. Invece per le cantine che vendono in grande distribuzione saranno prodotti espositori in grado di rendere più visibile la denominazione. Il secondo, ancora ai primi sviluppi, riguarda direttamente i turisti con la realizzazione di master class studiate appositamente per loro. Un modo nuovo di mescolare cultura del vino e intrattenimento puntando sul nuovo ruolo assunto dall’enogastronomia nell’esperienza di viaggio e come attrattore turistico. Il vino Orcia viene prodotto in una settantina di aziende di cui 40 iscritte al Consorzio e dal 2014 ricopre l’incarico di vigilanza e promozione Erga Omnes. La produzione totale della denominazione è di 320.000 bottiglie l’anno con il Sangiovese come principale vitigno dei rossi. Una produzione di nicchia che punta ad essere sempre più visibile.

Consorzio Alta Langa Giulio Bava confermato presidente

Consorzio Alta Langa Giulio Bava confermato presidente

TERZO MANDATO PER GIULIO BAVA ALLA GUIDA DEL CONSORZIO ALTA LANGA; VICEPRESIDENTE GIOVANNI CARLO BUSSI

Seeds&Chips 2019 il Social Hackathon di Friendz per l'agricoltura sostenibile

Seeds&Chips 2019 il Social Hackathon di Friendz per l'agricoltura sostenibile

Friendz ospite di Seeds&Chips con un social hackathon per l'agricoltura sostenibile del futuro.